Il diciassettesimo episodio di Dark Agony

Ci siamo. Il diciassettesimo episodio di “Dark Agony – racconto di gruppo”, scritto da Simona Baldi è pronto. Leggetelo su “Passione Lettura”: http://www.passionelettura.it/2012/10/03/dark-agony-diciassettesimo-episodio/

Diciassettesimo episodio di “Dark Agony”. L’autrice è Simona Baldi.

DarkAgony Definitiva1 182x300 Dark Agony   Diciassettesimo episodio

 

Timyn aveva raccontato a Bret di suo zio Sebastian che, impavido, tradiva ogni essere che si trovava sul suo cammino e uccideva tutti i vampiri del clan dei Dracul, spacciandosi persino per amico di Vincent. Sebastian era un uomo impavido e senza scrupoli. Senza cuore, senza sentimenti. Tutto ciò che si trovava davanti, umano o no, lui lo uccideva. Senza pietà. Credendo di averli sterminati tutti, si era dato per morto. Si nascondeva nella foresta in attesa di nuovi sviluppi e attendendo il momento giusto per uscire allo scoperto. Gli avevano detto che Vincent era sparito e che suo figlio Bret era ancora vivo. Aspettava il momento per ucciderlo e porre fine alla dinastia dei Dracul, per poter essere il solo a dominare il mondo. Bret ascoltava con i pugni serrati le parole di Timyn e cercava un contatto mentale con Aislin, ma non ci riusciva. Timyn se n’era accorta e smise per un attimo il raccconto. «Da qui è difficile comunicare con l’universo parallelo.» Vincent mi aveva detto il contrario! Pensò adirato. Timyn, anche lei telepate come Aislin, gli disse con fermezza: «Riuscirai a parlare con lei quando sarai lucido.» Bret sogghignò. Non sapeva che il padre non gli aveva detto tutto riguardo agli specchi e a cosa vi andasse incontro. Aveva ancora l’odore della pelle di Aislin addosso, vivo nelle sue narici. Finito il pasto caldo che Timyn gli aveva preparato con parsimoniosa cura, Bret disse: «Quando comincia il mio addestramento?» «Appena sarai pronto.» «Ma io sono già pronto!» esplose Bret. «Calma: prima di tutto riposati. Domattina presto vedremo.» «Va bene.» Si sdraiò sulla panca e cadde in un sonno profondo. Timyn era una donna candida, vestita di bianco e nonostante avesse più di cento anni se li portava bene. Occhi azzurri, grandi ciglia nere. Stava a guardare il ragazzo. «Sei uguale a lui…» sospirò. Mentre Bret dormiva, nel sonno cercava ancora di mettersi in contatto con Aislin, ma non ci riusciva. Voleva dirle che stava bene, che era ancora vivo e voleva parlarle di Sebastian. Ma in quella dimensione sembrava che il suo potere telepatico non funzionasse. Forse sarò solo stanco, proverò domattina. Quindi si addormentò molto profondamente. Quando si svegliò era molto presto. Timyn aveva preparato del buon caffè e lo stava aspettando. «Buongiorno» disse «Dormito bene?» «Come un cucciolo.» rispose lui sorseggiando il caffè. «Ora sbrigati, iniziamo!» Finalmente! Pensò. «Che impazienza!» fece lei ridendo. Salirono lungo la collina adiacente alla casa. Quando arrivarono in cima, vide che non c’era nessuno. «Bene, cominciamo!» gridò lei avventandoglisi addosso come una furia.

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