Intervista a Rhoma G. su “Bittersweet”

Ciao a tutti, sto procedendo con la scrittura, ma intanto mi porto avanti con le interviste ai miei amici autori. Ecco le domande a Rhoma per il suo romanzo “Bittersweet”. 9788896701713
1) Scrivere… cosa racchiude per te questa parola?
Racchiude molti significati. Ho cominciato a farlo “seriamente” in un momento particolare della mia vita, quando ho avvertito fortissima la necessità di esternare ciò che sentivo. Sono stata meglio; ho capito che era una sorta di medicina, un placebo che, certamente, ha funzionato benissimo per me. Dunque scrivere, per la sottoscritta, è innanzitutto una sorta di terapia. Poi è libertà. Quando scrivo ho la possibilità di far accadere di tutto, pure l’impossibile! Vuoi mettere la soddisfazione di poter decidere, per una volta, come devono andare a finire le cose? Scrivere è comunicazione, è comunione… scrivere è la mia vita.

2) La tua esperienza come autrice è positiva fino a questo momento?
Assolutamente sì, anche se so di essere alla base della piramide che, nei miei sogni, mi piacerebbe scalare. Nell’ultimo periodo ho avuto la fortuna di conoscere autrici/autori che hanno tanta più esperienza di me e mi hanno fatto intendere che la strada è lunga e irta, tuttavia se ami davvero quello che fai il percorso “ad ostacoli” non conta.

3) Quali sono gli obiettivi che ti sei posta?
Nessuno. Per meglio dire, non me ne sono posta. Prendo quel che viene, giorno per giorno, e cerco di godermelo. Quando ho inviato il manoscritto alle case editrici mi sono imposta di non aspettarmi nulla, poi è andata come è andata, perciò wow! Tutto ciò che fino ad adesso è accaduto è quasi la realizzazione di un sogno. Sarei bugiarda, però, se non ammettessi che mi piacerebbe sfondare, di contro ho i piedi ben piantati in terra e l’umiltà e la gavetta sono le mie radici.

4) Cosa o chi ti ha ispirato “Bittersweet. Qualcuno come te?
Sia un “cosa” che un “chi”. In quel periodo ascoltavo sempre una canzone di Adele che dice: “ma c’è un lato di te che non avevo compreso, tutte le cose che dicevi non erano mai vere e i giochi che hai fatto, li hai sempre vinti”. Questa frase mi ha dato l’input, l’ispirazione, poi ha contribuito anche il fatto che una mia cara amica stava vivendo la sua storia d’amore con quello che, dieci anni prima, era stato il suo sogno proibito: il classico figo della scuola, bello e irraggiungibile. A distanza di anni il sogno non era più tanto proibito e forse il ragazzo non più tanto figo. Sta di fatto che si sono sposati. Lei ha avuto la sua possibilità e, confido, anche lui. Il mio è un libro che parla di seconde possibilità.

5) Sei più legata a Grace o a Josh?
Di solito amo tutte le mie “creature” ma Grace, chiaramente, mi somiglia, se non fisicamente per molti aspetti del suo carattere. In generale lei è un po’ tutte noi. In perenne guerra con la bilancia, non resiste alle patatine fritte, odia a morte la taglia 42 “quella bastarda” come la chiama lei, e periodicamente si sottopone alla ceretta per eliminare i baffetti. E’ un po’ goffa, ma sul lavoro è un asso. Le sue qualità non sono evidenti, bisogna osservarla attentamente e lei consente di farlo a chi lo merita veramente. Josh invece è più complicato. Il suo aspetto fisico è una sorta di condanna. Oppure, semplicemente, è stato sfortunato ad incontrare gente che non ha saputo guardare oltre. Fino a quando non incontrerà una ragazzina un po’ rotondetta e senza peli sulla lingua, e la sua vita cambierà per sempre. Sono personaggi senza pretese con profondi sentimenti, vivono una vita ordinaria ma mai banale. Sono un po’ di me, un po’ di te, un po’ di tutti coloro che leggono questa intervista.

6) Ci sarà un seguito?
Sicuro! Altrimenti rischio il linciaggio. Lo sto già scrivendo e la speranza è quella di finirlo in dicembre. Si intitolerà “Stardust” e sarà una sorpresa.

7) Una motivazione per cui un lettore dovrebbe leggerlo.
Bè una è poca, considerando quanta abbondanza di New Adult abbiamo oggi sul mercato editoriale. Di certo posso dire perché non dovreste leggerlo: non c’è sesso sfrenato. Non ci sono personaggi che possiedono aerei personali, fuoriserie o “stanze dei giochi”. Forse, dopotutto, una motivazione c’è: è un libro coi piedi ben piantati in terra.

8) Un link dove i lettori possano trovarti.
http://www.bittersweetblog.altervista.org
Sono presente anche su facebook come Rhoma G autrice.
Ps GRAZIE MILLE EVELYN!
Grazie a te!

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