Intervista a Luna Amaranto (più il suo libro “L’amante tedesco”)

Stamattina inserisco nel blog l’intervista a Luna Amaranto. Più sotto troverete anche i dati del suo libro “L’amante tedesco” e la biografia dell’autrice.

L’intervista:
1) Luna, raccontaci un poʼ di te.
Aspirante scrittrice e sognatrice a tempo perso.
2) Scrivere per te cosa significa?
Giocare e relax. Sorrisi ed emozioni.
3) Che tipo di lettrice sei?
Accanita lettrice di romanzi rosa ed erotici contemporanei e storici.
4) Cosa pensi dellʼeditoria odierna?
Un settore difficile in un mondo difficile. La speranza è l’ultima a morire come i sogni.
5) Cosa ti ha ispirato il libro “Lʼamante tedesco”?
Prima è arrivata l’idea del personaggio maschile bello e dannato, poi l’idea del romanzo intero. Una storia che credo possa far sognare tutte le donne in un modo o nell’altro.
6) Cosa puoi dirci su Gemma e Ian, i protagonisti del suddetto?
Due personalità agli antipodi, proprio per questo gli opposti si attraggono. Lei ragazza semplice e pura, lui nazista sciupafemmine dal cuore di ghiaccio ma dalla bellezza senza fiato.
7) Quanto cʼè di te stessa nel tuo romanzo?
Una piccola parte, il resto è tutto merito della fantasia. Quella piccola parte credo sia la donna che sogna l’uomo bello e dannato come unico uomo della sua vita.
8) Come fai promozione?
Tempo permettendo, ho creato molte pagine social fra cui facebook, instagram, Google+, twitter, youtube in cui ho inserito booktrailer e alcuni estratti dal libro.
9) Perché i lettori dovrebbero leggere ciò che scrivi?
Si tratta della mia prima pubblicazione, ma penso sia un libro moderno ambientato su uno sfondo storico che merita di essere letto per la sua trama, i suoi intrighi e il suo livello di erotismo, passionalità e romanticismo in una storia tutta da scoprire e che fa sognare.

L’amante tedesco di Luna Amaranto
Autore: L’amante tedesco
Categoria libro: Romance storico erotico
Anno: 2018
Lunghezza: 242 pagine (edizione cartacea)
Editore: Nuova Santelli Edizioni
ISBN: 9788827586778
Ebook: 4,99 euro
Cartaceo (ordinabile in libreria): 15,00
Sinossi:
Provenza, giugno 1940.
In un piccolo paesino della campagna francese Gemma è sposata con un uomo che non ha mai amato e vive insieme all’odiosa suocera.
Suo marito è partito per la guerra e in mezzo all’esplodere degli eventi, come l’improvviso bombardamento di Parigi e l’avvicinarsi della Repubblica di Vichy, si sente sempre più sola e costretta a sottostare alle rigide regole domestiche e all’atmosfera soffocante della guerra.
A soli diciotto anni non ha mai conosciuto né l’amore né la passione, ma l’improvviso arrivo dell’ufficiale tedesco Ian Weber cambierà di netto la sua vita.
L’aitante uomo dai freddi tratti nordici nasconde una sfavillante fiamma di desiderio dentro al suo cuore. Il tipico uomo bello e maledetto, reso ancora più dannato dalla sua spietata origine, la condurranno a provare sensazioni mai conosciute.
E sarà allora che la passione scoppierà fra i due protagonisti.

Siti online su cui è presente:
ebook.it
kobo.com
Google Play
Nuova Santelli
Ebook bookrepublic
Omniabuk
Hoepli
Amazon
Libreriauniversitaria
Ibs
Fnac.com
Mondadoristore
Libreria Rizzoli
La feltrinelli

L’estratto dal romanzo:
Da una parte trovo anche una boccetta di profumo, sono tentato di spruzzarmi un alito della sua essenza sul corpo, ma non lo faccio. Sono in terribile astinenza per
motivi di guerra, tanto da volermi immortalare il suo odore per potermi eccitare questa notte al solo pensiero del suo viso. Vorrei toccarla e scoprire ogni singolo centimetro della sua pel​le dia​fa​na e se​to​sa. I suoi capelli color delle more mi istigano a pensare a lei ogni not​te in​du​ren​do la mia vi​ri​li​tà.

La biografia dell’autrice:
Luna Amaranto è un’appassionata lettrice e un’aspirante scrittrice a tempo perso. Adora sognare ad occhi aperti leggendo svariati generi di libri, ma soprattutto si emoziona a inventare e scrivere le sue storie. È il primo romanzo pubblicato dall’autrice.

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A gennaio 2018 apre la Hot Edizioni

Buongiorno. Per chi si interessa a Butterfly Edizioni c’è una notizia nuova di zecca. Ecco il comunicato, ma prima, i due loghi:


“A gennaio la nostra attività compie 7 anni, in questo tempo siamo cresciuti molto, in termini di visibilità, autori e soprattutto vendite, affiancandoci spesso ai numeri dei big dell’editoria. Ma la Butterfly Edizioni rimane comunque una delle poche case editrici che non pubblica erotici, pertanto – visto anche l’assillante interesse da parte di tante autrici – abbiamo deciso di aprire un nuovo marchio editoriale per lanciarci in questo genere. Nasce così – ufficialmente a gennaio 2018 – la Hot Edizioni, diretta da due nostre autrici bestseller: Angela Castiello e Rujada Atzori, con la supervisione di Argeta Brozi, fondatrice di entrambi i marchi.
La Hot Edizioni si prefigge di pubblicare romanzi erotici, dark romance ed erotic suspense. Siamo quindi in cerca di nuovi autori da lanciare, l’email a cui inviare i manoscritti è: hotedizioni@gmail.com.
I romanzi non dovranno superare le 650 mila battute e i tempi di lettura sono di circa 2 mesi.
Cerchiamo romanzi di qualità, emozionanti e sensuali. 
Due autrici hanno già firmato il contratto con noi e verranno lanciate tra il mese di gennaio e febbraio, sia in ebook che in cartaceo.
Sei hai scritto un libro, mandacelo! Il prossimo autore potresti essere proprio tu!
Tutti possono diventare degli scrittori, noi ci impegneremo per farli diventare scrittori di successo.
Al momento ci potete trovare qui: https://www.facebook.com/hotedizioni/
Il sito è in costruzione.”

Intervista doppia (in video e con domande e risposte) a Xadis5

Ciao, ho intervistato Xadis 5, ma la sua possiamo dire sia una doppia intervista: sia la classica con domande e risposte (potete leggerle qui sotto) che con un video su YouTube. Idea molto carina, non trovate?

1) Dario, benvenuto. Il primo libro che hai letto qual è stato?
A questa domanda rispondo con un libro che sicuramente non è il primo libro che ho letto in assuluto ma lo considerlo tale perchè è quello che ho letto di mia spontanea volontà ed è quello che poi mi ha fatto amare la lettura.
Quindi, per me, “Harry Potter e la pietra filosofale” di J.K.Rowling è il primo libro che ho letto.
Se devo dire un libro che ho letto da piccolo dico uno della serie di “Capitan Mutanda” ma da piccolo odiavo leggere quindi… non so se vale come risposta 🙂

2) Hai un genere preferito o leggi tutto, indistintamente?
Io sono un lettore abbastanza onnivoro ma se devo scegliere dei generi preferiti direi il Fantasy, che è anche il genere con il quale poi ho coltivato il mio piacere e la passione per la lettura, e poi non saprei… il thriller.

3) Due autori che ami.
Senza dubbio il primo autore, o per meglio dire.. autrice , è senza dubbio J.K.Rowling (e ormai sapete anche il perchè)
Come autore non saprei… potrei dire , collegandomi alla domanda di prima, Wulf Dorn che mi ha aperto al thriller ma posso aggiungere anche un Jack White che mi ha fatto riscoprire il genere storico con le “Cronache di Camelot”

Ahn…E non posso dimenticarmi di citare William Shakespeare 🙂

4) Hai partecipato a una raccolta di racconti. Ce ne vuoi parlare?
Sì, diciamo che ho partecipato a una raccolta di racconti :-),
A dire il vero ho partecipato ad un concorso letterario il cui tema era il natale e i racconti che avrebbero superato le prime selezioni sarebbero stati pubblicati in questa raccolta di racconti a tema, appunto, natalizio.
Io avevo scritto un racconto giusto su questo tema ma lo tenevo nel pc senza pensare che avrei potuto pubblicarlo o altro, ma certamente mi sarebbe piaciuto che qualcun’altro lo leggesse.
Si è presentata questa occasione e ho colto la palla al balzo… sono contento che sia finito nella raccolta di racconti, è una piccola soddisfazione per me, e spero che il mio racconto possa piacere.
Con la raccolta in questione, tra le altre cose, si aiuta Save the Children quindi mi piace pensare di aver fatto un gesto nobile più che aver pubblicato un racconto.
Tra l’altro, rimanendo in tema, recentemente anche una mia poesia è finita in una raccolta di poesie, per una cosa molto similare.

5) Da cosa hai preso ispirazione?
Per il racconto sinceramente ho preso ispirazione dal mio vissuto e mi è semplicemente uscito tutto di getto, tra l’altro, a Natale 🙂
Per la poesia non ricordo 🙂 probabilmente avrei voluto dedicarla a qualcuno oppure l’ho semplicemente scritta 🙂

6) Preferisci scrivere racconti o poesie?
Preferisco scrivere racconti, con le poesie non sono molto portato 🙂

7) Collabori con una piccola casa editrice. Quando hai cominciato?
Collaboro con una casa editrice, la “Inchiòstro edizioni”, anche se in teoria sono più che atro un socio della stessa.
Ho iniziato a “collaborare” con loro a Settembre,più o meno, perchè avevano bisogno di aiuto per quanto riguarda l’organizzazione di una fiera sull’autoproduzione artistica ed editoriale, alla quale è stato dato il nome di “Tip-Type”, e io essendo amico da tempo di uno dei soci e avendo quindi visto nascere la stessa casa editrice mi sono dimostrato subito disponibile ad aiutarli.
Adesso gestisco le loro pagine Facebook e gli do una mano anche nel resto 🙂

8) Passiamo al tuo canale YouTube dedicato ai libri. Cosa puoi dirci in merito?
Mah.. non saprei 🙂
Ho iniziato più che altro perchè volevo, o forse avevo bisogno, di condividere con qualcuno la mia passione per i libri e quindi di parlarne con qualcuno.
Poi mi sono appassionato alla cosa ed ora sono quasi 2 anni che faccio video il cui tema principale sono i libri.
Spero che il mio “lavoro”, o come preferisco definirlo io… hobby, piaccia a qualcuno e che avvicini qualcuno alla lettura o semplicemente ad un libro che prima non conosceva o non aveva considerato di leggere.

9) Quale credi che sia un buon modo per farsi pubblicità?
Sul tema della pubblicità sono poco esperto ma credo che un buon metodo sia quello di farsi conoscere, oltre a far conoscere le proprie opere.

10) Pensi che scriverai ancora racconti e poesie o è contemplata anche l’idea di “buttarti” sui romanzi?
Penso che andrò avanti a scrivere racconti, e ne ho alcuni ancora in cantiere mentre per i romanzi ne ho uno già in cantiere da parecchio tempo.
Si tratta di un libro fantasy scritto a quattro mani, le mie e quelle del mio migliore amico (nonchè socio della casa editrice sopra citata), ma aimè siamo fermi con la stesura per impegni lavorativi ecc….
Ma io ho anche poca ispirazione per scrivere , purtroppo.

11) Se qualcuno volesse seguire i tuoi passi e meditasse di collaborare con una casa editrice, cosa gli suggeriresti?
Questa non è una domanda molto semplice alla quale rispondere ma credo che l’ingrediente principale sia la passione ma ovviamente questa non basta…
Per collaborare con una casa editrice bisogna avere anche tempo per dedicarvici e prendere l’impegno come se fosse un lavoro perchè, in effetti, gestire e mantenere viva una casa editrice è un lavoro.

12) Se invece qualcuno volesse creare un canale proprio in cui discutere di libri, quale sarebbe il tuo consiglio?
Come per la domanda precedente la passione è un ingrediente fondamentale: (per i libri o per l’argomento di cui si vuole parlare nei propri video)
Non bisogna farsi scoraggiare dalla timidezza, e lo dice uno che era estremamente timido, e dalle difficoltà che sicuramente si troverranno davanti.
Non c’è bisogno di essere dei maghi del computer ne di avre della stumentazione ultraprofessionale, io ho inziato con una semplicissima macchina fotografica (che uso tutt’ora) e non sapevo fare praticamente nulla con i programmi di montaggio ecc… ma con il tempo si migliora e si impara.
L’ultimo cosiglio che mi sento di dare, e non è di certo l’ultimo per importanza, è quello di essere semplicemente sè stessi (anche se a volte crearsi un personaggio può servire ma non è sempre efficace perchè la gente vuole conoscere la persona che sta davanti alla telecamera e non, solo, il personaggio che uno interpreta)

13) Hai mai pensato di aprire una casa editrice tua o di pubblicare in self?
No, non ho mai pensato di aprire una mia casa editrice, anche perchè non ne ho ancora le competenze.
Per quanto riguarda la pubblicazione in self… non ancora perchè ancora non ho terminato il mio (nostro) romanzo o comunque nulla di pubblicabile ma penso che valuterò l’opsione al momento opportuno.

14) Se potessi essere uno scrittore famoso del presente o del passato, chi saresti? Perché?
J.K.Rowling e William Shakespeare perchè, insomma, chi non vorrebbe essere uno di loro?
No, seriamente…. non ho mai pensato a questa cosa e detto sinceramente non vorrei essere nessuno in particolare… vorrei essere semplicemente me stesso e, probabilmente, nemmeno così tato famoso come i due che ho appena citato.

15) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Riuscire a finire e pubblicare il mio romanzo fantasy vale come risposta?
A parte gli scherzi, sì ovviamente vorrei riuscire a finire di scrivere e pubblicare il mio libro, ma il mio sogno è quello di aprire un ristorante a tema letterario, o comunque un locale che sia un ristorante ma anche una libreria.
E’un sogno ma, insomma, spero proprio di realizarlo 🙂

Intervista all’autrice Elvira Tonelli

Ciao a tutti i lettori fissi e ai visitatori occasionali. Oggi ho intervistato per voi l’autrice Elvira Tonelli.
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1) Elvira, benvenuta. Prima di iniziare a scrivere sarai stata una lettrice. Qual è il primo libro che hai letto?
Leggere mi è sempre piaciuto e questa passione è cresciuta a dismisura soprattutto dopo il periodo scolastico. Sinceramente il primo libro letto non lo ricordo, in quanto tra le mie mani ne sono passati davvero tanti. Posso dirti che prediligo i romanzi d’amore, di avventura e le storie vere.
2) Hai un autore preferito? Se sì, chi è?
Ne ho due. Una donna, Danielle Steel di cui ammiro molto la semplicità di scrittura, le descrizioni minuziose dei personaggi e la sensibilità che traspare in ogni suo romanzo. E poi adoro Nicholas Sparks, dai cui libri sono stati tratti anche dei film e del quale amo il suo modo di riuscire a trasmettere emozioni forti, profonde.
3) Quali romanzi leggi di solito?
Solitamente, come ho già anticipato nella prima risposta, leggo romanzi d’amore, di avventura e storie vere. Mi appassionano meno i gialli, per nulla i thriller.
4) Qual è stata la molla che ti ha spinto a voler mettere per iscritto le tue storie?
La verità è che mi è sempre piaciuto scrivere e, ad un certo punto, ho voluto mettermi alla prova. Sarei stata in grado di raccontare attraverso la scrittura i mille pensieri che mi frullavano per la testa? E così ci ho provato. Vedere pubblicati i propri libri è una grande soddisfazione, ma ciò che appaga maggiormente è sapere di essere letti. Se poi si hanno anche riscontri dai lettori – meglio se positivi – è il massimo!
5) Da cosa prendi ispirazione?
Solitamente costruisco una storia ispirandomi a fatti accaduti e rivisitandoli in base ai personaggi che ho in mente. Accade, forse più spesso, che invento di sana pianta un racconto che poi abbellisco ambientandolo in luoghi reali, che ho visitato, eventi avvenuti o che stanno per accadere, ecc.
6) I tuoi scritti sono autobiografici, inventati o mischi un po’ e un po’?
Al momento non ho ancora scritto un libro autobiografico e non credo lo farò, perché non amo parlare di me. Indubbiamente, però, nei vari personaggi può accadere di ritrovarmici un po’ nel modo di essere, di comportarsi, di vivere.
7) Scrivi meglio di giorno o di notte?
Il momento che prediligo per scrivere è il giorno, ma in generale non ho un orario preciso. Quando mi viene l’ispirazione, compatibilmente con impegni famigliari e lavorativi, prendo carta e penna.
8) Cosa dice chi ti conosce di questa tua passione?
Sono contenti di questa mia passione e mi spronano ad andare avanti, anche quando attraverso momenti di sconforto.
9) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Visto che devo parlare di sogno, lo faccio in grande! Mi piacerebbe vedere una mia storia trasformata in un film!! Sarebbe super emozionante!!!
10) Quanti libri hai scritto fino a questo momento?
Fino ad ora ho all’attivo quattro romanzi più vari racconti. Il primo, pubblicato nel 2010 dalla Statale 11 e disponibile soltanto in cartaceo (euro 10,00), si intitola “In fondo si può sempre essere felici”. Si tratta di un’intensa storia d’amore che, come un filo rosso, corre attraverso i continenti. Un gioco di specchi, di anime e di passioni che lega Fabio, Zhang Jo, Simone, Giorgio e Rebecca in un vortice di emozioni intenso come la vita.
Nel 2012, per Artemuse, ho pubblicato il romanzo breve “Il sole ora splende” che racconta di Jessica, una ragazza abbandonata all’età di tre anni dalla madre e cresciuta con un padre alcolizzato che non ha lesinato in scenate e botte per i più futili motivi. Tant’è che quando il vero amore fa capolino nella sua vita, stenta a credere che qualcuno possa prendersi cura di lei. Una storia d’amore delicata, profonda, che nasce e cresce a dispetto di tutta la cattiveria e il male che possono abbattersi su un’esistenza, lanciando un messaggio di speranza a ogni donna (disponibile in cartaceo a euro 5,00 e in ebook).
Nel 2013, sempre per Artemuse, ho pubblicato “Il sorriso innocente dell’amore”, i cui protagonisti sono Noemi, giovane infermiera che sta per sposarsi con Lorenzo, uno degli avvocati più noti della città. E poi, dopo varie peripezie, arriva Marco, un giovane pediatra innamorato del suo lavoro, i cui occhi nascondono una storia dolorosa che l’ha segnato profondamente (disponibile in cartaceo a euro 10,00 e in ebook nella versione rinnovata che prende il titolo di “Amore innocente”).
Infine, fresco di uscita è il romanzo “Oltre le nuvole”. Sin da piccola Ela, nata a Craiova, in Romania, capisce che la vita è fatta di sacrifici e di sudore. Una serie di vicissitudini la porteranno in Italia, prima a Milano, dove subirà violenze sul luogo di lavoro, poi a Torino. Qui inizierà un nuovo periodo della sua vita, fatto di gioia e felicità, finché un brutto male la colpirà duramente. Ma Ela combatterà come una leonessa, mantenendo intatta la voglia di vivere e di sorridere. Un romanzo emozionante e pieno di colpi di scena, che fa riflettere sulla vita e oltre (disponibile in cartaceo a euro 10,00 e in ebook).
Tutti i libri cartacei sono reperibili presso di me. Mi potete contattare su Facebook o tramite e-mail scrivendo a tonelli.elvira@inwind.it. Le spese di spedizione sono a mio carico.
11) Ne hai uno nel cuore?
Ogni libro scritto è un po’ come un figlio, perché ci si affeziona ai personaggi, alle loro vicissitudini. Ma se dovessi dire qual è il mio preferito, beh… direi l’ultimo “Oltre le nuvole”. Mi sono affezionata troppo alla protagonista Ela.
12) Parliamo di “Oltre le nuvole”. Tre parole per descriverlo.
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Emozionante, forte e commovente.
13) Quanto c’è di Ela in te?
Mi piacerebbe rispondere “tanto”, ma così non è. Ela è tutto quello che io non sono: coraggiosa, forte, determinata, caparbia. Non si abbatte, tira fuori le unghie e combatte. Accetta un destino beffardo senza lamentarsi mai. Da lei c’è soltanto da imparare e riflettere.
14) Perché un lettore dovrebbe leggerlo?
Per capire che vicino a noi ci sono tante situazioni difficili che bisogna solo accettare senza porsi domande. Per rendersi conto di quanto noi donne sappiamo essere coraggiose, di quanto siamo disposte a sacrificarci per gli altri. Infine per cercare di capire quanto l’amore fra due persone possa essere così forte da superare gli ostacoli più insidiosi che la vita ci pone di fronte. E poi per emozionarsi un po’ e passare qualche ora in compagnia di Ela.
15) Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
In mio scopo non è quello di insegnare qualcosa, di dettare sentenze, di dare consigli. Piuttosto, con questa storia, mi piacerebbe far capire ai lettori quanto è bella la vita e quanto inutili siano le arrabbiature, le lamentele, le invidie che ci portiamo dietro. Il messaggio che traspare è quello di riportare l’attenzione ai veri valori della vita, quelli che contano; passare dall’apparenza alla sostanza, sorridere sempre.

Estratto di “Oltre le nuvole”: Mi chiamo Ela, sono nata a Craiova, in Romania, 24 anni fa. La mia famiglia è sempre stata povera. Mia mamma era una bellissima donna con tanti sogni rimasti, purtroppo, chiusi nel cassetto. Era alta, magra, bionda e aveva dei bellissimi occhi color smeraldo, come i miei. I suoi lineamenti erano perfetti e, nonostante la vita dura che conduceva, la sua bellezza rimase sempre intatta. Faceva la casalinga e dal mattino alla sera, non la vedevo mai riposare un attimo. Alle sei era già in piedi per preparare la colazione a mio padre che doveva uscire per lavorare, poi si occupava di me. Mi svegliava, mi saziava, mi coccolava e, nel frattempo preparava da mangiare con il poco che riusciva a racimolare. Si occupava dell’orto, la nostra “miniera d’oro” come la chiamava lei. E, in effetti, era così. Rappresentava quasi la sola fonte di sostentamento. Ogni giorno le verdure non mancavano mai. Con ciò che coltivava riusciva anche a vendere qualcosina al mercato settimanale e con i soldi guadagnati comprava frutta, pane e, rare volte, della carne. In casa nostra non si buttava via nulla, nel vero senso del termine. La sera, dopo cena, una volta terminato di rassettare la cucina, si sedeva sulla sedia e cuciva, rattoppava, sistemava i vestiti. Era brava anche in quello. Sovente il giovedì sera, quando fuori era buio, uscivamo di casa, percorrevamo cinquecento metri a piedi e raggiungevamo una stradina dietro la piazza del paese. Lì c’erano quattro cassonetti dell’immondizia che il giovedì erano sempre stracolmi perché era giorno di mercato. Mia mamma si vergognava tanto nel rovistare in mezzo a tutti quei rifiuti, ma se ci andava bene riuscivamo a portare a casa un po’ di frutta in cattivo stato, ma con un angolino ancora buono, un po’ di verdura e, raramente, capitava anche di trovare qualche indumento malconcio, ma dal quale mia mamma poteva ricavare dei pezzi di stoffa per rattoppare qualche altro vestito. Un giorno, quando ero già grandina, mi raccontò che le sarebbe sempre piaciuto studiare e insegnare. Purtroppo, però, la vita non era andata come sperava e, senza soldi, non era riuscita a raggiungere il suo intento, seppur non le mancasse affatto la volontà. Ricordo anche che una volta una sua cara amica d’infanzia, che viveva in un paesino a cinquanta chilometri di distanza e la cui famiglia era benestante, venne a trovarla e le regalò un libro. CONTINUA…

La segnalazione di “Il fuoco dell’Eares” di Clio JB

Oggi vi segnalo questo libro: Il fuoco dell’Eares (Il cerchio di Numen Vol. 1) di Clio JB. 51EqXWqJIBL__AA258_PIkin4,BottomRight,-36,22_AA280_SH20_OU29_

Dettagli prodotto.
Formato: Formato Kindle
Dimensioni file: 3185 KB
Lunghezza stampa: 412
Editore: Clio Jb; Terza edizione edizione (3 giugno 2014)
Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
Lingua: Italiano
ASIN: B00KRPZLR0
Link di acquisto: http://www.amazon.it/Fuoco-dellEares-Cerchio-Numen-Vol-ebook/dp/B00KRPZLR0/ref=cm_sw_em_r_awd_fI-mub02MSNJG_tt
Sinossi: Alex è una venticinquenne convinta di essere una ragazza come tante, timida e maldestra con i ragazzi e perennemente insoddisfatta di sé. Dopo la morte dei suoi genitori, per lei un nuovo inizio, un nuovo lavoro; una sorellina tutto pepe da tenere sempre lontana dai guai; un’anziana zia un po’ troppo protettiva e la sua eccentrica amica Lucy sempre pronta a darle una mano. Durante una festa, le sue labbra incontrano quelle di un irresistibile sconosciuto, travolta da una passione, e da un antico legame che ha origine tra le pieghe del tempo, scoprirà che sarà proprio il suo nemico colui che più desidera. Dovrà affrontare un passato dimenticato che torna con i suoi fantasmi bramosi di vendetta, su colei che diverrà L’Eares: custode di un potere divino che dominerà il destino degli uomini. La sola in grado di formare il nuovo Cerchio di Numen e guidare un esercito proveniente da un altro mondo. Alex sarà disposta a sacrificare quello che ha di più caro, per salvare il destino di due mondi?

Intervista a Serena Barbacetto sul libro “Wormhole”

Ciao a tutti. Procedo con una nuova intervista: Serena Barbacetto sul libro “Wormhole”. 10708396_10204779588358773_634173434_n
1) Cosa significa per te scrivere?
Come atto creativo, ogni attività artistica può indurre chi la coltiva a cadere in una facile, allettante illusione: quella di poter redimere il Caos, governare la complessità e asservirla a uno scopo (narrativo, nel caso specifico).
Per me la scrittura rappresenta esattamente l’opposto: è uno strumento esplorativo. Sembra paradossale, ma neanche nel ruolo di autori si è in grado di esercitare una costrizione totale, un arbitrio completo sulla materia narrativa: come accade a volta quando si sogna, persino l’autore talvolta è impotente dinanzi a dinamiche narrative che sembrano prescindere dal suo intervento. Proprio per questo, la scrittura è uno strumento di crescita personale: costringe a negoziare con se stessi, a guardare la materia narrativa calandosi nelle prospettive di ogni singolo personaggio e manipolarla senza poter prescindere da ciò che tali personaggi “hanno da dire” su di essa.
Del resto, ogni personaggio deve avere uno scopo. Anche l’ultimo soldatino dell’ultima falange dell’ultima armata deve avere qualcosa che lo muova, un’aspirazione, un desiderio, un senso di sé… e deve scrivere da solo la storia di cui vuole far parte. Se questo accade, allora viverla diventa un’occasione di crescita e di scoperta anche per l’autore stesso.

2) Quando hai cominciato?
Ho cominciato molto presto. Fin da piccolissima, ho sempre avuto una gran curiosità verso le “letterine” che vedevo ovunque intorno a me: intorno a un anno e mezzo ho esclamato “Quella è la k di Kinder!” (con una buffa pronuncia tronca di “Kindèr”), e a forza d’insistere, ho costretto mia madre a insegnarmi le lettere in stampatello maiuscolo, imparando a scriverle intorno ai tre anni. Verso i sei anni e mezzo ho steso su un block notes (con la grafia corsiva disordinata e “stirata” di un’adulta, fortunatamente corretta dalla maestra a furia di paginate di esercizi) una quarantina di pagine di un “romanzo di fantascienza” che parlava di guerre fra fazioni aliene e macchine senzienti precipitate con la loro astronave nel bel mezzo della foresta amazzonica. All’epoca non avevo ancora avuto input al riguardo, che io sappia, né sapevo che mio padre leggesse gli Urania (mi ha cresciuta a pane e romanzi d’avventura e di viaggio)… Il fatto che proprio quel tipo di storie fosse inchiodato nella mia testa di bambina è ancora un mistero.
Successivamente, e per molti anni da allora, ho scritto poesie, per tornare alla prosa soltanto durante il liceo.

3) Quale genere letterario ti rappresenta di più?
Penso che dalla risposta precedente si possa facilmente arguire quale sia.

4) Raccontaci del tuo libro, “Wormhole”.
Ho lavorato sulla trilogia di cui fa parte “Wormhole” per tanto di quel tempo che preferisco evitare di contare gli anni. Tutto sommato, la storia non è molto diversa da quella che mi ossessionava già venticinque anni fa: fazioni aliene in guerra piombano su una Terra all’oscuro di tutto, e il loro esilio su quel pianeta tagliato fuori per millenni dalla Storia (quella su larga scala, almeno) dà luogo al primo Contatto. Il primo di cui i terrestri si ricordino, per lo meno…

5) Che soddisfazioni stai avendo?
“Wormhole” sta vendendo bene e ricevendo critiche e lodi all’incirca per gli stessi motivi.
Conosco a menadito le regole per scrivere narrativa di genere “all’americana”: mi siano testimoni i testi pubblicati sinora e l’enorme lavoro fatto negli anni amministrando il gruppo letterario “Labor limae”. In genere le seguo, con un riscontro positivo da parte del pubblico. Attenersi a quelle sagge regole di buona scrittura è la tecnica da adottare per andare sul sicuro e dire qualcosa sapendo di tenere sempre il lettore “agganciato” alla narrazione.
Scrivendo “Wormhole”, ho preso alcune di quelle direttive e le ho buttate allegramente alle ortiche. Ogni tanto ci vuole.
In pillole:
– Un buon romanzo di fantascienza dev’essere breve. Io ne ho propinato ai lettori uno bello lungo, manco fosse un high fantasy.
– Un buon romanzo di fantascienza, per piacere agli appassionati del genere, può ibridarsi con horror, giallo/hardboiled, storico, fantasy e poco altro. Io l’ho ibridato con il thriller e l’azione/avventura, con il romance (compresi due protagonisti giovani, belli e innamorati, e addirittura qualche scena di sesso), con il romanzo filosofico (con tanto di “oziosi” dibattiti da cui dipendono concretamente le sorti della nostra specie), con la poesia e persino con alcuni temi di matrice religiosa. C’è chi si è lamentato per le scene di azione che mettono insieme sangue e battute ironiche, ma che volete farci? Sono cresciuta con Cussler… I miei personaggi non riescono a prendersi troppo sul serio, e colgono l’ironia cosmica anche e soprattutto quando stanno per rimetterci le penne.
– Un buon romanzo di genere evita sempre gli infodump (gli “spiegoni”). Concordo.
Questo implica però che il livello simbolico di lettura della saga resti sotterraneo, spesso implicito e velato. Detesto gli “spiegoni”, pertanto sta al lettore accorgersi che, posto in metafora, il romanzo parla di cose “strane” come la realtà implicata, il principio olografico, il velo di Maja, la Trinità, l’evoluzione dell’autocoscienza hegeliana, l’Angelus Novus, la noosfera di De Chardin, etc. Qualcuno se ne accorgerà (e potrà apprezzare, oppure trovare tutto ciò un’inutile complicazione); gli altri li autorizzo ufficialmente a saltare le chiacchiere e rimbalzare fra i capitoli in cui i personaggi si dedicano ai fuochi artificiali cosmici e alle mazzate senza quartiere. Lady Machine Gun ritiene di avercene messi a sufficienza per tenere occupato anche chi cerca il puro intrattenimento.
– Un buon romanzo di narrativa di genere deve avere uno stile “trasparente”. Concordo. Fuori dai piedi l’autore e spazio all’azione.
Tuttavia, quando c’è da salvare il mondo, può capitare che chi è chiamato a farlo si metta a rifletterci un po’ su e si chieda come, e soprattutto perché. L’incredibile bellezza del cosmo è uno dei tanti fattori che possono concorrere alla definizione di quel “perché”, ma bisogna anche contemplarla un po’, quella bellezza, e contemplare anche la natura umana (nel bene e nel male), per decidere. In quel caso, è quella stessa Bellezza a rendere lo stile più “fiorito”, più “campaniano”, più “pittorico”. La mia meraviglia (e quella di alcuni dei miei personaggi) di fronte a essa m’impedisce a volte di applicare il precetto dello “stick to the facts”. Me ne sto lì a bocca aperta come una scema, e il lettore è costretto a star lì assieme a me. Sorry.
– Un buon romanzo di narrativa non “shifta” spesso da un punto di vista (pov) a un altro. Concordo. È l’ABC dei corsi di scrittura creativa contemporanei.
Peccato che il protagonista di “Wormhole” sia tecnicamente §ç@#∂ per quattro quinti del romanzo, che L’Altro/gli Altri (che scopriremo meglio nel secondo romanzo) è/sono ESATTAMENTE un narratore esterno schizofrenicamente calato in punti di vista interni, e che tutto ciò che accade nell’arco dei tre romanzi sia un gigantesco cortocircuito cosmico (voluto), un riavvio innescato proprio da un inceppamento di quel tipo.

6) Pensi di scrivere un seguito o di buttarti in un libro affine?
“Wormhole” è autoconclusivo, come trama, ma il senso dell’intera “operazione” si fa più chiaro seguendo l’intero percorso, attraverso il seguito (“Chimera”) e il prequel (“Nostalgia del futuro”), già scritti.

7) Un pensiero per i lettori.
GRAZIE, sempre e comunque.

8) Link dove possano trovare i tuoi lavori.
Pagina Fb: https://www.facebook.com/pages/Wormhole-saga/210575395621627
blog: https://serenamariabarbacetto.wordpress.com/
DeviantART: http://jerboa83.deviantart.com/art/Ayma-485985507

Intervista a Sara Purpura per “Profumo di Zagara”

Altra intervista di oggi. Sara Purpura ci parla del suo libro “Profumo di zagara”. 51heQPlQHeL__AA258_PIkin4,BottomRight,-37,22_AA280_SH20_OU29_

1)Perché hai iniziato a scrivere?
Innanzitutto ciao a tutti e ciao a te, Evelyn. Grazie per lo spazio che mi hai riservato.
Ho iniziato a scrivere per dar voce al tumulto interiore scatenato dai miei pensieri e dalle mie fantasie. Ad un certo punto, buttare tutto fuori è diventato un bisogno. Per me la scrittura è una terapia. Il metodo che uso per stare bene. Scrivo e mi sento serena, mi immergo nei miei mondi e sono felice.

2) In media, quanto scrivi alla settimana?
Non c’è una media. A volte scrivo tanto, altre volte niente, a seconda di quanto e come penso alla mia storia. Spesso ho talmente tanto da dire, che devo fermarmi un attimo per fare ordine. Devo ammettere, tuttavia, che sono abbastanza veloce nell’elaborare la vicenda. Ma sono molto lenta, precisa e perfezionista nella fase di editing. Anche questo fa parte del nostro lavoro. E’ basilare, fondamentale e doveroso, proporre al lettore un progetto di qualità.

3) Parlaci brevemente della tua esperienza letteraria con le case editrici.
Al momento, ho pubblicato due romanzi con una nuova e piccola CE digitale. L’esperienza è stata gratificante così come la risposta del pubblico che mi ha letta. Sono stata guidata con dedizione e capacità di ascolto. Non mi è stata preclusa nessuna opportunità di farmi conoscere e ho imparato tanto umanamente, ma anche professionalmente.
Purtroppo, il mercato editoriale è orientato verso pochi generi. Il romance, è uno di quelli che ancora viene apprezzato, ma le grandi CE non sempre tengono le porte aperte ai nuovi autori. Il self è un buon trampolino di lancio, se fatto bene e con onestà. E’ proprio per questo che ho deciso di orientarmi verso l’auto-pubblicazione.

4) Cosa racchiude il titolo?
La zagara è il fiore dell’abero di limone, titpico siciliano, che ha un profumo dolcemente agrumato. Nel mio romanzo ha il profumo della vittoria, della forza e della caparbietà. La zagara è Sofia, la protagonista della mia storia, quando appassisce, ma anche quando rinasce a maggio. E’ Sofia quando si stacca dal suo albero, o quando da i suoi frutti. La zagara diventa il fiore della speranza: il simbolo dell’abomino, che uccide l’innocenza di una ragazza, ma anche quello della rinascita, di una donna data ormai per sconfitta.

5) Chi è Sofia? Raccontaci di lei.
Sofia… La vedete con la valigia in mano, percorrere un binario deserto.
E’ una donna cresciuta in fretta. La classica ragazza della porta accanto: bella, ma semplice, cresciuta in una famiglia umile, ma onesta. A Sofia non manca nulla: ha degli amici, una famiglia equilibrata, dei sogni e un amore segreto: Marco, il migliore amico di Andrea, suo fratello. Tutto scorre nella sua Palermo, giornate piene baciate dal sole, finchè una sera di maggio, suo cugino, di cui si fida ciecamente, compie l’azione più atroce che un uomo possa rivolgere nei confronti di una donna: abusa di lei.
Sofia sarà costretta ad allontanarsi per un pò, nell’intento di mettere a tacere le malelingue. Passano, invece, quattro lunghi anni in cui, rimane sola a combattere i suoi demoni. Il destino la rivuole a Palermo per lavoro. Qui, riprende la sua vita da dove l’ha lasciata. Affronta il suo passato, gli amici che l’hanno rinnegata e ritrova l’amore per Marco, che non aveva rivelato allora ma che ha conservato dentro di lei per tutto questo tempo. E’ dunque una storia di rinascita. Il riscatto che ognuna di noi vorrebbe per sè. Sofia è forte, è una donna che riscopre l’amore e il desiderio e che è disposta a tutto, pur di riavere indietro, la vita che aveva.

6) La Sicilia è la terra che fa da sfondo alla vicenda. Come mai l’hai scelta?
Come vi ho anticipato prima, la storia narra di un abuso familiare e della conseguente omertà, che spesso segue questi episodi abominevoli. Sovente, si tende più a proteggere il carnefice che la vittima. Si vive la vergogna più che lo sdegno. La voglia di ambientarlo nella mia Palermo, è nata dal desiderio che avevo di descrivere un ambiente profondamente mio, di farlo conoscere per la bellezza dei suoi posti e per la giovialità della sua gente. Farvi immaginare i colori, gli odori e parte dell’amore che nutro per la mia Sicilia, era il mio intento più grande, secondo soltanto all’argomento sociale che volevo proporre.

7) Perché un lettore dovrebbe leggere il tuo romanzo?
Bella domanda, m non ho una risposta. Sinceramente, non so perchè dovreste leggermi. Posso solo dire che quando scrivo ci metto il cuore e, che lo faccio con onestà intellettuale, cercando di fare un buon lavoro nel rispetto del lettore. Il mio desiderio è che vi rimanga qualcosa, che possiate emozionarvi almeno quanto me quando scrivo le mie storie. Questo è l’augurio che faccio a me stessa ogni giorno e che oggi giro a voi: che non perdiate mai la voglia di lasciarvi stupire.

8) Scrivi un link dove ti possano trovare.

Mi potete trovare sulla mia pagina fb:
https://www.facebook.com/pages/Sara-Purpura-Autrice/1512989125508118?fref=ts
I miei lavori, invece, li trovate su Amazon, Kobo, LaFeltrinelli e Inmondadori:
Profumo di zagara

AMAZON: http://www.amazon.it/Profumo-Zagara-Romance-Sara-Purpura-ebook/dp/B00K1PMZ2K/ref=sr_1_4?s=books&ie=UTF8&qid=1398975705&sr=1-4&keywords=profumo+di+zagara

KOBO: http://store.kobobooks.com/it-IT/ebook/profumo-di-zagara

InMONDADORI: http://www.inmondadori.it/Profumo-di-Zagara-Sara-Purpura/eai978889876922/

LaFELTRINELLI: http://www.lafeltrinelli.it/products/9788898769223/Profumo_di_Zagara/Sara_Purpura.html

Oltre il buio
AMAZON: http://www.amazon.it/Oltre-buio-Romance-Sara-Purpura-ebook/dp/B00LLJGJ9A/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1404806404&sr=8-2&keywords=oltre+il+buio+sara+purpura
KOBO: http://www.kobobooks.it/ebook/Oltre-il-buio/book-zGlhMcBfCkON_9g2n7npNQ/page1.html
InMONDADORI: http://www.inmondadori.it/Oltre-il-buio-Sara-Purpura/eai978889876920/
LaFELTRINELLI: http://www.lafeltrinelli.it/ebook/sara-purpura/oltre-buio/9788898769209

Ti ringrazio per la bella intervista e saluto, con affetto, tutti i tuoi lettori.

Intervista a Giovanna Barbieri su “La stratega, Anno domini 1164”

Ciao cari amici, questa è l’ultima intervista prima di settembre. Diamo il benvenuto a Giovanna Barbieri e al suo libro “La stratega, Anni domini 1164”. Ecco l’intervista che le ho fatto.
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1) Quanto conta per te la scrittura?
Moltissimo, la scrittura è la mia vita. Non potrei fare a meno di scrivere. È diventata una piacevole droga. Spesso sogno delle immagini del prossimo libro oppure di inserire delle frasi in quello che sto attualmente editando.

2) La tua esperienza come autrice è positiva fino a questo momento?
Ho imparato moltissimo in questi ultimi anni, pensate che fino a 10 anni fa non sapevo come rendere un POV multiplo. Nei romanzi non è affatto semplice inserire i pensieri e azioni dei singoli protagonisti, escludendo quello che non possono conoscere, sentire, odorare ecc.

3) Il tuo sogno più grande in campo letterario?
Non ho velleità letterarie. Ma sarei felice se un mio libro fosse pubblicato da una CE e apprezzato dai lettori.

4) Riassumici il tuo libro “La stratega, Anno Domini 1164”?
Dopo un forte temporale Alice, una giovane donna del XXI secolo, si ritrova nel 1163, in un bosco della bellissima Valpolicella. Cos’è accaduto? Chi l’ha inviata nel 1163 durante la lotta degli anti-imperiali contro l’imperatore Federico il Barbarossa e perché? É stata una casualità o un disegno divino? Ferita e confusa, Alice viene soccorsa da una famiglia di contadini semi-liberi, che la conduce all’abbazia del Sacro Cuore di Arbizzano, dove viene curata dalle gentili monache e apprende l’uso delle erbe medicinali. Una volta guarita e portata nel castello di Fumane, dovrà decidere come agire: lottare per ritornare nella sua epoca oppure, per fuggire alle ingiuste accuse di stregoneria, partecipare all’assedio di Rivoli del 1165 a fianco del cavalier Lorenzo Aligari del quale s’innamora perdutamente.

5) Da dove è nata lʼidea di mescolare un romanzo storico al fantastico?
Tutto ha avuto inizio nel 2009, con un testo preso in prestito nella mia biblioteca locale sugli insediamenti abitativi dell’alto medioevo in Valpolicella: La Valpolicella: dall’alto medioevo all’età comunale di A Castagnetti. Un saggio che tratta la castellizzazione medioevale nella valle Provinianensis (Polesela, in dialetto locale). Purtroppo, nei villaggi presi in esame nel mio romanzo sono resistite poche testimonianze di quel periodo. La vera ispirazione comunque è giunta dopo la lettura di Rapine, assedi, battaglie, la guerra nel Medioevo di A. Settia. Dove, in poche righe, si riassume la battaglia del 1164-1165 degli anti-imperiali contro il Castello di Rivoli e Garzapano, il castellano vassallo di Federico I il Barbarossa. Amo la campagna e le colline della zona ovest di Verona, sono ricche di storia e mi piacerebbe che anche i lettori le apprezzassero.

Il Medieovo non era affatto un’epoca buia, ma un’età di scoperte e cambiamenti che hanno portato al Rinascimento. Inoltre da ragazza ho letto Pederiali, Randall e molti altri autori che mischiavano il presente con tempi remoti. Ho sempre sognato di trovarmi nel Medioevo. Sperimentare la vita nel XII secolo, cercando di non farmi scoprire immediatamente e bruciare sul rogo. Questo vuol dire evitare di parlare italiano, se all’epoca si parlava solo dialetto locale e latino, di conformarmi alle unità di misura dell’epoca evitando di esprimermi in chilometri e in litri, di farsi insomma etichettare come diversa chiacchierando di scoperte non ancora avvenute. In fase di correzione di bozza è stata difficile l’eliminazione e scoperta degli anacronismi, anche involontari (cose che la protagonista poteva pensare ma non esprimere apertamente).

6) Quanto cʼè di Alice in te?
Direi tutto, dal colore dei capelli, occhi e lentiggini al carattere risoluto e che si adatta facilmente. Alice sono io, se potessi risvegliarmi nel XII secolo.

7) Una motivazione per cui un lettore dovrebbe leggerlo.
Questo è il commento di una mia lettrice che penso possa rispondere alla tua domanda.”La componente storica è sicuramente uno dei pregi maggiori del libro, in quanto comprova uno scrupoloso lavoro di documentazione alle spalle, ma soprattutto è ben calibrata nella trama, non appesantisce la freschezza delle vicende, bensì rende verosimile e più interessante il tutto. Le scene belliche, in particolare, sono davvero coinvolgenti e incalzanti: tra dettagli storici e momenti di suspense sembra di assistere a scontri reali. L’ambientazione, inoltre, nella zona della Valpolicella veronese è una scelta a mio avviso indovinata. Sarebbe stato più semplice ambientare la trama in luoghi più noti, invece così l’autrice dimostra non solo passione per il retaggio storico della sua terra, ma anche la voglia di creare una propria storia, che abbia un sapore inedito e sia in grado di far conoscere al lettore qualcosa di diverso dal solito. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, ognuno è dipinto con le proprie peculiarità e psicologia che lo contraddistingue. Alice, in particolare, è un personaggio credibile e accattivante, della quale è ben descritta l’evoluzione psicologica e interiore. Ben presto non si può non parteggiare per lei e per il suo spirito intraprendente nell’affrontare un’epoca in cui le donne erano relegate nell’ombra; invece lei, pur nel rispetto di chi ha intorno, non si dà per vinta e affronta le avversità, credendo che sia importante la dignità di ogni persona in quanto tale.

8) Un link dove i lettori possano trovarti.
http://www.lafeltrinelli.it/ebook/giovanna-barbieri/stratega-anno-domini-1164/9788891144935 http://store.kobobooks.com/en-US/ebook/la-stratega-anno-domini-1164

http://www.amazon.it/stratega-Anno-Domini-1164-ebook/dp/B00L1FK25G/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1404729199&sr=1-1&keywords=la+stratega

Intervista a Rhoma G. su “Bittersweet”

Ciao a tutti, sto procedendo con la scrittura, ma intanto mi porto avanti con le interviste ai miei amici autori. Ecco le domande a Rhoma per il suo romanzo “Bittersweet”. 9788896701713
1) Scrivere… cosa racchiude per te questa parola?
Racchiude molti significati. Ho cominciato a farlo “seriamente” in un momento particolare della mia vita, quando ho avvertito fortissima la necessità di esternare ciò che sentivo. Sono stata meglio; ho capito che era una sorta di medicina, un placebo che, certamente, ha funzionato benissimo per me. Dunque scrivere, per la sottoscritta, è innanzitutto una sorta di terapia. Poi è libertà. Quando scrivo ho la possibilità di far accadere di tutto, pure l’impossibile! Vuoi mettere la soddisfazione di poter decidere, per una volta, come devono andare a finire le cose? Scrivere è comunicazione, è comunione… scrivere è la mia vita.

2) La tua esperienza come autrice è positiva fino a questo momento?
Assolutamente sì, anche se so di essere alla base della piramide che, nei miei sogni, mi piacerebbe scalare. Nell’ultimo periodo ho avuto la fortuna di conoscere autrici/autori che hanno tanta più esperienza di me e mi hanno fatto intendere che la strada è lunga e irta, tuttavia se ami davvero quello che fai il percorso “ad ostacoli” non conta.

3) Quali sono gli obiettivi che ti sei posta?
Nessuno. Per meglio dire, non me ne sono posta. Prendo quel che viene, giorno per giorno, e cerco di godermelo. Quando ho inviato il manoscritto alle case editrici mi sono imposta di non aspettarmi nulla, poi è andata come è andata, perciò wow! Tutto ciò che fino ad adesso è accaduto è quasi la realizzazione di un sogno. Sarei bugiarda, però, se non ammettessi che mi piacerebbe sfondare, di contro ho i piedi ben piantati in terra e l’umiltà e la gavetta sono le mie radici.

4) Cosa o chi ti ha ispirato “Bittersweet. Qualcuno come te?
Sia un “cosa” che un “chi”. In quel periodo ascoltavo sempre una canzone di Adele che dice: “ma c’è un lato di te che non avevo compreso, tutte le cose che dicevi non erano mai vere e i giochi che hai fatto, li hai sempre vinti”. Questa frase mi ha dato l’input, l’ispirazione, poi ha contribuito anche il fatto che una mia cara amica stava vivendo la sua storia d’amore con quello che, dieci anni prima, era stato il suo sogno proibito: il classico figo della scuola, bello e irraggiungibile. A distanza di anni il sogno non era più tanto proibito e forse il ragazzo non più tanto figo. Sta di fatto che si sono sposati. Lei ha avuto la sua possibilità e, confido, anche lui. Il mio è un libro che parla di seconde possibilità.

5) Sei più legata a Grace o a Josh?
Di solito amo tutte le mie “creature” ma Grace, chiaramente, mi somiglia, se non fisicamente per molti aspetti del suo carattere. In generale lei è un po’ tutte noi. In perenne guerra con la bilancia, non resiste alle patatine fritte, odia a morte la taglia 42 “quella bastarda” come la chiama lei, e periodicamente si sottopone alla ceretta per eliminare i baffetti. E’ un po’ goffa, ma sul lavoro è un asso. Le sue qualità non sono evidenti, bisogna osservarla attentamente e lei consente di farlo a chi lo merita veramente. Josh invece è più complicato. Il suo aspetto fisico è una sorta di condanna. Oppure, semplicemente, è stato sfortunato ad incontrare gente che non ha saputo guardare oltre. Fino a quando non incontrerà una ragazzina un po’ rotondetta e senza peli sulla lingua, e la sua vita cambierà per sempre. Sono personaggi senza pretese con profondi sentimenti, vivono una vita ordinaria ma mai banale. Sono un po’ di me, un po’ di te, un po’ di tutti coloro che leggono questa intervista.

6) Ci sarà un seguito?
Sicuro! Altrimenti rischio il linciaggio. Lo sto già scrivendo e la speranza è quella di finirlo in dicembre. Si intitolerà “Stardust” e sarà una sorpresa.

7) Una motivazione per cui un lettore dovrebbe leggerlo.
Bè una è poca, considerando quanta abbondanza di New Adult abbiamo oggi sul mercato editoriale. Di certo posso dire perché non dovreste leggerlo: non c’è sesso sfrenato. Non ci sono personaggi che possiedono aerei personali, fuoriserie o “stanze dei giochi”. Forse, dopotutto, una motivazione c’è: è un libro coi piedi ben piantati in terra.

8) Un link dove i lettori possano trovarti.
http://www.bittersweetblog.altervista.org
Sono presente anche su facebook come Rhoma G autrice.
Ps GRAZIE MILLE EVELYN!
Grazie a te!

Intervista a Laura Randazzo per “La luce della luna”

Prosegue la nostra tarda primavera, quasi estate, con le interviste. Oggi è la volta di Laura Randazzo con il suo libro “La luce della luna”, facente della “Stirpe delle Lowlands. 41AylahQ2pL__AA258_PIkin4,BottomRight,-43,22_AA280_SH20_OU29_

1) Quando hai iniziato a scrivere?
Da quando ho imparato a scrivere! 😉

2) Quanti libri hai pubblicato?
L’ombra della luna e La luce della luna – i primi due libri de La Stirpe delle Lowlands – e tre racconti in tre antologie, tutto con la Emmabooks.

3) Cosa suggeriresti a unʼaspirante autrice che volesse seguire le tue orme?
Di credere in ciò che scrive e nei suoi sogni, di non arrendersi mai. Di saper accettare i consigli e le critiche e di non smettere mai di leggere!

4) Come mai hai scelto i licantropi nella tua saga “La stirpe delle Lowlands”?
Per la loro natura che è in parte umana, in parte animale. La seconda dà loro sensi accentuati, un’affinità ed una vicinanza con la natura ed un’istintualità spiccati; la prima, i sentimenti: amore, rabbia, dolore, rimorso, gelosia, odio. I licantropi hanno quindi emozioni e sensazioni spinti all’ennesima potenza, ma hanno anche il senso del branco, del gruppo, della famiglia, della protezione del più debole, tutte caratteristiche che mi affascinano.

5) Il secondo capitolo della saga è “La luce della luna”. Parlacene in breve.
La luce della luna è un libro più corale rispetto al primo; l’intenzione era quella di far conoscere meglio tutti i membri del branco. Ognuno ha la propria storia, le proprie ferite, ma insieme formano un gruppo che ha una missione più importante da portare avanti: la protezione del branco e della razza.

6) Elena e Ty, i tuoi protagonisti. Parlaci di loro.

Elena è solare, come la Sicilia da cui proviene e da cui va via per sfuggire al proprio dolore. Giovane licantropa, cucciola irriverente, la sua innocenza riuscirà a penetrare la corazza di Ty, che lo tiene lontano anche dalle persone che lo amano. Insieme si riapriranno alla vita e ritroveranno la famiglia e la fiducia nel prossimo.

7) Ci sarà un seguito, ossia un terzo libro?
Sì! Il secondo ed il terzo libro sono nati e cresciuti insieme, anche se il terzo è ancora in scrittura. Sono strettamente collegati fra loro, negli avvenimenti e nei personaggi. Sarà il libro di Christopher, ma non solo…

8) Un link dove i lettori possano trovarti.
Questo è il mio profilo facebook: https://www.facebook.com/laura.randazzo.739
dove cerco di essere presente il più possibile e rispondere a tutti.
grazie mille Evelyn!
Grazie a te.