#Angolino letterario: Intervista a… Francesca Pace

Buon pomeriggio. Torna l’appuntamento con l’#Angolino letterario. Stavolta l’intervista sarà a Francesca Pace, che ha creato la casa editrice Dark Zone.


1. Quando hai deciso che avresti aperto una casa editrice?
In realtà non è stata una decisione presa con raziocinio a spingermi ad aprire la Dz edizioni, ma un moto emotive, emozionale… la voglia di realizzare un progetto in cui autori e lettori si fondessero in un ideale salotto letterario. Ho voluto realizzare il sogno di molti, in primis il mio, quello di poter arrivare ai lettori.
2. Perché questa scelta?
Accennavo prima al desiderio di creare una realtà editoriale in cui gli autori si sentissero parte integrante dle progetto, ingranaggi dello stesso motore. È bello essere parte di un gruppo che crede nelle stesse cose e che ha un progetto comune e si impegna per realizzarlo!
3. Economicamente hai aiuti dallo Stato o da enti vari?
Assolutamente no!
4. Pensi che valga la pena aprire una ce di questi tempi?
Non ho mai ragionato in termini del genere. Non mi sono fatta due conti prima e non me ne faccio ora, di certo ne vale la pena se quello che cerchi è coesione, energia, affetto… e in DZ ne trovi tanto!!!!
5. Quanti libri di autori hai pubblicato fino a questo momento?
Siamo arrivati a circa 35 titoli e siamo aperti ufficialmente da febbraio 2016 come associazione e gennaio 2017 come marchio editoriale.
6. Quali sono i generi più adatti da mandare in visione?
Noi prendiamo in considerazione tutti i generi ad eccezione della fantascienza pura e dell’erotico. Pubblichiamo Romance, Gialli, Thriller, Horror, ma il nostro punto di forza rest il Fantasy in ogni sua sfumatura.
7. C’è un limite minimo o massimo di pagine/caratteri per le opere?
Assolutamente no… direi che l’unico limite è quello posto dalla fantasia.
8. Un autore che avesse un libro già edito potrebbe inviarlo?
Certo, purché libero da vincoli contrattuali.
9. Gestisci da sola la casa editrice o hai qualcuno che ti aiuta?
Ad oggi ho 7 collaboratori per me indispensabili e insostituibili!
10. Quali sono le caratteristiche che deve possedere un libro per arrivare a essere un best seller?
WOW… domandona!!! Non ne ho la minima idea… certo la trama deve essere grandiosa, affascinanti i protagonisti, l’intreccio articolato ma mai complesso… e trovarsi sulla scrivania giusta al momento giusto!
11. Alla Fiera del libro di Torino la Dark Zone ha raggiunto buoni risultati in fatto di vendite? Ed è stata comunque una bella esperienza?
Al Salone è andata alla grande sotto ogni punto di vista. Le vendite sono state record, ma la mia soddisfazione più grande è stata veder tornare allo stand “vecchi” lettori, amici, conoscenze virtuali che sono venute per stringerci la mano o darci un abbraccio. É stato emozionante e bellissimo intrattenersi in conversazioni “librose” con i giovani presenti.
12. La casa editrice come supporta gli scrittori?
A tutto tondo! Ogni autore ha a disposizione la professionalità del nostro social media manager che studia campagne pubblicitarie mirate, organizziamo eventi su territorio, siamo di support in ogni attività decidano di intraprendere.
13. Cosa richiedi a un autore per pubblicare con la Dark Zone?
Cuore, entusiasmo e un pizzico di follia!
Grazie delle tue risposte.

Il link della pagina Facebook: https://www.facebook.com/darkzonepage/
Il link dell’associazione: http://www.dark-zone.it/

#Angolino letterario: Intervista a… Miriam Rizzo

Ciao a tutti. Torna l’#Angolino letterario. Oggi vi parlo di Miriam Rizzo e delle sue audio letture. Ricordo che in questo angolino si parla di qualunque lavoro faccia parte del mondo editoriale.

N. B. Immagine ripresa su Pixabay al fine di accompagnare il post.

1. Quando hai deciso che la tua voce poteva essere utilizzata in ambito letterario?
Fin da piccola ho avuto la passione per il doppiaggio, ma ogni volta che lo dicevo a mia mamma lei mi rispondeva “Per fare quel lavoro ci vuole una bella voce” così pensavo che la mia non fosse adatta. La storia delle audio letture è successa per puro caso. Un’autrice mi aveva aiutata moltissimo nella realizzazione di una copertina per un mio racconto e non aveva voluto nulla in cambio, così per sdebitarmi mi sono fatta dare (con l’inganno) un estratto del suo romanzo e mi sono registrata mentre lo leggevo. Non pensavo potesse piacere così tanto la mia voce, questo mi ha spronata ad andare avanti. E, ogni volta, l’emozione degli autori nei confronti delle mie letture mi fa palpitare il cuore.
2. Hai preso dei corsi di dizione o sei autodidatta?
Per ora autodidatta, anche se ho in programma di fare un corso di dizione, per migliorare le pecche dovute al mio accento.
3. In cosa consiste precisamente una audio lettura?
Consiste nel cercare di dare “volume” alle parole, di far prendere loro vita. Devi diventare il romanzo, il personaggio che parla. Non è facile, ma è entusiasmante!
4. In passato hai fatto anche video recensioni. Le fai ancora?
Ne ho fatta una poco tempo fa con mio figlio. Ne farei di più, purtroppo ho dei problemi col pc e montare un semplice video diventa un’impresa, perché mi si sfasano audio e video, il che rende il tutto stressante. Appena riuscirò ad avere un pc nuovo conto di fare moltissimi video.
5. Collabori con qualche casa editrice o solo con autori?
Per quanto riguarda le audio letture oltre ai singoli autori collaboro anche con la Dark Zone per ora!
6. Economicamente conviene svolgere questa attività?
È un lavoro che richiede tempo, ma dà le sue soddisfazioni!
7. A livello personale ti senti realizzata o soddisfatta a leggere i testi altrui?
Leggere i testi altrui per me è un onore. Mi fa sentire più che soddisfatta, soprattutto quando l’autore mi dice che ho colto alla perfezione le sfumature del suo personaggio.
8. Hai qualche preferenza o restrizione, in quanto ai testi, o vanno bene di qualunque genere?
Assolutamente no. Ammetto che potrei avere qualche difficoltà con il genere erotico, per colpa della mia timidezza, ma questo non mi blocca, anzi!
9. Qual è il libro che hai preferito leggere?
Aiuto! Domanda difficilissima. Ogni audio lettura è stata un’esperienza unica. La mia preferita è la parte conclusiva di “Allegiant” perché è stato un romanzo che mi ha distrutta alla fine. Anche la mia prima audio lettura completa di un romanzo breve è stata un’esperienza stupenda, soprattutto vedere che ci comprano dall’estero! Ma ad esempio “Il cacciatore di libellule” e “Reborn” mi hanno trasmesso l’inquietudine dovuta al loro genere. E ci sarà una lettura che mi ha fatta morire dalle risate. Non vi svelo altro, sappiate che la sto amando così tanto che vorrei fare l’intero romanzo!
10. Quale pensi siano le caratteristiche ideali per fare quello che fai tu?
Le competenze tecniche contano, non c’è dubbio. Ma ci vuole il cuore, saper entrare in simbiosi col romanzo. Amare la lettura in maniera incondizionata. Sapersi donare a essa.
11. Hai un consiglio per chi volesse seguire le tue orme?
Essere se stessi senza sforzarsi, perché le forzature si sentono ovunque. Per quanto riguarda le parti più tecniche, il corso di dizione serve a eliminare gli accenti che prendiamo dal dialetto locale.
12. La tua voce in quale altri ambiti potrebbe essere utilizzata?
Mi piacerebbe prestare la voce nei videogiochi, o doppiare anime giapponesi.
13. Preferisci che ti si senta solo la voce o apparire proprio anche in video?
Penso che sentire solo la voce possa essere, per chi ascolta, meglio del fatto di vedere qualcuno che legge. Perché togliendo il senso della vista ci si concentra di più sull’udito.
Invece per i bambini penso che le video letture siano migliori perché loro hanno bisogno di vedere le espressioni, infatti nella mia ultima video recensione ho letto un piccolo estratto.
14. Cosa ti aspetti per il futuro?
Spero di poter continuare su questa strada, migliorando sempre di più, collaborando con altri audio lettori e case editrici non solo tramite estratti, ma producendo interi romanzi.
Grazie della tua disponibilità.
Grazie a te per questo spazio e per le domande davvero interessanti. È stato un vero piacere. Saluto tutti i tuoi lettori e se vi fa piacere vi aspetto nel mio blog e nei miei social 😉

Il blog di Miriam Rizzo: http://lepassionidibrully.blogspot.it/
Il suo profilo su Twitter: https://twitter.com/Miriam_Brully
Il suo profilo su Instagram: https://www.instagram.com/miriam_rizzo92/
La sua pagina su Facebook: https://www.facebook.com/LePassioniDiBrully/
Il suo canale YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCwTBYrPob35A-aWrBn9v0EA

Intervista vip a Raffaella Vittori, curatrice e traduttrice dei libri de “Il segreto”

Buongiorno. Oggi intervisto RAFFAELLA VITTORI. Vi dicono niente i libri de “Il segreto”? Li ha tradotti lei, oltre a centinaia di episodi, ma non solo, perché è anche autrice. Leggete le domande che le ho rivolto e le sue interessantissime risposte.
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1. Benvenuta! Raffaella, sei traduttrice di opere spagnole e latinoamericane. Quando e come hai iniziato?
Grazie per l’invito. Sono laureata in lingue e letterature straniere moderne europee con specializzazione letteratura e lingua spagnola. Da sempre ho adorato la traduzione e sin dai tempi dell’Università ho fatto delle traduzioni letterarie e traduzioni generiche. Successivamente ho collaborato con agenzie di traduzioni. Lavoravo per un settimanale ma la crisi ha colpito anche quel settore così ho dovuto tirare fuori di nuovo la mia laurea e da lì il passo è stato breve. Sono entrata nel mondo della traduzione a pieno titolo. Il primo libro che ho tradotto è stato un romanzo di una scrittrice di Panama, l’ultimo, per il momento, un thriller di uno scrittore spagnolo. Alle volte traduco dall’italiano allo spagnolo.

2. Hai curato la versione italiana dei romanzi bestseller della serie “Il segreto”. Casualità, frutto di un duro lavoro o un misto di tutto?
Sapevo che in Spagna avevano appena pubblicato alcuni libri sulla serie “Il Segreto” così, dopo qualche ricerca ho contattato la casa editrice Sperling&Kupfer e ho proposto loro l’acquisto dei diritti. Ho partecipato al progetto come curatrice e revisore delle traduzioni dei primi tre libri. Il quarto, che deve ancora uscire, l’ho tradotto in collaborazione con altre due traduttrici talentuose. Posso dire che la mia è stata un’intuizione e a quanto pare molto felice per la casa editrice e per me in quanto ora collaboro con questo grande editore.

3. Sei stata anche sul set del film. Chi hai conosciuto?
In vista del libro che ho scritto io sempre sulla serie, ho contattato uno dei principali autori, Miquel Peidro Zaragozza per un’intervista e lui molto gentilmente mi ha suggerito di raggiungerlo a Venezia poiché era in vacanza con la famiglia. Ci siamo conosciuti e mi ha invitato sul set. La prima volta, con grande emozione, che ho messo piede sul set è stato nel gennaio 2015 e lì ho conosciuto tutti gli attori presenti nella serie in quegli episodi. Ho pranzato con Donna Francisca (Maria Bouzas) e Mauricio (Mario Zorrilla), ho chiacchierato con Mariana (Carlota Barò), Alfonso (Fernando Coronado), don Anselmo (Mario Martin). Insomma ho conosciuto tutti e sono, senza esagerare, persone squisite e molto disponibili. Erano molto interessati al mio lavoro di traduttrice (sapevano dei libri) e di autrice (ho regalato ad alcuni di loro delle copie del mio libro). Sono sempre in contatto con alcuni di loro e lo scorso gennaio sono ritornata e devo dire che l’accoglienza è stata superlativa. Si ricordavano tutti della mia prima visita. Una cena strepitosa con alcuni attori, l’autore e la creatrice Aurora Guerra. Sto già valutando un terzo viaggio a Madrid.

4. Hai tradotto moltissimi episodi. Sei soddisfatta del tuo lavoro?
Stavo guardando un episodio della serie quando improvvisamente ho realizzato che qualcuno doveva pur tradurre le puntate dallo spagnolo all’italiano. Al che ho aspettato i titoli di coda per vedere il nome dello studio di doppiaggio. Ho mandato una mail per propormi e tempo due mesi ho ricevuto una risposta positiva. Era la prima volta che traducevo per il doppiaggio ed è stata un’esperienza unica. Inviano i video originali e i copioni. Il lavoro del traduttore dei copioni è interessante in quanto bisogna attenersi il più possibile al testo d’origine. Poi ci sono gli adattatori e i doppiatori che concludono il processo. Ho tradotto più di cento episodi della serie e vedere in tv la tua puntata tradotta fa veramente molto piacere. Sì, sono molto soddisfatta.

5. Della tua traduzione del libro “Senza identità” cosa puoi dirci?
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Anche per questa serie tv di Canale 5 ebbi l’intuizione di fare delle ricerche, finché trovai una notizia che dichiarava l’uscita in Spagna del libro di Ramon Tarres “Sin Identidad, el orìgen”. Contattai nuovamente la casa editrice Sperling&Kupfer e quando terminarono gli accordi sui diritti, mi consegnarono la traduzione completa del libro. Mi sento bene quando inizio una traduzione. E’ un lavoro che amo veramente.

6. Come scrittrice, invece, cosa hai scritto?
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Sono stata contattata dalla Sperling&Kupfer per fare un libro sul Segreto. Loro erano consapevoli del mio grande amore e passione per la serie tv e quindi erano tranquilli sul successo di questo libro. Il titolo è “I Segreti de Il Segreto” e tra le pagine si trovano interviste che ho fatto personalmente agli attori, i momenti più significativi della serie, anticipazioni, i retroscena, curiosità e ricette spagnole dell’epoca. Un’emozione enorme nel vedere nelle vetrine delle librerie il mio libro, il mio nome sulla copertina. Un flusso di sentimenti che sono indescrivibili.

7. Ti saresti aspettata tutto questo quando hai iniziato la tua carriera lavorativa?
La mia carriera di traduttrice ha preso letteralmente il volo con questa magnifica serie tv, iniziando con la traduzione dei copioni e continuando con i romanzi spagnoli tradotti in italiano e con il mio “I segreti de Il Segreto” L’essere conosciuta anche in Spagna mi rende molto orgogliosa e sì, sono fiera di me. Non me l’aspettavo, onestamente, e so che anche in Italia mi apprezzano. Ho aperto un gruppo su Facebook e si sono già iscritte quasi 6000 persone che mi vogliono bene, mi seguono e mi chiedono “anticipazioni”, ma quelle vere.
Riviste italiane di grande importanza si sono messe in contatto con me per delle interviste relative al mio libro, se posso citare, Panorama, Vanity Fair e qualche giornale di gossip.

8. Rifaresti tutto?
Sì, assolutamente. Rifarei tutto daccapo, senza tralasciare nulla.

9. Hai nuovi progetti da raccontarci?
Ora sto scrivendo un romanzo di genere romantico che prevedo di pubblicare prima dell’estate. Il titolo non lo so, ma già dalle prime pagine, penso, possa coinvolgere le lettrici più romantiche… un amore mai dimenticato, una notizia sconvolgente fa ripensare e rivedere il suo passato a Teresa…
Da poco ho pubblicato su Amazon.it e Amazon.com un brevissimo romanzo simpatico, stile Bridget Jones che molti anni fa avevo scritto, assieme a una mia amica, per scherzo, ma, inaspettatamente vedo che piace. Si intitola “Sapersi Raccontare”, una storia buffa di una ragazza qualunque alle prese con lavoro e vita amorosa.

10. Il tuo sogno più grande quale sarebbe?
Tre i sogni che volevo realizzare nella mia vita. Volevo studiare all’estero. Ebbene, ho frequentato l’Università in Spagna, a Valladolid, per sei mesi partecipando al progetto Erasmus. Un periodo strepitoso. Ho sostenuto degli esami in Spagna e la cosa mi riempie d’orgoglio. Volevo lavorare all’estero e per mia fortuna ho avuto modo di fare due stagioni nei villaggi come assistente turistica, una a Maiorca in Spagna e una a Sharm in Egitto. La terza, mettere a frutto la mia laurea a tutto tondo, a 360 gradi e ci sono riuscita. Sono traduttrice dallo spagnolo all’italiano e sì, perché no, anche autrice. Quest’ultimo è comunque sempre stato il sogno della mia vita, ma… sognare è gratis, e sicuramente, qualcosa di nuovo e stimolante mi verrà in testa.
Grazie, è stato un piacere.

Intervista all’autrice Valentina Mancosu

Ciao naviganti, oggi vi faccio leggere l’intervista che ho fatto alla scrittrice Valentina Mancosu, di cui avevo letto il libro “Prima che sia troppo tardi” qualche mese fa.
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Valentina, benvenuta. Quando hai iniziato a scrivere?
Buongiorno. Prima di tutto, ringrazio infinitamente l’artista Evelyn Storm per avermi ospitata nel suo splendido blog.
Non ho impressa nei ricordi una data precisa sul quando io abbia iniziato a farlo, tutto è iniziato per caso con la scoperta di un salotto letterario on line dedicato a coloro che desiderano coltivare quest’inclinazione. Decisi di cimentarmi e la mia vita cambiò radicalmente.

Cosa ti ha spinto a dedicarti a questa bellissima arte?
Sono stata presa dal sacro fuoco della scrittura in maniera totalizzante. Sono felicissima di aver cambiato vita abbandonando il corso di laurea in psicologia che frequentavo, per assecondare la mia passione.
Sono fermamente convinta che scrivere sia la panacea di tutti i mali.

Che genere di romanzi leggi di solito?
Quando ho dei libri aperti in lettura, uso accompagnare un classico ad un autore self. Gli scrittori, mi piacciono tutti! Ma forse, un genere che non riuscirei a leggere è il paranormal romance. Non riesco ad approcciarmi a certi temi con serenità.
Attualmente, sto leggendo Almudena Grandes con le età di Lulù e Irene Spaziani con Loving an angel.

Hai mai provato a pubblicare in self?
Entrambi i miei prodotti digitali, Prima che sia troppo tardi e Grazie Alda, sono stati pubblicati in self publishing e sono disponibili sui principali stores on line.
Sono quella che si dice una self radicale: curo da sola ogni minimo aspetto che riguarda i miei prodotti, includendo commercializzazione e testimonianze editoriali, preferisco questo termine alla parola pubblicità in quanto, l’atto del testimoniare rende maggior giustizia all’inestimabile valore della cultura. Tornando alle storie brevi da me scritte mia è l’ideazione delle trame narrative, l’editing, la realizzazione degli epub, come delle covers.

Da cosa prendi ispirazione?
Dalla vita.

Preferisci scrivere racconti o poesie?
Non ho preferenze. L’espressione narrativa e quella poetica sono entrambe irrinunciabili per me.
La poesia è preghiera che si leva in canto

Scrivi meglio di giorno o di notte?
Son solita scrivere alla luce del giorno, ma è nell’incanto del manto notturno che intuizioni feconde brillano come stelle

Cosa dice chi ti conosce di questa tua passione?
Inizialmente, i miei affetti, non erano proprio entusiasti: come ho già spiegato prima, ho interrotto il mio percorso accademico in scienze e tecniche psicologiche applicate ad apprendimento e salute psicosociale per assecondare la passione della scrittura. Nessun rimpianto. Ho compiuto la scelta giusta.

Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Il mio sogno è intimamente relato sia al mondo letterario che a quello delle arti erotico-figurative delle quali, non è un mistero per nessuno, sono una grandissima estimatrice.
Essendo che le difficoltà di motricità manuale dovute alla tetraparesi con la quale convivo da sempre, mi impediscono di disegnare, sarebbe un regalo immenso per me se i maestri di arti erotico-figurative che ammiro da sempre, interpretassero i miei personaggi narrativi. I protagonisti della storia da me raccontata son anch’essi due affascinanti erotic designers.

E’ nei tuoi piani di scrivere un romanzo lungo?
Adoro scrivere racconti brevi per cui, per adesso, le vicende narrative che hanno preso l’avvio con la short story Prima che sia troppo tardi procedono per episodi.
Sul domani mai dire mai.

Cosa suggeriresti a chi volesse seguire il tuo percorso?
Il mio consiglio è quello di non demordere. A maggior ragione quando, in tantissimi, vi diranno che quello che state facendo non vi servirà a nulla! Smentire siffatte convinzioni sarà la vostra soddisfazione più grande…

Parliamo di “Prima che sia troppo tardi”. Riassumilo in breve.
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Prima che sia troppo tardi narra le vicende di Viola Dell’amore erotic designer famosa a livello planetario. Il giorno in cui riceve l’incarico di consegnare una missiva, il suo destino cambia completamente…

Quanto c’è di Viola in te?
Tutto. Il personaggio di Viola Dell’amore risuona della mia interiorità ma, a dire il vero, la mia preferita è Alda. Amo quest’ultima visceralmente!

Una curiosità legata al libro.
Non ve ne sono, a dire il vero, ma senz’altro curioso è un aspetto caratterizzante tutta la mia produzione artistica, in prosa come nei versi: il piano narrativo e quello reale, si alternano e si intersecano continuamente.
Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
Prima che sia troppo tardi e Grazie Alda, che è il secondo ebook della serie, si propongono di combattere gli stereotipi sociali tristemente diffusi. Sfidano le convenzioni sociali, esortano al coraggio di scegliere perché nessuna persona debba vivere di rimpianti.

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Intervista all’autrice Fabiana Andreozzi

Ciao a tutti, non mi ero persa, sono solo stata presa da troppe cose. Recupero subito facendovi leggere l’intervista che ho fatto alla scrittrice Fabiana Andreozzi. Prima, però, posto il video di sua opera: “D&S Non voglio perderti”.

  1. Benvenuta nel mio blog, Fabiana. Quando hai iniziato a scrivere?

Grazie Evelyn Storm per avermi ospitato sul tuo blog. Ho iniziato a scrivere quando a scuola mi hanno insegnato a farlo… ho ancora una marea di foglie e quadernini con le vecchie storie. All’inizio erano più immagini e poche scritte, fino a quando non sono arrivato al liceo e ho cominciato a scrivere le enciclopedie. Poi ho continuato per gioco e divertimento su forum, nei giochi di ruolo, finendo per conoscere le mie compagne di scrittura Sara e Vanessa. E con quest’ultima nel 2010, spronate da alcune persone nei forum, abbiamo deciso di iniziare la nostra avventura pubblicando quello che noi ritenevamo essere i nostri deliri notturni.

  1. Qual è il genere in cui ti trovi più a tuo agio?

Scrivo d’amore, amicizia, sentimenti… quindi in realtà amo tutti i generi in cui è possibile porre l’accento su questi temi. Spazio dal fantasy, all’urban, al chick lit, al New Adult, al drammatico purché ci sia l’amore in tutte le sue forme come collante. Non sarei mai in grado di scrivere un thriller, un giallo, un horror e di fantascienza, neppure se in mezzo ci stesse una storia d’amore…

  1. Preferisci scrivere da sola o con altre autrici?

Amo entrambe le cose perché mi permettono di sperimentarmi in diverse modalità. Da sola i miei libri diventano più statici e introspettivi perché mi lascio condizionare dalla mia matrice psicologica. Spesso e volentieri sono più seriosi e in perenne correzione. Quando scrivo con altre autrici mi barcameno in romanzi più free e leggeri, che mi permettono di ridere e divertimenti già durante la loro stesura. Continuo a pensare sempre alla psicologia del personaggio ma riesco a vederli in una luce meno profonda.

  1. Parliamo della tua collaborazione con Sara Pratesi e con Vanessa Vescera. Quanti libri hai scritto con ognuna?

Ho perso il conto dei libri pubblicati soprattutto con Vanessa… è stata la prima con cui mi sono tuffata nel magico mondo della pubblicazione e abbiamo provato con 5 libri pubblicati da piccole CE. I romanzi spaziavano in tutti i generi, dal New adult, all’urban fantasy, al chick lit, ai racconti, al rosa. Ma nessuno ha avuto molta visibilità. Poi ci siamo buttate su amazon con dei lavori in self, il primo è stato Colpo di fulmine da Harrods che ci ha dato incredibili e inaspettate soddisfazioni. Ormai ci abbiamo preso gusto e siamo al quarto ebook.

Con Sara invece ho iniziato a pubblicare solo l’anno scorso, anche se insieme abbiamo scritto una marea di cose che si perdono nella notte dei tempi. Abbiamo deciso di partire proprio dal self con una delle nostre serie preferite: Love Match. Ad aprile uscirà il quarto e ultimo volume della serie ma già abbiamo ideato altri quattro spin off e un nuovo libro.

  1. Tornando alla domanda precedente, come gestite il tutto?

Il tutto è gestito con una tale facilità che sembra semplice e automatico come respirare. Sarà frutto degli anni di conoscenza, di un pensare comune, di una certa similarità nello stile ma diventa più facile che scrivere da solo.

Con Vanessa in particolare abbiamo pubblicato 9 libri sperimentando tutti i metodi possibili, diversi personaggi, pov alternati in prima persona, scrittura in terza alternandoci poche righe, alternanza di capitoli. Insomma abbiamo provato di tutto, dal più facile al più difficile e ormai ci completiamo persino le frasi. Di solito procediamo ideando una trama a grandi linee, una di noi, o entrambe, buttiamo giù la scaletta da seguire. Man mano che si scrive nascono nuovi inaspettati capitoli.

Con Sara funziona alla stesso modo, né più né meno, in love match, ci siamo alternate i capitoli ma, un sacco di volte, ci alterniamo nello stesso in poche righe.

Per scrivere a quattro mani ci vuole uno stile più o meno simile qualora si decidesse di parlare degli stessi personaggi e tanta, tanta umiltà per accettare l’idea dell’altro e vedersi magari modificare un intero pezzo.

Devo essere sincera, tra di noi non è mai capitato, al primo colpo ci piace tutto quello che esce fuori, per cui siamo doppiamente fortunate, ma nel momento di tirar fuori le idee bisogna essere di mente aperta e accettare che l’altra persona potrebbe aver avuto un spunto migliore da inserire.

6) Vuoi parlarci di un tuo libro che ami particolarmente?

Questa è una delle domande più difficili a cui rispondere perché amo tutti i miei libri, in un modo o nell’altro. Li considero tutti figli che si allontanano da casa. Se proprio devo scegliere al primo pubblicato sono più affezionata, D&S Non voglio perderti, vuoi perché era il primo, vuoi perché parla di adolescenti (e io li adoro), vuoi perché è ambientato nella mia città, nel mio quartieri, vuoi perché in un modo o nell’altro c’è un pezzo della mia vita, senza volerlo…

7) Qual è secondo te il segreto per avere tanti lettori?

Il segreto per avere tanti lettori non lo conosco, altrimenti a quest’ora invece di averne che si contano sulle dita della mano ne avrei a iosa

A parte gli scherzi sono contentissima delle nostre cinque affezionatissime lettrici che valgono per mille con il loro incredibile entusiasmo. Dicono che un autore esiste in virtù del fatto che qualcuno possa leggere i propri scritti. Beh, a me bastano proprio loro cinque, con il loro affetto sincero, le critiche, i consigli e l’incitamento a scrivere. Anzi approfitto di questo spazio per inviare a tutte loro un grande bacione, tanto sanno perfettamente chi sono

8) Come ti pubblicizzi?

Uso i gruppi di spam e lettura su FB ma molto poco perché mi sono accorta che mi cambia assai poco. Gli ultimi due romanzi non li ho ancora mai pubblicizzati personalmente, ho chiesto solo qualche anteprima a qualche blog. Ancora non ho capito se cambia qualcosa o meno… personalmente sono totalmente incapace a pubblicizzarmi e amo più scrivere i libri.

9) Facebook quanto ti aiuta nella promozione o usi altri Social Network?

Allora, come dicevo sono già negata per il selfmarketing approdare su altri social network la vedo dura, anzi ardua. Tipo Twitter è il mio grande nemico sconosciuto, ancora non ho capito come funziona e non riesco ad appassionarmi a nessun messaggio che compare

Preferisco, per quel poco, Facebook, molto più semplice e immediato nelle sue funzionalità. Sicuramente almeno all’inizio è utile per farsi conoscere, far sapere a qualcuno che scrivi. Io ho ancora amici che non l’hanno capito anche se mi hanno aggiunto su fb dove pubblico foto e stati… Lo reputo necessario e soddisfacente all’ennesima potenza per tenere un contatto semplice e immediato con le persone che ti leggono e possono contattarti.

10) Un aiuto a chi scrive come te e vuole emergere dalla massa.

A questa domanda purtroppo non ho risposta… emergere dalla massa è difficile. Io sono anni che pubblico a quattro mani con Vanessa e dire che siamo emerse è una parola difficile, sicuramente ci conoscono ora un po’ di più di prima, ma siamo ancora lontane.

Oltre al fatto che conosco tantissimi splendidi lavori di altre autrici self restano nel dimenticatoio, nonostante siano bravissime. Probabilmente ci vuole un pizzico di fortuna, un’opera che parli al cuore dei lettori e inneschi un grande passaparola.

Però un consiglio lo posso dare, prima ancora di pensare a emergere, bisogna curarsi del romanzo nei più piccoli dettagli, non avere fretta di buttarlo nel calederone, lasciandosi aiutare da chi più esperto a migliorare e crescere.

Grazie ancora per lo spazio e le bellissime domande!!

Intervista doppia (in video e con domande e risposte) a Xadis5

Ciao, ho intervistato Xadis 5, ma la sua possiamo dire sia una doppia intervista: sia la classica con domande e risposte (potete leggerle qui sotto) che con un video su YouTube. Idea molto carina, non trovate?

1) Dario, benvenuto. Il primo libro che hai letto qual è stato?
A questa domanda rispondo con un libro che sicuramente non è il primo libro che ho letto in assuluto ma lo considerlo tale perchè è quello che ho letto di mia spontanea volontà ed è quello che poi mi ha fatto amare la lettura.
Quindi, per me, “Harry Potter e la pietra filosofale” di J.K.Rowling è il primo libro che ho letto.
Se devo dire un libro che ho letto da piccolo dico uno della serie di “Capitan Mutanda” ma da piccolo odiavo leggere quindi… non so se vale come risposta 🙂

2) Hai un genere preferito o leggi tutto, indistintamente?
Io sono un lettore abbastanza onnivoro ma se devo scegliere dei generi preferiti direi il Fantasy, che è anche il genere con il quale poi ho coltivato il mio piacere e la passione per la lettura, e poi non saprei… il thriller.

3) Due autori che ami.
Senza dubbio il primo autore, o per meglio dire.. autrice , è senza dubbio J.K.Rowling (e ormai sapete anche il perchè)
Come autore non saprei… potrei dire , collegandomi alla domanda di prima, Wulf Dorn che mi ha aperto al thriller ma posso aggiungere anche un Jack White che mi ha fatto riscoprire il genere storico con le “Cronache di Camelot”

Ahn…E non posso dimenticarmi di citare William Shakespeare 🙂

4) Hai partecipato a una raccolta di racconti. Ce ne vuoi parlare?
Sì, diciamo che ho partecipato a una raccolta di racconti :-),
A dire il vero ho partecipato ad un concorso letterario il cui tema era il natale e i racconti che avrebbero superato le prime selezioni sarebbero stati pubblicati in questa raccolta di racconti a tema, appunto, natalizio.
Io avevo scritto un racconto giusto su questo tema ma lo tenevo nel pc senza pensare che avrei potuto pubblicarlo o altro, ma certamente mi sarebbe piaciuto che qualcun’altro lo leggesse.
Si è presentata questa occasione e ho colto la palla al balzo… sono contento che sia finito nella raccolta di racconti, è una piccola soddisfazione per me, e spero che il mio racconto possa piacere.
Con la raccolta in questione, tra le altre cose, si aiuta Save the Children quindi mi piace pensare di aver fatto un gesto nobile più che aver pubblicato un racconto.
Tra l’altro, rimanendo in tema, recentemente anche una mia poesia è finita in una raccolta di poesie, per una cosa molto similare.

5) Da cosa hai preso ispirazione?
Per il racconto sinceramente ho preso ispirazione dal mio vissuto e mi è semplicemente uscito tutto di getto, tra l’altro, a Natale 🙂
Per la poesia non ricordo 🙂 probabilmente avrei voluto dedicarla a qualcuno oppure l’ho semplicemente scritta 🙂

6) Preferisci scrivere racconti o poesie?
Preferisco scrivere racconti, con le poesie non sono molto portato 🙂

7) Collabori con una piccola casa editrice. Quando hai cominciato?
Collaboro con una casa editrice, la “Inchiòstro edizioni”, anche se in teoria sono più che atro un socio della stessa.
Ho iniziato a “collaborare” con loro a Settembre,più o meno, perchè avevano bisogno di aiuto per quanto riguarda l’organizzazione di una fiera sull’autoproduzione artistica ed editoriale, alla quale è stato dato il nome di “Tip-Type”, e io essendo amico da tempo di uno dei soci e avendo quindi visto nascere la stessa casa editrice mi sono dimostrato subito disponibile ad aiutarli.
Adesso gestisco le loro pagine Facebook e gli do una mano anche nel resto 🙂

8) Passiamo al tuo canale YouTube dedicato ai libri. Cosa puoi dirci in merito?
Mah.. non saprei 🙂
Ho iniziato più che altro perchè volevo, o forse avevo bisogno, di condividere con qualcuno la mia passione per i libri e quindi di parlarne con qualcuno.
Poi mi sono appassionato alla cosa ed ora sono quasi 2 anni che faccio video il cui tema principale sono i libri.
Spero che il mio “lavoro”, o come preferisco definirlo io… hobby, piaccia a qualcuno e che avvicini qualcuno alla lettura o semplicemente ad un libro che prima non conosceva o non aveva considerato di leggere.

9) Quale credi che sia un buon modo per farsi pubblicità?
Sul tema della pubblicità sono poco esperto ma credo che un buon metodo sia quello di farsi conoscere, oltre a far conoscere le proprie opere.

10) Pensi che scriverai ancora racconti e poesie o è contemplata anche l’idea di “buttarti” sui romanzi?
Penso che andrò avanti a scrivere racconti, e ne ho alcuni ancora in cantiere mentre per i romanzi ne ho uno già in cantiere da parecchio tempo.
Si tratta di un libro fantasy scritto a quattro mani, le mie e quelle del mio migliore amico (nonchè socio della casa editrice sopra citata), ma aimè siamo fermi con la stesura per impegni lavorativi ecc….
Ma io ho anche poca ispirazione per scrivere , purtroppo.

11) Se qualcuno volesse seguire i tuoi passi e meditasse di collaborare con una casa editrice, cosa gli suggeriresti?
Questa non è una domanda molto semplice alla quale rispondere ma credo che l’ingrediente principale sia la passione ma ovviamente questa non basta…
Per collaborare con una casa editrice bisogna avere anche tempo per dedicarvici e prendere l’impegno come se fosse un lavoro perchè, in effetti, gestire e mantenere viva una casa editrice è un lavoro.

12) Se invece qualcuno volesse creare un canale proprio in cui discutere di libri, quale sarebbe il tuo consiglio?
Come per la domanda precedente la passione è un ingrediente fondamentale: (per i libri o per l’argomento di cui si vuole parlare nei propri video)
Non bisogna farsi scoraggiare dalla timidezza, e lo dice uno che era estremamente timido, e dalle difficoltà che sicuramente si troverranno davanti.
Non c’è bisogno di essere dei maghi del computer ne di avre della stumentazione ultraprofessionale, io ho inziato con una semplicissima macchina fotografica (che uso tutt’ora) e non sapevo fare praticamente nulla con i programmi di montaggio ecc… ma con il tempo si migliora e si impara.
L’ultimo cosiglio che mi sento di dare, e non è di certo l’ultimo per importanza, è quello di essere semplicemente sè stessi (anche se a volte crearsi un personaggio può servire ma non è sempre efficace perchè la gente vuole conoscere la persona che sta davanti alla telecamera e non, solo, il personaggio che uno interpreta)

13) Hai mai pensato di aprire una casa editrice tua o di pubblicare in self?
No, non ho mai pensato di aprire una mia casa editrice, anche perchè non ne ho ancora le competenze.
Per quanto riguarda la pubblicazione in self… non ancora perchè ancora non ho terminato il mio (nostro) romanzo o comunque nulla di pubblicabile ma penso che valuterò l’opsione al momento opportuno.

14) Se potessi essere uno scrittore famoso del presente o del passato, chi saresti? Perché?
J.K.Rowling e William Shakespeare perchè, insomma, chi non vorrebbe essere uno di loro?
No, seriamente…. non ho mai pensato a questa cosa e detto sinceramente non vorrei essere nessuno in particolare… vorrei essere semplicemente me stesso e, probabilmente, nemmeno così tato famoso come i due che ho appena citato.

15) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Riuscire a finire e pubblicare il mio romanzo fantasy vale come risposta?
A parte gli scherzi, sì ovviamente vorrei riuscire a finire di scrivere e pubblicare il mio libro, ma il mio sogno è quello di aprire un ristorante a tema letterario, o comunque un locale che sia un ristorante ma anche una libreria.
E’un sogno ma, insomma, spero proprio di realizarlo 🙂

Intervista all’autrice Kaimarelle con il suo libro “Rebecca e la sua passione particolare”

Buongiorno a tutti. Oggi vi presento l’intervista che ho fatto all’autrice Kaimarelle. Tra le varie domande ce ne sono alcune sul suo libro “Rebecca e la sua passione particolare”.
1) Kaimarelle, benvenuta. Quando hai iniziato a scrivere?
Grazie a te, Evelyn, per avermi concesso questo spazio. Ho cominciato a scrivere attorno ai 12 anni, in seconda media. Durante un tema libero è scattata la scintilla per la scrittura, ed eccomi qui.

2) Hai un autore preferito? Se sì, chi è?
Ne ho tre: Stephen King, De Sade e la nostrana Barbara Bolzan, che ho la fortuna di aver conosciuto l’anno scorso.

3) Che genere di romanzi leggi di solito?
Sono onnivora, passo dallo storico all’erotico con facilità, senza snobbare gli altri. Ogni libro di qualsiasi genere ha un insegnamento al suo interno.

4) Hai mai pensato di pubblicare in self?
Prima di pubblicare con la casa editrice Eroscultura ho pubblicato in self e inizialmente mi sono trovata bene. Adesso però, con un editore serio alle spalle, posso dire di trovarmi molto meglio.

5) Da cosa prendi ispirazione?
Nell’erotico, ho preso ispirazione soprattutto da alcune mie esperienze – no, non ho mai fatto pipì per strada – e desideri.

6) I tuoi scritti sono autobiografici, inventati o mischi un po’ e un po’?
In buona parte, gli scritti sono autobiografici. Rebecca mi assomiglia molto, nel darle vita ho tirato fuori la mia parte più bizzarra e hot. Di inventato c’è davvero poco, forse nulla. Certo, non ho fatto tutto ciò che ho scritto, ma quelle cose sono desideri… che prima o poi verranno realizzati.

7) Scrivi meglio di giorno o di notte?
Se ho l’ispirazione, qualsiasi ora va bene, ma di più al tramonto.

8) Cosa dice chi ti conosce di questa tua passione?
Chi ha letto qualcosa di mio, di non abbandonare perché l’erotico mi viene bene. I parenti, invece, mi prenderebbero a fucilate se sapessero di quale genere scrivo…

9) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Non ho comodini e cassetti in casa, ma direi si è avverato quando ho firmato il contratto editoriale con Eroscultura.

10) Parliamo del tuo libro “Rebecca e la sua passione particolare…”. Di cosa parla?
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È un erotico che parte da una passione di Rebecca: il pissing. Rebecca, però, è costretta a stare con un ragazzo che non ama e con cui fa del sesso scadente. La noia della vita ormai routinaria la porta a cercare delle alternative in internet, delle scappatelle telematiche per ovviare ai suoi bisogni troppo a lungo repressi. È su un forum erotico che conosce Manuel e da lì tutto cambia… ma per vedere come, dovete leggere il testo.

11) Quanto c’è di Rebecca in te?
Tanto, forse tutto… Rebecca sono io, tranne il fisico: lei è molto più bella di me.

12) Una curiosità legata al libro.
I protagonisti sono tratti dalla vita reale, ma me ne sono resa conto durante l’editing finale, dicendo a me stessa: “Ehi, ma Enrico sembra il mio ex” e così anche per gli altri.

13) Ci sarà un seguito?
Sì, sto finendo il secondo racconto lungo con protagonista Rebecca. Sono in fase di editing con la mia fidata editor.

14) Perché un lettore dovrebbe leggerlo?
Per passare un paio d’ore stuzzicanti in compagnia di Rebecca e Manuel… e magari scoprire delle pratiche sessuali che possono risultare piacevoli anche al lettore.

15) Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
Nei miei testi sto cercando di lasciare sempre qualcosa, in “Rebecca e la sua passione particolare…” vorrei far capire, ad ambo i sessi, che non bisogna mai accontentarsi e che, se in una coppia uno dei due cerca di trovare delle alternative, forse non c’è più amore…

Intervista all’autrice Francesca Angelinelli con il suo Chariza. Il soffio del vento

Ciaooo! Nuova giornata di interviste. Stavolta ho fatto diverse domande alla scrittrice Francesca Angelinelli, anche sul suo libro “Chariza. Il soffio del vento”.
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1) Francesca, benvenuta. Se pensi alla scrittura cosa ti viene in mente?
Magia, impegno e dedizione.
La magia è quella che mi stupisce sempre nel momento in cui un’idea, un pensiero o un’intuizione diventano una storia vera e proprio. L’impegno è quello che ci metto per portare a termine l’impresa di scrivere i miei romanzi, non sempre brevi. E la dedizione è quella che, credo, di condividere con tutte le autrici e gli autori italiani che nella vita fanno altro per lavoro, ma riescono sempre a ritagliarsi un momento per scrivere, a volte sottraendo tempo al sonno a quelli che per la maggior parte delle persone sono svaghi.

2) Qual è il tuo autore preferito?
Mmmh, domanda difficile. Se parliamo di fantasy direi Marion Zimmer Bradley. Eh, sì, io vado sul classico, ma non troppo. Se invece parliamo in generale… direi Shikibu Murasaki o Lev Tolstoy, sempre autori classici. Tra i contemporanei forse Banana Yoshimoto, è l’unica autrice di cui compro, ancora in cartaceo, tutto quello che esce. Tra gli italiani del fantasy il primo nome che mi viene in mente è Fabiana Redivo.
Lo avevo detto che era difficile dare una risposta…

3) Che genere di letture scegli?
In genere leggo narrativa fantastica, di tutti i generi, ma prediligo le diverse sfumature del fantasy. Mi piacciono i romanzi storici, soprattutto se ambientati in Giappone. E amo molto la letteratura classica giapponese. Mi piacciono anche alcuni autori contemporanei del Sol Levante.
Di recente ho iniziato a leggere qualche romanzo rosa e li ho trovati piuttosto brillanti, specie quelli di Anna Premoli.

4) Casa editrice o selfpublishing?
Ho iniziato con le case editrici, piccolissime, piccole e medie… poi mi sono fermata. Sono stata delusa, ferita, abbattuta. Ma mi sono rialzata e ho deciso di prendere in mano la situazione, quindi sono passata al selfpublishing. Per il momento mi relaziono con piccole case editrici di cui mi fido solo in casi molto particolari. Altrimenti… chi fa da sé fa per tre, anche se non è per niente facile! Poi si vedrà… diciamo che valuto con attenzione.

5) Cosa ti ispira?
Tutto. Una canzone, un’immagine, un episodio cui mi capita di assistere, libri e film… di solito non cerco le storie, arrivano e basta. E se mi prendono le porto avanti.

6) Nei tuoi scritti metti un po’ di te?
Metto le mie passioni, soprattutto quella per l’estremo oriente e per il Giappone in generale. È il motivo per cui scrivo soprattutto fantasy orientale, perché scrivo i libri che vorrei leggere.

7) C’è un luogo dove preferisci scrivere le tue storie?
La mia stanza. Prima, quando vivevo a casa dei miei era la mia cameretta, adesso invece è la camera da letto della casa che divido con mio marito e i nostri due pelosi. Di tanto in tanto scrivo anche in soggiorno, ma preferisco un luogo più appartato, più tana.

8) Cosa consiglieresti a chi volessi seguire i tuoi passi?
Mah… io non sono la persona adatta a dare consigli del genere, perché vivo la scrittura molto serenamente. Non mi interessa diventare famosa e sono abbastanza realista sul fatto che non vivrò mai di quel che scrivo. Penso, tuttavia, che un libro, una storia, per essere completo, debba essere letto e per questo pubblico. Detto questo, penso che chi vuole avvicinare il mondo della scrittura lo deve fare con la massima umiltà e il rispetto dei lettori, che vuol dire anche dare loro il miglior prodotto possibile. L’editing è importante, sia che il libro sia pubblicato da una casa editrici sia che sia l’opera di un self. Ovviamente dietro ci deve essere una buona storia e le buone storie si costruiscono leggendo moltissimo e imparando dai più grandi, con pazienza, a volta sbagliando.

9) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Il mio sogno si è da poco realizzato. Volevo vedere Chariza. Il soffio del vento uscire in un’edizione curata e rivisitata, editata, con una bella copertina e con il testo integro (purtroppo nella prima edizione era stato diviso in due volumi). Da adesso in poi è tutto un di più, un divertirsi insieme ai personaggi e ai lettori.

10) Parliamo del tuo libro “Chariza. Il soffio del vento. Chi è Chariza?
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Chariza è una guerriera. Ladra, mercenaria e assassina. È stata colpita da una maledizione di avidità che le fa desiderare tutto ciò che è raro e prezioso. Per questo, in giovane età, lascia lo Si-hai-pai, il regno in cui è nata, e il Monte Tōmei, in cui è stata addestrata, e viaggia nei regni che confinano con l’Impero. Ormai donna adulta e capace di tenere sotto controllo la propria maledizione, torna nello Si-hai-pai dove incontra e aiuta l’imperatore Yoshio Ryokin, che da quel momento non mancherà di chiedere i suoi servigi (se volete saperne di più, vi segnalo il racconto Chariza. Il Drago Rosso e l’antologia da cui è estratto Le avventure di Chariza).
All’inizio del romanzo, la troviamo proprio qui, a questo punto della sua vita. Suo malgrado, Chariza viene contatta dal sovrano per un nuovo incarico e…

11) Come mai la scelta di ambientare la storia in Estremo oriente?
Fin da piccolissima sono stata appassionata di cultura orientale, soprattutto di quella giapponese. Crescendo, poi, ho iniziato a seguire anime e manga e, infine, a leggere letteratura classica giapponese. Ho anche scoperto i film e i romanzi wu-xia (storie di cappa e spada cinesi, stile La Tigre e il Dragone). E, ovviamente, volevo disperatamente altre di queste storie… solo che in Italia arrivava poco. Così, presa da disperazione, ho deciso che se volevo quelle storie me le sarei dovuta scrivere da sola ed è nato lo Si-hai-pai, con i suoi personaggi, le sue storie, le sue ambientazioni…

12) Una curiosità legata al libro.
La storia nasce e si sviluppa nel primi anni 2000 (era il 2003, se non ricordo male) e viene pubblicata per la prima volta nel 2007. Da allora, per un’infinità di ragioni, non ho più ripreso il personaggio di Chariza. Fino a che non ho incontrato la mia editor, Valentina Camarda, che si è innamorata del progetto e mi ha spronato a rimettere mano ad alcune idee che riguardano soprattutto racconti e nuovi romanzi con la stessa ambientazione. Riuscirò, dopo tanto tempo, a tornare nello Si-hai-pia? Di sicuro ci sto provando.

13) Di quanti romanzi è composta la serie di Chariza?
Uno. La storia raccontata in Chariza. Il soffio del vento inizia e finisce con il romanzo uscito da poco (dicembre 2015). Poi ci sono dei racconti, anche questi assolutamente autoconclusivi, che vedono di nuovo Chariza come protagonista, ma che non sono affatto indispensabile per leggere il romanzo (e viceversa).
Il progetto Ryukoku Monogatari, inoltre, comprende altre serie e romanzi singoli che hanno in comune con la storia di Chariza unicamente l’ambientazione, ma che sono storie a se stanti e del tutto indipendenti.

14) Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
Una bella avventura. La possibilità di passare qualche ora divertendosi e immergendosi nel mondo che ho creato.

15) A parte Chariza, hai un personaggio nel cuore che fa sempre parte del libro?
Sì, più di uno. Un personaggio che mi è sempre piaciuto molto, per via del modo di essere e della sua storia personale, è Yukai, il compagno di viaggio di Chariza.
Poi, un altro personaggio cui sono legata, per altri motivi, è Midori, il Drago Verde, perché ho sempre visto in lei un po’ il mio alter ego. Midori macchineggia, briga, fa, disfa, per controllare le vite altrui… un po’ come noi autori quando indirizziamo la vita di un nostro personaggio.

Intervista all’autrice Laura Randazzo più due recensioni

Un’altra frizzante mattina. Ho intervistato la scrittrice Laura Randazzo anche a proposito del suo libro “L’eredità”. Leggete le risposte che mi ha dato e, alla fine dell’intervista, le mie recensioni sul libro “L’eredità” e sul libro “Biancomangiare”
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1) Laura, benvenuta. Quando hai iniziato a scrivere?
Ciao Evelyn, grazie a te per l’ospitalità.
Ho iniziato a scrivere sin da bambina e non ho mai smesso.

2) Hai un autore preferito? Se sì, chi è?
Uno solo no, tanti! Da Tolkien, alla Ward, dalla Rowling a Elizabeth Peters, e poi Jane Austen, Kelley Armstrong… Non saprei chi scegliere!

3) Che genere di romanzi leggi di solito?
Un po’ di tutto. In genere ho più di un libro in lettura contemporaneamente: tutto dipende dal momento, dalla predisposizione d’animo, dal tempo…
Genere preferito il paranormal o l’urban fantasy, non leggo soltanto l’horror.

4) Hai mai provato a pubblicare in self?
No, almeno, non per adesso.

5) Da cosa prendi ispirazione?
Un immagine, una musica, un sogno… Non so da dove vengano le storie che scrivo, si presentano con brevi “trailer”, e poi pian piano prendono corpo.

6) I tuoi scritti sono autobiografici, inventati o mischi un po’ e un po’?
Credo che in ogni storia, in ogni personaggio ci sia un pezzettino di me, come piccole mollichine di pane sparse qua e là.

7) Scrivi meglio di giorno o di notte?
Di giorno: non sono una tipa nottambula 

8) Cosa dice chi ti conosce di questa tua passione?
Beh, alcuni sono i beta reader delle storie, quindi le vedono crescere, mutare e poi prendere il volo, con altri se ne parla a lavoro compiuto, per tutti, è un pezzo importante della mia vita.

9) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Veder tradotti i romanzi della Stirpe delle Lowlands in altre lingue.

10) Quanti libri hai scritto fino a questo momento?
Due romanzi e due racconti lunghi e poi diversi racconti contenuti in varie antologie.

11) Ne hai uno nel cuore?
Sì, “L’ombra della luna”, perché è l’inizio di questa bella avventura.

12) Parliamo di “L’eredità”.
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Riassumilo in breve.

L’eredità è un flashback nel passato del branco, nella Scozia dei clan, dei guerrieri highlander armati di spade e onore, ma, in questo caso, anche di artigli e zanne.

13) William e Duncan. Chi preferisci e perché.
Si compensano: fratelli guerrieri, l’uno leard e l’altro capo del branco e quindi braccio militare del clan. William è il più grande e il più saggio, Duncan ha il lupo che gli scorre nelle vene. Non ho un preferito: non vi sarebbe l’uno senza l’altro. Entrambi darebbero la vita non soltanto per la vita del proprio fratello, ma per la sua felicità e libertà.

14) Una curiosità legata al libro.
Era nato come un racconto breve da regalare ai lettori per Natale.

15) Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
I personaggi del branco hanno tutti un passato, di cui spesso è a conoscenza soltanto lo scrittore, L’eredità è nata per dare uno scorcio di ciò che è successo, prima che tutto cominciasse ad accadere.

La mia recensione su “L’eredità”.
Un prequel, un racconto breve. Già dall’inizio la scrittura è accattivante, si vede che l’autrice ha dimestichezza con lupi, branchi e con le storie di battaglia dal sapore antico. Due sono i fratelli che incontriamo in questa storia; si capisce subito il grado di rispetto e di fratellanza che li lega, intanto che si prospetta anche un matrimonio, ma ovviamente non può essere tutto. Battaglie e scontri non mancano di catapultarci nel mondo creato da Laura Randazzo. Davvero molto carino.

La mia recensione su “Biancomangiare”.
Il libro si apre in maniera originale. Gli ingredienti e la preparazione non sono a base di cibo, come ci si potrebbe aspettare. La storia è estiva, fresca, semplice, curata. Mi sono piaciute le descrizioni dettagliate e i dialoghi mai scontati. L’amore e i rapporti in famiglia sono posti in primo piano. Rapporti che, a volte, possono nascondere delle frasi non dette, dei pensieri inappropriati, dei rancori o dispiaceri che sono solo il frutto di fraintendimenti. Sara a Davide hanno delle famiglie con cui hanno dei non rapporti o qualcosa in sospeso. Sono entrambi indipendenti e si conoscono in un villaggio turistico di Ustica. Tra immersioni, clienti donne intraprendenti e verità scoperte sul proprio passato, si delinea una storia d’amore che nasce così, spontaneamente. Un libro non troppo impegnativo, ma che si legge in fretta e che mostra i vari aspetti dell’amore.

Intervista all’autrice Emme X

Buongiorno, dopo una breve pausa in Germania, sono di nuovo qui per parlarvi di una nuova intervista. Conosciamo meglio la scrittrice Emme X.
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1) Emme X che tipo di scrittrice è?
Sono indubbiamente una scrittrice romantica. Mi piace spaziare tra l’amore drammatico e quello ironico. Preferisco inserire un colpo di scena o qualcosa di insospettabile, in modo da stupire il lettore. I finali non devono essere banali o intuibili.

2) Nei tuoi scritti parli principalmente di amore. Come lo definiresti questo sentimento?
Metto amore ovunque, perché è un sentimento universale. Non per forza tra coppie, ma anche tra madre e figlia, tra sorelle e fratelli, per un animale … esistono tanti tipi di amore. L’amore è un sentimento estremo: ti fa sollevare in alto o ti annienta. Ti infonde coraggio o ti distrugge. Sembra che si sia già scritto troppo sull’amore, eppure c’è sempre quella storia che non è ancora stata raccontata. Ecco, vorrei fosse una delle mie.

3) Ti immedesimi nei tuoi personaggi quando scrivi o riesci sempre a mantenere una certa distanza?
Non riesco a rimanere distaccata dai miei personaggi. Li immagino nel profondo del loro essere e soffro, rido, mi emoziono e vivo avventure attraverso di essi. Questo vale sia per i personaggi maschili sia femminili. C’è una sorta di empatia che nasce con loro istantaneamente. Non potrei raccontarli se non vivessi i loro sentimenti.

4) Hai uno scrittore famoso al quale ti ispiri o da cui prendi spunto?
Ho letto talmente tanti libri che non saprei in chi identificarmi. Credo che, nel mio subconscio, abbia attinto da diversi autori. Mi piacciono le letture scorrevoli, lineari, che scivolano via con il susseguirsi degli eventi. Tutto sommato, però, ho un mio stile personale.

5) Attualmente stai scrivendo? Se sì cosa?
Sì, sono alle prese con un nuovo romanzo. È appena stato pubblicato il Prequel, un’introduzione alla protagonista Vittoria che racconta i suoi disastri amorosi e aspetta il suo Eros. Infatti s’intitola “Aspettando Eros …” Il romanzo vero e proprio, farà incontrare Vittoria e l’amore che ha sempre desiderato. Ma come? “Eros mi ha rapito!”, la dice lunga. È una storia molto romantica e un po’ insolita, a tratti divertente a tratti preoccupante. È la prima volta che scrivo una storia in prima persona.

6) Quando hai capito che la scrittura sarebbe diventata così importante per te?
Ho sempre amato scrivere. È una parte di me, un istinto animale. Fino a qualche anno fa non avevo la giusta ambizione e sicurezza. Dicevo: “Ma a chi vuoi che interessi cosa scrivo?” Quando però la storia di Stella e Andrea – del romanzo “La forza dell’amore” – si è insinuata nella mia mente con insistenza, mi sono detta: “Questa è la storia giusta per iniziare a scrivere e pubblicare”. Così ho preso coraggio e mi sono lanciata nel mondo dell’autopubblicazione.

7) Decidi di scrivere un romanzo o un racconto: come procedi?
Non ho un metodo preciso. A volte ho un solo un personaggio in mente, penso che cosa potrebbe fare, cosa potrebbe capitargli e inizio a prendere appunti sui vari episodi. Poi la storia si articola automaticamente. Altre volte ho un’idea generale della trama, come in quest’ultimo romanzo “Eros mi ha rapito!”, quindi cerco di entrare nei personaggi e creare le situazioni, i dialoghi e i pensieri. I finali cerco di renderli interessanti, perché non gradisco quelli banali, come ho già detto.

8) Quanto contano per te i giudizi dei lettori? Ti è mai capitato di essere criticata per qualche tuo scritto? Se sì come hai reagito? Quando, invece, ricevi complimenti come ti senti?
I giudizi dei lettori sono essenziali: scrivo soprattutto per loro. Quando il commento è fatto con intelligenza, ha un senso e una reazione; se viene scritto un giudizio solo per denigrare a prescindere, allora è diverso. Ho ricevuto solo un commento negativo, relativo al mio secondo libro “Quando l’amore è amore”. Ci sono rimasta male, inizialmente, perché a nessuno fa piacere ricevere commenti negativi. Però non l’ho ritenuto costruttivo e anzi, penso che la lettrice non abbia capito il senso ironico del mio romanzo. Non ha proprio accolto la protagonista svampita e goffa che ho creato. Quindi non mi sono preoccupata più di tanto: quel giudizio non dice niente di vero e ognuno è libero di esprimere la sua opinione. Non si può piacere a tutti. Invece, i giudizi positivi, fanno piacere, è inutile negarlo. Soprattutto, mi gratifica sapere che il lettore abbia capito il senso della storia, la peculiarità dei personaggi e si emozionano: ecco, entrare nel cuore del lettore è una grande soddisfazione.

9) A chi consiglieresti i tuoi libri?
A chi non vuole smettere di sognare. A chi ha una vita stressante e vuole rilassarsi a leggere un po’ di buoni sentimenti. A chi cerca la speranza. A chi vuole divertirsi. Un po’ a tutti insomma. Vorrei accontentare ogni lettore, ma non è possibile, quindi spero che chi leggerà i miei romanzi ami il genere e lo apprezzi.

10) Leggi più scrittori famosi o emergenti? Perché?
Non faccio più una distinzione tra famosi o emergenti. Per me, un libro pubblicato – cartaceo o digitale che sia – è meritevole di essere letto. Ho avuto tra le mani libri di autori famosi che hanno scritto storie inconcludenti, meravigliandomi che siano stati pubblicati ed emergenti ben scritti che raccontano storie emozionanti. E viceversa. Quindi non c’è un metro di giudizio che mi faccia prediligere uno scrittore rispetto a un altro.

Biografia: Emme X (Pseudonimo) è nata nel 1977. Vive in Sardegna, a Guspini, con il marito e la loro bambina. Da sempre amante sia della lettura sia della scrittura, solo negli ultimi anni si è sentita pronta ad affrontare il debutto come autrice. Scrivere, per lei, è un istinto animale. Da quando ha iniziato a pubblicare come self, ha continuato a scrivere senza sosta. È una sognatrice cronica e per questo ama i romanzi rosa contemporanei, i colpi di scena, gli amori struggenti e impossibili. Tra i suoi generi preferiti ci sono i Chik lit, i N/Y Adult, narrativa e qualche erotico … Dove c’è sentimento, c’è Emme X. “Romanticamente è la sua parola preferita.
I suoi romanzi:
-New adult “La forza dell’amore” 2013 (poi ripubblicato nel 2014) formato digitale.
– Chick lit “Quando ‘amore è amore” 2014; formato digitale.
– Prequel “Aspettando Eros …” 2015 (gratuito) formato digitale.
– Romanzo rosa “Eros mi ha rapito!” 2015; formato digitale e cartaceo sullo store di Amazon.
– Antologia (Gratuita) delle Dragonfly Wings, con il racconto “Una (s)volta nella vita” 2015; formato digitale.
Altri due romanzi stanno partecipando a concorsi letterari.
Al momento sta scrivendo una trilogia romantica con un percorso di crescita dei protagonisti; e, inoltre, un rosa-suspense. Il primo e il secondo volume della trilogia “The kiss trilogy” sono già online.