Intervista all’autrice Alessandra Paoloni

Oggi intervisto Alessandra Paoloni, autrice di “E’ che aspettavo”.
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1) Da uno a dieci quanto ami la scrittura?
Un miliardo di milioni! La amo così tanto che è diventata la mia vita. Non saprei cosa fare senza. È come l’aria e come il cibo. Se non scrivessi cosa sarei? Una ragazza qualunque che vive tanto per farlo, senza sperare di realizzare il suo sogno.

2) Quali sono i tuoi autori preferiti? Citane almeno due.
Stephen King e Emily Bronte. Due autori che poco c’entrano l’uno con l’altro. Ma mi piace definirmi una scrittrice poliedrica, dalle mille sfaccettature. Due mostri sacri questi (uno della letteratura moderna, l’altra della classica) che mi hanno insegnato molto. Sono fari d’ispirazione. “Cime tempestose” resta tuttora il mio libro preferito, quello che avrei voluto scrivere. Di King amo l’introspezione dei suoi personaggi e la loro psicologia, che mi ha permesso sempre di sentirli vicini durante la lettura, una dote questa che vorrei possedere.

3) Hai pubblicato alcune tue storie su Amazon. Come ti trovi?
Su amazon mi trovo benissimo. Non pensavo che la strada del self fosse così gratificante. Certo, pubblicare su amazon vuol dire essere editori di se stessi: curare la sinossi, l’editing del testo, cercare una cover e poi promuovere il proprio libro. Ma è una sfida che consiglio. Sicuramente è una strada che continuerò a percorrere affianco a quella dell’editoria tradizionale.

4) Cosa ti ha ispirato la trama di “È te che aspettavo”?
Quando ho scritto “È te che aspettavo” non sapevo nemmeno io dove sarei andata a parare e quali sarebbero stati i risultati. Uscivo da una delusione da parte di un agente letterario (che tuttavia non mi ha demoralizzata, anzi) e ho trovato per caso il concorso della Sperling Privè su un blog. La Sperling cercava racconti erotici da inserire nella propria collana in digitale. Ho deciso seduta stante di provare, per tenere la mente impegnata, consapevole che stavo andando incontro a un genere mai sperimentato prima. Ho lasciato che la trama si costruisse da sola. Ho immaginato l’incontro di due ragazzi (Elly e Norman) incastrato in una trama più complessa, in vicende umane più complicate quali possono esserlo solo le incomprensioni in famiglia e la morte. Il resto è venuto da sé. Al concorso della Sperling sono arrivata seconda. Assurdo ma vero. Ma alla fine la casa editrice ha deciso di pubblicare solo il vincitore e così io ho ripiegato per amazon. Una scelta azzeccata visto che l’ebook ha scalato le classifiche da quando è uscito (era il 16 marzo) e ancora oggi resiste ai primi posti. Un successo inaspettato che mi ha permesso di testare i miei limiti.

5) Sofferenza, amore e sesso. Quale prevale di più nel tuo libro?
Forse il sesso. Le scene di sesso sono molte, ma perché essendo un racconto erotico sono state quasi “necessarie”. Ma ho capito, scrivendo questo genere, che le scene di sesso devono incastrarsi bene nella trama, la devono sorreggere, altrimenti non avrebbero ragione di esserci. Ma ho cercato di alternare queste descrizioni ai sentimenti, di narrare una storia omogenea che anche i lettori, che magari l’erotico non lo digeriscono, potevano apprezzare.

6) Perché un lettore dovrebbe leggerlo?
Perché chi lo ha letto dice che è un esperimento riuscito, e vorrei avere altre conferme o magari delle smentite.

7) Cosa ti aspetti dal futuro?
Mi auguro di continuare a scrivere e pubblicare perché, come ti dicevo all’inizio, è un bisogno quasi fisiologico per me. Spero di non deludere i lettori e di regalare loro storie sempre nuove e coinvolgenti. Spero che i miei personaggi diventino loro amici e che possano sognare, o soffrire, con loro esattamente come faccio io quando li descrivo.

8) Un link dove i lettori possano trovarti.
Vi lascio il link al mio blog ufficiale, dove potete trovare alcune notizie relative ai miei libri.
Ti ringrazio Evelyn per questa intervista!
http://paolonialessandra.blogspot.it/

Grazie a te, Alessandra.

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