La recensione di “Histoire d’O” di Pauline Réage by Evelyn Storm

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Titolo: Histoire d’O
Autrice: Pauline Réage
Casa Editrice: Bompiani
Numero pagine: 235
Trama: La giovane “O” ama a tal punto il fidanzato René da accettare, come prova del suo amore, di essere portata in un castello a Roissy dove viene data in uso sessuale ad altri uomini e sperimenta pratiche erotiche di ogni tipo. Frustata, sodomizzata, educata a comportarsi come una vera e propria schiava sessuale, “O” trova la sua felicità proprio in questo progressivo e totale annullamento della sua volontà, nel quale essa rinuncia alla propria libertà lasciando che sia un uomo a detenerla come una sorta di vera e propria proprietà personale.Tuttavia non sarà René a disporre per sempre di lei come padrone assoluto, ma sir Stephen, l’uomo che esercita una sorta di autorità morale anche su René, e che aveva imposto a quest’ultimo di rendere la sua donna una schiava perfetta, per poi infine consegnarla a lui definitivamente.
Recensione: Sulla copertina leggo “il classico dell’erotismo”. Ora, trattandosi di un romanzo vecchio (edito nel 1954), e dopo aver letto “50 sfumature di grigio”, pensavo erroneamente di aver letto di tutto e che niente potesse più stupirmi, ma mi sbagliavo. Insomma, O, la protagonista, è disposta a sottomettersi per il suo amante René e ad accettare qualsiasi scelta lui voglia, come se sentisse di meritarsi di essere punita e di non potersi quindi ribellare. Ma qui non stiamo parlando di una proposta indecente tra loro due, ma di diventare una vera schiava anche e sopratutto per altri uomini. E O accetta. Cosa implica? Che sarà frustata, legata, che le sarà detto persino cosa indossare, come tenere la bocca, come sedersi. Sarà costretta, al pari di una prostituta consenziente, a soddisfare le esigenze di più uomini, anche alla volta, di portare “divaricatori” anali, di farsi marchiare e bucare nelle parti intime. Sarà tenuta legata e “aperta” alla vista di altre donne, sue compagne di disavventure, dovrà portare corsetti per diventare più stretta in vita, ma non solo. Consegnata dal suo amante a sir Stephen, che diventerà il suo vero e assoluto padrone, gli ubbidirà e sedurrà anche una donna, nonostante già in passato avesse avuto storie o avventure con il gentil sesso. Anzi, eccitandosi alla vista di una donna e facendola sentire eccitata per la sua vicinanza o il suo tocco, saprà perfettamente come gli uomini si sentono in sua presenza e sarà anche compiaciuta di questo. Che dire del romanzo? Le spiegazioni sono anche troppo dettagliate, rese però in maniera arcaica, con termini tipo “terga”. Non conosciamo l’esatto periodo in cui il tutto si svolge, ma si può intuire che siamo in un altro secolo e in Francia. Il romanzo suscita sicuramente varie emozioni, anche sul finale, che non c’è. Leggiamo solo che un capitolo è stato tolto e che, dopo le brutture subite, non ci sarà un lieto fine per O, anzi. Ma d’altronde, se gli uomini che in teoria dovrebbero amarla sono disposti a farle subire di tutto, non ci si può nemmeno aspettare che la trattino degnamente nemmeno sul finale. Personalmente, l’ho trovato troppo “forte” come tema e non so se sentirmi più infuriata con lei, che si fa fare di tutto come fosse un oggetto, oppure con quei maniaci e sadici degli uomini del romanzo, che in qualsiasi momento possono pretendere di essere soddisfatti.

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