Torna la rubrica l’#intervistaallautrice. Stavolta ho intervistato Barbara Risoli

Ciao! Mi riprometto sempre di fare un sacco di modifiche al blog, ma ho troppe cose da fare. Rimedierò. Intanto torna la rubrica l’#intervistaallautrice secondo la programmazione del gruppo su Facebook. Stavolta ho fatto le domande all’autrice Barbara Risoli. Ma prima ecco i dati del suo libro “Il ringhio”.

Il link del libro:

La sinossi: Transilvania 1860
Iernut – Contea di Mures
Occupazione asburgica
Romanzo volutamente romance, storico, no erotico.
Efrosina, ladra braccata e senza neppure un’identità precisa, si scontra con Victor, il signore dei lupi, misterioso possidente del castello del piccolo paese transilvano di Iernut. Vite distanti eppure simili per gli abusi subiti, rinnegate dal mondo e ferocemente aggrappate al respiro.
Una donna infangata e un uomo con il sangue ululante di giustizia. Un villaggio indifferente. Un mostro nascosto in una casa sperduta nel bosco. Tre guardiani con gli occhi taglienti. Ma nulla è come sembra: il carnefice è vittima e la vittima è disperato fuggiasco.
Un inno all’amore, alla speranza, alla diversità, nelle atmosfere di una terra aspra e impervia eppure magnifica. Un viaggio interiore nell’impossibile con profonde radici nella magnificenza della Natura.
Cit.: Il demonio sa affascinare e abbacinare, i suoi modi non sono ruvidi come i miei e il suo passo è perfetto, sollevato dal mondo come una danza, capace di trascinarti nel suo inferno. Non sono il demonio, se lo fossi, forse… sarei felice.
L’intervista:
1) Barbara, chi sei nella vita di tutti i giorni?
Sono una donna di casa che si occupa di mille cose: la contabilità di mio marito, lo studio di mio figlio, la cura degli animali, la casa. Mi piace cucinare e ovviamente leggere. Ma le mie passioni sono tante per poterle citare tutte, forse la meno ovvia è quella per i videogiochi, tanto che possiedo la ps2, ps3 e ps4. Ma vabbè… si gioca quando proprio non si ha nulla da fare.
2) Quando e perché hai deciso di scrivere?
La passione per la scrittura ha le sue radici distanti in mia madre, anche lei scrittrice che da bimba mi leggeva i suoi scritti come se fossero fiabe. Ero molto legata a mia madre e per emulazione ho seguito la sua stessa passione, in generi diversi e stile differente, ma devo a lei questo mio grande amore.
3) Cosa pensano i tuoi parenti e amici di questa tua passione?
La mia più grande sostenitrice è stata mia madre, che poi era diventata la mia editor terribile. Quando è venuta a mancare mi ha lasciata sola in questo senso. Mio padre non era un intellettuale, affermava sempre che dei miei libri avrebbe atteso il film (!) piuttosto che leggerli. Il destino mi ha fatto sposare uno straniero che mi sostiene molto incitandomi e aiutandomi in piccole pubblicità, ma di leggere un mio libro non se ne parla, per ovvie ragioni. Per gli amici io sono ‘la scrittrice’ e apprezzano carinamente i miei libri, quando trovano il tempo di leggerli.
4) Quanti libri hai pubblicato?
O dunque… escludendo i racconti… ne ho pubblicati sette.
5) Meglio il mondo self o quello sotto case editrici?
Fare questa domanda a me è come rubare in casa del ladro! Ih! meglio il self, assolutamente, naturalmente, per sempre. La mia scelta è stata ponderata in tempi non sospetti (2012) e non mi sono ancora pentita dei risultati che ottengo. Individualista di nascita, non ho mai amato il concetto di dover lavorare per gli altri senza guadagnare il giusto, con il self ogni mia fatica compensa me e poi… oggi le ce non sono la garanzia di un tempo, ne sono fermamente convinta. Inoltre, la mia scelta ai tempi è stata data dalla mancanza di mercato importante a livello locale, con il self raggiungo tutto il mondo (in teoria).
6) A quale dei tuoi personaggi sei più legata?
Difficile scegliere, li si ama tutti quando riempiono giorni e giorni di storie scritte forsennatamente. Forse il personaggio maschile che mi ha emozionato di più è Venanzio de IL VELENO DEL CUORE e sequel, un bandito senza scrupoli dal cuore grande. Quello femminile, Ersilia de L’ONDA SCARLATTA, un giovanissima nobile dall’indubbia bellezza, ma dal passo claudicante e dal carattere insospettabilmente forte e… furbo.
7) Se fossi un libro, quale saresti?
LA DIVINA COMMEDIA, ma non per superbia, sia chiaro, piuttosto per quella triplicità di vedute che sta nell’inferno, nel purgatorio e nel paradiso.
8) Hai un autore o un’autrice di riferimento?
No. Noto è che non amo emulare, non voglio somigliare ad alcuno e non mi piace prendere spunto dalle altrui idee. Posso amare un autore, ma non significa che io voglia somigliarli, né in stile né in trame.
9) Quale tecniche di promozione usi?
Quelle concesse dal web, anche se cerco sempre di non esagerare, di non martellare, di non invadere gruppi e profili. tanto è vero che con il mio ultimo romanzo sono un po’ riemersa in alcuni gruppi, perché prima, non avendo novità, non disturbavo più di tanto. e anche adesso… ogni volta che pubblicizzo mi sembra di essere un po’ invadente… faccio molta pubblicità nella mia pagina autrice sul mio profilo con vari collegamenti ad altre piattaforme.
10) Hai dei rituali di scrittura?
Se per rituali si intende il momento ‘propizio’ per scrivere… io lo faccio prevalentemente di notte, nel silenzio e nel buio che la stessa concede. Scrivere di giorno… è un po’ meno emozionante, anche se magari la mattina mi concedere qualche ora che il pomeriggio mi nega, dovendo seguire mio figlio nella scuola e fare altre cose di casa.
11) Parlaci di un sogno nel cassetto e dei tuoi progetti futuri…
I sogni sono tanti, il più pressante è un romanzo con Hitler come protagonista occulto, un altro di quei miei romanzi dove castigo la Storia e i suoi protagonisti a modo mio. Tuttavia… sto lavorando a un romanzo a quattro mani con il mio collega, amico e lettore alfa Paolo Federici. E’ un progetto molto bello, ma estremamente difficile, perchè lui ha uno stile particolare e magnifico che amo leggere, ma stargli dietro a livello narrativo è davvero un impegno mica piccolo. Spero di riuscirci, perchè la sua idea è veramente eccezionale!

La biografia dell’autrice: Classe 1969, vive nel nord-est italiano, diplomata ragioniera. Sul mercato editoriale dal 2006 con esperienze più o meno gratificanti, poi la scelta definitiva nel 2012 con la rimessa in pista dei romanzi liberi da vincoli in self publishing – Amazon. Autrice di romance storici. Le sue opere principali sono IL VELENO DEL CUORE/LA GIUSTIZIA DEL SANGUE (romance con ambientazione nella Rivoluzione Francese – disponibili in dilogia), L’ERRORE DI CRONOS/LA GRAZIA DEL FATO (epico con ambientazione nella Grecia micenea del 1200 a.C. – Disponibili in dilogia); L’ONDA SCARLATTA (romance con ambientazione pre Rivoluzione Francese – Auto concludente); LA STELLA D’ORO (romance con ambientazione nel Friuli della Grande Guerra e nella Pietrogrado della Rivoluzione Russa – Auto concludente), IL RINGHIO (romance paranormale con ambientazione nella Transilvania del 1860 in occupazione asburgica – Auto concludente). All’attivo anche alcuni racconti brevi.

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Torna la rubrica l’#intervistaallautrice. Silvia Pillin ha risposto alle mie domande

Come ogni giovedì, in contemporanea con il gruppo che gestisco su Facebook, torna la rubrica l’#intervistaallautrice. Stavolta è il turno di Silvia Pillin, con tanto di copertina, sinossi e link di una sua storia. Dopo, sotto l’intervista, potrete leggere anche la biografia dell’autrice.

La sinossi: Ti è mai capitato di pensare che sarebbe stato meglio morire? Che la vita fosse troppo dolorosa e complicata?
Allora non ti sarà difficile immedesimarti in questa storia.
Aria e Eva hanno 18 anni. E anche se frequentano la stessa scuola, la stessa biblioteca e gli stessi pensieri di morte non si conoscono.
Entrambe vorrebbero uscire dal mondo, non doverne più far parte per non sentirsi inadeguate e senza speranza.
Aria ha un quaderno del morire in cui annota i luoghi, i libri, le frasi, i giorni del morire.
Eva si butta dalla finestra e basta.
Cosa succederà quando le loro due strade si incontreranno?
Inizia a leggere per scoprirlo!
Il Link: https://www.wattpad.com/467695068-aria-e-altri-coccodrilli-nota-dell%27autore
1) Silvia, dicci qualcosa di te al di fuori della scrittura.
Amo correre e preparare dolci. Prima o poi mi piacerebbe riuscire a correre una maratona.
2) Cosa ti ha avvicinato al mondo letterario?
Sono diventata una lettrice per caso, verso i 12 anni, durante le vacanze tra le scuole elementari e le medie. Vengo da una famiglia di non lettori, ma per fortuna ero libera di leggere tutto ciò che volevo grazie alla biblioteca del paese. E’ stata quell’estate ad avvicinarmi ai libri e a farmi desiderare di riuscire a fare magie con le parole, come gli autori che leggevo e amavo.
3) Dove scrivi le tue storie?
Un po’ sul divano di casa, semisdraiata col portatile sulle ginocchia, un po’ in luoghi pubblici tipo bar o biblioteche dove non conosco la password del wifi. Internet è una distrazione potentissima, per essere davvero produttiva quando scrivo devo stare in un posto senza connessione.
4) Parlaci di “Aria e altri coccodrilli”.
“Aria e altri coccodrilli” è il romanzo che ho scritto cui tengo di più in assoluto. Parla di due adolescenti che pensano che morire sia meglio che vivere. Dentro ci ho messo tutta la mia esperienza di depressione e pensieri suicidari. Non è vastissima ma mi sono anche molto documentata con letture a tema. Penso che la malattia mentale sia ancora considerata un tabù e comunque una colpa di chi ne è colpito. Mi premeva affrontare questo tema, anche se il romanzo vuole comunque raccontare una storia, senza fare la morale a nessuno.
5) Da cosa hai preso ispirazione?
Tutti i miei romanzi partono da un nucleo autobiografico su cui costruisco una storia inventata. Quando ho scritto aria stavo davvero molto male, e raccontare una storia che mi permettesse di esorcizzare le mie paure e il mio dolore è stato molto importante.
6) Quanto c’è di te nei tuoi personaggi?
Moltissimo. Mi identifico molto con tutte le mie protagoniste.
7) A cosa ti stai dedicando attualmente?
Al momento non sto scrivendo nulla, sono a caccia di un’idea che mi motivi a riprendere a scrivere. Non sono capace di sfornare romanzi a velocità industriale. Ho bisogno di un’idea che mi ossessioni e mi tenga motivata, dev’essere uno spunto che sento forte e originale.
8) Come fai promozione?
Ho un blog personale da dieci anni (che si chiama Azzurropillin) e lo zoccolo duro dei miei lettori vieni da lì. Poi faccio degli annunci sponsorizzati su FB (per lavoro mi occupo di pubblicità online, per cui sono avvantaggiata), e cerco di partecipare nei gruppi dedicati agli autori self.
9) Come scegli le cover delle tue storie?
Le cover dei miei ebook su amazon sono realizzata da una grafica di professione, cerco di suggerirle le immagini (acquistate su Shutterstock o simili) o il tipo di sentimenti che voglio suscitare e discutiamo insieme le sue proposte. Di solito è buona la prima 🙂 Altro discorso per le copertine di Wattpad che faccio da sola su Canva usando immagini free. (So che non sono professionali, ma per il tipo di piattaforma che è Wattpad mi sembrano comunque dignitose).
10) Qual è un sogno nel cassetto che vorresti realizzare?
Mi piacerebbe vivere di scrittura, ma è appunto solo un sogno.
11) Perché i lettori dovrebbero leggerti?
Ho molto rispetto per i lettori, cerco di proporre storie molto curate nei contenuti e per quanto possibile originali. Non mi piace cavalcare le onde del momento, non penso per esempio che scriverò mai un romanzo erotico. Quindi direi che la mia nicchia di lettori è quella che non cerca storie fotocopia, è a quella nicchia che mi rivolgo e loro dovrebbero leggermi proprio per questo: perché offro delle storie per quanto possibile non convenzionali o comunque non “stereotipate”.

La biografia dell’autrice:
Sono nata nel 1982 in Friuli, mi sono laureata in lettere a Padova, ho abitato a Torino mentre lavoravo a Milano come segretaria di redazione per la divisione ragazzi di Mondadori. Poi mi sono trasferita a Vienna per sei anni, dove ho insegnato italiano, fatto la cameriera, corretto bozze, revisionato traduzioni e tradotto dall’inglese.
Terminata l’esperienza di expat sono tornata in Friuli poco più di un anno fa. Adesso mi occupo di marketing on-line.
Nel 2012 ho vinto due concorsi: Subway Letteratura e Tessitori di Sogni. Il primo mi ha permesso di essere presente con un mio racconto in diverse stazioni della metro di molte città italiane, il secondo mi ha regalato una settimana di workshop a Lucca sulla scrittura per ragazzi.
Pur essendo una lettrice onnivora ho una predilezione per gli Young adult. Su Wattpad ho pubblicato tre storie che appartengono a questo genere. Quella cui tengo di più e che spero trovi un editore si intitola “Aria e altri coccodrilli”.

Intervista all’autore Fabio Fanelli + il libro “Sarah Gilmore”

Buongiorno, oggi ho scelto di intervistare Fabio Fanelli. Ma, prima, vi lascio la cover, la sinossi e il link di vendita di un suo libro. Alla fine dell’intervista, invece, troverete il link al sito dell’autore più la sua biografia.

Sarah Gilmore: La Custode – Volume 1

Sinossi: Il mondo magico è in grave pericolo. Il nemico è in agguato pronto ad agire. Solo una ragazza può salvarlo: una ragazza comune del destino speciale.
Sarah è testarda, caparbia, coraggiosa e determinata, ma non sa di possedere queste doti fin quando non si scontra con il suo destino: diventare la Custode di un potente Grimorio.
Il suo cuore puro le permetterà di accedere al grande potere che custodisce il libro ma, poco avvezza alla magia e a ciò che ne deriva, riuscirà a fronteggiare gli Oscuri che vogliono conquistare il potere assoluto?
Saprà adattarsi a una nuova vita piena di pericoli ed ostacoli da affrontare?
Che aspettate? Immergetevi nel mondo di Sarah Gilmore.
Amore, Amicizia, Intrigo, Mistero e Magia sono gli ingredienti perfetti per un romanzo che vi stupirà!
Link: https://www.amazon.it/dp/B072Y2RJY5
1) Fabio, parlaci un po’ di te.
Su di me non ho molto da dire. Il mio amore per la lettura è nato fin da quando ero bambino. Ricordo di aver iniziato a leggere I piccoli Brividi, probabilmente è da lì che nasce la mia passione per il fantasy che, a poco a poco è cresciuta dentro di me. Fervida fantasia e voglia di fare sono i tratti del mio carattere che più mi descrivono. Ho sempre voluto realizzare qualcosa, per questa ragione mi sono dedicato a varie arti: la pittura, la pasticceria, il bricolage ma, dentro di me, dormiente, vi era la passione per la scrittura. Da poco ho deciso di tirar fuori il romanzo dal mio cassetto e provare a mettermi in gioco.
2) Quando e perché ti sei avvicinato alla scrittura?
Mi sono avvicinato alla scrittura appena ho preso in mano un libro ma non mi ero mai impegnato abbastanza per poter creare una storia degna di essere letta, fino ad ora ovviamente. 🙂
3) C’è un libro che avresti voluto scrivere?
Harry Potter in assoluto e il Fu Mattia Pascal, un romanzo, quest’ultimo, che considero attualissimo.
4) Che tipo di lettore sei? Leggi di tutto o hai dei generi preferiti?
Posso dire che leggo di tutto tranne, ahimè, i romanzi erotici, purtroppo per un mio limite non riesco ad appassionarmi alle storie.
5) Tornando alla scrittura, quali generi ami scrivere e quali no?
Il genere fantasy di sicuro è al primo posto. Ho nel cassetto un altro romanzo di narrativa e sto lavorando alla trama di un dispotico. Non riuscirei a scrivere un romanzo erotico perché il genere non mi appartiene e non ne uscirebbe un buon lavoro.
6) C’è un momento della giornata in cui preferisci scrivere?
Preferisco la sera, quando ho un po’ più di tempo per me.
7) Quanti libri hai scritto e pubblicato?
Ho scritto tre libri. Pubblicati: uno solo per ora.
8) Quanto c’è di te nei tuoi personaggi?
Ogni personaggio ha una piccola sfumatura di me. Sarah insicura ma che possiede una grande forza di volontà dentro di sé. Electra con la sua energia e forza si è creata una maschera ideale per affrontare le difficoltà della vita. Damian passionale e romantico mi rappresenta ampiamente. Atena autoritaria ed irraggiungibile mostra il mio lato di autodifesa che uso allontanare le persone. Insomma ogni personaggio mi appartiene come se fossi un puzzle diviso in piccolissimi pezzi.
9) Mondo self o casa editrice?
Sarei ipocrita se ti dicessi Self. Anche se ho pubblicato come autore self sogno sempre che qualche casa editrice mi noti. È essenziale per farsi conoscere una buona distribuzione del romanzo che solo una CE può offrirti.
10) Come ti pubblicizzi?
Attraverso Facebook, Instagram. Al momento uso i social network non avendo modo di poter accedere ad altri canali di comunicazione.
11) Ti stai dedicando a un nuovo lavoro?
Sto lavorando al secondo volume del mio romanzo: Sarah Gilmore, un altro romanzo è in fase di editing e sto lavorando sulla trama di un dispotico che ha un buon potenziale 
12) Hai dei progetti di cui puoi parlarci?
Come ho detto prima ho scritto un romanzo di narrativa dalla vena umoristica che vorrei presentare alle case editrici. E’ una storia autoconclusiva che può essere trasformata in un primo episodio di una lunga serie. Spero che possa interessare

Link del sito dell’autore: https://belthezor1987.wixsite.com/ffanelli
Biografia:
Chi sono?
Sono un semplice ragazzo che ama leggere.
Detto così è molto riduttivo ma vi dirò di più: è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Ricordo che, quando ero piccino, correvo in edicola per acquistare i Piccoli Brividi. Dopo aver impietosito mia madre, mio padre o il malcapitato di turno per acquistarli, li leggevo in tutta fretta per poterne comprare un altro e un altro ancora. Devo ringraziare una persona se, il mio amore per i libri continuava a crescere giorno dopo giorno: la mia Professoressa di Italiano. Fu lei che mi fece appassionare ai classici. Pirandello, Victor Hugo, Primo Levi, Antonio Fogazzaro e tanti altri hanno saputo catturare la mia attenzione, coinvolgendomi nel loro mondo, nel loro stile e nel loro modo di vedere la vita. Il cammino verso la scoperta dei libri era appena iniziato, pian piano il sentiero si divise e di classici passai ai romanzi contemporanei. Approdai al genere Fantasy, al Thriller e ai gialli.
Qual è il mio libro preferito?
Questa domanda per molti potrebbe sembrare difficile, ma per me non lo è affatto. I miserabili, senza ombra di dubbio. Una storia struggente che mi ha fatto piangere, sorridere, arrabbiare e mi ha fatto comprendere quanto la vita possa essere difficile.

Torna la rubrica l’#intervistaallautrice. Ecco le risposte di Deborah P. Cumberbatch

Buongiorno. Seguendo la rubrica che tengo in un gruppo Facebook, torna la rubrica #intervistaallautrice. Ho fatto delle domande a Deborah P. Cumberbatch. Ma, prima di leggere le sue risposte, pubblicizzo la cover del suo libro “Drop of blood”, aggiungo anche sinossi e link. Poi, sotto all’intervista, troverete anche la biografia dell’autrice.

Sinossi: Da quando la sua famiglia si è trasferita nel paesino più noioso e piovoso del mondo, Paige vuole solo lasciarsi la sua tragedia alle spalle e allontanarsi da sua madre e dal Destino che vuole imporle, per decidere il suo futuro da sola. Non permetterà a nessuno di rovinare i suoi piani, nemmeno i sogni che la terrorizzano ogni notte, che le mostrano strani segni e persone oscure e dilaniate, o il nuovo saccente, egoista e presuntuoso vicino, la quintessenza della perfezione, con il suo fascino pericoloso, che tenta di innervosirla in ogni possibile modo, come se fosse la sua missione di vita. Ma nemmeno Paige riesce a negare l’intensità con cui è attratta da lui, come se il loro futuro fosse inesorabilmente intrecciato. E forse è proprio così, perché la vita è fatta di scelte e, a volte, per capire chi siamo davvero, non dobbiamo far altro che accettarci. E vivere. Ed è proprio allora che tutto può accadere.
Link: https://www.amazon.it/Drop-Blood-Deborah-P-Cumberbatch-ebook/dp/B073C9LS71/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1506597595&sr=8-1&keywords=deborah+p.+cumberbatch
L’intervista:
1) Deborah, come ti descriveresti come persona? E come autrice? Scrivi tre aggettivi per ogni risposta.
Buongiorno e innanzitutto grazie mille per questa bellissima opportunità. Come persona mi descriverei ironica (a volte troppo), caparbia ed estroversa. Come autrice userei gli stessi aggettivi, perché credo che le due cose non possano essere separate.
2) Quando hai iniziato a scrivere?
La passione per la scrittura c’è sempre stata, mi ricordo che all’asilo mi scocciava disegnare e volevo a tutti i costi scrivere “come i bambini grandi”. Poi, a otto anni, avevo deciso di trascrivere sul quaderno le battute dei film del Signore degli Anelli (lo vedevo e lo vedo a ripetizione) e mio padre mi dice “Ma perchè non ne scrivi uno tuo? Questo esiste già” e allora scrissi il mio primo libro, sugli zombie e l’apocalisse (forse si è notato che adoro il fantasy).
3) La tua produzione da quanti libri pubblicati è composta?
Ho partecipato alla stesura di un romanzo seriale giallo con la casa editrice Homo scrivens, che mi ha permesso di crescere come persona e come scrittrice e poi ho completato il primo volume della mia trilogia “Drop of blood”, pubblicato come self grazie all’incoraggiamento (ma direi che mi ha lasciato poche alternative) del mio fidanzato, che capì quanto contasse per me. Ora sto scrivendo il secondo e sono già a buon punto.
4) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Diventare una scrittrice e fare quello che davvero amo, cioè raccontare me e tutto quello che mi circonda attraverso i miei personaggi, catapultandomi in mondi magici e misteriosi. Un altro piccolo sogno nel cassetto è quello di creare una casa editrice che sostenga tutte le giovani scrittrici (e scrittori, perchè no!) che hanno bisogno che qualcuno creda in loro e le/li aiuti a far sentire la propria voce e tutto quello che hanno da dire, investendo davvero nel loro talento. Credo che ogni scrittrice/scrittore di talento lo meriti.
5) Che generi preferisci?
Ho già detto il fantasy? ahahah Sono cresciuta con J.Armentrout, Claudia Grey, J.K Rowling, Josephine Angelini… Ma non mi do limiti: se si tratta di un buon libro, qualunque sia il genere, allora lo leggo più che volentieri e bolle in pentola da un po’ il mettermi alla prova nello scrivere anche altri generi.
6) Hai dei rituali di scrittura durante la stesura?
Cuffie alle orecchie e musica, isolandomi da tutto. Il resto vien da sé.
7) Cosa ti ispira?
Ogni storia, ogni romanzo che ho scritto è frutto di un mio sogno: sono i sogni che mi ispirano e mi permettono di scrivere e per fortuna tendo a ricordarne parecchi. Drop of blood, per esempio, è nato da una scena che ho sognato dei miei due protagonisti (che non racconto nel caso qualcuno voglia leggerlo, perchè sarebbe un bello spoiler ahahah).
8) Cosa pensi del mondo self? E delle case editrici cosa ci dici?
Io sono una self, perciò forse sono un po’ di parte. E’ un mondo difficile, ci sono tante persone che tendono ad approfittarne e pensano al loro tornaconto, ma ho avuto l’opportunità di conoscere persone meravigliose, che amano davvero quello che fanno e sono sempre pronte ad aiutare. Naturalmente mi piacerebbe un giorno pubblicarmi con una grande casa editrice (la Newton Compton editori per esempio o la Giunti) ma non lo farei con una piccola ce, perchè ho sentito tante (troppe) esperienze negative e quindi preferisco continuare da self, almeno per ora.
9) I tuoi personaggi sono frutto di fantasia o esistono davvero?
Entrambe le cose: ognuno di loro ha una parte di me o di una persona che conosco e questo mi permette di renderli reali e di immedesimarmi davvero in loro.
10) Cosa pensi debba fare una scrittrice per emergere?
Essere se stessa, evitando di costruirsi personaggi fittizi, che innervosiscono solamente i lettori. Affidarsi a pagine come queste, che permettono di darci visibilità ed essere sempre disponibile, perchè anche se una sola persona sarà disposta a dedicarci un attimo, sarà comunque un gran traguardo.
11) Fai un appello alle lettrici e spiega loro perché dovrebbero leggere ciò che produci.
Questa è difficile ahahah Nelle mie storie metto davvero tutta me stessa, le vivo mentre le produco, ecco perchè mi concentro molto sui dialoghi e sulle emozioni dei personaggi e non do descrizioni minuziose, perchè, da lettrice, trovo che, se esagerate, spezzino il corso naturale della storia. Credo inoltre che, se ci siamo riuniti tutti in questa pagina, è perchè una sola vita non ci basta e vogliamo sognare insieme ai nostri libri. E io spero davvero che possiate sognare insieme a me.
Biografia dell’autrice: Sono Deborah P. Cumberbatch, pseudonimo di Deborah Luongo, ho venti anni e sono nata a Napoli. Studio psicologia presso la Federico II, ma il mio sogno è quello di diventare scrittrice da quando avevo otto anni: adoravo (e adoro) il “Signore degli Anelli” e stavo scrivendo le battute del film su un quaderno, quando mio padre mi disse “perché non ne scrivi uno tuo?” e da lì è nata questa passione che non ho più lasciato, scrivendo il mio primo libro sugli zombie.
La mia scrittrice preferita è Jennifer Armentrout ed è un modello che mi accompagna ad ogni passo, ma in generale ho un amore incondizionato per l’urban fantasy/paranormal romance, tuttavia leggo anche tantissimi altri generi (credo che non possa esistere una scrittrice che non sia prima di tutto lettrice), arricchendomi con ognuno di loro e che sono confluiti nel primo volume della mia trilogia “Drop of blood”, per cui mi ha incoraggiata il mio fidanzato sin dal primo momento, e adesso è in uscita il secondo e grazie ai miei “bambini” (così mi piace chiamarli) ho scoperto che ci sono tante persone che credono in me e che mi sostengono, emozionandomi tantissimo.
Sono una ragazza da pigiama, copertina e un buon libro o una buona serie televisiva/film, ma la scrittura è sempre stata per me terapeutica: poter vivere mille mondi, essere chiunque io volessi, evadere dalla realtà e gestire tutte le situazioni… Credo che non esista cura migliore.

Torna la rubrica l’#intervistaallautrice. Questa volta con Ilenia Leonardini

Buongiorno, gente. Spesso sparisco per scrivere, disegnare ecc. Ma ci sono, eh. 😉 Oggi, seguendo il gruppo Facebook che ho creato, torna la rubrica del giovedì l’#intervistaallautrice. Ecco Ilenia Leonardini con uno dei suoi libri, l’intervista e la sua biografia.

La sinossi: Nel mondo ogni antica civiltà lascia ai posteri oggetti misteriosi che hanno poteri enormi e allo stesso tempo pericolosi. Uno scettro, che contiene in sé il potere della divinità Maya Quetzalcóatl, è sepolto da qualche parte tra le lande abitate da questa antica ed enigmatica popolazione del Sud America. Se venisse trovato e capitasse nelle mani sbagliate, si scatenerebbe una profezia apocalittica. Ecco una nuova avventura che Layla, Taylor, Andrew, Anthony e tutta la famiglia di Berger dovranno affrontare; ora la missione è capire come il potente scettro divino Maya possa essere usato per sventare l’avverarsi della profezia.
Il Link: https://www.amazon.it/mistero-dello-scettro-Quetzal-ebook/dp/B01MQQXA0E/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1505988953&sr=8-1&keywords=il+mistero+dello+scettro+quetzal
L’intervista:
1) Ilenia, dicci chi sei brevemente nella vita di tutti i giorni.
Per prima cosa grazie mille per l’opportunità, per quanto riguarda me… sono una ragazza che da un anno e nove mesi vive alla giornata, ovvero da quando ho perso mio padre a causa di un brutto mostro.
2) Quale libro ti è piaciuto di più tra quelli che hai letto?
Il primo in assoluto La storia infinita di Michael Ende. Tra quelli che ho letto nella vita direi La storia infinita. Il libro fantasy in assoluto.
3) Scrivere cosa rappresenta per te?
Rappresenta un punto di riferimento per superare le difficoltà di tutti i giorni e un modo per reagire alla mancanza di mio padre e di un lavoro. Rappresenta un modo per reagire alle difficoltà e agli ostacoli della vita, oltre a farmi entrare in una realtà tutta mia.
4) Chi o cosa ti ha fatto avvicinare alla scrittura?
Sarà strano ma il cinema. È quello che mi ha avvicinato alla scrittura.
5) Hai un’autrice o un autore di riferimento?
Sono più di uno : Ende, Rowling, Rioran e il grande Tolkien.
6) Come prendi spunto per le tue storie?
Prendo spunto da delle canzoni e dal mio stato d’animo.
7) Qual è il genere che preferisci scrivere?
Tutto, a parte uno.
8) E qual è quindi quello che non scriveresti mai?
Come detto poc’anzi l’erotico, che mi imbarazza e non gradisco.
9) Di cosa parla il tuo libro “Il mistero dello scettro Quetzal”?
È la continuazione delle avventure mitologiche del mio precedente libro Tra mito e realtà, Dei reincarnati. Anthony, Layla, Taylor ed Andrew dovranno lottare contro Dei Maya. Dèi che minacciano il mondo intero e che vorrebbero assoggettati al loro volere e ridotti in schiavitù.
10) Per i tuoi personaggi prendi spunto dalla realtà o è tutta finzione?
Il personaggio lì per sé viene creato nel suo aspetto psicologico, ma quello fisico mi ispiro ai miei attori preferiti.
11) Stai scrivendo una nuova storia? O sta per uscire qualcosa di tuo? Parlacene…
Entrambi, ho in stesura ben 6 storie di vario genere, ma a dicembre esce il mio nuovo libro Antonio & Anna, un amore infinito. Libro che raccoglie la vita di una coppia, i miei genitori, che considero il simbolo dell’Amore.
La biografia dell’autrice: Sono nata nel 1977 nell’assolata città marittima di La Spezia, in quella striscia di terra chiamata Liguria.
Sono figlia unica e vivo con mia madre nella piccola provincia di Luni Mare, in quanto ho perso mio padre a causa di un brutto “mostro” , non mi piace il vero nome di questa malattia.
Il mondo perfetto e sognante del cinema mi ha sempre attratto, anche se sono un’appassionata di musica. Di entrambi apprezzo quello straniero.
Lo sport che ho praticato più volentieri è la difesa personale. Devo ammettere che mi ha ispirata molto.
Rimango fedele al mio primo amore: il nuoto.
Quando entro in mare è come se ritrovassi il mio ambiente, forse in un’altra vita ero un delfino, chi lo sa!
La scrittura l’ho incontrata verso i 14 anni.
I miei primi manoscritti ricordano più sceneggiature e sono carichi di dialoghi, poi mi sono detta: “E se creassi uno stile tutto mio?”
Così ho fatto!
La scrittura creativa è stata, ed è ancora, una passione terapeutica. Mi ha aiutata a superare i momenti di sconforto, specialmente dopo la perdita del lavoro.
Io lo dirò sempre: “Scrivere fa bene al cuore e all’anima!”
Mi piace spaziare tra i “generi letterari”.
Passo dal fantasy, all’horror per poi catapultarmi nello sci-fi.

Il blog riapre i battenti con l’#intervistaallautrice

Ciao. Rieccomi qua con voi. E parto subito con un’iniziativa nuova. Dato che su Facebook gestisco un gruppo, ogni giovedì inserirò l’intervista che farò alla scrittrice di turno. Questo per l’#intervistaallautrice. Stavolta tocca a Mariella Mogni.

Intanto conosciamola attraverso un suo libro.
Sinossi del libro: Avevano preso strade diverse, ma ci sono amori che non finiscono. Elisa, moglie tradita e libraia sull’orlo del fallimento, rincontra per caso Lorenzo, l’amore della sua adolescenza. Tra antichi rancori e un’attrazione mai sopita, Elisa e Lorenzo riprendono a frequentarsi. Lui le propone una torrida relazione erotica da cui sono esclusi i sentimenti. L’unica relazione che Elisa, intenzionata a salvare il proprio matrimonio per non danneggiare i figli, possa permettersi. Nonostante il proposito di dargli tutto di sé tranne il cuore, Elisa presto scopre di amare ancora Lorenzo. Ma vale la pena di mettere sottosopra la propria esistenza per un uomo che la considera solo un giocattolo? Un romanzo che ha al centro una donna divisa, tra la vita perfetta che aveva costruito per sé, i propri doveri di madre e la propria piena realizzazione.
Il link del libro: https://www.amazon.it/Sarai-giocattolo-Youfeel-Mariella-Mogni-ebook/dp/B074BQKYXW/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1505319133&sr=1-1
Le domande
1) Mariella, parlaci di te.
Intanto buongiorno. Per la biografia completa vi rimando al blog in cui troverete notizie su di me e suoi miei romanzi. Qui mi presento per quella che sono: una donna molto fortunata che sta vivendo una seconda vita molto gratificante. Dopo essere stata per anni mamma e moglie, sono nata come autrice, assecondando la mia passione per la scrittura. Anche se la considero un hobby, e tale rimarrà, la scrittura è il modo in cui mi esprimo più facilmente, essendo timida, quello che mi permette di entrare in contatto con gli altri.
2) Sei un’autrice che pianifica o che lascia tutto al caso o all’ispirazione del momento?
All’inizio è l’ispirazione a guidarmi, i miei romanzi nascono prima nella mia testa, poi li metto su carta, sforzandomi di dar loro un ordine. Ottenuta l’ossatura della storia, prende il sopravvento la ragione, e qui viene il bello perché sono molto pignola. Scrivo e correggo a lungo fino a che non trovo una versione che mi soddisfi davvero.
3) Quali sono i generi che ami scrivere?
Ho cominciato a scrivere romanzi erotici quasi per caso, per partecipare a un concorso indetto da Sperling & Kupfer, che poi ho vinto, e mi sono appassionata al genere. Chi mi conosce sa che scrivo storie d’amore in cui oltre alla componente erotico passionale, che è molto forte, c’è anche una particolare attenzione alla psicologia dei personaggi e lo sforzo di scrivere storie legate a problemi reali legati alla vita di coppia.
4) Quali, invece, quelli che non scriveresti mai?
Horror e fantasy perché non mi piacciono come generi.
5) Tecniche di promozione… svelaci i tuoi segreti.
In realtà non ho una strategia, cerco di partecipare alle varie attività dei gruppi, lottando contro il tempo che non basta mai. Cerco di essere presente ma quando sto scrivendo una nuova storia finisco per isolarmi. Non sono brava a vendere me stessa, anzi se avete qualche consiglio è gradito. 🙂
6) Hai dei rituali di scrittura? Tipo scrivere in salotto, ascoltare la musica, mangiare mentre scrivi ecc.?
Scrivo per lo più al tavolo della cucina, questo mi permette di avere tutto sotto controllo. Proprio come in questo momento che ho una torta nel forno. Essendo, purtroppo, una fumatrice, mi capita di prendermi delle pause sigaretta che mi servono per concentrarmi, per riprendere il filo del discorso nei momenti di confusione … e ci scappa pure il biscotto o il cioccolatino… ahimè…
7) Qual è il libro che ti è rimasto nel cuore tra quelli che hai letto o scritto?
Amo tutti i miei libri ma devo dire che sono innamorata dell’ l’ultimo, Sarai il mio giocattolo, su cui ho lavorato per un anno, non ininterrottamente, certo, ma prendendolo e lasciandolo più volte perché non ero mai soddisfatta. E’ stata una faticaccia ma sono stata ricompensata.
8) Come sei approdata alla Sperling e poi alla Rizzoli?
A Sperling & Kupfer ci sono arrivata dopo aver vinto il secondo concorso “Entra anche tu in Sperling Privè” che premiava il romanzo vincitore con la pubblicazione nella collana. Questa è la stata la sfida della vita per me che non avevo mai nemmeno pensato di pubblicare qualcosa di mio. A Rizzoli, invece, sono approdata per scelta, conoscevo la collana Youfeel come lettrice e sognavo ardentemente di entrare a farne parte. Lo scorso maggio ho inviato un romanzo, “Peccati di famiglia”, che è stato pubblicato due mesi dopo. Attualmente i romanzi pubblicati con Rizzoli sono 4 e spero che la collaborazione non si esaurisca qui…
9) Hai mai sperimentato il self publishing?
E’ un’esperienza che mi tenta molto e che prima o poi voglio fare. Sinceramente quello che mi blocca maggiormente è l’aspetto tecnico. Sono piuttosto imbranata e credo che avrei qualche difficoltà, ma sto studiando e … sì, penso che con calma mi cimenterò anch’io col self.
10) Di cosa parla sarai il mio giocattolo? E quanto c’è di te nei personaggi?
I miei personaggi rispecchiano il mio carattere inquieto, i dubbi che mi accompagnano sempre. Sono contorti, complicati, un po’ come lo sono io, a dispetto della mia aria pacifica.
Sarai il mio giocattolo è la storia di un amore che non si è mai interrotto, sebbene i protagonisti abbiamo scelto vite diverse. Elisa si è rifugiata nella stabilità della famiglia, in affetti solidi, che poi così solidi non sono. Rivedere Lorenzo, il suo primo amore, le pone davanti un passato che lei ha cercato in ogni modo di cancellare, ci sono ripicche, rancori e nodi da sciogliere. Ci sono sentimenti mai sopiti difficili da conciliare con la sua realtà di madre e di moglie tradita. E c’è l’offerta di Lorenzo: un rapporto basato su sesso, passione, trasgressione, l’unico che Elisa possa permettersi. <> le propone. Ma è possibile limitarsi a essere il giocattolo dell’uomo che ami da una vita?
11) Svelaci un sogno nel cassetto o un progetto a breve termine…
Ho appena scritto un nuovo romanzo che mi piacerebbe far uscire attorno a Natale sempre che riesca a correggerlo in tempo e che mi soddisfi. E poi ,come ho detto nella risposta precedente, sto pensando a mettermi alla prova come self. Diciamo che ho molte idee ma che ancora devo metterle in ordine. Vi terrò aggiornate, comunque. Intanto per non perdere il ritmo sto scrivendo una nuova storia.
La biografia dell’autrice: Mariella Mogni è nata in provincia di Firenze, dove vive attualmente con il marito, un figlio e un gatto. Laureata in lettere, con una tesi su Giacomo Leopardi, si ritiene una casalinga felice e realizzata. Ama cucinare e occuparsi della propria famiglia ed è una lettrice accanita. Pur scrivendo da sempre, ha iniziato a pubblicare solo a partire dal 2015 quando ha partecipato al secondo concorso “Entra anche tu in Sperling Privé”, indetto dalla casa editrice Sperling & Kupfer, aggiudicandosi il primo posto tra i romanzi in gara con “Concerto a due voci”, il suo primo romanzo erotico, pubblicato nel febbraio 2015.
Ad questo è seguito “Oltre l’amore” sempre per la collana digitale di Sperling, uscito nel luglio 2015.
Nel 2016 è approdata alla collana Youfeel di Rizzoli pubblicando quattro romanzi anch’essi appartenenti al genere erotico: Peccati di famiglia, luglio 2016
I nostri incontri proibiti, ottobre 2016
La donna di tutti, febbraio 2017
Sarai il mio giocattolo, luglio 2017.
Nei suoi romanzi ama approfondire il lato psicologico dei personaggi raccontando storie spesso scomode anche se profondamente legate alla vita di tutti i giorni.

#Angolino letterario: Intervista a… Francesca Pace

Buon pomeriggio. Torna l’appuntamento con l’#Angolino letterario. Stavolta l’intervista sarà a Francesca Pace, che ha creato la casa editrice Dark Zone.


1. Quando hai deciso che avresti aperto una casa editrice?
In realtà non è stata una decisione presa con raziocinio a spingermi ad aprire la Dz edizioni, ma un moto emotive, emozionale… la voglia di realizzare un progetto in cui autori e lettori si fondessero in un ideale salotto letterario. Ho voluto realizzare il sogno di molti, in primis il mio, quello di poter arrivare ai lettori.
2. Perché questa scelta?
Accennavo prima al desiderio di creare una realtà editoriale in cui gli autori si sentissero parte integrante dle progetto, ingranaggi dello stesso motore. È bello essere parte di un gruppo che crede nelle stesse cose e che ha un progetto comune e si impegna per realizzarlo!
3. Economicamente hai aiuti dallo Stato o da enti vari?
Assolutamente no!
4. Pensi che valga la pena aprire una ce di questi tempi?
Non ho mai ragionato in termini del genere. Non mi sono fatta due conti prima e non me ne faccio ora, di certo ne vale la pena se quello che cerchi è coesione, energia, affetto… e in DZ ne trovi tanto!!!!
5. Quanti libri di autori hai pubblicato fino a questo momento?
Siamo arrivati a circa 35 titoli e siamo aperti ufficialmente da febbraio 2016 come associazione e gennaio 2017 come marchio editoriale.
6. Quali sono i generi più adatti da mandare in visione?
Noi prendiamo in considerazione tutti i generi ad eccezione della fantascienza pura e dell’erotico. Pubblichiamo Romance, Gialli, Thriller, Horror, ma il nostro punto di forza rest il Fantasy in ogni sua sfumatura.
7. C’è un limite minimo o massimo di pagine/caratteri per le opere?
Assolutamente no… direi che l’unico limite è quello posto dalla fantasia.
8. Un autore che avesse un libro già edito potrebbe inviarlo?
Certo, purché libero da vincoli contrattuali.
9. Gestisci da sola la casa editrice o hai qualcuno che ti aiuta?
Ad oggi ho 7 collaboratori per me indispensabili e insostituibili!
10. Quali sono le caratteristiche che deve possedere un libro per arrivare a essere un best seller?
WOW… domandona!!! Non ne ho la minima idea… certo la trama deve essere grandiosa, affascinanti i protagonisti, l’intreccio articolato ma mai complesso… e trovarsi sulla scrivania giusta al momento giusto!
11. Alla Fiera del libro di Torino la Dark Zone ha raggiunto buoni risultati in fatto di vendite? Ed è stata comunque una bella esperienza?
Al Salone è andata alla grande sotto ogni punto di vista. Le vendite sono state record, ma la mia soddisfazione più grande è stata veder tornare allo stand “vecchi” lettori, amici, conoscenze virtuali che sono venute per stringerci la mano o darci un abbraccio. É stato emozionante e bellissimo intrattenersi in conversazioni “librose” con i giovani presenti.
12. La casa editrice come supporta gli scrittori?
A tutto tondo! Ogni autore ha a disposizione la professionalità del nostro social media manager che studia campagne pubblicitarie mirate, organizziamo eventi su territorio, siamo di support in ogni attività decidano di intraprendere.
13. Cosa richiedi a un autore per pubblicare con la Dark Zone?
Cuore, entusiasmo e un pizzico di follia!
Grazie delle tue risposte.

Il link della pagina Facebook: https://www.facebook.com/darkzonepage/
Il link dell’associazione: http://www.dark-zone.it/

#Angolino letterario: Intervista a… Miriam Rizzo

Ciao a tutti. Torna l’#Angolino letterario. Oggi vi parlo di Miriam Rizzo e delle sue audio letture. Ricordo che in questo angolino si parla di qualunque lavoro faccia parte del mondo editoriale.

N. B. Immagine ripresa su Pixabay al fine di accompagnare il post.

1. Quando hai deciso che la tua voce poteva essere utilizzata in ambito letterario?
Fin da piccola ho avuto la passione per il doppiaggio, ma ogni volta che lo dicevo a mia mamma lei mi rispondeva “Per fare quel lavoro ci vuole una bella voce” così pensavo che la mia non fosse adatta. La storia delle audio letture è successa per puro caso. Un’autrice mi aveva aiutata moltissimo nella realizzazione di una copertina per un mio racconto e non aveva voluto nulla in cambio, così per sdebitarmi mi sono fatta dare (con l’inganno) un estratto del suo romanzo e mi sono registrata mentre lo leggevo. Non pensavo potesse piacere così tanto la mia voce, questo mi ha spronata ad andare avanti. E, ogni volta, l’emozione degli autori nei confronti delle mie letture mi fa palpitare il cuore.
2. Hai preso dei corsi di dizione o sei autodidatta?
Per ora autodidatta, anche se ho in programma di fare un corso di dizione, per migliorare le pecche dovute al mio accento.
3. In cosa consiste precisamente una audio lettura?
Consiste nel cercare di dare “volume” alle parole, di far prendere loro vita. Devi diventare il romanzo, il personaggio che parla. Non è facile, ma è entusiasmante!
4. In passato hai fatto anche video recensioni. Le fai ancora?
Ne ho fatta una poco tempo fa con mio figlio. Ne farei di più, purtroppo ho dei problemi col pc e montare un semplice video diventa un’impresa, perché mi si sfasano audio e video, il che rende il tutto stressante. Appena riuscirò ad avere un pc nuovo conto di fare moltissimi video.
5. Collabori con qualche casa editrice o solo con autori?
Per quanto riguarda le audio letture oltre ai singoli autori collaboro anche con la Dark Zone per ora!
6. Economicamente conviene svolgere questa attività?
È un lavoro che richiede tempo, ma dà le sue soddisfazioni!
7. A livello personale ti senti realizzata o soddisfatta a leggere i testi altrui?
Leggere i testi altrui per me è un onore. Mi fa sentire più che soddisfatta, soprattutto quando l’autore mi dice che ho colto alla perfezione le sfumature del suo personaggio.
8. Hai qualche preferenza o restrizione, in quanto ai testi, o vanno bene di qualunque genere?
Assolutamente no. Ammetto che potrei avere qualche difficoltà con il genere erotico, per colpa della mia timidezza, ma questo non mi blocca, anzi!
9. Qual è il libro che hai preferito leggere?
Aiuto! Domanda difficilissima. Ogni audio lettura è stata un’esperienza unica. La mia preferita è la parte conclusiva di “Allegiant” perché è stato un romanzo che mi ha distrutta alla fine. Anche la mia prima audio lettura completa di un romanzo breve è stata un’esperienza stupenda, soprattutto vedere che ci comprano dall’estero! Ma ad esempio “Il cacciatore di libellule” e “Reborn” mi hanno trasmesso l’inquietudine dovuta al loro genere. E ci sarà una lettura che mi ha fatta morire dalle risate. Non vi svelo altro, sappiate che la sto amando così tanto che vorrei fare l’intero romanzo!
10. Quale pensi siano le caratteristiche ideali per fare quello che fai tu?
Le competenze tecniche contano, non c’è dubbio. Ma ci vuole il cuore, saper entrare in simbiosi col romanzo. Amare la lettura in maniera incondizionata. Sapersi donare a essa.
11. Hai un consiglio per chi volesse seguire le tue orme?
Essere se stessi senza sforzarsi, perché le forzature si sentono ovunque. Per quanto riguarda le parti più tecniche, il corso di dizione serve a eliminare gli accenti che prendiamo dal dialetto locale.
12. La tua voce in quale altri ambiti potrebbe essere utilizzata?
Mi piacerebbe prestare la voce nei videogiochi, o doppiare anime giapponesi.
13. Preferisci che ti si senta solo la voce o apparire proprio anche in video?
Penso che sentire solo la voce possa essere, per chi ascolta, meglio del fatto di vedere qualcuno che legge. Perché togliendo il senso della vista ci si concentra di più sull’udito.
Invece per i bambini penso che le video letture siano migliori perché loro hanno bisogno di vedere le espressioni, infatti nella mia ultima video recensione ho letto un piccolo estratto.
14. Cosa ti aspetti per il futuro?
Spero di poter continuare su questa strada, migliorando sempre di più, collaborando con altri audio lettori e case editrici non solo tramite estratti, ma producendo interi romanzi.
Grazie della tua disponibilità.
Grazie a te per questo spazio e per le domande davvero interessanti. È stato un vero piacere. Saluto tutti i tuoi lettori e se vi fa piacere vi aspetto nel mio blog e nei miei social 😉

Il blog di Miriam Rizzo: http://lepassionidibrully.blogspot.it/
Il suo profilo su Twitter: https://twitter.com/Miriam_Brully
Il suo profilo su Instagram: https://www.instagram.com/miriam_rizzo92/
La sua pagina su Facebook: https://www.facebook.com/LePassioniDiBrully/
Il suo canale YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCwTBYrPob35A-aWrBn9v0EA

Intervista vip a Raffaella Vittori, curatrice e traduttrice dei libri de “Il segreto”

Buongiorno. Oggi intervisto RAFFAELLA VITTORI. Vi dicono niente i libri de “Il segreto”? Li ha tradotti lei, oltre a centinaia di episodi, ma non solo, perché è anche autrice. Leggete le domande che le ho rivolto e le sue interessantissime risposte.
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1. Benvenuta! Raffaella, sei traduttrice di opere spagnole e latinoamericane. Quando e come hai iniziato?
Grazie per l’invito. Sono laureata in lingue e letterature straniere moderne europee con specializzazione letteratura e lingua spagnola. Da sempre ho adorato la traduzione e sin dai tempi dell’Università ho fatto delle traduzioni letterarie e traduzioni generiche. Successivamente ho collaborato con agenzie di traduzioni. Lavoravo per un settimanale ma la crisi ha colpito anche quel settore così ho dovuto tirare fuori di nuovo la mia laurea e da lì il passo è stato breve. Sono entrata nel mondo della traduzione a pieno titolo. Il primo libro che ho tradotto è stato un romanzo di una scrittrice di Panama, l’ultimo, per il momento, un thriller di uno scrittore spagnolo. Alle volte traduco dall’italiano allo spagnolo.

2. Hai curato la versione italiana dei romanzi bestseller della serie “Il segreto”. Casualità, frutto di un duro lavoro o un misto di tutto?
Sapevo che in Spagna avevano appena pubblicato alcuni libri sulla serie “Il Segreto” così, dopo qualche ricerca ho contattato la casa editrice Sperling&Kupfer e ho proposto loro l’acquisto dei diritti. Ho partecipato al progetto come curatrice e revisore delle traduzioni dei primi tre libri. Il quarto, che deve ancora uscire, l’ho tradotto in collaborazione con altre due traduttrici talentuose. Posso dire che la mia è stata un’intuizione e a quanto pare molto felice per la casa editrice e per me in quanto ora collaboro con questo grande editore.

3. Sei stata anche sul set del film. Chi hai conosciuto?
In vista del libro che ho scritto io sempre sulla serie, ho contattato uno dei principali autori, Miquel Peidro Zaragozza per un’intervista e lui molto gentilmente mi ha suggerito di raggiungerlo a Venezia poiché era in vacanza con la famiglia. Ci siamo conosciuti e mi ha invitato sul set. La prima volta, con grande emozione, che ho messo piede sul set è stato nel gennaio 2015 e lì ho conosciuto tutti gli attori presenti nella serie in quegli episodi. Ho pranzato con Donna Francisca (Maria Bouzas) e Mauricio (Mario Zorrilla), ho chiacchierato con Mariana (Carlota Barò), Alfonso (Fernando Coronado), don Anselmo (Mario Martin). Insomma ho conosciuto tutti e sono, senza esagerare, persone squisite e molto disponibili. Erano molto interessati al mio lavoro di traduttrice (sapevano dei libri) e di autrice (ho regalato ad alcuni di loro delle copie del mio libro). Sono sempre in contatto con alcuni di loro e lo scorso gennaio sono ritornata e devo dire che l’accoglienza è stata superlativa. Si ricordavano tutti della mia prima visita. Una cena strepitosa con alcuni attori, l’autore e la creatrice Aurora Guerra. Sto già valutando un terzo viaggio a Madrid.

4. Hai tradotto moltissimi episodi. Sei soddisfatta del tuo lavoro?
Stavo guardando un episodio della serie quando improvvisamente ho realizzato che qualcuno doveva pur tradurre le puntate dallo spagnolo all’italiano. Al che ho aspettato i titoli di coda per vedere il nome dello studio di doppiaggio. Ho mandato una mail per propormi e tempo due mesi ho ricevuto una risposta positiva. Era la prima volta che traducevo per il doppiaggio ed è stata un’esperienza unica. Inviano i video originali e i copioni. Il lavoro del traduttore dei copioni è interessante in quanto bisogna attenersi il più possibile al testo d’origine. Poi ci sono gli adattatori e i doppiatori che concludono il processo. Ho tradotto più di cento episodi della serie e vedere in tv la tua puntata tradotta fa veramente molto piacere. Sì, sono molto soddisfatta.

5. Della tua traduzione del libro “Senza identità” cosa puoi dirci?
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Anche per questa serie tv di Canale 5 ebbi l’intuizione di fare delle ricerche, finché trovai una notizia che dichiarava l’uscita in Spagna del libro di Ramon Tarres “Sin Identidad, el orìgen”. Contattai nuovamente la casa editrice Sperling&Kupfer e quando terminarono gli accordi sui diritti, mi consegnarono la traduzione completa del libro. Mi sento bene quando inizio una traduzione. E’ un lavoro che amo veramente.

6. Come scrittrice, invece, cosa hai scritto?
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Sono stata contattata dalla Sperling&Kupfer per fare un libro sul Segreto. Loro erano consapevoli del mio grande amore e passione per la serie tv e quindi erano tranquilli sul successo di questo libro. Il titolo è “I Segreti de Il Segreto” e tra le pagine si trovano interviste che ho fatto personalmente agli attori, i momenti più significativi della serie, anticipazioni, i retroscena, curiosità e ricette spagnole dell’epoca. Un’emozione enorme nel vedere nelle vetrine delle librerie il mio libro, il mio nome sulla copertina. Un flusso di sentimenti che sono indescrivibili.

7. Ti saresti aspettata tutto questo quando hai iniziato la tua carriera lavorativa?
La mia carriera di traduttrice ha preso letteralmente il volo con questa magnifica serie tv, iniziando con la traduzione dei copioni e continuando con i romanzi spagnoli tradotti in italiano e con il mio “I segreti de Il Segreto” L’essere conosciuta anche in Spagna mi rende molto orgogliosa e sì, sono fiera di me. Non me l’aspettavo, onestamente, e so che anche in Italia mi apprezzano. Ho aperto un gruppo su Facebook e si sono già iscritte quasi 6000 persone che mi vogliono bene, mi seguono e mi chiedono “anticipazioni”, ma quelle vere.
Riviste italiane di grande importanza si sono messe in contatto con me per delle interviste relative al mio libro, se posso citare, Panorama, Vanity Fair e qualche giornale di gossip.

8. Rifaresti tutto?
Sì, assolutamente. Rifarei tutto daccapo, senza tralasciare nulla.

9. Hai nuovi progetti da raccontarci?
Ora sto scrivendo un romanzo di genere romantico che prevedo di pubblicare prima dell’estate. Il titolo non lo so, ma già dalle prime pagine, penso, possa coinvolgere le lettrici più romantiche… un amore mai dimenticato, una notizia sconvolgente fa ripensare e rivedere il suo passato a Teresa…
Da poco ho pubblicato su Amazon.it e Amazon.com un brevissimo romanzo simpatico, stile Bridget Jones che molti anni fa avevo scritto, assieme a una mia amica, per scherzo, ma, inaspettatamente vedo che piace. Si intitola “Sapersi Raccontare”, una storia buffa di una ragazza qualunque alle prese con lavoro e vita amorosa.

10. Il tuo sogno più grande quale sarebbe?
Tre i sogni che volevo realizzare nella mia vita. Volevo studiare all’estero. Ebbene, ho frequentato l’Università in Spagna, a Valladolid, per sei mesi partecipando al progetto Erasmus. Un periodo strepitoso. Ho sostenuto degli esami in Spagna e la cosa mi riempie d’orgoglio. Volevo lavorare all’estero e per mia fortuna ho avuto modo di fare due stagioni nei villaggi come assistente turistica, una a Maiorca in Spagna e una a Sharm in Egitto. La terza, mettere a frutto la mia laurea a tutto tondo, a 360 gradi e ci sono riuscita. Sono traduttrice dallo spagnolo all’italiano e sì, perché no, anche autrice. Quest’ultimo è comunque sempre stato il sogno della mia vita, ma… sognare è gratis, e sicuramente, qualcosa di nuovo e stimolante mi verrà in testa.
Grazie, è stato un piacere.

Intervista all’autrice Valentina Mancosu

Ciao naviganti, oggi vi faccio leggere l’intervista che ho fatto alla scrittrice Valentina Mancosu, di cui avevo letto il libro “Prima che sia troppo tardi” qualche mese fa.
valentina
Valentina, benvenuta. Quando hai iniziato a scrivere?
Buongiorno. Prima di tutto, ringrazio infinitamente l’artista Evelyn Storm per avermi ospitata nel suo splendido blog.
Non ho impressa nei ricordi una data precisa sul quando io abbia iniziato a farlo, tutto è iniziato per caso con la scoperta di un salotto letterario on line dedicato a coloro che desiderano coltivare quest’inclinazione. Decisi di cimentarmi e la mia vita cambiò radicalmente.

Cosa ti ha spinto a dedicarti a questa bellissima arte?
Sono stata presa dal sacro fuoco della scrittura in maniera totalizzante. Sono felicissima di aver cambiato vita abbandonando il corso di laurea in psicologia che frequentavo, per assecondare la mia passione.
Sono fermamente convinta che scrivere sia la panacea di tutti i mali.

Che genere di romanzi leggi di solito?
Quando ho dei libri aperti in lettura, uso accompagnare un classico ad un autore self. Gli scrittori, mi piacciono tutti! Ma forse, un genere che non riuscirei a leggere è il paranormal romance. Non riesco ad approcciarmi a certi temi con serenità.
Attualmente, sto leggendo Almudena Grandes con le età di Lulù e Irene Spaziani con Loving an angel.

Hai mai provato a pubblicare in self?
Entrambi i miei prodotti digitali, Prima che sia troppo tardi e Grazie Alda, sono stati pubblicati in self publishing e sono disponibili sui principali stores on line.
Sono quella che si dice una self radicale: curo da sola ogni minimo aspetto che riguarda i miei prodotti, includendo commercializzazione e testimonianze editoriali, preferisco questo termine alla parola pubblicità in quanto, l’atto del testimoniare rende maggior giustizia all’inestimabile valore della cultura. Tornando alle storie brevi da me scritte mia è l’ideazione delle trame narrative, l’editing, la realizzazione degli epub, come delle covers.

Da cosa prendi ispirazione?
Dalla vita.

Preferisci scrivere racconti o poesie?
Non ho preferenze. L’espressione narrativa e quella poetica sono entrambe irrinunciabili per me.
La poesia è preghiera che si leva in canto

Scrivi meglio di giorno o di notte?
Son solita scrivere alla luce del giorno, ma è nell’incanto del manto notturno che intuizioni feconde brillano come stelle

Cosa dice chi ti conosce di questa tua passione?
Inizialmente, i miei affetti, non erano proprio entusiasti: come ho già spiegato prima, ho interrotto il mio percorso accademico in scienze e tecniche psicologiche applicate ad apprendimento e salute psicosociale per assecondare la passione della scrittura. Nessun rimpianto. Ho compiuto la scelta giusta.

Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Il mio sogno è intimamente relato sia al mondo letterario che a quello delle arti erotico-figurative delle quali, non è un mistero per nessuno, sono una grandissima estimatrice.
Essendo che le difficoltà di motricità manuale dovute alla tetraparesi con la quale convivo da sempre, mi impediscono di disegnare, sarebbe un regalo immenso per me se i maestri di arti erotico-figurative che ammiro da sempre, interpretassero i miei personaggi narrativi. I protagonisti della storia da me raccontata son anch’essi due affascinanti erotic designers.

E’ nei tuoi piani di scrivere un romanzo lungo?
Adoro scrivere racconti brevi per cui, per adesso, le vicende narrative che hanno preso l’avvio con la short story Prima che sia troppo tardi procedono per episodi.
Sul domani mai dire mai.

Cosa suggeriresti a chi volesse seguire il tuo percorso?
Il mio consiglio è quello di non demordere. A maggior ragione quando, in tantissimi, vi diranno che quello che state facendo non vi servirà a nulla! Smentire siffatte convinzioni sarà la vostra soddisfazione più grande…

Parliamo di “Prima che sia troppo tardi”. Riassumilo in breve.
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Prima che sia troppo tardi narra le vicende di Viola Dell’amore erotic designer famosa a livello planetario. Il giorno in cui riceve l’incarico di consegnare una missiva, il suo destino cambia completamente…

Quanto c’è di Viola in te?
Tutto. Il personaggio di Viola Dell’amore risuona della mia interiorità ma, a dire il vero, la mia preferita è Alda. Amo quest’ultima visceralmente!

Una curiosità legata al libro.
Non ve ne sono, a dire il vero, ma senz’altro curioso è un aspetto caratterizzante tutta la mia produzione artistica, in prosa come nei versi: il piano narrativo e quello reale, si alternano e si intersecano continuamente.
Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
Prima che sia troppo tardi e Grazie Alda, che è il secondo ebook della serie, si propongono di combattere gli stereotipi sociali tristemente diffusi. Sfidano le convenzioni sociali, esortano al coraggio di scegliere perché nessuna persona debba vivere di rimpianti.

mancosu