Intervista all’autrice Francesca Angelinelli con il suo Chariza. Il soffio del vento

Ciaooo! Nuova giornata di interviste. Stavolta ho fatto diverse domande alla scrittrice Francesca Angelinelli, anche sul suo libro “Chariza. Il soffio del vento”.
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1) Francesca, benvenuta. Se pensi alla scrittura cosa ti viene in mente?
Magia, impegno e dedizione.
La magia è quella che mi stupisce sempre nel momento in cui un’idea, un pensiero o un’intuizione diventano una storia vera e proprio. L’impegno è quello che ci metto per portare a termine l’impresa di scrivere i miei romanzi, non sempre brevi. E la dedizione è quella che, credo, di condividere con tutte le autrici e gli autori italiani che nella vita fanno altro per lavoro, ma riescono sempre a ritagliarsi un momento per scrivere, a volte sottraendo tempo al sonno a quelli che per la maggior parte delle persone sono svaghi.

2) Qual è il tuo autore preferito?
Mmmh, domanda difficile. Se parliamo di fantasy direi Marion Zimmer Bradley. Eh, sì, io vado sul classico, ma non troppo. Se invece parliamo in generale… direi Shikibu Murasaki o Lev Tolstoy, sempre autori classici. Tra i contemporanei forse Banana Yoshimoto, è l’unica autrice di cui compro, ancora in cartaceo, tutto quello che esce. Tra gli italiani del fantasy il primo nome che mi viene in mente è Fabiana Redivo.
Lo avevo detto che era difficile dare una risposta…

3) Che genere di letture scegli?
In genere leggo narrativa fantastica, di tutti i generi, ma prediligo le diverse sfumature del fantasy. Mi piacciono i romanzi storici, soprattutto se ambientati in Giappone. E amo molto la letteratura classica giapponese. Mi piacciono anche alcuni autori contemporanei del Sol Levante.
Di recente ho iniziato a leggere qualche romanzo rosa e li ho trovati piuttosto brillanti, specie quelli di Anna Premoli.

4) Casa editrice o selfpublishing?
Ho iniziato con le case editrici, piccolissime, piccole e medie… poi mi sono fermata. Sono stata delusa, ferita, abbattuta. Ma mi sono rialzata e ho deciso di prendere in mano la situazione, quindi sono passata al selfpublishing. Per il momento mi relaziono con piccole case editrici di cui mi fido solo in casi molto particolari. Altrimenti… chi fa da sé fa per tre, anche se non è per niente facile! Poi si vedrà… diciamo che valuto con attenzione.

5) Cosa ti ispira?
Tutto. Una canzone, un’immagine, un episodio cui mi capita di assistere, libri e film… di solito non cerco le storie, arrivano e basta. E se mi prendono le porto avanti.

6) Nei tuoi scritti metti un po’ di te?
Metto le mie passioni, soprattutto quella per l’estremo oriente e per il Giappone in generale. È il motivo per cui scrivo soprattutto fantasy orientale, perché scrivo i libri che vorrei leggere.

7) C’è un luogo dove preferisci scrivere le tue storie?
La mia stanza. Prima, quando vivevo a casa dei miei era la mia cameretta, adesso invece è la camera da letto della casa che divido con mio marito e i nostri due pelosi. Di tanto in tanto scrivo anche in soggiorno, ma preferisco un luogo più appartato, più tana.

8) Cosa consiglieresti a chi volessi seguire i tuoi passi?
Mah… io non sono la persona adatta a dare consigli del genere, perché vivo la scrittura molto serenamente. Non mi interessa diventare famosa e sono abbastanza realista sul fatto che non vivrò mai di quel che scrivo. Penso, tuttavia, che un libro, una storia, per essere completo, debba essere letto e per questo pubblico. Detto questo, penso che chi vuole avvicinare il mondo della scrittura lo deve fare con la massima umiltà e il rispetto dei lettori, che vuol dire anche dare loro il miglior prodotto possibile. L’editing è importante, sia che il libro sia pubblicato da una casa editrici sia che sia l’opera di un self. Ovviamente dietro ci deve essere una buona storia e le buone storie si costruiscono leggendo moltissimo e imparando dai più grandi, con pazienza, a volta sbagliando.

9) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Il mio sogno si è da poco realizzato. Volevo vedere Chariza. Il soffio del vento uscire in un’edizione curata e rivisitata, editata, con una bella copertina e con il testo integro (purtroppo nella prima edizione era stato diviso in due volumi). Da adesso in poi è tutto un di più, un divertirsi insieme ai personaggi e ai lettori.

10) Parliamo del tuo libro “Chariza. Il soffio del vento. Chi è Chariza?
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Chariza è una guerriera. Ladra, mercenaria e assassina. È stata colpita da una maledizione di avidità che le fa desiderare tutto ciò che è raro e prezioso. Per questo, in giovane età, lascia lo Si-hai-pai, il regno in cui è nata, e il Monte Tōmei, in cui è stata addestrata, e viaggia nei regni che confinano con l’Impero. Ormai donna adulta e capace di tenere sotto controllo la propria maledizione, torna nello Si-hai-pai dove incontra e aiuta l’imperatore Yoshio Ryokin, che da quel momento non mancherà di chiedere i suoi servigi (se volete saperne di più, vi segnalo il racconto Chariza. Il Drago Rosso e l’antologia da cui è estratto Le avventure di Chariza).
All’inizio del romanzo, la troviamo proprio qui, a questo punto della sua vita. Suo malgrado, Chariza viene contatta dal sovrano per un nuovo incarico e…

11) Come mai la scelta di ambientare la storia in Estremo oriente?
Fin da piccolissima sono stata appassionata di cultura orientale, soprattutto di quella giapponese. Crescendo, poi, ho iniziato a seguire anime e manga e, infine, a leggere letteratura classica giapponese. Ho anche scoperto i film e i romanzi wu-xia (storie di cappa e spada cinesi, stile La Tigre e il Dragone). E, ovviamente, volevo disperatamente altre di queste storie… solo che in Italia arrivava poco. Così, presa da disperazione, ho deciso che se volevo quelle storie me le sarei dovuta scrivere da sola ed è nato lo Si-hai-pai, con i suoi personaggi, le sue storie, le sue ambientazioni…

12) Una curiosità legata al libro.
La storia nasce e si sviluppa nel primi anni 2000 (era il 2003, se non ricordo male) e viene pubblicata per la prima volta nel 2007. Da allora, per un’infinità di ragioni, non ho più ripreso il personaggio di Chariza. Fino a che non ho incontrato la mia editor, Valentina Camarda, che si è innamorata del progetto e mi ha spronato a rimettere mano ad alcune idee che riguardano soprattutto racconti e nuovi romanzi con la stessa ambientazione. Riuscirò, dopo tanto tempo, a tornare nello Si-hai-pia? Di sicuro ci sto provando.

13) Di quanti romanzi è composta la serie di Chariza?
Uno. La storia raccontata in Chariza. Il soffio del vento inizia e finisce con il romanzo uscito da poco (dicembre 2015). Poi ci sono dei racconti, anche questi assolutamente autoconclusivi, che vedono di nuovo Chariza come protagonista, ma che non sono affatto indispensabile per leggere il romanzo (e viceversa).
Il progetto Ryukoku Monogatari, inoltre, comprende altre serie e romanzi singoli che hanno in comune con la storia di Chariza unicamente l’ambientazione, ma che sono storie a se stanti e del tutto indipendenti.

14) Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
Una bella avventura. La possibilità di passare qualche ora divertendosi e immergendosi nel mondo che ho creato.

15) A parte Chariza, hai un personaggio nel cuore che fa sempre parte del libro?
Sì, più di uno. Un personaggio che mi è sempre piaciuto molto, per via del modo di essere e della sua storia personale, è Yukai, il compagno di viaggio di Chariza.
Poi, un altro personaggio cui sono legata, per altri motivi, è Midori, il Drago Verde, perché ho sempre visto in lei un po’ il mio alter ego. Midori macchineggia, briga, fa, disfa, per controllare le vite altrui… un po’ come noi autori quando indirizziamo la vita di un nostro personaggio.

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