La mia recensione al libro “Il mondo dell’altrove” di Sabrina Biancu

Ciao a tutti, scusate l’assenza, ma ho davvero troppo da fare. 😛 Intanto recupero inserendo la recensione che ho scritto sul libro “Il mondo dell’altrove” dell’autrice Sabrina Biancu.
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La mia recensione: E’ la prima volta che mi imbatto in un libro che contiene cinque racconti che mescolano la fantasia e l’irrealtà alla vita vera. E devo dire che sono rimasta colpita, perché ogni storia insegna e fa crescere, toccando argomenti come la perdita del lavoro, il lutto, il sentirsi soli e non accettati con la magia che cambia le cose e migliora le proprie condizioni.
“Il mondo dell’altrove” si apre con un prologo. E qui leggiamo subito di un bambino che non vuole crescere. Una voce parla con lui e gli suggerisce di non smettere mai di inventare storie. Il bambino è al buio, e il buio rappresenta le emozioni negative, ma varcando la porta che fa entrare la luce, andrà incontro al suo futuro.
Dopo si passa al primo racconto che si intitola “Il ristorante della speranza”. Siamo sotto Natale ed Elia ha perso tutto: moglie, figli, lavoro, casa, macchina. Vive di risparmi. Ma un giorno conosce un giovane cuoco che lo aiuta. Il frequentarsi può diventare un arricchimento. Cosa accadrebbe, però, se le parti si invertissero e non fosse Nico a dover aiutare Elia ma l’inverso?
Il secondo racconto, “Rosy e l’anatroccolo”, parla di una bambina capricciosa che ha bisogno di compagnia. L’aiuto le arriva da un anatroccolo, Quicky, che comunica con lei telepaticamente e diventa il suo migliore amico. Ma se in realtà Quicky non fosse un animale e fosse giunto per una missione nei confronti della bambina?
La terza storia è “La rosa bianca”. Una donna ha perso il figlio e delle rose sono cresciute proprio dove è stato seppellito. Tea, da quando ci sono loro, ha perso gli amici ed è sempre sola. Peccato che le rose non siano sue amiche, non vogliano il suo bene e facciano di tutto per allontanarla anche da Pietro, un bambino che finisce con il volerle bene. Grazie a Pietro e a un usignolo, Tea capirà cosa fare.
La quarta storia si chiama “Lo spirito della fonte” e narra di Desideria, che cresce con l’amico André. Peccato che lei, per colpa di un’epidemia, abbia il volto deforme. Da allora si chiude in se stessa, rifiuta di farsi vedere anche dallo stesso André che, malgrado tutto, non si arrende.
L’ultimo racconto è “La piccola stellina”. La stella Irina scende dal cielo, anche se è vietato, e si prende a cuore la storia infelice di una donna che è stata lasciata e che si è ripromessa di non innamorarsi più. Ma Irina non può sopportarlo e si sacrifica.
Nell’epilogo il bimbo del prologo è contento. La stanza è piena dei colori delle sue emozioni. Perché? Perché ha fatto un viaggio straordinario che scoprirete solo leggendo.
Complimenti a Sabrina Biancu che è riuscita a scrivere storie coinvolgenti, semplici e strane, particolari e uniche, con una scrittura scorrevole e mai pesante. Consiglio vivamente il suo libro, specie per chi vuole sognare ed è un amante di quello che (forse) c’è, ma non si vede.

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