Intervista a Lorenzo Carbone sul libro “Tra mistero e peculiarità”

Buongiorno a tutti. Nuova giornata di interviste agli autori. Oggi è la volta di Lorenzo Carbone a cui ho fatto domande sul suo libro “Tra mistero e peculiarità”. lorenzo-carbone-tra-mistero-e-peculiarita
1) Quando hai iniziato a scrivere?
Ho iniziato a scrivere dopo che ho fatto un sogno talmente nitido e coinvolgente che ho sentito la necessità di metterlo per iscritto. Era un sogno dai toni molto forti ma anche molto fantasioso. Praticamente mi sono svegliato mezzo sudato di mattina esto e mi sono precipitato a cercare un foglio e una penna non sapendo bene cosa stessi facendo. Quando sono arrivato alla settima pagina mi sono reso conto che avevo fatto qualcosa che fino a quel momento non credevo fosse nelle mie corde, avevo scritto una storia. Ciò che mi ha colpito di più è la ricchezza dei dettagli che sono riuscito a ricordare del sogno e il modo in cui questa mia attenzione nel ricordarli si rifletteva nel fatto che la storia acquisiva completezza e coerenza.
2) Come definiresti il tuo rapporto con la scrittura.
Il mio rapporto con la scrittura cambia ogni giorno: ci sono giorni in cui scrivo molto e giorni in cui non scrivo per nulla a seconda di come mi sento. Non posso dire di essere uno scrittore metodico ma per ora solo uno scrittore saltuario, o una persona con una discreta passione per la scrittura. In fondo per scrivere è necessario ricordarsi i dettagli e avere una certa predisposizione all’osservazione della realtà. Devo dire che osservare il mondo è qualcosa che ho sempre fatto dalla giovane età, da una parte perché mi tenevo a distanza e quindi lo potevo valutare con distacco, dall’altra perché mi affascinava e dava strane sensazioni allo stesso tempo. Quelle sensazioni che nascevano dalla comprensione delle incongruenze e delle stranezze sia dei comportamenti delle persone, che di alcuni eventi della realtà si traducono molto spesso nelle parole che scrivo.
3) Le tue esperienze editoriali come sono state?
Finora ho avuto due esperienza editoriali e sono state entrambe positive.
4) Parlaci in riassunto di “Tra mistero e peculiarità”.
Vi riporto il riassunto fatto dalla mia casa editrice: Una raccolta di racconti originale, realistica e drammatica nelle riflessioni che affronta: in un viaggio nel tempo che spesso si prospetta verso il futuro lontano, in un universo che ora sembra ancora non appartenerci, l’autore, senza remore, racconta i difetti della società attuale portandoli verso l’esasperazione. Tutti i racconti si basano sull’effetto farfalla, ovvero sulla concatenazione di causa ed effetto, tanto che i personaggi, spesso troppo convinti delle proprie idee, terminano con il dover cambiare pensiero quando vengono messi di fronte a una realtà più dura di quella immaginata. Una dura condanna ai difetti moderni, dalla mancanza di valori nella vita quotidiana alla totale indifferenza della classe politica nei confronti della problematiche dei cittadini, fino alla perdita completa di una parvenza di umanità. Tra misteri, follie e destini, Lorenzo Carbone illustra perfettamente quel battito d’ali di farfalla che può cambiare gli eventi a distanze impensabili, lasciando al lettore spunti di riflessione volti a recuperare nel nostro mondo valori e ideali, fondamentali per la vita di ognuno.
5) Come mai hai scelto i racconti e non un romanzo per descrivere ciò che volevi dire?
Ho scelto i racconti non tanto per a una ragione stilistica quanto pratica infatti ho cominciato a scrivere una serie di racconti uno dopo l’altro e alla fine ho deciso di metterli insieme in un’unica raccolta.
6) Cosa vuoi trasmettere con questa tua opera?
Con questa mia opera voglio trasmettere delle emozioni e delle idee. L’idea di base di questi racconti è quella dell’effetto farfalla, cioè anche anche la più piccola azione può creare delle conseguenze enormi. Nei miei racconti attraverso i miei personaggi cerco anche di fare passare delle riflessioni sulla realtà, su come funziona il mondo e di come a volte sia ingiusto e crudele.
7)Di cosa tratta? Ti sei ispirato a situazioni realmente accadute mentre scrivevi?
Le mie storie sono puramente frutto della fantasia, non hanno nessun collegamento con esperienze vissute. Ovviamente la scrittura ha sempre a che vedere con chi scrive e quindi nei miei racconti è possibile che alcuni personaggi abbiano alcuni miei tratti caratteriali o che esprimano delle opinioni sul mondo che condivido. La mia fonte principale di ispirazione è la realtà che in tutte le sue peculiarità e stranezze mi fornisce tutto il materiale di cui ho bisogno. Non prendo però spunto da situazioni in particolare anche se sicuramente alcune situazioni mi hanno colpito, nel senso che non mi limito mai a mettere su testo qualcosa che è già accaduto limitando così in maniera brutale il lavoro che dovrebbe fare l’immaginazione.
8)Parlaci dei tuoi personaggi
I miei personaggi hanno qualcosa che li tiene in qualche modo separati dalla realtà che spesso o disprezzano o sopportano poco. Qualcosa che sicuramente li caratterizza tutti è una certa sensibilità che li rende a volte fragili, a volte più capaci di comprendere la realtà che li circonda e il dolore nonché le incongruenze che caratterizzano la realtà. Posso dire con certezza che i miei personaggi non hanno nulla di stereotipato e soprattutto non si inseriscono in quel trend di omogeneizzazione o tritacarne semantico che sta spingendo il genere umano verso la distruzione delle differenze individuali.
9)A che genere appartiene il tuo libro?
Prima di tutto devo dire che non apprezzo molto la rigida categorizzazione in generi dato che non permette allo scrittore di esprimere in piena libertà la sua creatività. Se proprio devo dire a quale genere si avvicina di più la mia raccolta di racconti direi la fantascienza dato che trattano scenari molto poco realistici, alcuni nel futuro ma hanno anche molti elementi che si allontanano da questo genere. Nei miei racconti spesso mi sono divertito a dare una forte caratterizzazione emotiva e psicologica dei personaggi, cosa che spesso manca nei racconti di fantascienza dove viene spesso prediletta la descrizione degli scenari e degli eventi futuri e fuori dal “normale”. In alcuni dei miei racconti ci sono anche degli elementi che li collocherebbero nel genere fantasy o nel realismo magico, sullo stile di Garcia Marquez o Kafka, in quanto avviene una sospensione dell’incredulità momentanea che permette al lettore di accettare eventi apparentemente assurdi.
10) Un messaggio per i lettori.
Di coltivare sempre la loro immaginazione e la creatività perché il mondo ne ha bisogno.
11) Un link dove possiamo trovare il tuo libro
http://www.davidandmatthaus.com/?p=579

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