#Angolino letterario

#Angolino letterario: Intervista a… Ariel
Eccomi di nuovo qui. Apre oggi una rubrica chiamata #Angolino letterario. Ogni tanto intervisterò editor, bibliotecari, autori, editori, grafici, illustratori ecc. Insomma, chiunque lavori in campo letterario ed editoriale. Partiamo oggi con l’intervista ad Ariel, bibliotecaria e scrittrice.

(Immagine ripresa ai soli fini di accompagnare l’intervista. Pixabay CC0 Public Domain
Libera per usi commerciali
Attribuzione non richiesta)
1) Come sei arrivata a diventare bibliotecaria?
1. Tramite il servizio civile, un’opportunità riservata ai minori di 29 anni che consiste nel lavorare dodici mesi presso alcuni enti, tra cui quello bibliotecario.
2) Era il tuo sogno di bambina o è scattata la famosa scintilla per motivi vari?
2. In realtà non era il mio sogno da bambina anche se, fin da piccola, ho sempre amato andare in biblioteca e prendere i libri in prestito. Diciamo che quando ho scoperto questa iniziativa mi sono detta: “Perchè non provarci? Potrebbe piacerti!” e così è stato!
3) In cosa consiste il tuo lavoro?
3. Mi occupo di varie mansioni: servizio agli utenti, gestione degli interprestiti, registrazione del patrimonio documentario e sua ricollocazione, scarto del materiale (ahimè!), affiancamento in attività con le scuole, aiuto nell’organizzazione di alcuni eventi culturali, come incontri con scrittori.
4) Quale preparazione scolastica serve per intraprendere questa professione?
4. Penso che una buona formazione umanistica possa aiutare nel lavoro, ma credo che giochi un ruolo importante anche la passione e la voglia di imparare. Poi devo ammettere che, per quanto riguarda l’organizzazione delle serate con gli autori, mi ha aiutato molto la mia attività di blogger e questo mi è piaciuto molto perchè ho potuto unire hobby e lavoro.
5) Leggere tanti libri immagino ti abbia aiutata a prepararti. Ho indovinato?
5. Avere una buona conoscenza letteraria aiuta, soprattutto nella relazione con gli utenti, quando chiedono qualche consiglio, ma anche solamente per fare quattro chiacchiere e scambiarsi qualche opinione. Non è indispensabile ma di certo è un valore in più!
6) Lavori da sola o hai delle colleghe/dei colleghi che ti aiutano?
6. Sono affiancata da colleghi: una ragazza del servizio civile come me e alcuni dipendenti comunali, con i quali mi trovo molto bene e che mi hanno insegnato molto.
7) Com’è il rapporto con la gente?
7. Bello, mi piace interagire con le persone: la maggior parte di essi, poi, sono clienti affezionati, e quindi mi capita di vederli quasi tutti i giorni!
8) Ti è mai capitato di avere a che fare con una persona particolarmente difficile?
8. Casi eclatanti per ora non me ne sono successi: capita magari che qualche utente (soprattutto studenti) chiedano di verificare sul pc per ogni libro il numero delle pagine per prendersi poi il più piccolo, oppure qualche utente indeciso, o che ha fretta magari proprio nel momento in cui il programma rallenta, ma niente di particolare da segnalare.
9) Lavorare in una biblioteca dà soddisfazione?
9. Sì, in varie situazioni: quando gli utenti escono soddisfatti, quando i bambini ti porgono sorridenti i libri che vogliono prendere in prestito, ma anche quando esco dall’ufficio con le novità, sapendo che molti le stanno aspettando.
10) Quante ore lavori al giorno?
10. Circa sei ore, per un totale di 30 a settimana.
11) Puoi prendere in prestito dei libri da portarti a casa da leggere o è vietato?
11. Posso portarmi a casa dei libri come una normale utente, caricandolo sulla mia tessera o prenotandolo se è già in prestito. I diritti e i doveri soni gli stessi delle altre persone.
12) Se qualcuno non riporta uno o più libri, come ti comporti?
12. Se un utente non restituisce un libro entro un tot di tempo gli si blocca automaticamente la tessera e non si sblocca fino a quando non lo riconsegna. Eventualmente si possono mandare dei solleciti tramite posta elettronica, sperando che non vengano ignorati.
13) Economicamente ci sono soddisfazioni? E il contratto cosa prevede?
13. Purtroppo economicamente, essendo del servizio civile e non una vera e propria dipendente, non ci sono soddisfazioni da questo punto di vista, anzi, vengo pagata veramente poco. Il contratto prevede un anno di lavoro a poco più di 400 euro al mese.
14) In caso questo lavoro dovesse finire, cosa pensi di fare? O cosa potresti fare?
14. Mi piacerebbe continuare a lavorare in questo ambito. Purtroppo non è facile, ma cercherò di raggiungere il mio obiettivo, o attraverso un contratto occasionale, o tramite altre opportunità simile a questa, delle quali potrò usufrire fino quando non raggiungerò i 29 anni (e, purtroppo, mi manca poco!)
Grazie per la tua disponibilità!

#Angolino letterario: Intervista a… Miriam Rizzo
Ciao a tutti. Torna l’#Angolino letterario. Oggi vi parlo di Miriam Rizzo e delle sue audio letture. Ricordo che in questo angolino si parla di qualunque lavoro faccia parte del mondo editoriale.

N. B. Immagine ripresa su Pixabay al fine di accompagnare il post.
1. Quando hai deciso che la tua voce poteva essere utilizzata in ambito letterario?
Fin da piccola ho avuto la passione per il doppiaggio, ma ogni volta che lo dicevo a mia mamma lei mi rispondeva “Per fare quel lavoro ci vuole una bella voce” così pensavo che la mia non fosse adatta. La storia delle audio letture è successa per puro caso. Un’autrice mi aveva aiutata moltissimo nella realizzazione di una copertina per un mio racconto e non aveva voluto nulla in cambio, così per sdebitarmi mi sono fatta dare (con l’inganno) un estratto del suo romanzo e mi sono registrata mentre lo leggevo. Non pensavo potesse piacere così tanto la mia voce, questo mi ha spronata ad andare avanti. E, ogni volta, l’emozione degli autori nei confronti delle mie letture mi fa palpitare il cuore.
2. Hai preso dei corsi di dizione o sei autodidatta?
Per ora autodidatta, anche se ho in programma di fare un corso di dizione, per migliorare le pecche dovute al mio accento.
3. In cosa consiste precisamente una audio lettura?
Consiste nel cercare di dare “volume” alle parole, di far prendere loro vita. Devi diventare il romanzo, il personaggio che parla. Non è facile, ma è entusiasmante!
4. In passato hai fatto anche video recensioni. Le fai ancora?
Ne ho fatta una poco tempo fa con mio figlio. Ne farei di più, purtroppo ho dei problemi col pc e montare un semplice video diventa un’impresa, perché mi si sfasano audio e video, il che rende il tutto stressante. Appena riuscirò ad avere un pc nuovo conto di fare moltissimi video.
5. Collabori con qualche casa editrice o solo con autori?
Per quanto riguarda le audio letture oltre ai singoli autori collaboro anche con la Dark Zone per ora!
6. Economicamente conviene svolgere questa attività?
È un lavoro che richiede tempo, ma dà le sue soddisfazioni!
7. A livello personale ti senti realizzata o soddisfatta a leggere i testi altrui?
Leggere i testi altrui per me è un onore. Mi fa sentire più che soddisfatta, soprattutto quando l’autore mi dice che ho colto alla perfezione le sfumature del suo personaggio.
8. Hai qualche preferenza o restrizione, in quanto ai testi, o vanno bene di qualunque genere?
Assolutamente no. Ammetto che potrei avere qualche difficoltà con il genere erotico, per colpa della mia timidezza, ma questo non mi blocca, anzi!
9. Qual è il libro che hai preferito leggere?
Aiuto! Domanda difficilissima. Ogni audio lettura è stata un’esperienza unica. La mia preferita è la parte conclusiva di “Allegiant” perché è stato un romanzo che mi ha distrutta alla fine. Anche la mia prima audio lettura completa di un romanzo breve è stata un’esperienza stupenda, soprattutto vedere che ci comprano dall’estero! Ma ad esempio “Il cacciatore di libellule” e “Reborn” mi hanno trasmesso l’inquietudine dovuta al loro genere. E ci sarà una lettura che mi ha fatta morire dalle risate. Non vi svelo altro, sappiate che la sto amando così tanto che vorrei fare l’intero romanzo!
10. Quale pensi siano le caratteristiche ideali per fare quello che fai tu?
Le competenze tecniche contano, non c’è dubbio. Ma ci vuole il cuore, saper entrare in simbiosi col romanzo. Amare la lettura in maniera incondizionata. Sapersi donare a essa.
11. Hai un consiglio per chi volesse seguire le tue orme?
Essere se stessi senza sforzarsi, perché le forzature si sentono ovunque. Per quanto riguarda le parti più tecniche, il corso di dizione serve a eliminare gli accenti che prendiamo dal dialetto locale.
12. La tua voce in quale altri ambiti potrebbe essere utilizzata?
Mi piacerebbe prestare la voce nei videogiochi, o doppiare anime giapponesi.
13. Preferisci che ti si senta solo la voce o apparire proprio anche in video?
Penso che sentire solo la voce possa essere, per chi ascolta, meglio del fatto di vedere qualcuno che legge. Perché togliendo il senso della vista ci si concentra di più sull’udito.
Invece per i bambini penso che le video letture siano migliori perché loro hanno bisogno di vedere le espressioni, infatti nella mia ultima video recensione ho letto un piccolo estratto.
14. Cosa ti aspetti per il futuro?
Spero di poter continuare su questa strada, migliorando sempre di più, collaborando con altri audio lettori e case editrici non solo tramite estratti, ma producendo interi romanzi.
Grazie della tua disponibilità.
Grazie a te per questo spazio e per le domande davvero interessanti. È stato un vero piacere. Saluto tutti i tuoi lettori e se vi fa piacere vi aspetto nel mio blog e nei miei social
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