La recensione di “Uno studio in vapore” di Letizia Loi

Titolo: Uno studio in vapore
Autrice: Letizia Loi
Casa editrice: Lite Editions
Trama: Una Londra vittoriana un po’ diversa dal solito, tra macchine a vapore e cittadini mutanti. Sherlock Holmes, su otto viscidi tentacoli, dovrà ritrovare una persona scomparsa, aiutato come sempre dal fido Dr. Watson. Le leggi stesse della natura e della società, però, sono cambiate e ci si trova a far fronte a situazioni impreviste.
Recensione: Trattandosi di un racconto non posso rivelare troppo. Mi limiterò a dire le sensazioni che ho provato leggendolo. L’autrice ha indubbiamente creato un mondo in chiaro stile steampunk, dando alla Londra vittoriana un’impronta futuristica voluta e molto diversa da come ci possiamo aspettare. Chi ama il genere troverà sicuramente una lettura che scorre e che stupisce, soprattutto leggendo la descrizione di Sherlock Holmes e il rapporto che ha instaurato con Watson. Rapporto che va oltre il lavoro. La Loi ha rimescolato le famose figure dei due, modellandoli a suo piacimento. E’ breve, certo, ma dopotutto sappiamo fin dall’inizio che si tratta di un racconto, e quindi si legge in fretta. Lo stile è scorrevole, la scrittura è minuziosa al pari delle descrizioni. E non mancano le situazioni impreviste dovute, come letto nella trama, alla scomparsa di… di chi? Leggetelo per scoprirlo.

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3 commenti su “La recensione di “Uno studio in vapore” di Letizia Loi

  1. Di recente anch’io ho letto un romanzo steampunk, molto bello tra l’altro: “De bello alieno” di Davide Del Popolo Riolo. Te lo straconsiglio se non l’hai già letto.

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