#Angolino letterario: Intervista a… Francesca Pace

Buon pomeriggio. Torna l’appuntamento con l’#Angolino letterario. Stavolta l’intervista sarà a Francesca Pace, che ha creato la casa editrice Dark Zone.


1. Quando hai deciso che avresti aperto una casa editrice?
In realtà non è stata una decisione presa con raziocinio a spingermi ad aprire la Dz edizioni, ma un moto emotive, emozionale… la voglia di realizzare un progetto in cui autori e lettori si fondessero in un ideale salotto letterario. Ho voluto realizzare il sogno di molti, in primis il mio, quello di poter arrivare ai lettori.
2. Perché questa scelta?
Accennavo prima al desiderio di creare una realtà editoriale in cui gli autori si sentissero parte integrante dle progetto, ingranaggi dello stesso motore. È bello essere parte di un gruppo che crede nelle stesse cose e che ha un progetto comune e si impegna per realizzarlo!
3. Economicamente hai aiuti dallo Stato o da enti vari?
Assolutamente no!
4. Pensi che valga la pena aprire una ce di questi tempi?
Non ho mai ragionato in termini del genere. Non mi sono fatta due conti prima e non me ne faccio ora, di certo ne vale la pena se quello che cerchi è coesione, energia, affetto… e in DZ ne trovi tanto!!!!
5. Quanti libri di autori hai pubblicato fino a questo momento?
Siamo arrivati a circa 35 titoli e siamo aperti ufficialmente da febbraio 2016 come associazione e gennaio 2017 come marchio editoriale.
6. Quali sono i generi più adatti da mandare in visione?
Noi prendiamo in considerazione tutti i generi ad eccezione della fantascienza pura e dell’erotico. Pubblichiamo Romance, Gialli, Thriller, Horror, ma il nostro punto di forza rest il Fantasy in ogni sua sfumatura.
7. C’è un limite minimo o massimo di pagine/caratteri per le opere?
Assolutamente no… direi che l’unico limite è quello posto dalla fantasia.
8. Un autore che avesse un libro già edito potrebbe inviarlo?
Certo, purché libero da vincoli contrattuali.
9. Gestisci da sola la casa editrice o hai qualcuno che ti aiuta?
Ad oggi ho 7 collaboratori per me indispensabili e insostituibili!
10. Quali sono le caratteristiche che deve possedere un libro per arrivare a essere un best seller?
WOW… domandona!!! Non ne ho la minima idea… certo la trama deve essere grandiosa, affascinanti i protagonisti, l’intreccio articolato ma mai complesso… e trovarsi sulla scrivania giusta al momento giusto!
11. Alla Fiera del libro di Torino la Dark Zone ha raggiunto buoni risultati in fatto di vendite? Ed è stata comunque una bella esperienza?
Al Salone è andata alla grande sotto ogni punto di vista. Le vendite sono state record, ma la mia soddisfazione più grande è stata veder tornare allo stand “vecchi” lettori, amici, conoscenze virtuali che sono venute per stringerci la mano o darci un abbraccio. É stato emozionante e bellissimo intrattenersi in conversazioni “librose” con i giovani presenti.
12. La casa editrice come supporta gli scrittori?
A tutto tondo! Ogni autore ha a disposizione la professionalità del nostro social media manager che studia campagne pubblicitarie mirate, organizziamo eventi su territorio, siamo di support in ogni attività decidano di intraprendere.
13. Cosa richiedi a un autore per pubblicare con la Dark Zone?
Cuore, entusiasmo e un pizzico di follia!
Grazie delle tue risposte.

Il link della pagina Facebook: https://www.facebook.com/darkzonepage/
Il link dell’associazione: http://www.dark-zone.it/

#Angolino letterario: Intervista a… Ariel

Eccomi di nuovo qui. Apre oggi una rubrica chiamata #Angolino letterario. Ogni tanto intervisterò editor, bibliotecari, autori, editori, grafici, illustratori ecc. Insomma, chiunque lavori in campo letterario ed editoriale. Partiamo oggi con l’intervista ad Ariel, bibliotecaria e scrittrice.

(Immagine ripresa ai soli fini di accompagnare l’intervista. Pixabay CC0 Public Domain
Libera per usi commerciali
Attribuzione non richiesta)
1) Come sei arrivata a diventare bibliotecaria?
1. Tramite il servizio civile, un’opportunità riservata ai minori di 29 anni che consiste nel lavorare dodici mesi presso alcuni enti, tra cui quello bibliotecario.
2) Era il tuo sogno di bambina o è scattata la famosa scintilla per motivi vari?
2. In realtà non era il mio sogno da bambina anche se, fin da piccola, ho sempre amato andare in biblioteca e prendere i libri in prestito. Diciamo che quando ho scoperto questa iniziativa mi sono detta: “Perchè non provarci? Potrebbe piacerti!” e così è stato!
3) In cosa consiste il tuo lavoro?
3. Mi occupo di varie mansioni: servizio agli utenti, gestione degli interprestiti, registrazione del patrimonio documentario e sua ricollocazione, scarto del materiale (ahimè!), affiancamento in attività con le scuole, aiuto nell’organizzazione di alcuni eventi culturali, come incontri con scrittori.
4) Quale preparazione scolastica serve per intraprendere questa professione?
4. Penso che una buona formazione umanistica possa aiutare nel lavoro, ma credo che giochi un ruolo importante anche la passione e la voglia di imparare. Poi devo ammettere che, per quanto riguarda l’organizzazione delle serate con gli autori, mi ha aiutato molto la mia attività di blogger e questo mi è piaciuto molto perchè ho potuto unire hobby e lavoro.
5) Leggere tanti libri immagino ti abbia aiutata a prepararti. Ho indovinato?
5. Avere una buona conoscenza letteraria aiuta, soprattutto nella relazione con gli utenti, quando chiedono qualche consiglio, ma anche solamente per fare quattro chiacchiere e scambiarsi qualche opinione. Non è indispensabile ma di certo è un valore in più!
6) Lavori da sola o hai delle colleghe/dei colleghi che ti aiutano?
6. Sono affiancata da colleghi: una ragazza del servizio civile come me e alcuni dipendenti comunali, con i quali mi trovo molto bene e che mi hanno insegnato molto.
7) Com’è il rapporto con la gente?
7. Bello, mi piace interagire con le persone: la maggior parte di essi, poi, sono clienti affezionati, e quindi mi capita di vederli quasi tutti i giorni!
8) Ti è mai capitato di avere a che fare con una persona particolarmente difficile?
8. Casi eclatanti per ora non me ne sono successi: capita magari che qualche utente (soprattutto studenti) chiedano di verificare sul pc per ogni libro il numero delle pagine per prendersi poi il più piccolo, oppure qualche utente indeciso, o che ha fretta magari proprio nel momento in cui il programma rallenta, ma niente di particolare da segnalare.
9) Lavorare in una biblioteca dà soddisfazione?
9. Sì, in varie situazioni: quando gli utenti escono soddisfatti, quando i bambini ti porgono sorridenti i libri che vogliono prendere in prestito, ma anche quando esco dall’ufficio con le novità, sapendo che molti le stanno aspettando.
10) Quante ore lavori al giorno?
10. Circa sei ore, per un totale di 30 a settimana.
11) Puoi prendere in prestito dei libri da portarti a casa da leggere o è vietato?
11. Posso portarmi a casa dei libri come una normale utente, caricandolo sulla mia tessera o prenotandolo se è già in prestito. I diritti e i doveri soni gli stessi delle altre persone.
12) Se qualcuno non riporta uno o più libri, come ti comporti?
12. Se un utente non restituisce un libro entro un tot di tempo gli si blocca automaticamente la tessera e non si sblocca fino a quando non lo riconsegna. Eventualmente si possono mandare dei solleciti tramite posta elettronica, sperando che non vengano ignorati.
13) Economicamente ci sono soddisfazioni? E il contratto cosa prevede?
13. Purtroppo economicamente, essendo del servizio civile e non una vera e propria dipendente, non ci sono soddisfazioni da questo punto di vista, anzi, vengo pagata veramente poco. Il contratto prevede un anno di lavoro a poco più di 400 euro al mese.
14) In caso questo lavoro dovesse finire, cosa pensi di fare? O cosa potresti fare?
14. Mi piacerebbe continuare a lavorare in questo ambito. Purtroppo non è facile, ma cercherò di raggiungere il mio obiettivo, o attraverso un contratto occasionale, o tramite altre opportunità simile a questa, delle quali potrò usufrire fino quando non raggiungerò i 29 anni (e, purtroppo, mi manca poco!)
Grazie per la tua disponibilità!

Intervista all’autrice Fabiana Andreozzi

Ciao a tutti, non mi ero persa, sono solo stata presa da troppe cose. Recupero subito facendovi leggere l’intervista che ho fatto alla scrittrice Fabiana Andreozzi. Prima, però, posto il video di sua opera: “D&S Non voglio perderti”.

  1. Benvenuta nel mio blog, Fabiana. Quando hai iniziato a scrivere?

Grazie Evelyn Storm per avermi ospitato sul tuo blog. Ho iniziato a scrivere quando a scuola mi hanno insegnato a farlo… ho ancora una marea di foglie e quadernini con le vecchie storie. All’inizio erano più immagini e poche scritte, fino a quando non sono arrivato al liceo e ho cominciato a scrivere le enciclopedie. Poi ho continuato per gioco e divertimento su forum, nei giochi di ruolo, finendo per conoscere le mie compagne di scrittura Sara e Vanessa. E con quest’ultima nel 2010, spronate da alcune persone nei forum, abbiamo deciso di iniziare la nostra avventura pubblicando quello che noi ritenevamo essere i nostri deliri notturni.

  1. Qual è il genere in cui ti trovi più a tuo agio?

Scrivo d’amore, amicizia, sentimenti… quindi in realtà amo tutti i generi in cui è possibile porre l’accento su questi temi. Spazio dal fantasy, all’urban, al chick lit, al New Adult, al drammatico purché ci sia l’amore in tutte le sue forme come collante. Non sarei mai in grado di scrivere un thriller, un giallo, un horror e di fantascienza, neppure se in mezzo ci stesse una storia d’amore…

  1. Preferisci scrivere da sola o con altre autrici?

Amo entrambe le cose perché mi permettono di sperimentarmi in diverse modalità. Da sola i miei libri diventano più statici e introspettivi perché mi lascio condizionare dalla mia matrice psicologica. Spesso e volentieri sono più seriosi e in perenne correzione. Quando scrivo con altre autrici mi barcameno in romanzi più free e leggeri, che mi permettono di ridere e divertimenti già durante la loro stesura. Continuo a pensare sempre alla psicologia del personaggio ma riesco a vederli in una luce meno profonda.

  1. Parliamo della tua collaborazione con Sara Pratesi e con Vanessa Vescera. Quanti libri hai scritto con ognuna?

Ho perso il conto dei libri pubblicati soprattutto con Vanessa… è stata la prima con cui mi sono tuffata nel magico mondo della pubblicazione e abbiamo provato con 5 libri pubblicati da piccole CE. I romanzi spaziavano in tutti i generi, dal New adult, all’urban fantasy, al chick lit, ai racconti, al rosa. Ma nessuno ha avuto molta visibilità. Poi ci siamo buttate su amazon con dei lavori in self, il primo è stato Colpo di fulmine da Harrods che ci ha dato incredibili e inaspettate soddisfazioni. Ormai ci abbiamo preso gusto e siamo al quarto ebook.

Con Sara invece ho iniziato a pubblicare solo l’anno scorso, anche se insieme abbiamo scritto una marea di cose che si perdono nella notte dei tempi. Abbiamo deciso di partire proprio dal self con una delle nostre serie preferite: Love Match. Ad aprile uscirà il quarto e ultimo volume della serie ma già abbiamo ideato altri quattro spin off e un nuovo libro.

  1. Tornando alla domanda precedente, come gestite il tutto?

Il tutto è gestito con una tale facilità che sembra semplice e automatico come respirare. Sarà frutto degli anni di conoscenza, di un pensare comune, di una certa similarità nello stile ma diventa più facile che scrivere da solo.

Con Vanessa in particolare abbiamo pubblicato 9 libri sperimentando tutti i metodi possibili, diversi personaggi, pov alternati in prima persona, scrittura in terza alternandoci poche righe, alternanza di capitoli. Insomma abbiamo provato di tutto, dal più facile al più difficile e ormai ci completiamo persino le frasi. Di solito procediamo ideando una trama a grandi linee, una di noi, o entrambe, buttiamo giù la scaletta da seguire. Man mano che si scrive nascono nuovi inaspettati capitoli.

Con Sara funziona alla stesso modo, né più né meno, in love match, ci siamo alternate i capitoli ma, un sacco di volte, ci alterniamo nello stesso in poche righe.

Per scrivere a quattro mani ci vuole uno stile più o meno simile qualora si decidesse di parlare degli stessi personaggi e tanta, tanta umiltà per accettare l’idea dell’altro e vedersi magari modificare un intero pezzo.

Devo essere sincera, tra di noi non è mai capitato, al primo colpo ci piace tutto quello che esce fuori, per cui siamo doppiamente fortunate, ma nel momento di tirar fuori le idee bisogna essere di mente aperta e accettare che l’altra persona potrebbe aver avuto un spunto migliore da inserire.

6) Vuoi parlarci di un tuo libro che ami particolarmente?

Questa è una delle domande più difficili a cui rispondere perché amo tutti i miei libri, in un modo o nell’altro. Li considero tutti figli che si allontanano da casa. Se proprio devo scegliere al primo pubblicato sono più affezionata, D&S Non voglio perderti, vuoi perché era il primo, vuoi perché parla di adolescenti (e io li adoro), vuoi perché è ambientato nella mia città, nel mio quartieri, vuoi perché in un modo o nell’altro c’è un pezzo della mia vita, senza volerlo…

7) Qual è secondo te il segreto per avere tanti lettori?

Il segreto per avere tanti lettori non lo conosco, altrimenti a quest’ora invece di averne che si contano sulle dita della mano ne avrei a iosa

A parte gli scherzi sono contentissima delle nostre cinque affezionatissime lettrici che valgono per mille con il loro incredibile entusiasmo. Dicono che un autore esiste in virtù del fatto che qualcuno possa leggere i propri scritti. Beh, a me bastano proprio loro cinque, con il loro affetto sincero, le critiche, i consigli e l’incitamento a scrivere. Anzi approfitto di questo spazio per inviare a tutte loro un grande bacione, tanto sanno perfettamente chi sono

8) Come ti pubblicizzi?

Uso i gruppi di spam e lettura su FB ma molto poco perché mi sono accorta che mi cambia assai poco. Gli ultimi due romanzi non li ho ancora mai pubblicizzati personalmente, ho chiesto solo qualche anteprima a qualche blog. Ancora non ho capito se cambia qualcosa o meno… personalmente sono totalmente incapace a pubblicizzarmi e amo più scrivere i libri.

9) Facebook quanto ti aiuta nella promozione o usi altri Social Network?

Allora, come dicevo sono già negata per il selfmarketing approdare su altri social network la vedo dura, anzi ardua. Tipo Twitter è il mio grande nemico sconosciuto, ancora non ho capito come funziona e non riesco ad appassionarmi a nessun messaggio che compare

Preferisco, per quel poco, Facebook, molto più semplice e immediato nelle sue funzionalità. Sicuramente almeno all’inizio è utile per farsi conoscere, far sapere a qualcuno che scrivi. Io ho ancora amici che non l’hanno capito anche se mi hanno aggiunto su fb dove pubblico foto e stati… Lo reputo necessario e soddisfacente all’ennesima potenza per tenere un contatto semplice e immediato con le persone che ti leggono e possono contattarti.

10) Un aiuto a chi scrive come te e vuole emergere dalla massa.

A questa domanda purtroppo non ho risposta… emergere dalla massa è difficile. Io sono anni che pubblico a quattro mani con Vanessa e dire che siamo emerse è una parola difficile, sicuramente ci conoscono ora un po’ di più di prima, ma siamo ancora lontane.

Oltre al fatto che conosco tantissimi splendidi lavori di altre autrici self restano nel dimenticatoio, nonostante siano bravissime. Probabilmente ci vuole un pizzico di fortuna, un’opera che parli al cuore dei lettori e inneschi un grande passaparola.

Però un consiglio lo posso dare, prima ancora di pensare a emergere, bisogna curarsi del romanzo nei più piccoli dettagli, non avere fretta di buttarlo nel calederone, lasciandosi aiutare da chi più esperto a migliorare e crescere.

Grazie ancora per lo spazio e le bellissime domande!!

Intervista all’autrice Kaimarelle con il suo libro “Rebecca e la sua passione particolare”

Buongiorno a tutti. Oggi vi presento l’intervista che ho fatto all’autrice Kaimarelle. Tra le varie domande ce ne sono alcune sul suo libro “Rebecca e la sua passione particolare”.
1) Kaimarelle, benvenuta. Quando hai iniziato a scrivere?
Grazie a te, Evelyn, per avermi concesso questo spazio. Ho cominciato a scrivere attorno ai 12 anni, in seconda media. Durante un tema libero è scattata la scintilla per la scrittura, ed eccomi qui.

2) Hai un autore preferito? Se sì, chi è?
Ne ho tre: Stephen King, De Sade e la nostrana Barbara Bolzan, che ho la fortuna di aver conosciuto l’anno scorso.

3) Che genere di romanzi leggi di solito?
Sono onnivora, passo dallo storico all’erotico con facilità, senza snobbare gli altri. Ogni libro di qualsiasi genere ha un insegnamento al suo interno.

4) Hai mai pensato di pubblicare in self?
Prima di pubblicare con la casa editrice Eroscultura ho pubblicato in self e inizialmente mi sono trovata bene. Adesso però, con un editore serio alle spalle, posso dire di trovarmi molto meglio.

5) Da cosa prendi ispirazione?
Nell’erotico, ho preso ispirazione soprattutto da alcune mie esperienze – no, non ho mai fatto pipì per strada – e desideri.

6) I tuoi scritti sono autobiografici, inventati o mischi un po’ e un po’?
In buona parte, gli scritti sono autobiografici. Rebecca mi assomiglia molto, nel darle vita ho tirato fuori la mia parte più bizzarra e hot. Di inventato c’è davvero poco, forse nulla. Certo, non ho fatto tutto ciò che ho scritto, ma quelle cose sono desideri… che prima o poi verranno realizzati.

7) Scrivi meglio di giorno o di notte?
Se ho l’ispirazione, qualsiasi ora va bene, ma di più al tramonto.

8) Cosa dice chi ti conosce di questa tua passione?
Chi ha letto qualcosa di mio, di non abbandonare perché l’erotico mi viene bene. I parenti, invece, mi prenderebbero a fucilate se sapessero di quale genere scrivo…

9) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Non ho comodini e cassetti in casa, ma direi si è avverato quando ho firmato il contratto editoriale con Eroscultura.

10) Parliamo del tuo libro “Rebecca e la sua passione particolare…”. Di cosa parla?
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È un erotico che parte da una passione di Rebecca: il pissing. Rebecca, però, è costretta a stare con un ragazzo che non ama e con cui fa del sesso scadente. La noia della vita ormai routinaria la porta a cercare delle alternative in internet, delle scappatelle telematiche per ovviare ai suoi bisogni troppo a lungo repressi. È su un forum erotico che conosce Manuel e da lì tutto cambia… ma per vedere come, dovete leggere il testo.

11) Quanto c’è di Rebecca in te?
Tanto, forse tutto… Rebecca sono io, tranne il fisico: lei è molto più bella di me.

12) Una curiosità legata al libro.
I protagonisti sono tratti dalla vita reale, ma me ne sono resa conto durante l’editing finale, dicendo a me stessa: “Ehi, ma Enrico sembra il mio ex” e così anche per gli altri.

13) Ci sarà un seguito?
Sì, sto finendo il secondo racconto lungo con protagonista Rebecca. Sono in fase di editing con la mia fidata editor.

14) Perché un lettore dovrebbe leggerlo?
Per passare un paio d’ore stuzzicanti in compagnia di Rebecca e Manuel… e magari scoprire delle pratiche sessuali che possono risultare piacevoli anche al lettore.

15) Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
Nei miei testi sto cercando di lasciare sempre qualcosa, in “Rebecca e la sua passione particolare…” vorrei far capire, ad ambo i sessi, che non bisogna mai accontentarsi e che, se in una coppia uno dei due cerca di trovare delle alternative, forse non c’è più amore…

Intervista all’autrice Francesca Angelinelli con il suo Chariza. Il soffio del vento

Ciaooo! Nuova giornata di interviste. Stavolta ho fatto diverse domande alla scrittrice Francesca Angelinelli, anche sul suo libro “Chariza. Il soffio del vento”.
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1) Francesca, benvenuta. Se pensi alla scrittura cosa ti viene in mente?
Magia, impegno e dedizione.
La magia è quella che mi stupisce sempre nel momento in cui un’idea, un pensiero o un’intuizione diventano una storia vera e proprio. L’impegno è quello che ci metto per portare a termine l’impresa di scrivere i miei romanzi, non sempre brevi. E la dedizione è quella che, credo, di condividere con tutte le autrici e gli autori italiani che nella vita fanno altro per lavoro, ma riescono sempre a ritagliarsi un momento per scrivere, a volte sottraendo tempo al sonno a quelli che per la maggior parte delle persone sono svaghi.

2) Qual è il tuo autore preferito?
Mmmh, domanda difficile. Se parliamo di fantasy direi Marion Zimmer Bradley. Eh, sì, io vado sul classico, ma non troppo. Se invece parliamo in generale… direi Shikibu Murasaki o Lev Tolstoy, sempre autori classici. Tra i contemporanei forse Banana Yoshimoto, è l’unica autrice di cui compro, ancora in cartaceo, tutto quello che esce. Tra gli italiani del fantasy il primo nome che mi viene in mente è Fabiana Redivo.
Lo avevo detto che era difficile dare una risposta…

3) Che genere di letture scegli?
In genere leggo narrativa fantastica, di tutti i generi, ma prediligo le diverse sfumature del fantasy. Mi piacciono i romanzi storici, soprattutto se ambientati in Giappone. E amo molto la letteratura classica giapponese. Mi piacciono anche alcuni autori contemporanei del Sol Levante.
Di recente ho iniziato a leggere qualche romanzo rosa e li ho trovati piuttosto brillanti, specie quelli di Anna Premoli.

4) Casa editrice o selfpublishing?
Ho iniziato con le case editrici, piccolissime, piccole e medie… poi mi sono fermata. Sono stata delusa, ferita, abbattuta. Ma mi sono rialzata e ho deciso di prendere in mano la situazione, quindi sono passata al selfpublishing. Per il momento mi relaziono con piccole case editrici di cui mi fido solo in casi molto particolari. Altrimenti… chi fa da sé fa per tre, anche se non è per niente facile! Poi si vedrà… diciamo che valuto con attenzione.

5) Cosa ti ispira?
Tutto. Una canzone, un’immagine, un episodio cui mi capita di assistere, libri e film… di solito non cerco le storie, arrivano e basta. E se mi prendono le porto avanti.

6) Nei tuoi scritti metti un po’ di te?
Metto le mie passioni, soprattutto quella per l’estremo oriente e per il Giappone in generale. È il motivo per cui scrivo soprattutto fantasy orientale, perché scrivo i libri che vorrei leggere.

7) C’è un luogo dove preferisci scrivere le tue storie?
La mia stanza. Prima, quando vivevo a casa dei miei era la mia cameretta, adesso invece è la camera da letto della casa che divido con mio marito e i nostri due pelosi. Di tanto in tanto scrivo anche in soggiorno, ma preferisco un luogo più appartato, più tana.

8) Cosa consiglieresti a chi volessi seguire i tuoi passi?
Mah… io non sono la persona adatta a dare consigli del genere, perché vivo la scrittura molto serenamente. Non mi interessa diventare famosa e sono abbastanza realista sul fatto che non vivrò mai di quel che scrivo. Penso, tuttavia, che un libro, una storia, per essere completo, debba essere letto e per questo pubblico. Detto questo, penso che chi vuole avvicinare il mondo della scrittura lo deve fare con la massima umiltà e il rispetto dei lettori, che vuol dire anche dare loro il miglior prodotto possibile. L’editing è importante, sia che il libro sia pubblicato da una casa editrici sia che sia l’opera di un self. Ovviamente dietro ci deve essere una buona storia e le buone storie si costruiscono leggendo moltissimo e imparando dai più grandi, con pazienza, a volta sbagliando.

9) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Il mio sogno si è da poco realizzato. Volevo vedere Chariza. Il soffio del vento uscire in un’edizione curata e rivisitata, editata, con una bella copertina e con il testo integro (purtroppo nella prima edizione era stato diviso in due volumi). Da adesso in poi è tutto un di più, un divertirsi insieme ai personaggi e ai lettori.

10) Parliamo del tuo libro “Chariza. Il soffio del vento. Chi è Chariza?
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Chariza è una guerriera. Ladra, mercenaria e assassina. È stata colpita da una maledizione di avidità che le fa desiderare tutto ciò che è raro e prezioso. Per questo, in giovane età, lascia lo Si-hai-pai, il regno in cui è nata, e il Monte Tōmei, in cui è stata addestrata, e viaggia nei regni che confinano con l’Impero. Ormai donna adulta e capace di tenere sotto controllo la propria maledizione, torna nello Si-hai-pai dove incontra e aiuta l’imperatore Yoshio Ryokin, che da quel momento non mancherà di chiedere i suoi servigi (se volete saperne di più, vi segnalo il racconto Chariza. Il Drago Rosso e l’antologia da cui è estratto Le avventure di Chariza).
All’inizio del romanzo, la troviamo proprio qui, a questo punto della sua vita. Suo malgrado, Chariza viene contatta dal sovrano per un nuovo incarico e…

11) Come mai la scelta di ambientare la storia in Estremo oriente?
Fin da piccolissima sono stata appassionata di cultura orientale, soprattutto di quella giapponese. Crescendo, poi, ho iniziato a seguire anime e manga e, infine, a leggere letteratura classica giapponese. Ho anche scoperto i film e i romanzi wu-xia (storie di cappa e spada cinesi, stile La Tigre e il Dragone). E, ovviamente, volevo disperatamente altre di queste storie… solo che in Italia arrivava poco. Così, presa da disperazione, ho deciso che se volevo quelle storie me le sarei dovuta scrivere da sola ed è nato lo Si-hai-pai, con i suoi personaggi, le sue storie, le sue ambientazioni…

12) Una curiosità legata al libro.
La storia nasce e si sviluppa nel primi anni 2000 (era il 2003, se non ricordo male) e viene pubblicata per la prima volta nel 2007. Da allora, per un’infinità di ragioni, non ho più ripreso il personaggio di Chariza. Fino a che non ho incontrato la mia editor, Valentina Camarda, che si è innamorata del progetto e mi ha spronato a rimettere mano ad alcune idee che riguardano soprattutto racconti e nuovi romanzi con la stessa ambientazione. Riuscirò, dopo tanto tempo, a tornare nello Si-hai-pia? Di sicuro ci sto provando.

13) Di quanti romanzi è composta la serie di Chariza?
Uno. La storia raccontata in Chariza. Il soffio del vento inizia e finisce con il romanzo uscito da poco (dicembre 2015). Poi ci sono dei racconti, anche questi assolutamente autoconclusivi, che vedono di nuovo Chariza come protagonista, ma che non sono affatto indispensabile per leggere il romanzo (e viceversa).
Il progetto Ryukoku Monogatari, inoltre, comprende altre serie e romanzi singoli che hanno in comune con la storia di Chariza unicamente l’ambientazione, ma che sono storie a se stanti e del tutto indipendenti.

14) Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
Una bella avventura. La possibilità di passare qualche ora divertendosi e immergendosi nel mondo che ho creato.

15) A parte Chariza, hai un personaggio nel cuore che fa sempre parte del libro?
Sì, più di uno. Un personaggio che mi è sempre piaciuto molto, per via del modo di essere e della sua storia personale, è Yukai, il compagno di viaggio di Chariza.
Poi, un altro personaggio cui sono legata, per altri motivi, è Midori, il Drago Verde, perché ho sempre visto in lei un po’ il mio alter ego. Midori macchineggia, briga, fa, disfa, per controllare le vite altrui… un po’ come noi autori quando indirizziamo la vita di un nostro personaggio.

Intervista all’autrice Laura Randazzo più due recensioni

Un’altra frizzante mattina. Ho intervistato la scrittrice Laura Randazzo anche a proposito del suo libro “L’eredità”. Leggete le risposte che mi ha dato e, alla fine dell’intervista, le mie recensioni sul libro “L’eredità” e sul libro “Biancomangiare”
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1) Laura, benvenuta. Quando hai iniziato a scrivere?
Ciao Evelyn, grazie a te per l’ospitalità.
Ho iniziato a scrivere sin da bambina e non ho mai smesso.

2) Hai un autore preferito? Se sì, chi è?
Uno solo no, tanti! Da Tolkien, alla Ward, dalla Rowling a Elizabeth Peters, e poi Jane Austen, Kelley Armstrong… Non saprei chi scegliere!

3) Che genere di romanzi leggi di solito?
Un po’ di tutto. In genere ho più di un libro in lettura contemporaneamente: tutto dipende dal momento, dalla predisposizione d’animo, dal tempo…
Genere preferito il paranormal o l’urban fantasy, non leggo soltanto l’horror.

4) Hai mai provato a pubblicare in self?
No, almeno, non per adesso.

5) Da cosa prendi ispirazione?
Un immagine, una musica, un sogno… Non so da dove vengano le storie che scrivo, si presentano con brevi “trailer”, e poi pian piano prendono corpo.

6) I tuoi scritti sono autobiografici, inventati o mischi un po’ e un po’?
Credo che in ogni storia, in ogni personaggio ci sia un pezzettino di me, come piccole mollichine di pane sparse qua e là.

7) Scrivi meglio di giorno o di notte?
Di giorno: non sono una tipa nottambula 

8) Cosa dice chi ti conosce di questa tua passione?
Beh, alcuni sono i beta reader delle storie, quindi le vedono crescere, mutare e poi prendere il volo, con altri se ne parla a lavoro compiuto, per tutti, è un pezzo importante della mia vita.

9) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Veder tradotti i romanzi della Stirpe delle Lowlands in altre lingue.

10) Quanti libri hai scritto fino a questo momento?
Due romanzi e due racconti lunghi e poi diversi racconti contenuti in varie antologie.

11) Ne hai uno nel cuore?
Sì, “L’ombra della luna”, perché è l’inizio di questa bella avventura.

12) Parliamo di “L’eredità”.
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Riassumilo in breve.

L’eredità è un flashback nel passato del branco, nella Scozia dei clan, dei guerrieri highlander armati di spade e onore, ma, in questo caso, anche di artigli e zanne.

13) William e Duncan. Chi preferisci e perché.
Si compensano: fratelli guerrieri, l’uno leard e l’altro capo del branco e quindi braccio militare del clan. William è il più grande e il più saggio, Duncan ha il lupo che gli scorre nelle vene. Non ho un preferito: non vi sarebbe l’uno senza l’altro. Entrambi darebbero la vita non soltanto per la vita del proprio fratello, ma per la sua felicità e libertà.

14) Una curiosità legata al libro.
Era nato come un racconto breve da regalare ai lettori per Natale.

15) Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
I personaggi del branco hanno tutti un passato, di cui spesso è a conoscenza soltanto lo scrittore, L’eredità è nata per dare uno scorcio di ciò che è successo, prima che tutto cominciasse ad accadere.

La mia recensione su “L’eredità”.
Un prequel, un racconto breve. Già dall’inizio la scrittura è accattivante, si vede che l’autrice ha dimestichezza con lupi, branchi e con le storie di battaglia dal sapore antico. Due sono i fratelli che incontriamo in questa storia; si capisce subito il grado di rispetto e di fratellanza che li lega, intanto che si prospetta anche un matrimonio, ma ovviamente non può essere tutto. Battaglie e scontri non mancano di catapultarci nel mondo creato da Laura Randazzo. Davvero molto carino.

La mia recensione su “Biancomangiare”.
Il libro si apre in maniera originale. Gli ingredienti e la preparazione non sono a base di cibo, come ci si potrebbe aspettare. La storia è estiva, fresca, semplice, curata. Mi sono piaciute le descrizioni dettagliate e i dialoghi mai scontati. L’amore e i rapporti in famiglia sono posti in primo piano. Rapporti che, a volte, possono nascondere delle frasi non dette, dei pensieri inappropriati, dei rancori o dispiaceri che sono solo il frutto di fraintendimenti. Sara a Davide hanno delle famiglie con cui hanno dei non rapporti o qualcosa in sospeso. Sono entrambi indipendenti e si conoscono in un villaggio turistico di Ustica. Tra immersioni, clienti donne intraprendenti e verità scoperte sul proprio passato, si delinea una storia d’amore che nasce così, spontaneamente. Un libro non troppo impegnativo, ma che si legge in fretta e che mostra i vari aspetti dell’amore.

Intervista all’autrice Emme X

Buongiorno, dopo una breve pausa in Germania, sono di nuovo qui per parlarvi di una nuova intervista. Conosciamo meglio la scrittrice Emme X.
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1) Emme X che tipo di scrittrice è?
Sono indubbiamente una scrittrice romantica. Mi piace spaziare tra l’amore drammatico e quello ironico. Preferisco inserire un colpo di scena o qualcosa di insospettabile, in modo da stupire il lettore. I finali non devono essere banali o intuibili.

2) Nei tuoi scritti parli principalmente di amore. Come lo definiresti questo sentimento?
Metto amore ovunque, perché è un sentimento universale. Non per forza tra coppie, ma anche tra madre e figlia, tra sorelle e fratelli, per un animale … esistono tanti tipi di amore. L’amore è un sentimento estremo: ti fa sollevare in alto o ti annienta. Ti infonde coraggio o ti distrugge. Sembra che si sia già scritto troppo sull’amore, eppure c’è sempre quella storia che non è ancora stata raccontata. Ecco, vorrei fosse una delle mie.

3) Ti immedesimi nei tuoi personaggi quando scrivi o riesci sempre a mantenere una certa distanza?
Non riesco a rimanere distaccata dai miei personaggi. Li immagino nel profondo del loro essere e soffro, rido, mi emoziono e vivo avventure attraverso di essi. Questo vale sia per i personaggi maschili sia femminili. C’è una sorta di empatia che nasce con loro istantaneamente. Non potrei raccontarli se non vivessi i loro sentimenti.

4) Hai uno scrittore famoso al quale ti ispiri o da cui prendi spunto?
Ho letto talmente tanti libri che non saprei in chi identificarmi. Credo che, nel mio subconscio, abbia attinto da diversi autori. Mi piacciono le letture scorrevoli, lineari, che scivolano via con il susseguirsi degli eventi. Tutto sommato, però, ho un mio stile personale.

5) Attualmente stai scrivendo? Se sì cosa?
Sì, sono alle prese con un nuovo romanzo. È appena stato pubblicato il Prequel, un’introduzione alla protagonista Vittoria che racconta i suoi disastri amorosi e aspetta il suo Eros. Infatti s’intitola “Aspettando Eros …” Il romanzo vero e proprio, farà incontrare Vittoria e l’amore che ha sempre desiderato. Ma come? “Eros mi ha rapito!”, la dice lunga. È una storia molto romantica e un po’ insolita, a tratti divertente a tratti preoccupante. È la prima volta che scrivo una storia in prima persona.

6) Quando hai capito che la scrittura sarebbe diventata così importante per te?
Ho sempre amato scrivere. È una parte di me, un istinto animale. Fino a qualche anno fa non avevo la giusta ambizione e sicurezza. Dicevo: “Ma a chi vuoi che interessi cosa scrivo?” Quando però la storia di Stella e Andrea – del romanzo “La forza dell’amore” – si è insinuata nella mia mente con insistenza, mi sono detta: “Questa è la storia giusta per iniziare a scrivere e pubblicare”. Così ho preso coraggio e mi sono lanciata nel mondo dell’autopubblicazione.

7) Decidi di scrivere un romanzo o un racconto: come procedi?
Non ho un metodo preciso. A volte ho un solo un personaggio in mente, penso che cosa potrebbe fare, cosa potrebbe capitargli e inizio a prendere appunti sui vari episodi. Poi la storia si articola automaticamente. Altre volte ho un’idea generale della trama, come in quest’ultimo romanzo “Eros mi ha rapito!”, quindi cerco di entrare nei personaggi e creare le situazioni, i dialoghi e i pensieri. I finali cerco di renderli interessanti, perché non gradisco quelli banali, come ho già detto.

8) Quanto contano per te i giudizi dei lettori? Ti è mai capitato di essere criticata per qualche tuo scritto? Se sì come hai reagito? Quando, invece, ricevi complimenti come ti senti?
I giudizi dei lettori sono essenziali: scrivo soprattutto per loro. Quando il commento è fatto con intelligenza, ha un senso e una reazione; se viene scritto un giudizio solo per denigrare a prescindere, allora è diverso. Ho ricevuto solo un commento negativo, relativo al mio secondo libro “Quando l’amore è amore”. Ci sono rimasta male, inizialmente, perché a nessuno fa piacere ricevere commenti negativi. Però non l’ho ritenuto costruttivo e anzi, penso che la lettrice non abbia capito il senso ironico del mio romanzo. Non ha proprio accolto la protagonista svampita e goffa che ho creato. Quindi non mi sono preoccupata più di tanto: quel giudizio non dice niente di vero e ognuno è libero di esprimere la sua opinione. Non si può piacere a tutti. Invece, i giudizi positivi, fanno piacere, è inutile negarlo. Soprattutto, mi gratifica sapere che il lettore abbia capito il senso della storia, la peculiarità dei personaggi e si emozionano: ecco, entrare nel cuore del lettore è una grande soddisfazione.

9) A chi consiglieresti i tuoi libri?
A chi non vuole smettere di sognare. A chi ha una vita stressante e vuole rilassarsi a leggere un po’ di buoni sentimenti. A chi cerca la speranza. A chi vuole divertirsi. Un po’ a tutti insomma. Vorrei accontentare ogni lettore, ma non è possibile, quindi spero che chi leggerà i miei romanzi ami il genere e lo apprezzi.

10) Leggi più scrittori famosi o emergenti? Perché?
Non faccio più una distinzione tra famosi o emergenti. Per me, un libro pubblicato – cartaceo o digitale che sia – è meritevole di essere letto. Ho avuto tra le mani libri di autori famosi che hanno scritto storie inconcludenti, meravigliandomi che siano stati pubblicati ed emergenti ben scritti che raccontano storie emozionanti. E viceversa. Quindi non c’è un metro di giudizio che mi faccia prediligere uno scrittore rispetto a un altro.

Biografia: Emme X (Pseudonimo) è nata nel 1977. Vive in Sardegna, a Guspini, con il marito e la loro bambina. Da sempre amante sia della lettura sia della scrittura, solo negli ultimi anni si è sentita pronta ad affrontare il debutto come autrice. Scrivere, per lei, è un istinto animale. Da quando ha iniziato a pubblicare come self, ha continuato a scrivere senza sosta. È una sognatrice cronica e per questo ama i romanzi rosa contemporanei, i colpi di scena, gli amori struggenti e impossibili. Tra i suoi generi preferiti ci sono i Chik lit, i N/Y Adult, narrativa e qualche erotico … Dove c’è sentimento, c’è Emme X. “Romanticamente è la sua parola preferita.
I suoi romanzi:
-New adult “La forza dell’amore” 2013 (poi ripubblicato nel 2014) formato digitale.
– Chick lit “Quando ‘amore è amore” 2014; formato digitale.
– Prequel “Aspettando Eros …” 2015 (gratuito) formato digitale.
– Romanzo rosa “Eros mi ha rapito!” 2015; formato digitale e cartaceo sullo store di Amazon.
– Antologia (Gratuita) delle Dragonfly Wings, con il racconto “Una (s)volta nella vita” 2015; formato digitale.
Altri due romanzi stanno partecipando a concorsi letterari.
Al momento sta scrivendo una trilogia romantica con un percorso di crescita dei protagonisti; e, inoltre, un rosa-suspense. Il primo e il secondo volume della trilogia “The kiss trilogy” sono già online.

Intervista all’autrice Teresa di Gaetano

Ciao, oggi voglio farvi leggere l’intervista che ho fatto all’autrice Teresa di Gaetano. Si parla anche del suo libro “Pezzi mancanti di te”.
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1) Teresa, benvenuta. Qual è il primo libro che hai letto?
Uhmm… vediamo, di preciso non me lo ricordo. Ricordo però che ho iniziato leggendo i classici per ragazzi, quindi “Piccole donne”, “Pollyanna”, “I ragazzi della via Pàl”, “Il fantasma di Canterville”, etc. Quindi, ho iniziato leggendo questi piccoli grandi capolavori.
2) Hai un autore preferito? Se sì, chi è?
No, non ho un autore preferito in particolare. Ma libri preferiti. E qui l’elenco sarebbe interminabile. Ti posso citare “Kitchen” dalla Yoshimoto o alcuni romanzi della Isabella Allende che leggo con molto piacere data la cultura di cui la scrittrice fa sfoggio.
3) Quali romanzi leggi di solito?
Leggo un po’ di tutto, ma non prediligo leggere i gialli, thriller o gli horror. Non sono proprio nelle mie corde.
4) Qual è stata la molla che ti ha spinto a voler mettere per iscritto le tue storie?
Il merito va a mia madre che tanto tempo fa mi fece appassionare a una raccolta di libri, si chiamava la collana Evergreen, di classici senza tempo, come “Il grande amico” o “Il diario di Anna Frank” o ancora “L’isola di Arturo” di Elsa Morante.
5) Da cosa prendi ispirazione?
Dipende. Può essere una canzone, un libro che ho letto, un film oppure una notizia che ho ascoltato alla tv. Si può essere ispirati da tutto. Non c’è un unico modo. Quando la fantasia si attiva, le idee iniziano a fluire e a correre. Impossibile non fermarle su carta.
6) I tuoi scritti sono autobiografici, inventati o mischi un po’ e un po’?
Sì… ci metto un po’ del mio, nei miei romanzi. Del resto, è difficile non lasciarsi influenzare dal proprio vissuto. Almeno, lo è per me.
7) Scrivi meglio di giorno o di notte?
Scrivo meglio di giorno, però ovviamente se l’ispirazione mi viene di sera, ben venga. L’importante è essere ispirati. Perché davvero non riesco a scrivere senza sentirmi ispirata.
8) Cosa dice chi ti conosce di questa tua passione?
C’è un largo scetticismo da una parte. E posso ben capirlo. Purtroppo d’arte non si vive!
9) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Sì… mi piacerebbe scrivere un romanzo con un personaggio bello come quello di Rossella di Via col vento. Adoro questo personaggio. E’ indimenticabile. Spero anch’io di riuscirne a creare uno così unico e meraviglioso come questo.
10) Quanti libri hai scritto fino a questo momento?
Compresi quelli fuori commercio, undici libri. Ma l’entusiasmo è sempre come per il primo libro.
11) Ne hai uno nel cuore?
Certamente! Li porto tutti nel cuore, però secondo me il mio migliore romanzo è “Rosehan e la spada di Shanas”. Infatti, è il romanzo più lungo che abbia mai scritto, ben 400 pagine di storia. L’ho scritto ispiratissima e ho amato tantissimo i miei personaggi.
12) Parliamo di “Pezzi mancanti di te”. Tre parole per descriverlo
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Romantico, passionale, malinconico
13) Di cosa parla e cosa c’è in te dei personaggi?
Continua il racconto di Rimani qui con me. In pratica, ritroviamo i personaggi del primo libro, però sono trascorsi ben cinque anni. Emma si è sposata con Lord Gilbert Thorton, ma senza esserne innamorata. Capirà dopo la morte del marito di amarlo. E così si mette a cercare nel passato del consorte. Ma avrà una brutta sorpresa, che la deluderà. Per questo si getterà tra le braccia di Lord McLeod. E il resto non lo racconto, per non togliere la sorpresa a nessuno. Di me ci sono le argute battute e i dialoghi serrati. Cioè mi rispecchiano molto le parole dei dialoghi.
14) Perché un lettore dovrebbe leggerlo?
Se ama le storie romantiche, perché no? Sopratutto se ama storie come Dowton Abbey o Il Segreto. Qui ritroverà gli stessi ingredienti che hanno reso queste serie molto seguite e apprezzate.
15) Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
Mah… anche se è ambientata in un ottocento immaginario e in Inghilterra immaginaria, voglio un po’ raccontare la realtà. Nel senso, i miei personaggi, alla fine, sono molto realistici in tutto quello che fanno o dicono. E la realtà lo sappiamo un po’ tutti: ha un sapore agrodolce. Cioè la vita a volte è dolce, e in alcuni casi è dura o incostante. Ecco io ho voluto raccontare uno spaccato di vita. Sarei ben lieta se poi i lettori nel momento in cui lo leggono e magari si identificano con qualche personaggio beh… poi dicano dentro se stessi “no, così non vale”, oppure “sì, anch’io avrei fatto come ha fatto lui/lei”. Spero insomma che ci si rispecchino e/o immedesimino in uno o più personaggi.

L’estratto: 12290485_1526798240973813_1559406076_o

Il booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=0DOurgqe-iw

Biografia: Teresa Di Gaetano è stata giornalista pubblicista per quasi dieci anni. Ha collaborato per diverse testate giornalistiche locali sia per la carta stampata che per una emittente televisiva.
Ha frequentato due corsi di giornalismo, uno di questi a Roma con le migliori firme del giornalismo italiano. Successivamente però si è voluta dedicare completamente alla scrittura dei suoi romanzi. Ha partecipato a diversi premi letterari ed è stata più volte segnalata per i suoi racconti. Ha svolto diversi corsi di scrittura creativa, uno di questi con la scrittrice per ragazzi Moony Witcher. Ed ha altresì frequentato un corso di sceneggiatura e scrittura creativa, lavorando con professionisti nel settore.
Ha scritto e pubblicato ben dieci romanzi, alternandosi tra il genere fantasy e i romance, generi che predilige scrivere. Ma non esclude in futuro di cimentarsi in altri generi letterari.

Intervista all’autrice Elvira Tonelli

Ciao a tutti i lettori fissi e ai visitatori occasionali. Oggi ho intervistato per voi l’autrice Elvira Tonelli.
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1) Elvira, benvenuta. Prima di iniziare a scrivere sarai stata una lettrice. Qual è il primo libro che hai letto?
Leggere mi è sempre piaciuto e questa passione è cresciuta a dismisura soprattutto dopo il periodo scolastico. Sinceramente il primo libro letto non lo ricordo, in quanto tra le mie mani ne sono passati davvero tanti. Posso dirti che prediligo i romanzi d’amore, di avventura e le storie vere.
2) Hai un autore preferito? Se sì, chi è?
Ne ho due. Una donna, Danielle Steel di cui ammiro molto la semplicità di scrittura, le descrizioni minuziose dei personaggi e la sensibilità che traspare in ogni suo romanzo. E poi adoro Nicholas Sparks, dai cui libri sono stati tratti anche dei film e del quale amo il suo modo di riuscire a trasmettere emozioni forti, profonde.
3) Quali romanzi leggi di solito?
Solitamente, come ho già anticipato nella prima risposta, leggo romanzi d’amore, di avventura e storie vere. Mi appassionano meno i gialli, per nulla i thriller.
4) Qual è stata la molla che ti ha spinto a voler mettere per iscritto le tue storie?
La verità è che mi è sempre piaciuto scrivere e, ad un certo punto, ho voluto mettermi alla prova. Sarei stata in grado di raccontare attraverso la scrittura i mille pensieri che mi frullavano per la testa? E così ci ho provato. Vedere pubblicati i propri libri è una grande soddisfazione, ma ciò che appaga maggiormente è sapere di essere letti. Se poi si hanno anche riscontri dai lettori – meglio se positivi – è il massimo!
5) Da cosa prendi ispirazione?
Solitamente costruisco una storia ispirandomi a fatti accaduti e rivisitandoli in base ai personaggi che ho in mente. Accade, forse più spesso, che invento di sana pianta un racconto che poi abbellisco ambientandolo in luoghi reali, che ho visitato, eventi avvenuti o che stanno per accadere, ecc.
6) I tuoi scritti sono autobiografici, inventati o mischi un po’ e un po’?
Al momento non ho ancora scritto un libro autobiografico e non credo lo farò, perché non amo parlare di me. Indubbiamente, però, nei vari personaggi può accadere di ritrovarmici un po’ nel modo di essere, di comportarsi, di vivere.
7) Scrivi meglio di giorno o di notte?
Il momento che prediligo per scrivere è il giorno, ma in generale non ho un orario preciso. Quando mi viene l’ispirazione, compatibilmente con impegni famigliari e lavorativi, prendo carta e penna.
8) Cosa dice chi ti conosce di questa tua passione?
Sono contenti di questa mia passione e mi spronano ad andare avanti, anche quando attraverso momenti di sconforto.
9) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Visto che devo parlare di sogno, lo faccio in grande! Mi piacerebbe vedere una mia storia trasformata in un film!! Sarebbe super emozionante!!!
10) Quanti libri hai scritto fino a questo momento?
Fino ad ora ho all’attivo quattro romanzi più vari racconti. Il primo, pubblicato nel 2010 dalla Statale 11 e disponibile soltanto in cartaceo (euro 10,00), si intitola “In fondo si può sempre essere felici”. Si tratta di un’intensa storia d’amore che, come un filo rosso, corre attraverso i continenti. Un gioco di specchi, di anime e di passioni che lega Fabio, Zhang Jo, Simone, Giorgio e Rebecca in un vortice di emozioni intenso come la vita.
Nel 2012, per Artemuse, ho pubblicato il romanzo breve “Il sole ora splende” che racconta di Jessica, una ragazza abbandonata all’età di tre anni dalla madre e cresciuta con un padre alcolizzato che non ha lesinato in scenate e botte per i più futili motivi. Tant’è che quando il vero amore fa capolino nella sua vita, stenta a credere che qualcuno possa prendersi cura di lei. Una storia d’amore delicata, profonda, che nasce e cresce a dispetto di tutta la cattiveria e il male che possono abbattersi su un’esistenza, lanciando un messaggio di speranza a ogni donna (disponibile in cartaceo a euro 5,00 e in ebook).
Nel 2013, sempre per Artemuse, ho pubblicato “Il sorriso innocente dell’amore”, i cui protagonisti sono Noemi, giovane infermiera che sta per sposarsi con Lorenzo, uno degli avvocati più noti della città. E poi, dopo varie peripezie, arriva Marco, un giovane pediatra innamorato del suo lavoro, i cui occhi nascondono una storia dolorosa che l’ha segnato profondamente (disponibile in cartaceo a euro 10,00 e in ebook nella versione rinnovata che prende il titolo di “Amore innocente”).
Infine, fresco di uscita è il romanzo “Oltre le nuvole”. Sin da piccola Ela, nata a Craiova, in Romania, capisce che la vita è fatta di sacrifici e di sudore. Una serie di vicissitudini la porteranno in Italia, prima a Milano, dove subirà violenze sul luogo di lavoro, poi a Torino. Qui inizierà un nuovo periodo della sua vita, fatto di gioia e felicità, finché un brutto male la colpirà duramente. Ma Ela combatterà come una leonessa, mantenendo intatta la voglia di vivere e di sorridere. Un romanzo emozionante e pieno di colpi di scena, che fa riflettere sulla vita e oltre (disponibile in cartaceo a euro 10,00 e in ebook).
Tutti i libri cartacei sono reperibili presso di me. Mi potete contattare su Facebook o tramite e-mail scrivendo a tonelli.elvira@inwind.it. Le spese di spedizione sono a mio carico.
11) Ne hai uno nel cuore?
Ogni libro scritto è un po’ come un figlio, perché ci si affeziona ai personaggi, alle loro vicissitudini. Ma se dovessi dire qual è il mio preferito, beh… direi l’ultimo “Oltre le nuvole”. Mi sono affezionata troppo alla protagonista Ela.
12) Parliamo di “Oltre le nuvole”. Tre parole per descriverlo.
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Emozionante, forte e commovente.
13) Quanto c’è di Ela in te?
Mi piacerebbe rispondere “tanto”, ma così non è. Ela è tutto quello che io non sono: coraggiosa, forte, determinata, caparbia. Non si abbatte, tira fuori le unghie e combatte. Accetta un destino beffardo senza lamentarsi mai. Da lei c’è soltanto da imparare e riflettere.
14) Perché un lettore dovrebbe leggerlo?
Per capire che vicino a noi ci sono tante situazioni difficili che bisogna solo accettare senza porsi domande. Per rendersi conto di quanto noi donne sappiamo essere coraggiose, di quanto siamo disposte a sacrificarci per gli altri. Infine per cercare di capire quanto l’amore fra due persone possa essere così forte da superare gli ostacoli più insidiosi che la vita ci pone di fronte. E poi per emozionarsi un po’ e passare qualche ora in compagnia di Ela.
15) Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
In mio scopo non è quello di insegnare qualcosa, di dettare sentenze, di dare consigli. Piuttosto, con questa storia, mi piacerebbe far capire ai lettori quanto è bella la vita e quanto inutili siano le arrabbiature, le lamentele, le invidie che ci portiamo dietro. Il messaggio che traspare è quello di riportare l’attenzione ai veri valori della vita, quelli che contano; passare dall’apparenza alla sostanza, sorridere sempre.

Estratto di “Oltre le nuvole”: Mi chiamo Ela, sono nata a Craiova, in Romania, 24 anni fa. La mia famiglia è sempre stata povera. Mia mamma era una bellissima donna con tanti sogni rimasti, purtroppo, chiusi nel cassetto. Era alta, magra, bionda e aveva dei bellissimi occhi color smeraldo, come i miei. I suoi lineamenti erano perfetti e, nonostante la vita dura che conduceva, la sua bellezza rimase sempre intatta. Faceva la casalinga e dal mattino alla sera, non la vedevo mai riposare un attimo. Alle sei era già in piedi per preparare la colazione a mio padre che doveva uscire per lavorare, poi si occupava di me. Mi svegliava, mi saziava, mi coccolava e, nel frattempo preparava da mangiare con il poco che riusciva a racimolare. Si occupava dell’orto, la nostra “miniera d’oro” come la chiamava lei. E, in effetti, era così. Rappresentava quasi la sola fonte di sostentamento. Ogni giorno le verdure non mancavano mai. Con ciò che coltivava riusciva anche a vendere qualcosina al mercato settimanale e con i soldi guadagnati comprava frutta, pane e, rare volte, della carne. In casa nostra non si buttava via nulla, nel vero senso del termine. La sera, dopo cena, una volta terminato di rassettare la cucina, si sedeva sulla sedia e cuciva, rattoppava, sistemava i vestiti. Era brava anche in quello. Sovente il giovedì sera, quando fuori era buio, uscivamo di casa, percorrevamo cinquecento metri a piedi e raggiungevamo una stradina dietro la piazza del paese. Lì c’erano quattro cassonetti dell’immondizia che il giovedì erano sempre stracolmi perché era giorno di mercato. Mia mamma si vergognava tanto nel rovistare in mezzo a tutti quei rifiuti, ma se ci andava bene riuscivamo a portare a casa un po’ di frutta in cattivo stato, ma con un angolino ancora buono, un po’ di verdura e, raramente, capitava anche di trovare qualche indumento malconcio, ma dal quale mia mamma poteva ricavare dei pezzi di stoffa per rattoppare qualche altro vestito. Un giorno, quando ero già grandina, mi raccontò che le sarebbe sempre piaciuto studiare e insegnare. Purtroppo, però, la vita non era andata come sperava e, senza soldi, non era riuscita a raggiungere il suo intento, seppur non le mancasse affatto la volontà. Ricordo anche che una volta una sua cara amica d’infanzia, che viveva in un paesino a cinquanta chilometri di distanza e la cui famiglia era benestante, venne a trovarla e le regalò un libro. CONTINUA…

Intervista all’autrice Miriam Rizzo

Buon inizio settimana. Quale modo migliore di partire che con una bella intervista? Oggi ho posto alcune domande all’autrice Miriam Rizzo. 10937746_10203170239804553_1994946043_n
1) Buongiorno Miriam, quando hai iniziato a scrivere?
Ciao Evelyn, grazie per il tempo che mi stai dedicando. Io ho sempre sognato scrivere, però non credevo di esserne all’altezza. Dopo che sono diventata mamma, sono cambiata radicalmente. Ho iniziato a leggere e quattro anni fa ho iniziato a dar vita alle mie storie, anche se sono sempre rimaste sul cassetto fino a poco tempo fa, quando ho deciso di mettermi in gioco.
2) C’è un’autrice o un autore che ti ha influenzata?
Più che influenzata, ci sono delle autrici che mi hanno ispirata. Leggendo i loro libri sono rimasta talmente spiazzata e ogni volta penso che vorrei i miei lettori si sentissero così quando leggono qualcosa di mio.
3) Quali generi preferisci?
Io leggo davvero di tutto, tranne i saggi e le autobiografie. In questo momento il genere che veramente mi è entrato nel cuore è il distopico. L’ho scoperto per caso con il romanzo di Lauren Oliver “Delirium” e da lì ho iniziato a ricercare tutti i romanzi simili e me ne sto innamorando tuttora sempre di più.
4) Fino a questo momento, riassumici quanti libri hai scritto.
Ho scritto tre racconti, sto ultimando un romanzo e poi ho dei progetti in sospeso, che spero proprio di portare a termine entro quest’anno. Uno in particolare mi sta molto a cuore, un romanzo che sto scrivendo a quattro mani con una mia carissima amica!
5) Un sogno nel cassetto.
Imparare l’inglese perfettamente e andare a vivere a Los Angeles, in California. Potessi partirei immediatamente!
6) Chi o cosa ti ispira?
Principalmente la musica, non scrivo nulla se non sono accompagnata dalle mie canzoni preferite. Sono ispirata da ciò che vedo in giro, situazioni particolari, dai romanzi anche, dalle emozioni che sento e che vorrei trasmettere.
7) Come definiresti la tua scrittura?
Domanda difficile. Io però la definirei ricca di sentimento. E in ogni romanzo o racconto si può facilmente trovare un pezzo di me!
8) Prendo spunto dalla tua bellissima idea per porti 3 domande nella domanda:
. romance o erotico? Romance
. horror o giallo? Non ho mai letto horror, è uno dei miei obbiettivi del 2015, quindi per ora rispondo giallo
. romanzi o racconti? Romanzi, ma non dico mai di no a un racconto, solo che se poi diventa troppo bello impazzisco a finirlo subito! 😛
Grazie di tutto.
Grazie a te, di cuore *_*