Interviste vip

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*Cassandra Rocca (scrittrice per Newton Compton) 10749128_788599771179219_51416378_n
1) Cassandra, ti dividi tra l’essere un’educatrice infantile e i libri. Come riesci a conciliare tutto questo?
Ho sempre scritto nei ritagli di tempo, anche quando lo facevo solo per diletto. Adesso è lo stesso, con un’unica differenza: durante la fase di editing, visti i tempi più stretti, praticamente cammino con il portatile sottobraccio!
2) Cosa ti ha spinto a scrivere?
Non lo so proprio, so solo che ho iniziato a farlo da bambina e non mi sono più fermata. E’ un bisogno che mi coglie all’improvviso, e se non riesco ad assecondarlo divento matta!
3) Come sei arrivata alla pubblicazione di “Tutta colpa di New York” con una grande casa editrice?
Inizialmente avevo auto pubblicato il romanzo su Amazon. Volevo capire se quello che scrivevo poteva piacere a un eventuale pubblico o se era meglio lasciar perdere. L’ebook ha raggiunto un discreto successo in meno di un mese, un risultato che non mi sarei mai aspettata considerando che non mi conosceva nessuno, e a quel punto sono stata contattata da diverse case editrici, tra cui la Newton Compton.
4) Dopo questo libro, riassumici cosa hai pubblicato. 10744647_788599764512553_944312717_n
Dopo “Tutta colpa di New York” sono usciti gli altri due volumi della trilogia: “Una notte d’amore a New York” e “Mi sposo a New York”, nonché due novelle solo digitali appartenenti alla serie (“In amore tutto può succedere” e “Tutta colpa della gelosia”). Un mio racconto è presente anche nell’antologia “Baci d’estate”, sempre edita da Newton Compton. 10749544_788599767845886_930869315_n10752049_788599761179220_1663610541_n
5) Progetti per il futuro?
Ho appena iniziato a scrivere un nuovo libro, e tante altre idee sono in cantiere!
6) Qual è un sogno che non hai ancora realizzato?
Vedere un film tratto da un mio romanzo!
7) Un consiglio per gli aspiranti autori o per quelli emergenti.
Per fare questo mestiere non ci vuole solo cuore, ma anche tanta pazienza, tanto lavoro e sana autocritica. Quindi impegno e costanza, in primis… E poi crederci, sempre.
8) Il link del tuo blog o sito e magari di un booktrailer.
Questa è la mia pagina Facebook, sulla quale potete trovare anticipazioni, recensioni, curiosità e tanto altro: https://www.facebook.com/CassandraRoccaScrittrice
E questo è il booktrailer ufficiale del primo romanzo: http://youtu.be/cKN0cnNjFPg

* Angela P. Fassio (conosciuta anche come Alexandra J. Forrest o Emma Seymour)
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Domanda n. 1
Come ti sei avvicinata alla scrittura?
Con un sorriso potrei rispondere che è stata la scrittura ad avvicinarsi a me, nel senso che mi ha coinvolta fin da ragazzina. Infatti, oltre a essere una infaticabile lettrice onnivora, mi è sempre piaciuto inventare e raccontare storie, creare personaggi, liberare la mia immaginazione e spaziare nella dimensione della fantasia. Il passo successivo e più difficile è stato farne una professione.
Domanda n. 2
Un aggettivo che esprima il tuo essere autrice?
Uno solo? Vediamo…versatile.
Domanda n.3
Quali sono le tue esperienze letterarie fino a questo momento?
La pubblicazione di una trentina di romanzi col mio nome e sotto pseudonimo straniero per varie Case Editrici (Nord – Longanesi – Mondadori ) e in questi ultimi mesi sto sperimentando il Selfpublishing con la riproposizione di titoli editi in passato e il lancio di qualche inedito. Come dicevo sopra, in quanto dotata di una notevole versatilità, mi sono cimentata nei generi più diversi: Storico, Fantascienza, Fantasy, Romance e, di recente, Thriller e Horror.
Domanda n. 4
Raccontaci del tuo libro “La Croce di Bisanzio”.
Quando ho pensato a questa storia avevo in mente di scrivere qualcosa di diverso, sia nei contenuti che nella costruzione narrativa. L’idea di base era la Croce, un gioiello dal duplice valore in quanto raffinata opera di oreficeria e ricettacolo mistico. Un oggetto inanimato rappresenta il fulcro dell’intera vicenda intorno a cui ruotano tutti i personaggi e la ricerca diviene l’elemento trainante. Dal più lontano passato, attraversando i secoli e la vita di coloro che di volta in volta ne entrano in possesso, la reliquia domina la scena, altera gli equilibri, suscita passioni, scatena odi e rivalità. L’eterno conflitto fra il bene e il male, fra il sacro e il profano, si fonde nella fitta trama di intrighi e ombre.
Il libro, pubblicato in prima edizione dalla Nord – Longanesi nel 2008 e successivamente in Germania dalla Blanvalet, era stato (per volere dell’Editore) presentato con lo pseudonimo Emma Seymour. Ora l’ho riproposto col mio nome nella versione digitale.
Domanda n. 5
Chi o che cosa te lo ha ispirato?
L’ispirazione è uno strano fenomeno, come ben sanno gli autori, e non è semplice spiegare come avvenga né perché, in un dato momento, scaturisca l’idea da cui poi prenderà forma la creatura. Posso dire che, in questo caso, ci sono voluti alcuni anni di riflessione. L’embrione della storia era annidato nella mia mente ma indefinito, una sorta di ameba, uno spunto amorfo che avrebbe anche potuto restare tale per sempre. Poi è scattato qualcosa e il meccanismo si è messo in moto. Una volta avviato il processo di elaborazione e scartato tutte le idee che non avrebbero funzionato mi sono concentrata sulla reliquia. Doveva possedere determinati requisiti, diventare oggetto di una ricerca protratta nel tempo, la vicenda doveva svolgersi su due piani: passato e presente. Bisognava, inoltre, creare un legame fra i personaggi e giustificare la preziosità della Croce. Pensando al Santo Graal, al simbolismo medievale e al sangue di Gesù, ho estrapolato la storia che un secolo dopo l’altro porta al presente e all’idea dell’estrazione del DNA per clonare un superuomo.
Domanda n. 6
Ci sarà un seguito?
Sì, è già pronto e sarà lanciato il prossimo novembre. Intorno al 20, salvo imprevisti. Per ora solo in formato digitale, ma non escludo una versione cartacea.
Domanda n. 7
Cosa vuoi dire ai lettori?
Di leggere i miei libri. Supponendo però che la domanda abbia un significato diverso e sottintenda quale messaggio voglio esprimere attraverso le mie opere, dirò che cerco sempre di comunicare ciò che sento, i miei sentimenti, i miei valori e gli ideali in cui credo, che sono poi valori e ideali universali, anche se nel mondo attuale sembrano smarriti. Fede, lealtà, senso dell’onore, amore e amicizia, rappresentano i fondamenti della nostra società. Senza il rispetto per questi valori non possiamo considerarci civili.
Domanda n. 8
Un link dove trovare te o i tuoi libri.
Ormai mi trovano ovunque. Ho un sito dove sono elencate tutte le mie pubblicazioni: http://www.angelapescefassio.it
Sono su FB, su Amazon e, non appena scrivete il mio nome o il mio pseudonimo Alexandra J. Forrest sul Web, eccomi anche lì. Mi trovo anche nel Mondadori Store. E’ possibile reperire persino i miei vecchi libri e sul sito di Harlequin Mondadori (come Alexandra J. Forrest) ci sono notizie che mi riguardano.
Ringrazio Evelyn Storm per questa piacevole chiacchierata e a tutti i lettori, vecchi e nuovi, mando un abbraccio virtuale.
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* Intervista vip: Andrea Ingletto (attore, modello, cantante e grafico) 10799246_1715316072027271_824164292_n
1) Andrea, sei modello, attore, cantante, grafico. Ho dimenticato qualcosa?
No Evelyn, non hai dimenticato nulla, sono un po’ un tutto fare, o almeno ci provo.
2) A quale di queste attività ti senti più legato? O mettiamola così: ti senti più a tuo agio e hai più passione per…?
Tutto quello che faccio, lo faccio con lo stesso e identico interesse ed impegno, sono legato a tutte nella stessa maniera, ne sono praticamente innamorato, innamorato dell’ arte.
3) Parliamo della webseries “Volverà”. Come ci sei entrato?
Poco prima dell’ inizio delle riprese mancava uno degli attori principali, “Maicol” (Il classico festaiolo, che sogna una vita da favola, che crede nei sentimenti e sempre in cerca del grande amore, ma che odia i traditori e chi lo prende in giro)
Inviai la mia candidatura per il ruolo e fu subito accettata
4) Ti vedi con Micol Olivieri, attrice de “I Cesaroni”, cui hai recitato nella suddetta “Volverà”?
Io e Micol, Edith in “Volverà” siamo migliori amici nella serie, con due caratteri completamente diversi.
Ci siamo conosciuti sul set, e c’è stata subito intesa, abbiamo lavorato benissimo insieme, e ricordo tante di quelle risate durante le riprese. E’ una ragazza stupenda, da mille risorse, e siamo diventati subito buoni amici.
5) Progetti per il futuro? 10736203_1715316182027260_1906762718_n
Per il momento no, sto valutando un po’ di cose, voglio continuare a migliorarmi, e cercare di fruttare al meglio tutte le occasioni che mi riserverà la vita in futuro.
6) Dove vuoi arrivare?
La strada è ancora in salita, ho dei progetti in ballo, incrocio le dita.
7) Un consiglio per chi volesse seguire i tuoi passi.
Non mollare mai, e dare sempre il meglio di se.
8) Scrivici un link dove possiamo seguirti. 10583240_1715316198693925_1363038656_n
FACEBOOK: https://www.facebook.com/AndreaIngletto
INSTAGRAM: http://instagram.com/andreaingletto
9) L’ultima domanda riguarda la tua canzone “Per essere noi”. Chi l’ha scritta? E hai progetti con questa canzone?
“Per Essere Noi”. Testo e musica sono di Marco Canigiula, con la partecipazione di Sergio Tentella alla batteria, Simone D’Andrea al basso e Pietro Imperi alla chitarra.

* Intervista vip: Theresa Melville (autrice Mondadori e non solo) terri MN
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1) Hai scelto come nom de plume Theresa Melville. Come mai?
Anzitutto ti ringrazio, Evelyn, per l’opportunità di presentare il mio lavoro su Evelynstormworld.
Ho scelto lo pseudonimo Theresa Melville a testimonianza della mia ammirazione per l’immenso Melville e per il suo Moby Dick, un romanzo che ha segnato il mio percorso di scrittrice. Nel 1994, quasi per scommessa inclusi il nome di Theresa Melville tra i cinque che proposi per il mio esordio in Mondadori, certa che non sarebbe stato scelto proprio a causa del palese riferimento. Andò diversamente e ne fui felicissima. A vent’anni da allora posso dire che, tra i tanti pseudonimi adottati, Theresa Melville è quello che più mi rappresenta.
2) Sei stata cronista sportiva, copywriter e responsabile del settore comunicazione della Yves Saint Laurent Italia, ma hai definito la scrittura il tuo obiettivo principale, la professione più voluta. E ancora così?
Più che mai così. La Scrittura è una delle mie priorità; è la mia professione, ma influisce molto anche nel privato. Rappresenta un traguardo in continuo movimento, ora come ai tempi della mia primavera di autrice. Lavorare in diversi ambiti della scrittura mi è servito per accumulare esperienza e prepararmi ad affrontare la narrativa. Occuparmi di giornalismo, dirigere l’ufficio stampa e le pubbliche relazioni di una grossa multinazionale della moda e viaggiare spesso, tutto ciò ha significato costruire solidi supporti per la mia creatività.
3) Come sei arrivata a pubblicare con editori importanti?
Come spesso accade in questi casi, diversi fattori hanno concorso al raggiungimento dello scopo, ma alla base c’era l’ostinata volontà di vivere del mio lavoro. Non ho collaborato solo con editori importanti. Ho accettato compromessi pur di pubblicare; mi riferisco agli erotici estremi dei miei esordi, romanzi che non mi entusiasmavano, pur costituendo un’ottima palestra di scrittura. La svolta avvenne grazie alla Curcio. Il primo contratto, negli anni ottanta, me lo procurai chiamando il numero di telefono riportato sul colophon di un romanzo Bluemoon. Telefonai per sapere se accettavano manoscritti in visione; la redattrice mi chiese di raccontarle la trama del romanzo che intendevo proporre e, poiché un soggetto pronto non lo avevo, lo inventai sul momento. Da quel soggetto sviluppai il mio primo Bluemoon.
In Mondadori arrivai nel 1994 con una discreta esperienza nel rosa e nell’erotico. Un collega mi indirizzò all’agenzia Grandi e Associati che cercava autrici per una nuova collana di romance storici. Mandai due sinossi che vennero accettate. Da allora, per vent’anni, ho pubblicato nelle collane da edicola Mondadori.
4) Qual è il bilancio fino a questo momento?
Mi risulta difficile fare bilanci; mi pare non sia mai il momento giusto, perché sono costantemente tesa verso il nuovo. Molto positiva è la sensazione di aver acquisito consapevolezza del mio mestiere, tanto da poter fare a riguardo scelte azzardate e complesse. Tornando alla tua domanda, direi che il bilancio è in attivo, con prospettive interessanti.
5) Hai ancora un sogno nel cassetto in ambito letterario?
Vorrei che da un mio soggetto venisse tratto un film. Trovo esaltante l’idea di vedere i miei personaggi nei panni di attori che interagiscono sul set. Mi piacerebbe osservare gli sceneggiatori al lavoro, magari imparare nuove tecniche di scrittura.
6) Se dovessi consigliare alle autrici esordienti ed emergenti un percorso da seguire, quale sarebbe?
Consiglierei di non disperdere le energie, di prefiggersi un obiettivo alla volta, mi riferisco a un soggetto, e costruire su quello meticolosamente andando per gradi, facendo sinossi e scalette dei capitoli. Eseguire una scrupolosa disamina della trama per tradurla in scaletta, non è fatica sprecata: è la base della scrittura professionale. E poi ci sono le buone letture. Per gli autori, leggere non può, non deve, essere solo un piacevole svago. La lettura è uno strumento indispensabile per maturare lo stile e affinare le tecniche dello scrivere. A mio avviso, non esiste laboratorio di scrittura che valga quanto la ponderata lettura dei testi dei Maestri, quelli del passato quanto i contemporanei.
7) Parlaci della trilogia dei Tourangeau. Com’è nata l’idea e chi ti ha ispirato?
Mi ha ispirato un periodo storico che trovo particolarmente suggestivo, quello della Rivoluzione francese, e insieme l’idea di un personaggio femminile sfaccettato, non privo di contraddizioni. Cornélie Danterre de Tourangeau è una donna che agisce d’impulso e si tortura poi nel dubbio, volubile e avventata nelle scelte, la protagonista perfetta per una storia di grande respiro, per la saga che da sempre avevo in animo di scrivere. La trilogia è stata concepita fin dall’inizio nella sua interezza. Mi sono calata per oltre tre anni nel medesimo scenario, convivendo con i protagonisti come fossero miei compagni d’avventura. Scrivere la storia dei Tourangeau è stata l’esperienza più emozionante della mia carriera.
8) Negli ultimi anni ti stai dedicando al noir. Ci parli di questa tua produzione alternativa al romance? coverProgetti
E’ stato inevitabile, per me, dopo tanti anni trascorsi a scrivere di amori a lieto fine, passare a raccontare sentimenti diametralmente opposti, quelli che si condensano nel lato oscuro dell’animo umano. Per quanto si tenti di ignorarlo, relegandolo in remoti anfratti della mente, quel lato oscuro esiste in ciascuno di noi, e condiziona la nostra vita, si impadronisce delle sensazioni, le manipola, le cambia. Questa contaminazione è il fulcro de “L’amore obliquo”, il mio primo noir. Il romanzo non è al momento in vendita essendo in atto il cambio dell’editore, ma tornerà disponibile a breve. Una perversa, duplice valenza del rapporto amoroso impregna il mio racconto “Progetti per il futuro” edito da MilanoNera Ebook. La storia di Emma è dura, dolorosa; l’ho immaginata per dare voce alle tante vittime dei legami letali, donne che soccombono, logorandosi nella solitudine e nella vergogna.
Il passaggio dal romance al noir non è stato indolore. Mi sono trovata in difficoltà sul piano emotivo, perché scandagliare con distacco certe problematiche è quasi impossibile, e sul piano tecnico, in riferimento all’elaborazione di linguaggio e strutture narrative per me del tutto nuove. Un’operazione impegnativa, ma di sostanziale importanza per affinare tecnica e stile.
9) Il link di acquisto di un tuo romanzo.
Il link è quello di Amanti perduti, edito ne I Romanzi Classic Mondadori. Lo propongo come buon auspicio per un evento che potrebbe realizzarsi a breve: l’arrivo di Theresa Melville in libreria. Con questo concludo e ti ringrazio per l’ospitalità, carissima Evelyn, e mando un affettuoso abbraccio a te e alle lettrici.
http://www.amazon.it/perduti-Romanzi-Classic-Theresa-Melville-ebook/dp/B005SZ51EC/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1414823111&sr=8-1&keywords=amanti+perduti+melville
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* Intervista vip: Laura Schiavini (autrice Newton Compton e non solo) 10749469_10202726076100645_642412354_n
1) Laura, collabori con una rivista di narrativa femminile. Ci puoi dire il nome e darci qualche notizia in più?
Collaboro con Intimità e Love Story, gruppo Quadratum, dal 2005 scrivendo racconti e romanzi di genere rosa. Comunque, quando ho iniziato a scrivere per le riviste non ero un’esordiente avendo già pubblicato tre libri di generi diversi. Il primo All I want is U2 è una monografia, il secondo Senso Unico – ripubblicato in una versione più moderna nel 2012 sia in versione cartacea che in ebook ─ è un romanzo rosa. Il terzo La fortuna è un talento, è romanzo ambientato nel mondo dell’editoria.
2) Ma parliamo di te come autrice. Hai sempre voluto scrivere?
Sì, fin da piccola, in quinta elementare, quando avevo vinto un corso per un tema in classe che mi era valso una borsa di studio. Ma ci sono voluti parecchi anni e tante letture prima che decidessi di fare sul serio, verso i quarant’anni. Insomma, sono arrivata tardi, ma poi non mi sono più fermata.
3) Come trovi gli spunti per le tue storie?
Gli spunti mi arrivano un po’ da tutte le parti. Dalla vita, dalle letture, dai film e dalle fiction. L’incipit di A qualcuno piace dolce, il mio ultimo romanzo, è ispirato a una trasmissione televisiva che avevo visto a New York, in tarda serata. C’era questa signora, il cui aspetto ricordava quello di una “sioreta”, che spiega l’uso dei sex toy alle telespettatrici. Era una trasmissione di educazione sessuale con intento educativo, che si prendeva molto sul serio, tuttavia il risultato era esilarante. La storia è partita da lì e dal mio viaggio nella Grande Mela, anche se ovviamente è frutto di fantasia.
4) Come hai fatto a pubblicare con una grande casa editrice?
L’avvento dell’e book e del self publishing ha aperto molte strade, che prima sembravano precluse, anche ad autori che, come me, avevano già pubblicato dei libri con piccoli editori. La sfida mi piaceva e così c’ho provato pubblicando come self A qualcuno piace dolce. In poco tempo ha scalato le classifiche e Newton Compton mi ha fatto un’offerta per i diritti.
5) Quali soddisfazioni ti ha dato il tuo libro “A qualcuno piace dolce”? 10743604_10202726075540631_233078959_n
Tantissime. Innanzitutto perché ho raggiunto l’obiettivo che mi prefiggevo da anni, ossia pubblicare con un grosso editore. Poi perché l’editore ci ha creduto davvero e ha fatto una grande promozione, che non mi aspettavo. Vedere il mio libro dappertutto, negli espositori e nelle vetrine delle libreria, per non parlare dei cartelloni pubblicitari, è stato fantastico. Il classico sogno che si avvera…
6) Hai qualche progetto futuro di cui vuoi parlarci?
Nei primi mesi del prossimo anno uscirà, sempre per Newton Compton, un altro mio romanzo dal titolo Precari, Yoga e galline – Come trovare lavoro e l’amore in tempo di crisi. Il titolo è un po’ lungo e non so se lo lasceranno. Questo romanzo ha una storia piuttosto travagliata. Stava per essere pubblicato due volte, ma i contratti non mi convincevano (non si trattava di pagare, non ho mai pagato per pubblicare, ma delle clausole troppo restrittive) e ho preferito tenerlo nel cassetto per momenti migliori. Che poi sono arrivati.
7) Quali sono i tuoi autori preferiti?
Domanda imbarazzante: sono tanti. Dai classici come Tolstoj, che amo particolarmente ai contemporanei leggeri come la Kinsella, che mi fa divertire. Passando per Roddy Doyle, Nick Hornby , Ann Tyler, Agota Kristof.
Senza dimenticare Margareth Mitchell, che secondo me è la capostipite del Romance con Via col Vento. Attualmente è citata pochissimo, mi chiedo perché.
Ma attualmente ci sono anche molte autrici italiane validissime. Che non cito per non correre il rischio di dimenticare qualcuna.
8) Se dovessi lasciare un messaggio ai lettori, cosa diresti loro?
Semplicemente grazie! Scrivere un libro è un’avventura meravigliosa quanto faticosa e certo non me lo ha ordinato il dottore. Ma il riscontro del pubblico è la cosa più importante, è il carburante per andare avanti.
9) Dove possiamo seguirti?
Sulla mia pagina autore in fb:
https://www.facebook.com/pages/Laura-Schiavini-Autore-co-Newton-Compton/459260367490871?ref=hl

* Intervista vip: Mariangela Camocardi (autrice di Mondadori e altro) foto (30)
1) Mariangela, quando hai sentito dentro di te il bisogno di scrivere?
Ciao Evelyn e grazie per l’intervista. Ricordo con esattezza che volevo imparare a leggere. Mi si è impressa nella memoria l’immagine del momento di assoluta felicità che provai in prima elementare, quando le vocali e le consonanti del sussidiario si trasformarono in parole di senso compiuto. Diventai da allora una lettrice avida e appassionata. Scrivere è stata la diretta conseguenza del piacere di immergermi tra le pagine di un libro. Pensierini, temi, letterine a mamma e papà e nonni, brevi favole corredate da disegni colorati a pastello. Insomma, quando ho padroneggiato la materia, il resto è arrivato da sé portandomi in un mondo fantastico: quello della fantasia.
2) Hai subito capito che volevi che la scrittura diventasse la tua professione?
No. Prima di sedermi davanti alla mia Olivetti lettera 22 e dedicarmi a questo durissimo mestiere, mi sono occupata di tutt’altro. A un certo punto si sono creati i presupposti, e anche se lì per lì è dubiti di poter pubblicare qualcosa, vedere i fogli bianchi riempirsi di frasi e dialoghi diventa una specie di droga cui non puoi più rinunciare. A me piaceva troppo per privarmene, dubitando nel contempo, mentre elaboravo capitolo dopo capitolo il mio primo romanzo, Nina del tricolore, di riuscire ad arrivare in fondo. Mi sembrava impossibile riuscire a raccontare in modo articolato e avvincente una storia che si sviluppava lungo 300 cartelle fitte di eventi e personaggi. I fatti mi hanno dato torto. Passioni romantiche 1-2 bassa
3) Hai all’attivo almeno 50 storie, tra romanzi e racconti. C’è una storia che hai amato più delle altre? CopSogni di vetro_Camocardi nessuna
A dire la verità ci sono diversi romanzi che hanno voluto da me cuore, anima e sangue. Ci sono storie da cui non si riesce a staccare la mente… senti il bisogno di dare tutta te stessa a quei protagonisti e alle loro emozioni, per cui vivi con loro una specie di simbiosi che praticamente li trasforma in persone reali. Per fare qualche esempio, Tempesta d’amore, Sogni di vetro e, di recente, Il talismano della dea e Un segreto tra noi. Voglio dire una cosa. Io sono attiva nel sociale e ho partecipato a un progetto importante: Nessuna più, antologia sul femminicidio curata da Marilù Oliva, amica e collega che stimo molto come persona e scrittrice. Al progetto hanno aderito scrittori famosi e sono orgogliosa di essere stata coinvolta. Il libro è stato pubblicato da Elliot Edizioni e l’intero ricavato è stato devoluto al Telefono Rosa per sostenere le donne vittime di violenza. Ci sono cose che fanno bene al cuore, e questa lo è.
4) Come organizzi il tuo tempo e quante ore scrivi al giorno?
Diciamo che ho il computer accesso da quando mi alzo al mattino fino a sera. A volte mi ci metto anche dopo cena. Smetto di scrivere solo se capisco che per quel giorno non posso dare altro alla storia che sto scrivendo. Però annoto su foglietti battute di dialogo, appunti per un personaggio, e altro ancora, se mi vengono in testa buoni spunti e ho già spento il mio notebook. Per chi scrive è difficile staccare semplicemente la spina da ciò che sta facendo…
5) Sei stata direttore della rivista “Romance Magazine”. Quali soddisfazioni hai avuto?
Anzitutto aver avuto l’opportunità di collaborare con un grande professionista come Franco Forte. È un mentore con la M maiuscola e spiega le cose in modo esauriente e chiaro. È disponibile con tutti e se serve un consiglio sicuramente te lo dà in maniera appropriata. Lo ringrazio ancora per avermi insegnato le regole e i trucchi di mestiere insiti nella creazione e impaginazione di una rivista articolata come RM. Ritengo un privilegio aver potuto intervistare scrittrici come Carla Maria Russo, Giuseppina Torregrossa, solo per citare due nomi, ma anche direttori editoriali come Marcella Meciani e Marzio Biancolino. Ho intervistato tra gli altri Paola Perego, che è stata gentilissima sotto ogni profilo. Insomma, si è rivelata una bellissima esperienza e una tappa fondamentale del mio percorso di scrittrice. Inoltre quasi tutte le autrici esordienti che ho scelto di pubblicare nella sezione narrativa stanno distinguendosi come brave scrittrici. A volte basta un racconto per far capire che chi lo ha firmato ha la stoffa per continuare.
6) Ti sentiresti di lasciare un consiglio per gli aspiranti autori?
Sarò ripetitiva ma suggerisco a tutti di fare gavetta. Gavetta significa accettare le critiche senza sentirsi vittime di giudizi troppo severi. Ritenersi i migliori perché gli amici o i parenti ce lo dicono non dimostra nulla. Anzi, spesso il loro entusiasmo danneggia chi è agli inizi. Se un esordiente vuole migliorare il suo modo di esprimersi deve imparare a mettersi in discussione. Suggerisco di leggere scrittori bravi e di trovate i punti deboli della propria scrittura, affinando il lessico personale, lo stile e soprattutto la sintassi.
7) Progetti per il futuro?
Tanti. Due romanzi inediti a cui ho dedicato tempo, passione, energie. Ho altre storie da raccontare e scrivere, perfino un thriller. Poi c’è l’associazione EWWA che deve crescere. Io e un gruppo di donne autrici ci siamo messe in gioco per creare qualcosa che in Italia mancava, e i risultati sono davvero promettenti. Il bilancio di questo primo anno ci invoglia a continuare a fare di più e di meglio. Desideriamo rappresentare un punto di riferimento importante per chi vuole fare delle parole che scrive un mestiere serio e competitivo che si fa apprezzare dai lettori. La nostra esperienza può essere utile a chiunque voglia confrontarsi da professionista con altre professioniste.
8) Scrivici il link del tuo sito o blog ufficiale.
http://www.mariangelacamocardi.net

* Intervista vip: Roberta Ciuffi (autrice per Mondadori, Leggereditore e altro)
1) Roberta, hai pubblicato il tuo primo romanzo nel 1997. Le emozioni che provi quando esce un tuo nuovo libro sono le stesse di allora? roberta
No, assolutamente. Ricordo quella prima uscita come un’ubriacatura: ero eccitata, euforica, terrorizzata… Ancora adesso ogni pubblicazione è accompagnata da una grande ansia per la sorte della mia storia e dei miei personaggi, ma niente è paragonabile a quella.
2) Ma facciamo un passo indietro. Cosa ti ha spinto a scrivere?
E chi lo sa? Forse la noia. Da bambina ero convinta che sarei diventata una scrittrice, poi ho perso la convinzione. Ho perso tempo. A un certo punto mi è venuta in mente una storia, per occupare la mente. Mi sono divertita un po’, come fosse un film privato, e solo dopo ho pensato che avrei potuto scriverla. Quel progetto si è perso, ma ormai avevo iniziato e la scrittura era diventata la compagna delle mie giornate.
3) Hai all’attivo numerosi romanzi storici. Come mai hai scelto proprio questo genere?
Perché era quello che maggiormente mi faceva evadere dalla realtà. E il tuffo nella storia non mi rendeva neppure necessario ambientare il romanzo in un paese diverso, perché in fondo il passato lo era già. Un mondo diverso.
4) Che soddisfazioni ti sta dando la scrittura? 525907_362117723827428_802360620_n
Al momento, piuttosto poche. La scrittura in sé è sempre coinvolgente, ma non sono riuscita a fare quel passo in più che sognavo. C’è sempre tempo, naturalmente, e devo sperare che invecchiando lo stile migliori come il vino.
5) Se dovessi consigliare a un’autrice in erba come muoversi nel mondo letterario, cosa le suggeriresti?
Mi spiace, non potrei essere d’aiuto. Sono lontana dalle realtà del mondo letterario, molto isolata. Quando parlo con qualche autrice più inserita rimango a bocca aperta: io non so niente, non conosco nessuno… Faccio il mio lavoro, quello che mi piace, e basta. So che è un errore, ma è il mio carattere e nemmeno le brutte esperienze e le bastonature sono riuscite a cambiarmi. Ormai penso sia tardi per farlo.
6) Qual è il tuo prossimo romanzo che uscirà? Ce ne vuoi parlare?
Il prossimo romanzo è ancora in fase di revisione e anche il titolo è provvisorio. È ambientato agli inizi del 1500 in un castello tra le nevi del Trentino, ed è la storia dell’incontro‒scontro tra una giovane castellana (la contessa Maria di Novoro) e il capitano di una compagnia di mercenari svizzeri (il comandante Conrad de la Garde. La prima sta rischiando di perdere i suoi possedimenti, il secondo di perdere la propria vita e quella di chi lo segue. Entrambi vedono nell’altro la salvezza, ma finiranno per trovare molto di più.
7) Progetti per il futuro? 527794_348380165213527_967255128_n
Penso di scrivere ancora uno storico e di tornare alle ambientazioni romane. E poi di trovare il tempo per proseguire nella scrittura di un contemporaneo, fermo per i troppi impegni. Oltre a scrivere romanzi, traduco e collaboro con riviste. Se si fa questo lavoro come professione, rimane davvero poco tempo per scrivere qualcosa puramente per piacere.
8) Il link del tuo sito o blog ufficiale.
Robertaciuffi.altervista.org
9) Un messaggio per i lettori. 374866_288906361141092_1373277144_n
Ecco, un messaggio egoistico: spero che non tutti i lettori finiscano per trasformarsi in scrittori! E poi, un pensiero di ringraziamento: se non ci foste voi, le nostre storie non prenderebbero mai davvero vita.

* Cristina Caboni. Caboni3
Con piacere intervisto l’autrice Garzanti… Cristina Caboni.
1) Cristina, sei scrittrice a tempo pieno e ti occupi dell’azienda apistica della tua famiglia. Come organizzi le tue giornate per poter fare tutto?
La mia sveglia suona all’alba. Ho un marito che mi aiuta nell’andamento domestico, si occupa dei nostri figli, e cucina benissimo. Alla fine è tutta questione di organizzare il proprio tempo.
2) Hai una passione per le rose che ti ha portato a coltivare varie specie. Vuoi raccontarci più nel dettaglio di questa tua attività?
Mi piacciono le rose antiche, quelle imperfette, bellissime e molto profumate. Durante l’inverno sono solo rami spogli e spinosi, in primavera si ricoprono di tenere foglie smeraldine e boccioli incantevoli. C’è magia in loro, e questo spettacolo che si ripete ogni stagione, mi ha sempre affascinato. Ho prima osservato mia madre lavorare nel suo giardino, poi ho provato con qualche piccola pianta. Da allora è passato molto tempo, tante rose, molte emozioni. Adesso anche io ho un giardino pieno di rose.
3) Hai scritto “Il sentiero dei profumi”. Di cosa parla? CABONI Sentiero dei profumi
È la storia di Elena Rossini, una ragazza come tante, che trasforma il fallimento dei propri progetti in una nuova opportunità. Depositaria di un’arte antica, la profumeria, che le è stata insegnata fin da bambina, crea fragranze giuste, speciali, personalizzate, svelando i segreti che si nascondono dietro magie liquide come lo sono i profumi. È una storia d’amore. Per se stessi, per la vita, per un uomo molto speciale.
4) Una volta scritto il tuo libro, come sei arrivata alla pubblicazione?
Ho inviato il mio lavoro a un’agenzia letteraria. Loro hanno deciso di rappresentarmi e mi hanno messo sotto contratto.
5) Ho letto che “Il sentiero dei profumi” uscirà con una casa editrice tedesca nel 2015. Da cosa pensi dipenda questo importante traguardo??
Da una serie di cose. L’agente, ad esempio, è fondamentale. Propone il tuo lavoro in Italia e all’estero alle case editrici giuste, quelle interessate al genere che scrivi. La mia agente, Laura Ceccacci poi è formidabile. Ovviamente il libro deve essere in grado di attirare la curiosità e l’attenzione, deve essere ben strutturato, deve parlare un linguaggio universale.
6) Oltre alla Germania, quanti altri paesi hanno deciso di far uscire il tuo romanzo?
Con gli ultimi due, Israele e Slovenia, siamo arrivati a ventidue. Dalla Turchia, alla Svezia, al Brasile, uscirà un po’ in tutto il mondo.
7) Un sogno che non hai ancora realizzato.
Un viaggio. Un lungo viaggio insieme a tutta la mia famiglia che mi permetta di vedere e condividere con loro alcuni luoghi speciali come Parigi, Londra, Pechino. Credo sarebbe un’esperienza indimenticabile.
8) Hai progetti per il futuro in ambito letterario?
Molti, anzi moltissimi. Scrivere mi piace. Posso essere chiunque, andare ovunque, fare cose improponibili e folli. Scrivere è la dimensione ideale nella quale scatenare la mia immaginazione.
9) Un suggerimento per gli autori che volessero seguire il tuo esempio.
Più che altro posso raccontarvi ciò che ho fatto io: ho letto e continuo a farlo ogni giorno. Leggo di tutto, senza limitazioni di genere. Mi informo continuamente, perché la conoscenza chiarisce le idee. Prima di dedicarmi a un progetto, lo studio nei minimi dettagli, devo sapere se è giusto per me. Mi pongo degli obbiettivi, elaboro una strategia. Ho chiari i miei limiti, e dopo cerco di capire cosa posso fare per superarli. Ascolto le opinioni altrui, ci rifletto e solo dopo decido. Sono molto critica, consapevole che si può sempre migliorare e che per uno scrittore il termine “arrivato” è un mare profondo quanto una pozzanghera.
10) Un link dove possiamo trovare il tuo sito o blog.
http://www.ilsentierodeiprofumi.com è il sito del mio romanzo. Se invece volete seguirmi ho una pagina facebook che aggiorno di continuo, e nella quale rispondo ai miei lettori Cristina Caboni-autrice.

* Enzo Savi e Antonio Montieri (Speakers di Radio Italia e non solo) 10815643_10205292189613115_1382226090_n
1) Enzo e Antonio, avete iniziato la vostra collaborazione nel 1989 nel programma “Via Asiago Tenda”. Ci potete dire qualcosa in merito?
Enzo: Sì abbiamo iniziato la nostra avventura nel programma Rai (radio) di Via Asiago Tenda a Roma grazie a Franco Rosi. E dobbiamo ringraziarlo, perché è stato lui che ci ha presentati e così ci siamo conosciuti, partecipando a questo programma condotto da Claudio Lippi. Un’esperienza entusiasmante con il pubblico dal vivo…fantastico. E da lì siamo partiti come duo.
Antonio: Fu una bellissima esperienza. Franco Rosi, con cui collaboravamo in quel periodo, grazie al suo Laboratorio delle voci, ci portò a Radio Rai per questo programma radiofonico che si svolgeva davanti ad un pubblico. Fu l’occasione anche per conoscere tanti personaggi famosi ospiti della trasmissione.
2) Siete un duo fantastico. Come riuscite ad andare d’accordo dopo tutti questi anni di collaborazione?
Enzo: Secondo me la cosa fondamentale è che io e Antonio siamo completamente diversi e questo ci aiuta ad andate d’accordo e a compensarci.. Naturalmente anche noi abbiamo avuto qualche divergenza di idee e opinioni e guai se non fosse così.
Ma il rispetto, la stima e l’affetto tra noi ci ha permesso di superare qualsiasi momento difficile.
Antonio: Ormai siamo come parenti. Due fratelli. Difficile immaginarsi separatamente.
3) Siete riusciti a vincere il Telegatto per 3 anni di seguito per il programma “105 Happy Days” di radio 105. Ricordate che emozioni avete provato?
Enzo: Vincere con Marco Galli e tutta la squadra di 105 happy days è stato emozionante e stimolante per fare sempre meglio. Vincere 3 telegatti radiofonici ci ha riempito di gioia. Sapevamo che stavamo lavorando bene ma 3 telegatti non ce li aspettavamo. Che dire: “Una grandissima emozione!”
Antonio: Fu una bellissima emozione. Per noi che abbiamo sempre avuto una grande passione per la radio è stata una grande soddisfazione. Con Marco Galli piantammo le basi di un format che da lì in poi si è rivelato di grande successo, tanto da essere preso a modello successivamente anche da altri colleghi: la trasmissione di gruppo.
4) Nel 2007 potete dirci com’è andata la collaborazione con Salemme per il film “SMS Sotto mentite spoglie”?
Enzo: La collaborazione con Salemme è nata grazie a Radio Italia e devo dire che è andata benissimo ed è stata molto divertente. Poter far parte di un film di Salemme, un attore che stimo tantissimo, è stato meraviglioso.
Antonio: Radio Italia ci mise al corrente del fatto che Salemmme volesse degli speaker della radio poichè c’erano un paio di scene del film dove, in auto, avrebbe ascoltato un programma radiofonico. Fu una bella soddisfazione quando venimmo al corrente che Salemme avrebbe scelto proprio noi.
5) Avete lavorato in tv, in radio e ora siete anche doppiatori. Ma se doveste scegliere una sola di queste attività, quale sarebbe e perché. 10805003_10205292163492462_1159078473_n
Enzo: Non è facile sceglierne una quando le ami tutte e per ognuna di loro c’è una grande passione… non saprei. Sono nato con la radio e forse non potrei proprio rinunciarci. Ormai è nel mio DNA
Antonio: Difficile rispondere a questa domanda. Sono tutte attività molto belle. Forse il doppiaggio però potrebbe essere l’attività del futuro, oltre che del presente.
6) Tornando al discorso “doppiaggio”, come vi trovate?
Enzo: Con il doppiaggio ci troviamo molto bene. Doppiare per la Disney “Planes 2″ è stato magnifico, perché il nostro direttore di doppiaggio era Carlo Valli ( voce di Robin Williams) e tanti altri. Lui ha saputo metterci a nostro agio e con una direzione esemplare. Sono bastati i suoi consigli per farci capire come interpretare i nostri personaggi, anche perché doppiare non è semplice. Ci vuole tecnica e bisogna essere preparati. E c’è sempre da imparare.
Antonio: E’ un’attività meravigliosa dove puoi esprimerti anche come attore. Speriamo di portarla avanti il più a lungo possibile e sempre a maggiori livelli.
7) Siete conosciutissimi speaker radiofonici per Radio Italia. Cosa vi piace del vostro lavoro?
Enzo: Conosciutissimi? 🙂 Speriamo dai!!! Del nostro lavoro mi piace tutto. In radio poi devi cercare di essere più spontaneo possibile. Essere se stessi secondo me è la cosa migliore. E poi hai la possibilità di essere creativo e di capire ciò che funziona. La cosa più bella del nostro lavoro è che ogni giorno ci si mette in discussione. Ogni volta è un nuovo esame. E come diceva il grande “Eduardo de Filippo”: gli esami non finiscono mai.
Antonio: La cosa che ci piace di più del lavoro in radio è la magia di poter arrivare a qualsiasi ascoltatore sparso per il mondo. Oggi, grazie allo streaming di arriva ovunque. Ci mandano messaggi dal Messico, l’Argentina, l’Australia… è fantastico. Poi è bello sollevare l’umore degli ascoltatori e far si che nelle nostre due ore abbiano dei momenti di spensieratezza.

8) Un sogno che ancora non avete realizzato.
Enzo: Aprire una pasticceria… No scherzo, anche se a me i dolci piacciono parecchio. Mi piacerebbe fare Cinema o far parte di alcune fiction. Chissà… come diceva qualcuno, mai dire mai.
Antonio: ll primo sogno, alla portata di mano, è quello di un tour teatrale con il nostro nuovo spettacolo nato per celebrare i 25 anni di collaborazione: “Buone Nuove” (Spegnete pure la TV).
9) Un link che riporti a un vostro video.

10) Federica Rigoli (ballerina dell’edizione passata edizione di Amici)
1) Federica, balli da quando hai 6 anni. Cosa rappresenta per te la danza? 10624809_1415912065314704_6000664825314401676_n
La danza è una forma d’espressione, il mio modo di esprimermi… è tutto.
2) Se non avessi scelto di ballare, quale sarebbe stata la tua seconda opzione?
Ma sai: non riesco ad immaginarmi in qualcosa di diverso dalla danza, ma adoro tutto ciò che riguarda l’arte e lo spettacolo.
3) Qual è stata la molla che ti ha spinto a partecipare ad “Amici”?
Amici mi è caduto dal cielo, e sono stati i miei genitori ad avermi incoraggiata, perché non ci avrei mai creduto a quel semaforo verde.
4) Cosa ti ha lasciato quell’esperienza?
Amici mi ha lasciato sensazioni ed emozioni meravigliose… irripetibili, e le persone con le quali l’ho condivisa le porto nel cuore.
5) E ora a cosa ti stai dedicando? 10569075_1392712240968020_1142134265260164487_n
Adesso mi sto dedicando a me stessa. Mi sono trasferita a Roma, sto studiando danza, ovviamente, dopo essermi ripresa dall ‘infortunio e sto lottando per entrare nel mondo lavorativo artistico.
6) Hai progetti che vorresti realizzare o un sogno nel cassetto? federica
Il mio sogno è realizzarmi nel lavoro! Sto lottando per crescere e migliorare ancora di più.
7) Se qualcuno volesse seguire i tuoi passi, cosa gli consiglieresti?
Consiglio a chiunque voglia inseguire il proprio sogno, di osare… rischiare ed essere sempre pronti a tutto, essere sempre umili, con i piedi per terra ma con tanta determinazione. Solo così tutto si realizza.
8) Un messaggi per i lettori. 10687120_1433156723590238_4267265161156478092_n
Ai lettori del blog mando un grande abbraccio. Spero mi seguiranno, mi troveranno sia su facebook, dove possono mettere un like in pagina, sia su Twitter che instangram.
Bacioni la vostra Federica
Ed ecco la pagina di Federica: https://www.facebook.com/pages/Federica-Rigoli/1376272225945355

* Federico Tadolini (regista e scrittore horror)


1) Federico, cosa ti ha spinto a diventare regista?
Sono nato con i fumetti in particolar modo gli ACME (Splatter e mostri) e Dylan Dog tutti letti di nascosto perché a 9-10 anni erano materiale scottante. Sono fumetti molto “visivi” e in breve tempo sono passato ad interessarmi dei film horror attraverso le vhs noleggiate oppure visti (sempre di nascosto) in tv dove c’erano programmi molto interessanti come Zio Tibia. Ho studiato cinema all’università dove spesso mi sono scontrato a causa dei miei interessi verso un certo genere di cinema considerato spesso di serie b, contro l’ottusità di certi professori che sono rimasti a Pasolini, Antonioni, Fellini, tutti geni ma c’è anche altro. Pensa che in otto anni di università non ho mai sentito i nomi di Argento, Fulci e soprattutto di Mario Bava che è il numero uno.
Sinceramente la regia è sempre stata per me una cosa affascinante così come la sceneggiatura, lo scrivere, inventare, creare e distruggere i personaggi. Per il momento ho fatto solamente cinque cortometraggi, ma le idee non mancano mai, e devo dire che nell’ambiente è poco che sono entrato visto che Orgia di sangue il mio primo cortometraggio è del 2012
2) Raccontaci del Festival di Videoarte Loookatfestival, con cui hai collaborato.
Dovevo fare uno stage per l’università di Pisa e mi presero in questo festival a cui magari ho portato anche sfiga visto che fu l’ultimo anno in cui si svolse. Ci sono dei ricordi molto positivi ovvero aver imparato a lavorare in team, a saper allestire una mostra e anche a lavorare il legno e altri materiali visto che ero una specie di factotum. Ho ricordi meno positivi dei cosiddetti video artisti: gente perennemente in ritardo e senza rispetto per noi. Pensa che per fare 5 minuti di intervista ad uno di loro mi ci volle un’ora di meno, gli squillava il telefono in continuazione. Il tutto finì anche con una litigata colossale con la curatrice della mostra, ma è tutta esperienza.
3) Cosa ci puoi dire del Festival Horror “Operazione Paura” di Seravezza?
Beh è stato il primissimo festival di genere a cui ho partecipato e fu un evento aver riportato un festival horror in versilia dove mancava dal Joe D’amato Horror fest. Tantissimo sbattimento ma anche diverse soddisfazioni, aver conosciuto tanti registi. Il festival è ancora attivo ma per diverse ragioni non ci collaboro più .
4) Sei anche scrittore. A quale dei tuoi scritti sei più legato?
Eh già la scrittura mi piace parecchio, al contrario dei film (dove sei sempre in tensione, devi star attento a non sforare con i tempi, devi tener conto della situazione ambientale e devi gestirti parecchie persone) mi rilassa proprio. Per il momento mi hanno pubblicato solo due racconti “Memorie di un torturatore“ nell’antologia oltre la paura e Body count nell’antologia “morte a 666 giri” , ma ho scritto tantissima altra roba, sempre inerente i generi che amo e in cui penso di potermi esprimere ovvero l’horror, la fantascienza, il giallo, il thriller e il noir. Il racconto a cui sono più affezionato è sicuramente Body count, un sincero omaggio ai fumetti americani degli anni cinquanta con una discreta dose di violenza, un po’ di ironia e tanto rock’n ‘roll. Reduce da alcune vicissitudini in campo sentimentale, scrissi di getto questo racconto e mi rappresenta in pieno: allegro, scanzonato e con tanta voglia di vivere. Caratteristiche che in molti magari pensano che possano stonare con un profilo di uno scrittore- regista horror, ma vi assicuro che siamo veramente così.
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5) Nel 2012 hai diretto il tuo primo cortometraggio “Orgia di sangue”. Hai qualche aneddoto o curiosità da svelarci?
Sì, che è nato tutto dal caso, avevo intenzione di realizzare un cortometraggio, butto giù la storia e inizio a cercare le persone interessate a collaborare e chi trovo? Lorenzo Lepori che avevo conosciuto ad una rassegna cinematografica e che si è rivelato un ottimo amico e un validissimo collaboratore (IL collezionista, Evisceral plague). Ma sono grato a tutti i ragazzi che hanno collaborato con me per orgia di sangue visto che si sono fidati. Nicola Clemente, Marco Rosati, Patrizia Ghilardi, Valentina Vannelli, Andrea Quintavalle. Pensa che con alcuni di loro collaboro anche adesso. Orgia di sangue mi rappresenta in pieno in quel periodo diciamo non troppo bello e Il collezionista che è il mio secondo cortometraggio è quello a cui sono più affezionato, ho tantissimi ricordi di quel periodo delicato della mia esistenza, è nato nella sala d’attesa dell’ospedale versilia per un sospetto tumore alla gengiva (che poi si rivelò essere una semplicissima fistola). Nel collezionista c’è tutto di me di quel periodo, come si suol dire mi sono tolto la maschera e mi sono rivelato.
Aggiungo inoltre che dal collezionista in poi collaboro assiduamente con Raffaele Borreca, un ragazzo veramente in gamba e con cui abbiamo tirato su il progetto “Morgue production”.
6) Un sogno nel cassetto.
Ce ne sono tanti: amo alla follia il cinema di Rob Zombie, sarei disposto a tutto pur di collaborare con lui.
Idem per Clive Barker, magari rimarranno solamente dei sogni chi lo sa? A parte questo il mio sogno è di vedere più collaborazione nel cinema indipendente, vedo gente che si lamenta di tutto, della rinascita ecc… ma non capiscono una cosa basilare: la rinascita non avverrà mai! perché? Perché ci sono troppe gelosie, basterebbe così poco anche per fare un minimo di pubblicità agli altri e invece ognuno cura il proprio orticello .
7) Hai un progetto che non sia top secret da condividere con noi?
Allora abbiamo un grosso progetto letterario dove potrò farmi vedere sotto un aspetto abbastanza diverso dai miei standard cinematografici. Si tratta di un progetto di cui per il momento non posso fare il nome ma che racchiude tanti nomi celebri del panorama letterario italiano, c’è una casa editrice seria con cui ho già collaborato e … mi hanno dato carta bianca, nessuna censura, non sanno cosa stanno rischiando.
Perché dico che NON è top secret? Perché sono sicurissimo che la cosa si farà, ormai fiuto a naso i progetti che non andranno mai conclusi e quelli genuini e questo andrà a buon fine. Mentre in ambito cinematografico a dicembre girerò uno splatter natalizio Gore Christmas Blood!Blood! Blood! Dove vi darò il mio personale augurio di buon Natale e con l’anno nuovo sarà l’ora di Bloodcorn un cortometraggio dove avrò l’onore di collaborare con Michael Segal un bravissimo attore e grande persona.
8) Un link al tuo sito o blog. O, in mancanza, che riporti a un tuo video.
Non ho un sito anche perché i miei corti non li carico online, ma ti lascio il mio blog di riferimento http://brividiinsala.blogspot.it/
Federico Tadolini

* Alma (cantante)
1) Alma, quando hai sentito dentro di te il desiderio di avvicinarti alla musica? 1002747_678827035467237_581517349_n
La musica è nata dentro di me. Non ho fatto altro che seguire l’istinto, inseguire il mio sogno che poi si è trasformato in un obiettivo da raggiungere. Fin da piccina preferivo cantare piuttosto che giocare con le bambole. All’età di 8 anni ho iniziato lo studio del pianoforte e del canto. Io e la musica ci siamo prese per mano e siamo cresciute insieme. La musica è parte di me, sa tutto di me.
2) Da uno a dieci quanto ami cantare? 1005672_715038705179403_1732026299_n
10 e lode con bacio accademico.
3) Da qui a 5 anni dove ti vedi?
A riempire qualche Stadio. Pensi che sia troppo presuntuosa?
4) Cosa ci puoi dire della canzone “Voglio Vasco”?
La canzone “ Voglio Vasco” è un brano a cui sono legata particolarmente. Mia sorella mi svegliava tutte le domeniche mattina con le canzoni di Vasco e anche se era l’unico giorno per poter dormire un po’ di più io volentieri restavo nel letto e mi lasciavo coccolare da tutto il cd di Vasco che andava in ripetizione almeno tre volte. Voglio Vasco nasce da un’idea dell’autore Gianluca Falcone ispirato alla mia passione per Vasco; A 14 anni sono scappata di casa per andare al Concerto di Vasco Rossi all’Olimpico di Roma.
5) La suddetta canzone quali soddisfazioni ti sta dando?
Voglio Vasco mi ha dato e continua a darmi soddisfazioni.
Quando i progetti sono indipendenti e autoprodotti è la gente a decretare il tuo successo.
Io ho avuto un riscontro positivissimo sia da parte dei fan club di Vasco Rossi sia da tanti ragazzi e ragazze che si sono affezionate alla canzone pur non essendo loro fan di Vasco Rossi. Questo mi ha dato e mi da la forza e il giusto sostegno per andare avanti credendo sempre di piu’ nel mio percorso artistico.
6) Ma facciamo un passo indietro: come sei riuscita a diventare cantante? 10349137_1505004819715446_5904077113434528849_n
Come vi spiegavo, sin da piccola ho subito capito che non potevo fare a meno della musica.
Mio padre mi metteva una telecamera fissa in registrazione e io passavo le ore a cantare lì davanti. I miei genitori hanno capito che ero portata per la musica così all’età di 8 anni mi hanno iscritto ad una scuola di musica. Saggi di fine anno, concorsi canori etc.. poi la proposta del mio insegnante di canto, appena compiuti 17 anni, di insegnare canto ai bimbi piu’ piccoli. Ho diretto un coro di voci bianche e poi iniziato a dare lezioni private individuali. Questo percorso alternato da grandi soddisfazioni e porte in faccia ma la passione e l’amore per la musica è stata sempre piu’ forte. Sette anni fa ho incontrato Gianluca Falcone ( autore dei miei brani) . Lui ha sempre creduto in me fin dall’inizio e mi ha costruito e sta costruendo, insieme a me, il mio progetto musicale. Lui mette nero su bianco il mio amore per il canto, per la musica. Le sue melodie rispecchiano esattamente quello che sono.
7) Un consiglio per chi volesse seguire le tue orme. Immagine1
È una frase fatta ma vera :” Non mollare mai”. Sempre con umiltà dimostra chi sei e cosa vuoi ad ogni occasione che ti si presenta. Qualcosa che ti appartiene nessuno puo’ togliertelo.
Se credi davvero con amore e passione in quello che fai e che vuoi convincerai anche gli altri.
8) Un canale video, un sito o un blog dove possiamo seguirti.
Il canale youtube è almaofficialchannel – Alma Official è la mia pagina ufficiale –
Alma profilo privato (altro contatto facebook) – il sito web in lavorazione.
9) Un’ultima domanda. Ci puoi svelare un progetto in corso?
A Gennaio 2015 esce il mio nuovo singolo dal titolo: “Stronza” un rock di nome e di fatto.
Parla di una ragazza tradita dal suo fidanzato con la sua migliore amica. Credo che molte ragazze si ritroveranno in questa canzone. Per quanto riguarda il nuovo singolo ci sono delle sorprese e collaborazioni che mi piacerebbe svelarvi prossimamente.
Ti ringrazio di cuore Evelyn e ringrazio tutti i lettori che ti seguono.
Grazie. A presto. Evelyn.

* Motolov D’Irpinia
1) Prima di approdare nella musica, che lavori avete fatto? 10841688_312941482241626_307704390_n
Abbiamo iniziato ad armeggiare con palchi e strumenti da studenti liceali, una decina di anni fa. Abbiamo continuato da studenti universitari. Nel frattempo qualcuno si di noi si è anche laureato, altri hanno intrapreso la strada del libero professionista, oltre a quella del musicista, naturalmente.
2) Quando siete diventati i Motolov D’Irpinia? 10818854_312941425574965_350572028_n
Credo che siamo divenuti tali, dopo anni di concerti, con l’uscita del primo disco “le nuvole del cielo terrone”. In realtà il primo disco e il relativo tour conseguente, ci ha consacrato “molotov”. A voler essere precisi quindi il tour che ha preceduto il secondo disco “se trovo lavoro ti sposo”, e l’uscita del secondo album stesso, ha segnato la transizione da molotov a molotov d’irpinia, con un sound più moderno e pop rock rispetto al precedente e con testi più maturi e ideologicamente più ampi. Il tempo comporta naturalmente cambiamento e crescita.
3) Quale genere suonate?
È una domanda che sono in molti a farci, ma alla quale non riusciamo a rispondere nettamente. Siamo partiti dalla musica popolare tradizionale più pura, per poi finire con il contaminarla con sonorità elettroniche e distorsioni tipiche del rock. Nel tempo, producendo pezzi inediti molotov d’irpinia, abbiamo fuso il rock melodico allo ska al folk e al pop cantautorato. Quindi più che un genere musicale, il risultato è stato uno stile. Stile molotov d’irpinia. Energetico. Vario.
4) Cosa volete comunicare con le vostre canzoni? 10836238_312941492241625_1729876897_n
Siamo partiti dalla valorizzazione della nostra terra, che portiamo nel nome. Ne abbiamo descritto le caratteristiche positive e singolari, le contraddizioni. Le tragedie che l’hanno colpita, la forza nelle braccia di un popolo. Da qui, gli ultimi pezzi, sono la cronaca, sotto forma di veri e propri racconti, della situazione attuale, di quella che viviamo sulla nostra pelle e che ci accomuna agli altri. Non a caso, l’ultimo disco si intitola “ se trovo lavoro ti sposo”. Nei pezzi descriviamo l’attualità. Ascoltarli e come leggere il giornale. Anche se cerchiamo di trasmettere valori solidi e aperti, sopravvivenza, famiglia, amore, diritti e doveri. L’onestà è il valore a noi più caro. L’onestà artistica, l’onestà individuale, l’essere una persona onesta.
5) Il pubblico come reagisce quando vi sente suonare o quando esce una nuova canzone? 10834067_312941485574959_69976470_n
Da quello che vedo da sopra il palco, o sui social, il pubblico salta. Il pubblico sorride. Il pubblico canta. Il pubblico piange. Il pubblico commenta. Partecipa insomma. Si crea una strana atmosfera, come se fossimo tutti seduti ad un tavolo, come se fossimo gli invitati alla stessa festa, un matrimonio. Sono le situazioni in cui scambi parole anche con chi non conosci. Sono felice del pubblico che ho. È molto vario. Più che band e pubblico, siamo un movimento.
6) Siete in tanti. Decidete tutto insieme? 10834104_312941408908300_947240580_n
Certo. Come in famiglia.
7)Un messaggio per i lettori.
Grazie!!!!
8) Vorrei avere il piacere di mostrare 3 vostre foto e altrettanti video. Me le mandate insieme ai link?
9) Un sogno che vorreste ancora realizzare.
Ahaha… non ve lo dico!

* Fiore Manni (fumettista, scrittrice, conduttrice) 551378_546072482140325_364264660_n
1) Fiore, quando è nata la tua passione per il disegno?
Ho sempre disegnato, dall’asilo. I miei genitori mi hanno sempre spronata ad andare avanti e a continuare!
2) Dopo gli studi, come sei arrivata a condurre il “Camilla Store”?
Ero al’inizio del secondo anno di università e ho letto un volantino appeso in bacheca! All’epoca ero senza lavoro e avevo già iniziato a vivere da sola, quindi ho pensato “Proviamo! Mi piace disegnare, mi piace la moda e mi piacciono i bambini…perché no?!” E’ andata bene alla fine, ahahahah.
3) Quanto ti ha influenzata la cultura giapponese e i manga in generale?
Non troppo alla fine, è sì, una mia passione, ma sono altrettanto appassionata di letteratura, cinema e arte.
4) Sei fumettista, scrittrice, conduttrice. Quale mestiere ami fare di più?
Disegnare! E’ la cosa che amo e che mi fa soffrire di più! Vorrei anche riuscire a pubblicare qualche mia storia per ragazzi!
5) Un sogno che vorresti realizzare.
I sogni sono segreti. ❤
6) Sei figlia d’arte. Cosa ha significato per te?
Esser figlia d’arte mi ha portato a ignorare completamente la televisione… ahahah. Non mi ha mai interessato e non ho mai pensato “ah voglio fare l’attrice/regista/costumista da grande!”. Alla fine sono finita al Camilla Store davvero per caso.
7) Un consiglio per chi volesse seguire i tuoi passi.
Avere passione e credere sempre nei propri sogni! ❤
8) Link dove poterti seguire.
Lista account:
❥ Blog
http://hanacchi.blogspot.it/
❥ YouTube
http://www.youtube.com/channel/UCUfTo4b80qCy3BAcqLVrAAQ
❥ Twitter
https://twitter.com/fioremanni
❥ World Cosplay
http://worldcosplay.net/member/hanacchi/
❥ Deviantart
http://hanacchi7.deviantart.com/
http://hanayubikiri.deviantart.com/
❥ Tumblr
http://hana7.tumblr.com/
http://devilishboy.tumblr.com/

* Domiziano De Cristofaro (regista) 10937374_329940117209494_481344226_n
1) Domiziano, sei giovane e hai già all’attivo tanti film. Quando hai iniziato e come?
Beh giovane non direi a 40 anni… sto nell’età giusta per combinare qualcosa di buono. Ho iniziato a fare filmini amatoriali a 13 anni, per proseguire più professionalmente a teatro come cantante/attore/danzatore a 16 e poi scenografo e costumista a 20.
Verso i 25 ho iniziato a collaborare col cinema e a 33 ho firmato a Los Angeles la mia prima regia con HOUSE OF FLESH MANNEQUINS.
2) A quale dei tuoi lavori sei più legato?
Essendo un regista “indipendente”, son legato a tutti i miei lavori. Nessuno mi ha pagato per farli, ne son stati fatti per scelte economiche… ogni lavoro rappresenta un tema e un momento della mia vita importanti o a me cari. Indubbiamente amo la libertà anarchica di film come FLESH MANNEQUINS, RED KROKODIL e DOLL SYNDROME.
3) Nella tua opera “The Museum of Wonders” hai potuto vantare un cast stellare. Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
Ho sempre avuto collaborazioni “illustri” per ogni film devo dire… in MUSEUM si son concentrate tutte assieme; a volte non è stato facile concertare il tutto per via del budget ristretto e dei tempi… ma l’umiltà e disponibilità di personaggi come Maria Rosaria Omaggio, Maria Grazia Cucinotta, Giovanna, Yvonne Sciò, Giampiero Ingrassia per citarne alcuni è straordinaria. Molti attori emergenti dovrebbero imparare da loro sull’atteggiamento propositivo e costruttivo col quale si affronta un lavoro, che sia indipendente, o meno.
4) E passiamo ai premi. Quanti e quali ne hai ricevuti?
Con tutti i film distribuiti (anche progetti episodici come P.O.E. o PHANTASMAGORIA) il mio lavoro ha rappresentato l’Italia in oltre 40 festival portandosi a casa circa 18 premi qua e là.
Fra quelli di cui sono più fiero è L’INDEPENDENT SPIRIT AWARD al NIGHT OF HORRORS di Sydney (per HOUSE OF FLESH MANNEQUINS), la migliore sceneggiatura per RED KROKODIL a LA SAMAIN di Nizza (Francia), i 2 miglior film al FANTAFESTIVAL di Roma per MUSEUM OF WONDERS e P.O.E. 2
5) Vuoi parlarci del tuo ultimo film in uscita?
In uscita HOME VIDEO ce ne sono alcuni… fra cui DOLL SYNDROME e RED KROKODIL. In uscita cronologica invece, è in fase di post produzione THE TRANSPARENT WOMAN un giallo/thriller che richiama molto gli erotici all’italiana anni ’70.
Con Roberta Gemma e Arian Levanael e una colonna sonora eccezionale firmata Salvatore Sangiovanni, Susan DiBona, Giovanna Nocetti e Paolo Limiti!
Alla sceneggiatura il fido Andrea Cavaletto col quale ho fatto vari film.
6) Progetti futuri ne hai?
Si ho varie idee… ma chissà se si concretizzeranno. Amo parlare delle cose sicure, non tanto dei sogni… quelli ne ho molti,
Ma non bastano i sogni qui purtroppo; vorrei aprire una label di distribuzione home video indipendente, ma appunto… in Italia è quasi un suicidio annunciato: fra tasse e siae già un eventuale guadagno non permetterebbe la sopravvivenza della piccola impresa. Mettici poi che il pubblico Italiano è fra i peggiori pirati del net, quindi uscito un film, il giorno dopo già sei in streaming e centinaia di potenziali pigri utenti invece di comprare il film lo van a vedere lì… insomma il panorama è scoraggiante e catsrante prima ancora di iniziare.
7) Un messaggio o un consiglio a chi ci legge.
Scaricate i film rari e introvabili, scaricate i film mainstream e commerciali se volete… ma comprate i DVD dei film indipendenti, e andate ai festival e al cinema se escono. E’ l’unico modo per sostenere il cinema italiano di GENERE e sperare in una sua rinascita.
8) Un sito o blog dove possiamo seguirti.
FACILE: http://www.domizianocristopharo.com
Come link voglio allegarti ovviamente il mio ultimissimo film, e poi una rarità di prossima uscita ancora in post produzione BELLEROFONTE

* Demetrio Salvi (regista) 10899630_1541475116139733_1660644910_n
1) Demetrio, sei docente, critico cinematografico, regista e sceneggiatore. Come trovi il tempo di conciliare tutti questi lavori?
Qualche volta, lo ammetto, faccio confusione… ma, a parte gli scherzi, va detto che sono mondi affini, che mi permettono di praticare il cinema secondo prospettive diverse, tutte ugualmente entusiasmanti. E se, qualche volta, mi trovo in affanno, c’è questa spinta che chiamiamo passione a sostenermi, a spingermi avanti, a trovare ancora qualcosa per cui vale la pena lottare…
2) Facciamo un passo indietro. Come ti sei avvicinato al mondo del cinema?
Ho iniziato a frequentare le sale cinematografiche fin da piccolo: mio padre era un grande appassionato di cinema e di letteratura. Credo che sia stato lui a trasmettermi questo interesse. E’ una persona che ho amato tantissimo e condividere questo rito, questo piacere, raddoppiava il godimento di stargli vicino. Poi, ovviamente, individuare l’ambito, definire quali erano per me le professionalità più appassionanti… ecco, queste sono cose che sono venute dopo. La scrittura e la regia le ho sperimentate prima attraverso il teatro – durante il liceo – e dopo, quale realtà professionale, con i documentari etnografici che ho girato per il Ministero dei Beni Culturali.
3) Com’è stato studiare con Robert McKee?
Seguire i corsi di McKee è un’esperienza unica e straordinaria – e non c’è bisogno che lo dica io: lo testimoniano gli incontri che ancora tiene dappertutto. Rimane il mio vero maestro e le lezioni di sceneggiatura che tengo a Roma, devono molto a lui. Poi, ovviamente, certi discorsi vanno integrati, adeguati alla realtà italiana, ma lui è stata fonte d’ispirazione potentissima. Eppure, ciò che amo ricordare di più di lui, è questa capacità di farti sentire dentro un mondo – quello della scrittura e del cinema – in modo pieno e vero. Trasmetteva, senza dirlo, una carica che, in qualche modo, ti convinceva che anche tu potevi farcela, che se veramente ti andava di diventare uno scrittore, ce l’avresti fatta. Certo non ti nascondeva le difficoltà, i problemi, la necessità di saper coniugare testa dura e talento.
4) Sei uno dei fondatori della rivista Sentieri selvaggi e responsabile dell’omonima Scuola di Cinema. Da dove è nata l’idea e cosa ti sta dando questa attività? 10934473_1541475159473062_383678428_n
Molti anni fa, con Federico Chiacchiari, iniziammo a pubblicare una fanzine che, ben presto, divenne un allegato e, poi, un inserto di una rivista ben nota ai cinefili – parlo di Cineforum, diretta allora da uno straordinario Sandro Zambetti. Una volta superata questa fase, la nostra testata ha vissuto molteplici metamorfosi – è stata anche in edicola – e, oggi, è una delle più attrezzate e apprezzate riviste on-line (www.sentieriselvaggi.it).
La scuola, invece, è nata nel 2000. La mia attività di docente ha spinto in questa direzione e Federico ha accolto con entusiasmo l’ipotesi di far partire quelli che, all’inizio, erano corsi di cinema. Col tempo abbiamo consolidato le nostre proposte, le abbiamo rese più complesse, tenendo sempre in considerazione quello che era il reale mercato del lavoro in questo settore – in tal senso abbiamo puntato con forza ad avere bravi docenti, capaci di trasmettere conoscenze e disposti a far proprie le esperienze più innovative che tecniche e linguaggi continuamente propongono.
Insegnare resta un’attività bellissima, stimolante, irrinunciabile. La possibilità di avere a che fare con gente piena di passione, desiderosa di apprendere e di capire, resta un elemento fondante dei miei piaceri, non solo professionali.
5) Vuoi parlarci in breve della tua attività di documentarista prima e critico poi?
Devo ammettere che, tra i critici, sono sempre stato un pesce fuor d’acqua. In realtà la mia passione per il cinema si è sempre legata a un fare, a un esprimermi, a un mettermi in gioco che solo in parte la pratica critica riesce a soddisfare. In tal senso, il mio sguardo ha spesso un che di anomalo, di tangente. Più che ai film, sono legato e m’interessano i meccanismi complessi che legano spettatore, film, autore, sala cinematografica… La mia passione per la psicoanalisi entra, frequentemente, in gioco quando mi viene richiesto di “fare il critico”.
Il documentario, invece, mi permette libertà maggiori, mi regala maggiori godimenti, permette alla mia voglia di raccontare di esprimersi più liberamente, con maggiore forza.
Forse è esagerato dirlo ma ,veramente, faccio fatica a distinguere tra film di finzione e documentario. E questo film che sto, ormai, chiudendo, Casting, racconta bene questa mia voglia di mettere assieme, sempre, anima e realtà, espressione artistica e sentimenti…
6) Tra i mediometraggi girati, a quale sei più legato?
Mi diverte molto lavorare con i ragazzi: la loro spontaneità è impareggiabile! Tra le cose che ho fatto, al momento, quella che preferisco è Fuori di qui ma devo ammettere che ci sono altre cose, magari brevissime, che pure mi danno piacere, che sono contento di aver fatto (Guardate che bei capelli che ho, ad esempio).
Fuori di qui ha ricevuto anche riconoscimenti importanti – una di quelle cose girate a budget zero quando, però, anche la strumentazione tecnica a disposizione non aiutava più di tanto. Questo mediometraggio l’ho realizzato nel 2002 ma, tenute in considerazione le strumentazioni delle quali mi son potuto servire, veramente sembra che sia passato più di un secolo.
7) Un consiglio per chi volesse intraprendere uno o più dei tuoi mestieri.
Beh, non solo per coerenza, mi viene da dire subito che una buona scuola può aiutare – e non poco – ad accelerare certi meccanismi e certe conoscenze che la pratica concede molto più lentamente.
Chi oggi volesse fare il regista o, comunque, interessarsi di cinema, ha molti più spazi e molte più possibilità di veder realizzato un proprio prodotto. Questo non vuol certo dire che i guadagni sono facili e le strategie chiare e semplici. Vuol solo dire che se hai voglia di esprimere qualcosa attraverso il cinema, ora puoi farlo senza che sia necessario avere grandi ricchezze o particolari amicizie. Ed è cosa non da poco, direi.
8) C’è un progetto futuro di cui puoi parlarci? 10897801_1529633373990574_5939228448791821702_n
Ovviamente continuo a scrivere e certi miei racconti è facile trovarli in rete, ma da alcuni mesi sono piacevolmente immerso in un progetto, progetto che è diventato un esperimento e che, infine, ha dato vita a un film: Casting uscirà probabilmente a marzo ed è il mio primo lungometraggio. E’ una cosa di cui vado molto fiero perché è un film che mi ha reso felice. Molte persone mi hanno dato una mano e continuano a darmela per portarlo a termine. Anche questo è un prodotto low low budget ma la passione che c’è dentro, innanzitutto quella dei miei giovani collaboratori e di tutti coloro che ci hanno messo mano, è veramente impagabile.
Ciò che ne è venuto fuori è difficile da raccontare, ma non perché la storia sia astrusa o incomprensibile – anzi, resta un racconto molto lineare. Solo che è difficile riuscire a capire dove, in questo film, finisca la finzione e dove inizi la realtà. C’è un gioco intrigante e alterato tra recitazione e messa in gioco di certe paure, di certi sentimenti più profondi e nascosti. Gli attori sono stati chiamati a fare un grande lavoro su se stessi anche perché non avevano a disposizione un copione determinato: sono stati, in qualche modo, spinti a lavorare d’improvvisazione e a scoprire certi lati profondi e oscuri della propria anima che, forse, non s’aspettavano di toccare, di far venir fuori. Mi viene da dire che è un film sui sentimenti, sui sentimenti veri, per niente mediati dalla finzione. E’, ancora una volta, il mio sguardo da documentarista a farsi avanti, tutto preso da questa necessità di mettere mano a ciò che preferiamo non raccontare neanche a noi stessi…
C’è una frase che Truffaut deve aver preso a Hitchcock che dice, più o meno: “per voi questo è solo un film. Per me è la mia stessa vita” – beh, questa è una frase che solo ora riesco pienamente a capire e ad amare. Perché è così: non riesco a distinguere dove finisce la mia vita e dove inizia la storia, questa storia che è il mio film.
9) Un link dove possiamo seguirti. 10937602_1541475092806402_1422360019_n
Innanzitutto la pagina del mio film:
https://www.facebook.com/castingilfilm?ref=hl
e il sito:
https://sites.google.com/site/castingunfilmdidemetriosalvi/home
Ma trovarmi su facebook non è difficile… (https://www.facebook.com/profile.php?id=100008317773652).
Sulla pagina pubblica riporto anche le mie attività più legate alla scrittura:
https://www.facebook.com/demetriosalvi?ref=hl
Sul mio canale di YouTube è possibile vedere una parte delle mie realizzazioni video:
https://www.youtube.com/channel/UCg7EwZPXWnNdrEQ7E7XylGQ

* Mauro Marchese: coreografo – ballerino 10933306_10205658454731012_1422473825_n
Buongiorno! Vi faccio leggere un’altra delle mie interviste. Questa volta a un coreografo – ballerino, Mauro Marchese.
1) Mauro, sei ballerino e coreografo. Come è iniziato il tuo percorso lavorativo?
Ho iniziato come tanti miei colleghi facendo audizioni e casting, alcune hanno avuto buon esito ed altre meno, e in entrambi i casi ho imparato molto. Il primo lavoro a rompere il ghiaccio è stato il musical “The Saturday night fever”.
2) A quale tipo di danza sei più legato?
Quella che mi caratterizza di più e alla quale sono più legato e la danza moderna, nello specifico “HIP-HOP”.
3) Hai studiato anche recitazione e canto. Se dovessi sceglierne una, quale sarebbe?
Mi piacciono entrambi le discipline, ma quella che mastico meglio è la recitazione.
4) Hai studiato anche a New York. Cosa puoi dirci di questa esperienza?
New York è New York. Una città che mi ha dato tanto sotto molti aspetti, ed essendo la culla dell hip-hop mi ha dato la possibilità di studiare con i migliori professionisti in circolazione. Una città veramente magica che aiuta a far realizzare i propri desideri.
5) Come ballerino e coreografo hai preso parte ai video e ai tour di artisti del calibro di Kylie Minogue e Paolo Meneguzzi, per dirne due. Com’è stato? 10950930_10205658446330802_1794859233_n
Ho lavorato in molti tour e produzioni come Domenica5, Zelig, Festivalbar, Checco Zalone ecc… ma non saprei dire quello a cui sono più legato perché tutti quanti mi hanno entusiasmato in modi diversi.
Grandi artisti, grandi emozioni, e per alcuni grandi responsabilità!
6) Non ti sei fatto mancare niente nemmeno in tv, alle Olimpiadi invernali di Torino e come docente al MAS di Milano. E ora quali progetti hai?
In questo momento mi sento molto soddisfatto e fiero di come stanno andando le cose. Ultimamente ho firmato come coreografo e ballerino due show teatrali, uno “PINTUS@FORUM” andato in onda su Italia1 lo scorso 14 Gennaio, e l’ altro “DISCOTEQUE MACHINE”, tutt’ ora in scena, nato da un’ idea nuova ed originale di Gianmarco Pozzoli (comico) che vuole rendere protagonista il pubblico in sala. A Febbraio si ricomincia con la nuova stagione di “CROZZA NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE” su LA7.
7) Un sogno nel cassetto. 10947588_10205658448570858_1382555471_n
Purtroppo, in Italia, sognare è diventato un lusso che non tutti possono permettersi, ed io ho deciso di non sognare, ma di rendere il mio lavoro, la mia passione, la mia vita un sogno che si realizza ogni giorno. Faccio il lavoro più bello del mondo ,per me, pieno di sacrifici e soddisfazioni, questo mi porta a conoscere migliaia di persone con cui condividere punti di vista e sensazioni differenti.
Tutto questo e per dirvi che, per me, la realtà supera l’ immaginazione!
8) Un link dove possiamo seguirti.
http://www.facebook.com/mauromarcheseofficial
http://mdst.it/03v507799/
http://www.la7.it/crozza/video/crozza-nel-renzi-ci-metto-la-faccia-show-16-05-2014-131897

* George Hilton (attore)
1) George, sei nato in Uruguay. Cosa ti ha portato in Italia? 10949931_420911671398017_2068878609_n
Sono nato a Montevideo, Uruguay, un 16 Luglio sotto il segno del Cancro, primogenito di 7 fratelli. Lavoravo in teatro e radio nel mio Paese, un giorno ho deciso di trasferirmi in Argentina, a Buenos Aires, per avere più possibilità di lavoro (cinema e Tv). Sono stato 10 anni, ma una situazione sentimentale molto complicata con una donna che mi faceva la vita impossibile mi ha convinto a”cambiare aria”… e così il destino mi ha portato in Italia!
2) Che ricordi hai dell’esperienza western con Giuliano Gemma e Terence Hill, per dirne due?
Ricordi straordinari e molto faticosi perché girare film western implica cavalli, sudore, polvere, cazzotti ecc.ecc. Ma dopo grandi soddisfazioni con gli amanti del genere.
3) In quanti film hai recitato? 961793_420912411397943_946483326_n
Ho fatto 60 film,una quarantina da protagonista.
4) A quale di questi sei più legato?
Sono 4 i film a cui sono più legato; il primo :”Le colt cantaron la morte e fu….Tempo di massacro” di Lucio Fulci, “Ognuno per sé” di Giorgio Capitani, “La coda dello scorpione” di Sergio Martino e “Mio caro assassino” di Tonino Valerii.
5) Tra i tanti compagni di lavoro, quale ti ha lasciato un buon ricordo?
Tanti ma sopratutto Enrico Maria Salerno, Sandra Milo, Klaus Kinsky, Ernest Borgnine, Carroll Baker, Edwige Fenech.
6) Attualmente in cosa sei impegnato? Un progetto futuro di cui ci puoi parlare.
Studio i progetti che mi propongono, ho adesso finito una partecipazione al film “La promessa del sicario” di prossima uscita.
8) Un link dove seguirti.
Mi possono seguire su Facebook chiedendomi l’amicizia o a George Hilton Fan Club.
Ciao un abbraccio!

* Stefano Bianco (attore)
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1) Buongiorno Stefano, dici che essere di origine piemontese, francese e calabrese ti ha dato una marcia in più?
Ciao Evelyn, il mix di origini diverse mi ha aiutato ad avere lati del carattere completamente differenti ed in contrasto tra loro, marcia che per fare l’attore, può essere veramente utile. Tirar fuori la grinta quando serve ma sapersi calmare e raffreddare al momento opportuno ma, diciamocelo, fondamentalmente sono sempre stato una testa ‘calda’.
2) Quali ricordi ti porti nel cuore del “Teatro Nuovo” di Torino dove hai studiato?
Esperienza fantastica, ho conosciuto personalità importanti, istituzioni della Torino Spettacoli e del Teatro Piemontese, come Germana Erba e Gian Mesturino. Cinque anni al Teatro Nuovo mi hanno dato le basi necessarie ad intraprendere questa strada
3) E degli altri corsi di recitazione che hai frequentato cosa puoi dirci?
Ho frequentato la Sergio Tofano di Torino e un corso di recitazione a Roma con Giuliano Chiarello, qualsiasi persona che vuole intraprendere la strada dell’attore è consapevole che non bisogna mai smetter di studiare. Attualmente sono laureando in DAMS.
4) A quante fiction hai preso parte come attore e figurante speciale?
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Ora non so dirti con esattezza ma ho iniziato da semplice comparsa per arrivare, negli anni, a prender parte a film (indipendenti e non) e fiction con figurazioni speciali e anche ruoli minori. Per citare qualche mia esperienza sul set: ‘ Il peccato e la vergogna’, ‘Fuga di Cervelli’, ‘Mia madre’ e tanti altri…
5) In quale di queste fiction ti sei trovato più nel personaggio che dovevi interpretare?
Ti dirò che in quasi tutte le fiction o film anche indipendenti al quale ho partecipato, mi sono sempre trovato in ‘divisa’ come poliziotto , carabiniere o soldato. … farò domanda per entrare ad honorem nelle forze dell’ordine. Chiaramente ci sono state anche delle eccezioni tipo sicario, donnaiolo o studente…
6) Parliamo ora del lungometraggio “La promessa del sicario”. Che ruolo hai avuto?
La promessa del sicario regia di Max Ferro produttore esecutivo Antonio Castronovo. Sono entrato prepotentemente immedesimandomi nel ruolo di Fabrice (coprotagnista nel film), giovane sicario freddo e spietato, come vedrete nel film sono talmente impassibile alle emozioni che non mi trattengo dallo sparare a qualcuno alle prime occasioni
7) Con chi degli altri interpreti ti sei trovato meglio?
E’ un grande team, ho avuto un forte feeling con Antonio Castronovo e Max Ferro e con tutto il resto del cast in modo particolare con Enzo Dino (Brandon) e Ferdinando Vetere (Andreas) e ovviamente con la Guest Star George Hilton che ha una presenza scenica ed un carisma unici..
8) Facciamo un passo indietro. Come hai ottenuto il ruolo?
Il regista Max Ferro ha notato in me lo sguardo freddo del sicario…
9) Hai progetti in corso o futuri di cui ci puoi parlare?
Attualmente tra i miei primi obiettivi c’è il completamento del percorso universitario.. per il resto sto seguendo dei progetti che spero si realizzeranno presto… ti svelerò questo segreto..
10) Dove possiamo seguirti?
Su facebook ..su twitter (anche se la mia pagina è in fase di aggiornamento).. le fans possono seguirmi fino a casa.. A presto Evelyn ci sentiamo non appena uscirà il film La promessa del sicario.
Perfetto. A presto.

* Raffaella Vittori: curatrice e traduttrice dei libri de “Il segreto”.
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1. Benvenuta! Raffaella, sei traduttrice di opere spagnole e latinoamericane. Quando e come hai iniziato?
Grazie per l’invito. Sono laureata in lingue e letterature straniere moderne europee con specializzazione letteratura e lingua spagnola. Da sempre ho adorato la traduzione e sin dai tempi dell’Università ho fatto delle traduzioni letterarie e traduzioni generiche. Successivamente ho collaborato con agenzie di traduzioni. Lavoravo per un settimanale ma la crisi ha colpito anche quel settore così ho dovuto tirare fuori di nuovo la mia laurea e da lì il passo è stato breve. Sono entrata nel mondo della traduzione a pieno titolo. Il primo libro che ho tradotto è stato un romanzo di una scrittrice di Panama, l’ultimo, per il momento, un thriller di uno scrittore spagnolo. Alle volte traduco dall’italiano allo spagnolo.
2. Hai curato la versione italiana dei romanzi bestseller della serie “Il segreto”. Casualità, frutto di un duro lavoro o un misto di tutto?
Sapevo che in Spagna avevano appena pubblicato alcuni libri sulla serie “Il Segreto” così, dopo qualche ricerca ho contattato la casa editrice Sperling&Kupfer e ho proposto loro l’acquisto dei diritti. Ho partecipato al progetto come curatrice e revisore delle traduzioni dei primi tre libri. Il quarto, che deve ancora uscire, l’ho tradotto in collaborazione con altre due traduttrici talentuose. Posso dire che la mia è stata un’intuizione e a quanto pare molto felice per la casa editrice e per me in quanto ora collaboro con questo grande editore.
3. Sei stata anche sul set del film. Chi hai conosciuto?
In vista del libro che ho scritto io sempre sulla serie, ho contattato uno dei principali autori, Miquel Peidro Zaragozza per un’intervista e lui molto gentilmente mi ha suggerito di raggiungerlo a Venezia poiché era in vacanza con la famiglia. Ci siamo conosciuti e mi ha invitato sul set. La prima volta, con grande emozione, che ho messo piede sul set è stato nel gennaio 2015 e lì ho conosciuto tutti gli attori presenti nella serie in quegli episodi. Ho pranzato con Donna Francisca (Maria Bouzas) e Mauricio (Mario Zorrilla), ho chiacchierato con Mariana (Carlota Barò), Alfonso (Fernando Coronado), don Anselmo (Mario Martin). Insomma ho conosciuto tutti e sono, senza esagerare, persone squisite e molto disponibili. Erano molto interessati al mio lavoro di traduttrice (sapevano dei libri) e di autrice (ho regalato ad alcuni di loro delle copie del mio libro). Sono sempre in contatto con alcuni di loro e lo scorso gennaio sono ritornata e devo dire che l’accoglienza è stata superlativa. Si ricordavano tutti della mia prima visita. Una cena strepitosa con alcuni attori, l’autore e la creatrice Aurora Guerra. Sto già valutando un terzo viaggio a Madrid.
4. Hai tradotto moltissimi episodi. Sei soddisfatta del tuo lavoro?
Stavo guardando un episodio della serie quando improvvisamente ho realizzato che qualcuno doveva pur tradurre le puntate dallo spagnolo all’italiano. Al che ho aspettato i titoli di coda per vedere il nome dello studio di doppiaggio. Ho mandato una mail per propormi e tempo due mesi ho ricevuto una risposta positiva. Era la prima volta che traducevo per il doppiaggio ed è stata un’esperienza unica. Inviano i video originali e i copioni. Il lavoro del traduttore dei copioni è interessante in quanto bisogna attenersi il più possibile al testo d’origine. Poi ci sono gli adattatori e i doppiatori che concludono il processo. Ho tradotto più di cento episodi della serie e vedere in tv la tua puntata tradotta fa veramente molto piacere. Sì, sono molto soddisfatta.
5. Della tua traduzione del libro “Senza identità” cosa puoi dirci?
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Anche per questa serie tv di Canale 5 ebbi l’intuizione di fare delle ricerche, finché trovai una notizia che dichiarava l’uscita in Spagna del libro di Ramon Tarres “Sin Identidad, el orìgen”. Contattai nuovamente la casa editrice Sperling&Kupfer e quando terminarono gli accordi sui diritti, mi consegnarono la traduzione completa del libro. Mi sento bene quando inizio una traduzione. E’ un lavoro che amo veramente.
6. Come scrittrice, invece, cosa hai scritto?
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Sono stata contattata dalla Sperling&Kupfer per fare un libro sul Segreto. Loro erano consapevoli del mio grande amore e passione per la serie tv e quindi erano tranquilli sul successo di questo libro. Il titolo è “I Segreti de Il Segreto” e tra le pagine si trovano interviste che ho fatto personalmente agli attori, i momenti più significativi della serie, anticipazioni, i retroscena, curiosità e ricette spagnole dell’epoca. Un’emozione enorme nel vedere nelle vetrine delle librerie il mio libro, il mio nome sulla copertina. Un flusso di sentimenti che sono indescrivibili.
7. Ti saresti aspettata tutto questo quando hai iniziato la tua carriera lavorativa?
La mia carriera di traduttrice ha preso letteralmente il volo con questa magnifica serie tv, iniziando con la traduzione dei copioni e continuando con i romanzi spagnoli tradotti in italiano e con il mio “I segreti de Il Segreto” L’essere conosciuta anche in Spagna mi rende molto orgogliosa e sì, sono fiera di me. Non me l’aspettavo, onestamente, e so che anche in Italia mi apprezzano. Ho aperto un gruppo su Facebook e si sono già iscritte quasi 6000 persone che mi vogliono bene, mi seguono e mi chiedono “anticipazioni”, ma quelle vere.
Riviste italiane di grande importanza si sono messe in contatto con me per delle interviste relative al mio libro, se posso citare, Panorama, Vanity Fair e qualche giornale di gossip.
8. Rifaresti tutto?
Sì, assolutamente. Rifarei tutto daccapo, senza tralasciare nulla.
9. Hai nuovi progetti da raccontarci?
Ora sto scrivendo un romanzo di genere romantico che prevedo di pubblicare prima dell’estate. Il titolo non lo so, ma già dalle prime pagine, penso, possa coinvolgere le lettrici più romantiche… un amore mai dimenticato, una notizia sconvolgente fa ripensare e rivedere il suo passato a Teresa…
Da poco ho pubblicato su Amazon.it e Amazon.com un brevissimo romanzo simpatico, stile Bridget Jones che molti anni fa avevo scritto, assieme a una mia amica, per scherzo, ma, inaspettatamente vedo che piace. Si intitola “Sapersi Raccontare”, una storia buffa di una ragazza qualunque alle prese con lavoro e vita amorosa.
10. Il tuo sogno più grande quale sarebbe?
Tre i sogni che volevo realizzare nella mia vita. Volevo studiare all’estero. Ebbene, ho frequentato l’Università in Spagna, a Valladolid, per sei mesi partecipando al progetto Erasmus. Un periodo strepitoso. Ho sostenuto degli esami in Spagna e la cosa mi riempie d’orgoglio. Volevo lavorare all’estero e per mia fortuna ho avuto modo di fare due stagioni nei villaggi come assistente turistica, una a Maiorca in Spagna e una a Sharm in Egitto. La terza, mettere a frutto la mia laurea a tutto tondo, a 360 gradi e ci sono riuscita. Sono traduttrice dallo spagnolo all’italiano e sì, perché no, anche autrice. Quest’ultimo è comunque sempre stato il sogno della mia vita, ma… sognare è gratis, e sicuramente, qualcosa di nuovo e stimolante mi verrà in testa.
Grazie, è stato un piacere.

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