Intervista all’autrice Elvira Tonelli

Ciao a tutti i lettori fissi e ai visitatori occasionali. Oggi ho intervistato per voi l’autrice Elvira Tonelli.
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1) Elvira, benvenuta. Prima di iniziare a scrivere sarai stata una lettrice. Qual è il primo libro che hai letto?
Leggere mi è sempre piaciuto e questa passione è cresciuta a dismisura soprattutto dopo il periodo scolastico. Sinceramente il primo libro letto non lo ricordo, in quanto tra le mie mani ne sono passati davvero tanti. Posso dirti che prediligo i romanzi d’amore, di avventura e le storie vere.
2) Hai un autore preferito? Se sì, chi è?
Ne ho due. Una donna, Danielle Steel di cui ammiro molto la semplicità di scrittura, le descrizioni minuziose dei personaggi e la sensibilità che traspare in ogni suo romanzo. E poi adoro Nicholas Sparks, dai cui libri sono stati tratti anche dei film e del quale amo il suo modo di riuscire a trasmettere emozioni forti, profonde.
3) Quali romanzi leggi di solito?
Solitamente, come ho già anticipato nella prima risposta, leggo romanzi d’amore, di avventura e storie vere. Mi appassionano meno i gialli, per nulla i thriller.
4) Qual è stata la molla che ti ha spinto a voler mettere per iscritto le tue storie?
La verità è che mi è sempre piaciuto scrivere e, ad un certo punto, ho voluto mettermi alla prova. Sarei stata in grado di raccontare attraverso la scrittura i mille pensieri che mi frullavano per la testa? E così ci ho provato. Vedere pubblicati i propri libri è una grande soddisfazione, ma ciò che appaga maggiormente è sapere di essere letti. Se poi si hanno anche riscontri dai lettori – meglio se positivi – è il massimo!
5) Da cosa prendi ispirazione?
Solitamente costruisco una storia ispirandomi a fatti accaduti e rivisitandoli in base ai personaggi che ho in mente. Accade, forse più spesso, che invento di sana pianta un racconto che poi abbellisco ambientandolo in luoghi reali, che ho visitato, eventi avvenuti o che stanno per accadere, ecc.
6) I tuoi scritti sono autobiografici, inventati o mischi un po’ e un po’?
Al momento non ho ancora scritto un libro autobiografico e non credo lo farò, perché non amo parlare di me. Indubbiamente, però, nei vari personaggi può accadere di ritrovarmici un po’ nel modo di essere, di comportarsi, di vivere.
7) Scrivi meglio di giorno o di notte?
Il momento che prediligo per scrivere è il giorno, ma in generale non ho un orario preciso. Quando mi viene l’ispirazione, compatibilmente con impegni famigliari e lavorativi, prendo carta e penna.
8) Cosa dice chi ti conosce di questa tua passione?
Sono contenti di questa mia passione e mi spronano ad andare avanti, anche quando attraverso momenti di sconforto.
9) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Visto che devo parlare di sogno, lo faccio in grande! Mi piacerebbe vedere una mia storia trasformata in un film!! Sarebbe super emozionante!!!
10) Quanti libri hai scritto fino a questo momento?
Fino ad ora ho all’attivo quattro romanzi più vari racconti. Il primo, pubblicato nel 2010 dalla Statale 11 e disponibile soltanto in cartaceo (euro 10,00), si intitola “In fondo si può sempre essere felici”. Si tratta di un’intensa storia d’amore che, come un filo rosso, corre attraverso i continenti. Un gioco di specchi, di anime e di passioni che lega Fabio, Zhang Jo, Simone, Giorgio e Rebecca in un vortice di emozioni intenso come la vita.
Nel 2012, per Artemuse, ho pubblicato il romanzo breve “Il sole ora splende” che racconta di Jessica, una ragazza abbandonata all’età di tre anni dalla madre e cresciuta con un padre alcolizzato che non ha lesinato in scenate e botte per i più futili motivi. Tant’è che quando il vero amore fa capolino nella sua vita, stenta a credere che qualcuno possa prendersi cura di lei. Una storia d’amore delicata, profonda, che nasce e cresce a dispetto di tutta la cattiveria e il male che possono abbattersi su un’esistenza, lanciando un messaggio di speranza a ogni donna (disponibile in cartaceo a euro 5,00 e in ebook).
Nel 2013, sempre per Artemuse, ho pubblicato “Il sorriso innocente dell’amore”, i cui protagonisti sono Noemi, giovane infermiera che sta per sposarsi con Lorenzo, uno degli avvocati più noti della città. E poi, dopo varie peripezie, arriva Marco, un giovane pediatra innamorato del suo lavoro, i cui occhi nascondono una storia dolorosa che l’ha segnato profondamente (disponibile in cartaceo a euro 10,00 e in ebook nella versione rinnovata che prende il titolo di “Amore innocente”).
Infine, fresco di uscita è il romanzo “Oltre le nuvole”. Sin da piccola Ela, nata a Craiova, in Romania, capisce che la vita è fatta di sacrifici e di sudore. Una serie di vicissitudini la porteranno in Italia, prima a Milano, dove subirà violenze sul luogo di lavoro, poi a Torino. Qui inizierà un nuovo periodo della sua vita, fatto di gioia e felicità, finché un brutto male la colpirà duramente. Ma Ela combatterà come una leonessa, mantenendo intatta la voglia di vivere e di sorridere. Un romanzo emozionante e pieno di colpi di scena, che fa riflettere sulla vita e oltre (disponibile in cartaceo a euro 10,00 e in ebook).
Tutti i libri cartacei sono reperibili presso di me. Mi potete contattare su Facebook o tramite e-mail scrivendo a tonelli.elvira@inwind.it. Le spese di spedizione sono a mio carico.
11) Ne hai uno nel cuore?
Ogni libro scritto è un po’ come un figlio, perché ci si affeziona ai personaggi, alle loro vicissitudini. Ma se dovessi dire qual è il mio preferito, beh… direi l’ultimo “Oltre le nuvole”. Mi sono affezionata troppo alla protagonista Ela.
12) Parliamo di “Oltre le nuvole”. Tre parole per descriverlo.
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Emozionante, forte e commovente.
13) Quanto c’è di Ela in te?
Mi piacerebbe rispondere “tanto”, ma così non è. Ela è tutto quello che io non sono: coraggiosa, forte, determinata, caparbia. Non si abbatte, tira fuori le unghie e combatte. Accetta un destino beffardo senza lamentarsi mai. Da lei c’è soltanto da imparare e riflettere.
14) Perché un lettore dovrebbe leggerlo?
Per capire che vicino a noi ci sono tante situazioni difficili che bisogna solo accettare senza porsi domande. Per rendersi conto di quanto noi donne sappiamo essere coraggiose, di quanto siamo disposte a sacrificarci per gli altri. Infine per cercare di capire quanto l’amore fra due persone possa essere così forte da superare gli ostacoli più insidiosi che la vita ci pone di fronte. E poi per emozionarsi un po’ e passare qualche ora in compagnia di Ela.
15) Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
In mio scopo non è quello di insegnare qualcosa, di dettare sentenze, di dare consigli. Piuttosto, con questa storia, mi piacerebbe far capire ai lettori quanto è bella la vita e quanto inutili siano le arrabbiature, le lamentele, le invidie che ci portiamo dietro. Il messaggio che traspare è quello di riportare l’attenzione ai veri valori della vita, quelli che contano; passare dall’apparenza alla sostanza, sorridere sempre.

Estratto di “Oltre le nuvole”: Mi chiamo Ela, sono nata a Craiova, in Romania, 24 anni fa. La mia famiglia è sempre stata povera. Mia mamma era una bellissima donna con tanti sogni rimasti, purtroppo, chiusi nel cassetto. Era alta, magra, bionda e aveva dei bellissimi occhi color smeraldo, come i miei. I suoi lineamenti erano perfetti e, nonostante la vita dura che conduceva, la sua bellezza rimase sempre intatta. Faceva la casalinga e dal mattino alla sera, non la vedevo mai riposare un attimo. Alle sei era già in piedi per preparare la colazione a mio padre che doveva uscire per lavorare, poi si occupava di me. Mi svegliava, mi saziava, mi coccolava e, nel frattempo preparava da mangiare con il poco che riusciva a racimolare. Si occupava dell’orto, la nostra “miniera d’oro” come la chiamava lei. E, in effetti, era così. Rappresentava quasi la sola fonte di sostentamento. Ogni giorno le verdure non mancavano mai. Con ciò che coltivava riusciva anche a vendere qualcosina al mercato settimanale e con i soldi guadagnati comprava frutta, pane e, rare volte, della carne. In casa nostra non si buttava via nulla, nel vero senso del termine. La sera, dopo cena, una volta terminato di rassettare la cucina, si sedeva sulla sedia e cuciva, rattoppava, sistemava i vestiti. Era brava anche in quello. Sovente il giovedì sera, quando fuori era buio, uscivamo di casa, percorrevamo cinquecento metri a piedi e raggiungevamo una stradina dietro la piazza del paese. Lì c’erano quattro cassonetti dell’immondizia che il giovedì erano sempre stracolmi perché era giorno di mercato. Mia mamma si vergognava tanto nel rovistare in mezzo a tutti quei rifiuti, ma se ci andava bene riuscivamo a portare a casa un po’ di frutta in cattivo stato, ma con un angolino ancora buono, un po’ di verdura e, raramente, capitava anche di trovare qualche indumento malconcio, ma dal quale mia mamma poteva ricavare dei pezzi di stoffa per rattoppare qualche altro vestito. Un giorno, quando ero già grandina, mi raccontò che le sarebbe sempre piaciuto studiare e insegnare. Purtroppo, però, la vita non era andata come sperava e, senza soldi, non era riuscita a raggiungere il suo intento, seppur non le mancasse affatto la volontà. Ricordo anche che una volta una sua cara amica d’infanzia, che viveva in un paesino a cinquanta chilometri di distanza e la cui famiglia era benestante, venne a trovarla e le regalò un libro. CONTINUA…

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