Intervista all’autrice Francesca De Angelis, autrice del libro “Cenere sulla Brughiera”

Giorni fa ho fatto una segnalazione sul libro “Cenere sulla Brughiera” dell’autrice Francesca De Angelis. E oggi pubblico l’intervista che le ho fatto.

Eccola:
1) Ciao, Francesca. Cosa significa per te scrivere?
Salve, grazie per avermi ospitato in questo splendido blog. Allora scrivere è la mia identità. Io purtroppo non ho avuto una vita facile. Mia nonna e mia zia che mi hanno cresciuto nei primi anni, se ne sono andate quando avevo 9 anni per colpa del tumore. Per me è stata molto dura e senza di loro mi sentivo disperatamente alla deriva. Ho iniziato a soffrire di depressione. Poi è capitato qualcosa che ha cambiato per sempre la mia esistenza. Il giorno del mio decimo compleanno mi hanno regalato il terzo libro della saga di Harry Potter; leggere di quel mago così coraggioso mi ha tirato su di morale e per un po’ ho dimenticato i problemi che mi angosciavano. Crescendo ho fatto qualche ricerca su J.K Rowling, l’autrice, e ho scoperto che anche per lei la depressione non era un qualcosa di sconosciuto. Aveva usato la scrittura a mo’ di terapia e così ho pensato che potevo provare anche io.
2) Quando hai deciso di provare a mettere su carta una tua storia?
Era il 2012, anche se al tempo “Cenere sulla Brughiera” aveva una trama un po’ diversa e gli stessi personaggi erano un po’ diversi. Il rapporto fra Catherine e Logan ad esempio, i personaggi principali del mio romanzo, era ispirato a quello fra Joker e ad Harley Quinn invece che a quello fra Catherine ed Heathcliff. Aveva anche un finale differente. L’unico personaggio rimasto invariato è Hada, una signora che compare all’inizio della seconda parte del romanzo e che aiuterà Catherine a fuggire.
3) Come ti trovi con Arduino Sacco Editore?
Abbastanza bene e sono molto felice che pubblichino in maniera del tutto gratuita. Mi hanno permesso di realizzare il mio sogno e gli sono molto grata per questo.
4) Hai pubblicato con loro “Cenere sulla Brughiera”. Di cosa parla in breve?
Sì. Dunque, il mio libro ha come temi portanti il bullismo, la violenza psicologica, l’emarginazione sociale e il marcio della nostra società. Catherine, la protagonista, è una ragazza inglese che a seguito di alcune tragedie familiari è costretta a trasferirsi negli Usa con la nonna e la giovane zia. E’ vittima di bullismo da parte dei suoi compagni e ha il ruolo della “svantaggiata”. I suoi compagni percepiscono questo suo disagio e lo temono; cercando dunque di esorcizzarlo trattandola male, fino alla violenza finale che la farà esplodere e segnerà lo spartiacque fra la prima e la seconda parte. E’ un libro decisamente visionario, fra la lacrima e il riso.
5) Quanto c’è di te nei personaggi?
Catherine mi somiglia moltissimo, anche se non avrei agito sempre come lei. Per dire, non penso che avrei avuto il suo sangue freddo che di fatto le ha permesso di sopravvivere nella seconda parte del romanzo.
6) Da dove hai tratto l’idea per il tuo romanzo?
E’ nata dopo aver letto “Cime Tempestose” e visto il film “Il Corvo”. Per il personaggio di Logan, il fidanzato di Catherine, il linguaggio che usa, i suoi comportamenti, mi sono ispirata a Erik, il protagonista del film sopracitato. Ma ha anche molto di Heathcliff, che nel romanzo della Bronte si trasforma in una creatura sanguinaria e vendicativa dopo che lei gli viene sottratta. Alla fine del mio romanzo, a Logan succede più o meno la stessa cosa.
7) Ci sarà un seguito?
No, “Cenere sulla Brughiera” è un romanzo autoconclusivo, quindi non ci sono sequel; tuttavia, se per qualche motivo ignoto agli umani e alle sfere divine riuscisse a fare anche un minimo di successo, potrei scrivere un prequel, magari sull’infanzia di Catherine.
8) Perché un lettore dovrebbe leggerti?
Se gli interessa vivere una situazione di irreale realtà e se ha voglia di cimentarsi in una lettura dove vengono trattati degli argomenti attuali con un pizzico di fiabesco e ironia, allora è il libro che fa per loro.
9) Scrivi un messaggio che invogli la gente a comprare la tua storia.
“Preso per mano l’amato Logan e attraversando un oceano infinito di erica odorosa, percorreva il cammino della pace eterna, finalmente a casa alle sue Cime Tempestose.”
10) Parlaci di un tuo progetto futuro…
Progetti futuri. Allora, ho da poco terminato un libro per bambini con protagonisti degli animali da fattoria. Sono animali senzienti stile Disney XD. Io amo molto gli animali e li ho voluti celebrare dedicando loro un libro. Anche qui troviamo temi attuali come l’abuso e l’emarginazione. Speriamo bene.
Grazie per avermi ospitato e per avermi voluto intervistare.

Grazie a te, Francesca. 😉

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L’intervista a Silvia Licetti e i suoi libri “Cuore di Pietra Tormanna” e “Pozzo di vetro”

Oggi inserisco nel blog l’intervista che ho fatto all’autrice Silvia Licetti (pseudonimo di Silva Locatelli). Sotto troverete anche la sua biografia, gli indirizzi utili e i dati di due suoi lavori.

L’intervista:
1) Silvia, raccontaci un poʼ di te.
Mi chiamo Silvia e nasco una cinquantina di anni fa nella terra più a nord est chiamata Friuli in una famiglia benestante con mamma e papà insegnanti. Lo studio non mi è mai pesato e sono uscita dal liceo (linguistico) con abbastanza onore. Per continuare il percorso intrapreso mi sono trasferita a Padova dove tutt’ora vivo lavorando freelance nell’editoria.
2) Quando e perché hai cominciato a scrivere?
Non c’è un preciso perché e nemmeno una soglia temporale. Mi piace leggere da sempre tanto che passavo sui libri diverse ore e non per studio. Ogni tanto qualche frase formulata bene me la segnavo sul quaderno o sul diario e ogni tanto mi vedevo un’insufficienza per qualcosa che ritenevo riuscita. Poi di indole piuttosto riservata e incline alla riflessione, ho capito che potevo “sfogarmi” con carta e penna. Ora mi diverto a creare “storie” per lettori ideali che forse non conoscerò mai di persona. Anche in questo modo mi dà soddisfazione.
3) Quali generi preferisci quando leggi?
E’ più facile dire quello che non mi piace, anche se al momento non trovo quasi nulla che valga la pena acquistare. Non mi piacciono né i thriller né il noir spinto. L’erotico lo tralascio perché preferisco il piacere rispetto alla lettura. Non disdegno la poesia e tendo al classico, agli evergreen. Vado sul sicuro, insomma. Poi dipende dal momento e da quello che è l’offerta.
Altro invece è quello che devo leggere per professione. E qui preferisco lasciarlo nel suo comparto.
4) La raccolta di racconti “Jonathan e gli altri” di cosa parla?
Sono racconti diseguali per lunghezza e tematica, anche se suddivisi in varie sezioni. Ci sono gli animali, ci sono le donne, c’è l’io e il noi, l’andare e il (di)venire. Alcuni sono scaturiti da esercizi di scrittura, altri da idee o spunti vari. La ricerca stilistica qui si è riversata su quello che è già “la mia anima sulla carta”. La maggior parte di essi nasce in questi anni 2000, ma ho inserito anche un paio di quelli “vecchi”. A voi scoprire quali siano.
5) Definisci il tuo libro “Cuore di pietra Tormanna” un romanzo filosofico. Da dove ti è venuta lʼidea e cosa vuoi comunicare?
Romanzo filosofico significa per me non una narrazione esclusiva dei fatti, ma la trasposizione di sentimenti e idee dei personaggi. Ho tentato di rendere esplicito il mondo di Cosimo Petralia nella sua interezza mettendolo a confronto con quello di Riccardo Bronzelli che rappresenta la percezione di esso dall’esterno. Attraverso il protagonista, tratto unicamente il suo punto di vista inteso come visione del mondo.
6) Hai scritto “Azrael 297235” con Danilo Simoni. Comʼè stato lavorare con un altro scrittore?
La collaborazione con Danilo era iniziata poco tempo prima con la revisione della sua saga fantasy LA LEGGENDA DEI SETTE SIGILLI ed è stata unità di intenti e visione della scrittura già alla prima bozza. Qui ho dato suggerimenti, ma anche sostegno a distanza e come il solito ho curato la parte di revisione.
Al momento non abbiamo altri progetti in cantiere, ma chissà, in futuro.
7) Quanto cʼè di te stessa nei tuoi libri?
A parte le mie dita sulla tastiera, mi accorgo sempre di più che ho già uno stile, un mio modo di comunicare.
Essendo poi da sempre una grande osservatrice e ascoltatrice prendo “spizzichi e mozzichi” dalle storie di tutti i giorni, da caratteri e modi di reagire alla vita che inserisco tra i miei personaggi.
Mi piace la prima persona come forma narrativa e quindi credo che la mia visione, il mio ego venga fuori lì, non potendo sempre utilizzare altri mezzi.
Attraverso le mie storie, in conclusione, tra-scrivo la mia filosofia.
8) Qual è il libro a cui sei più legata tra i tuoi?
Entrambi a dire la verità. Sia Pozzo di Vetro che Cuore di pietra Tormanna hanno un forte valore simbolico per quello che di me rappresentano. Anzi sono le due facce di quella persona che ha sempre sognato di scrivere per professione: desideravo diventare critica d’arte e mi sono ritrovata per lungo tempo impiegata commerciale.
9) Perché i lettori dovrebbero leggere le tue storie?
Non solo perché si lasciano leggere, ma perché credo che anche dopo l’ultima pagina l’eco non si spenga, se il lettore si accorge che tra le righe c’è di più.
10) Parlaci di un progetto futuro o di un sogno nel cassetto…
Progetto: in cantiere il seguito di Pozzo di Vetro ovvero ancora storie dei Fratelli Browne.
Poi comunque arriveranno altre pubblicazioni uscite dal laboratorio LICET ET DOCET. Ma di questo non ne voglio parlare. Non qui per lo meno.
Grazie e… buona lettura.

La biografia di Silvia Licetti: Friulana d’origine vive e lavora a Padova dove risiede dal 1987. Si dedica alla scrittura intensivamente da qualche anno e la coltiva assieme alla lettura. Oltre a contributi per pubblicazioni di associazioni e gruppi letterari della sua città ha dato alle stampe una piccola raccolta di suoi racconti dal titolo “JONATHAN E GLI ALTRI” – Ed. Youcanprint 2014 e assieme all’amico Danilo Simoni AZRAEL 297235 – Amazon, 2015 (solo ebook).

La pagina del blog: http://licetti.blogspot.it/
La pagina di “Cuore di Pietra Tormanna”: https://www.facebook.com/PietraTormanna/
La pagina di “Pozzo di vetro”: https://www.facebook.com/POZZODILICETTI/

CUORE DI PIETRA TORMANNA

Dati manoscritto: 74 pagine A4
222.418 caratteri spazi inclusi pari a circa 124 cartelle standard
Sinossi di CUORE DI PIETRA TORMANNA:
Cosimo Petralia, un marmista tuttofare di Villarosa, un paesino tra Enna e Caltanisetta, trova per caso uno strano sasso a forma di cuore che nell’andare dei giorni gli crea qualche sconvolgimento di pensieri.
Nello stesso periodo gli giunge la richiesta da parte del sindaco di ospitare una persona allontanata dal proprio territorio per questioni oscure e divenirne quindi il sorvegliante. Contemporaneamente viene rinvenuta un’altra pietra, simile alla prima.
I due diventano amici e scoprono lati di sé tralasciati causa lavoro e stress o vita normale vissuta più per questioni sociali ed economiche che per passione. Per tenere occupato il suo ospite, Cosimo lo incarica di schedare e catalogare i libri di un lascito ereditato dalla parrocchia e destinato alla biblioteca storica del paese. Tra questi uno in particolare risulterà utile per un’omelia e per risvegliare, sia pur per lo spazio di qualche ora, gli animi dei compaesani, apparentemente immersi nella loro quotidianità.
La tranquilla, ma solo in apparenza, convivenza si complica quando un misterioso pizzino in bianco viene lanciato all’entrata della casa di Cosimo da mani ignote, Pari a un avvertimento non viene preso troppo seriamente, dato che il sorvegliato ormai è conosciuto a tutti. Siamo in Sicilia, nel suo cuore assoluto, lontano da luoghi tristemente famosi.
Rimanendo spesso solo in compagnia della colf, una giovane del luogo, Riccardo Bronzelli trova in lei un affetto sincero che per la ragazza sarà amore, frammisto a desiderio di riscatto e di rivalsa sociale.
Anche una sciocca diatriba con il vicino rende più amaro il vivere per entrambi ma il passato viene in aiuto in maniera quasi bonaria per Cosimo, lasciando trasparire dei lati umani in persone con un aura non troppo limpida.
Un avvicendamento all’interno dell’autorità di sicurezza del paese porterà quindi a una svolta e al finale pirotecnico, nel vero senso della parola.
Le due storie personali si dividono per “causa di forza maggiore” e alla fine Cosimo si ritrova con in mano le due pietre, ma una si è spezzata e rivela una natura del tutto diversa dalle apparenze, simbolo di speranze disilluse, come pure un tentativo di affrancamento attraverso l’espiazione non del tutto andato a buon fine.
Infatti Riccardo si scopre vittima di un tradimento da parte di personaggi che prima lo avevano aiutato a entrare in “certi giri” e poi, per salvare se stessi, ne hanno fatto un capro espiatorio per i loro loschi affari. Riccardo crede di avere in mano dei documenti che potrebbero scagionarlo, ma proprio nel tentativo di assicurarne la validità, li porta alla distruzione. Per lui non c’è conforto nella famiglia che lo ha abbandonato a se stesso, né nella riconciliazione con il figlio maggiore che ahimè lo raggiunge nel momento in cui viene arrestato.
Nemmeno Cosimo è immune dal doversi separare dalla sua quotidianità e da luoghi a lui cari, ma lo affronta con la consapevolezza che il duro lavoro e l’onestà hanno ripagato sempre ogni sforzo, nonostante l’essere stato umile connivente di gente poco raccomandabile.

Si tratta non di un thriller né di un poliziesco, ma di un romanzo filosofico descritto attraverso gli occhi di un uomo che lavora e pensa, ma che nel suo pensare viene scardinato da eventi al di fuori del suo controllo e tradito forse dai propri amici in un clima di assoluta omertà. Fa da sfondo la vita di ogni giorno, con i suoi piccoli problemi in un luogo che a prima vista sembra felice.
La sconfitta sociale, perpetrata da persone senza scrupoli ma attraverso la forza del potere, si fa evidente senza toni o scene violente di cui la cronaca è spesso piena. Qui viene narrata la quotidianità e la rassegnazione dei due protagonisti che nel loro piccolo si aggrappano ai loro principi e alle loro speranze, ma che alla fine cadono entrambi vittime di una cornice capace di spezzare anche il marmo. Non restano che frantumi non replicabili poiché insostituibili, ammassati nelle pattumiere di un archivio di provincia, tra ragnatele e rassegnazione.
CUORE DI PIETRA TORMANNA, una storia dove la ricerca del senso della vita con in mano una sorta di pietra “filosofale” la fa da padrona.

Oltre l’amicizia e la solidarietà in una terra difficile e il divario forse anche generazionale che si delinea tra i due protagonisti, la ricerca di una via pacifica tramite la condivisione di principi di convivenza civile costituiscono la colonna portante sulla quale si intrecciano e intersecano le vicende particolari di Cosimo e Riccardo. Originariamente scaturita dall’idea di dare al lettore l’indicazione per una via di uscita da questo stallo nella lotta alla forza assurda e invisibile quale la Mafia, si rivela forse solo la descrizione della sconfitta sociale del singolo che, attraverso la sua umile partecipazione, vorrebbe dare il suo contributo al miglioramento globale. Uno spiraglio comunque c’è ed è costituito dall’affetto familiare, base sulla quale costruire il proprio futuro.

POZZO DI VETRO

Dati manoscritto: 154 pagine A4
379.459 caratteri spazi inclusi pari a circa 211 cartelle standard
Sinossi di POZZO DI VETRO:
Sarah ha appena iniziato il suo percorso all’Università quando riceve la notizia che il padre sta molto male. Lo raggiunge appena in tempo per vederlo morire.
La sua vita agiata di seconda figlia ne viene stravolta: deve troncare sia la convivenza con Robert, studente di legge, che la sua indipendenza nella sede lontana da casa.
Si rimbocca le maniche e viene introdotta nell’azienda familiare dove poco dopo viene nominata dirigente. La sua posizione però rimane quasi solo sulla carta mentre altri prendono le decisioni.
Non vedendoci sin da subito molto chiaro nella sua situazione si rivolge a Richard, il padre di un suo coetaneo ed ex compagno di scuola che, da bravo commercialista ma non solo, inizia da subito a darle una mano. Tra i due nasce una storia che porta Sarah a lasciare la famiglia data la sempre più invadente intromissione di Gregor, l’ex braccio destro e amico del defunto padre che si palesa come l’amante segreto della madre.
Dal doppio matrimonio di madre e figlia le due sembrano prendere strade diverse. In seguito alla morte del marito la madre di Sarah inizia a manifestare chiari sintomi di depressione che nemmeno l’annuncio della gravidanza di Sarah riesce a portare sollievo.
Sarah, in seguito allo stress lavorativo, subisce un aborto spontaneo e decide quindi, data la lontananza psicologica del marito, di andarsene all’estero per qualche tempo. Si rifugia in Italia presso un amico conosciuto proprio durante l’anno di studi. Qui conosce Marco, un venditore di automobili, e Vincent, un canadese dagli occhi azzurri che riesce solo ad annebbiarle il cuore.
Durante la sua vacanza Sarah cerca se stessa, il suo essere, il suo diventare qualcuno che ancora le sembra troppo simile a un bozzolo. Nel mentre accetta di rimanere oltre l’estate per aiutare l’amico in un suo progetto, viene sorpresa dalla visita di sua sorella Margie e dal marito Richard. Ci sono seri problemi in azienda che Richard vuole capire e risolvere per “salvare il salvabile”. Anche la loro relazione, che a Sarah inizia a stare stretta, viene fortemente messa in discussione.
Sarah rientra in seno alla famiglia giusto il giorno in cui deve firmare l’atto di vendita dell’azienda che però le regala un bel gruzzoletto.
Le condizioni della mamma sembrano aggravarsi con questo colpo e anche a seguito del coinvolgimento del caro Gregor in faccende losche iniziate a sua insaputa ancora quando il primo marito era in vita.
Ancora una volta Sarah è costretta a rinunciare ai suoi sogni, ai suoi progetti o tanto meno a rimandarli. Si ritrovano, Margie e lei a badare alla mamma che non concede molto tempo libero. Lei vorrebbe riprendere a studiare, trovarsi un lavoro, ma Margie ha in mente qualcos’altro mentre amoreggia a distanza con Robert, l’ex di Sarah.
Piano piano le due sorelle metteranno a punto qualcosa per sfruttare l’eredità, ma un colpo di fortuna riporta Sarah in Italia dove trova lavoro e amore.

Nella cornice dei sogni America e Italia si incrociano come luoghi di ambientazione di questa storia a lieto fine. I bei sentimenti sono messi a dura prova tanto quanto la volontà e il desiderio di realizzarsi nella vita. Sono splendide occasioni di riscatto dopo una vita privilegiata che mettono comunque in risalto la forza di due sorelle che alla fine riescono a far fruttare soldi ed esperienza.
Un romanzo dolce nonostante tutto, che estrinseca il viatico di chiunque intraprenda il proprio cammino secondo le proprie inclinazioni, ma che “a ogni tragedia” è pronto a mettere nel cassetto i propri sogni.

Conosciamo Angela Meloni (biografia, opere, intervista)

Buongiorno, mondo. Oggi mi sono data alle interviste. Conosciamo meglio Angela Meloni per poi leggere le sue risposte alle mie domande.
Angela Meloni lavora da diversi anni in una biblioteca della sua città, ama moltissimo leggere e scrivere. Collabora con il blog Distratta-mente di Oriana Tardo dove consiglia libri da leggere e con la casa editrice Lettere Animate dove recensisce libri. Ha un sito internet dove ospita recensioni dei libri di Lettere Animate e interviste agli autori.
Il blog di Angela: https://angelameloniblog.wordpress.com/
Ecco i libri di Angela:

Sinossi:
Ho sempre amato la parola scritta. Da bambina mi affascinava vedere parole stampate su una pagina di un libro e spesso mi domandavo, in che modo, una persona riuscisse ad inventare una storia. La mia domanda trovò risposta il giorno in cui impugnai una penna per scrivere la mia prima poesia. Da quel giorno cominciai a scrivere e più scrivevo, più mi accorgevo di quanto fosse stimolante e allo stesso tempo doloroso, riuscire a mettere la propria anima a nudo solo con una penna e un semplice foglio di carta. Nel corso di questi anni ho scritto molto e la scrittura giorno dopo giorno è diventata un rifugio. In questo libro ho raccolto le poesie più significative composte nel corso di questa mia piccola vita. E’ una sorta di diario intimo, un percorso dell’anima dove la parte più profonda di me risale in superficie attraverso i versi. Il titolo Nudità nasce proprio da questo, l’anima si spoglia fino alla sua essenza.

Sinossi:
Cercare un posto non è facile, bisogna osservare tutto ciò che ci circonda e ascoltare in silenzio ogni rumore, suono che giunge dall’esterno e dall’interno del nostro cuore e camminare passo dopo passo per sondare il terreno cercando di entrare con discrezione e gentilezza nel cuore delle persone. La ricerca della nostra felicità, dipende da come dosiamo ogni cosa. Dipende dalla nostra forza interiore e dal coraggio di metterci in gioco ogni giorno. Cercare un posto, il nostro posto ambito e prediletto, non è cosa semplice perché a volte richiede tempo, sacrifici e molta pazienza. Bisogna esser umili e coscienti di ciò che facciamo e porci domande che mettano in moto il nostro cuore e la nostra mente, proprio come dice una nota canzone di Luciano Ligabue Metti in circolo il tuo amore.
Ecco! Mettiamo in circolo il nostro amore perché la vita stessa è amore.
Non è facile amare una persona fino in fondo , accettare tutto di lei, accettare la sua storia, i suoi problemi, le sue amarezze, i suoi pregi e difetti. In questo volume dal titolo La stanza rosa, ho voluto racchiudere otto racconti incentrati tutti sull’amore in ogni suo aspetto e forma: amore fisico, amore materno, amore perfetto quello letto nei libri delle favole, amore adolescenziale e tutti i personaggi di queste storie cercano un posto incontaminato da questa società ormai insana basata sui non valori, sull’ipocrisia e indifferenza, sull’esteriorità delle cose.

Una raccolta di poesie d’amore ma anche su stati d’animo come solitudine e nostalgia.

Una storia a distanza nata in chat. Un racconto che fa sorridere, emozionare e un po’ riflettere sulle situazioni della vita.

Sinossi:
Melania è una ragazza come tante, fa la libraia nella libreria ereditata dalla nonna sita nel centro storico di una deliziosa cittadina. Ha tanti sogni nel cassetto, tra cui trovare il grande amore. Allegra e piena di vita, ogni tanto si lascia prendere dallo sconforto e dalla solitudine, ma troverà sempre l’appoggio dei suoi amici, Martin e Ines che lavorano nel bar di fronte alla libreria. La vita scorre tranquilla, ma un bel giorno succede qualcosa di inaspettato che la fa ricredere in un futuro ricco di speranze. Un romanzo dolce e potente capace di coinvolgere ed emozionare dove i miracoli, se ci credi, accadono realmente.
L’intervista
1) Come ti trovi a lavorare in una biblioteca?
Sono felice di lavorare in biblioteca perché mi permette di stare a contatto con chi ama leggere. Consiglio libri ai miei utenti e loro sono felici dei consigli di lettura che do. Ormai è diverso tempo che lavoro in biblioteca e mi definisco “soccorritrice per lettori” perché quando loro sono in crisi perché non sanno cosa leggere, io sono pronta a consigliare un libro e non escono dalla biblioteca senza un libro tra le mani.
2) Cosa leggi abitualmente? Intendo che voglio sapere da te quali sono i generi che preferisci e quelli che proprio non ti attirano.
Leggo molti libri rosa, classici, fantasy e gialli di Simenon la serie del commissario Maigret e Sherlock Holmes scritto da Doyle. Evito di leggere thriller dove gli omicidi vengono raccontati in un modo macabro e spietato.
3) Collabori con un blog. Ci vuoi parlare del tuo incarico?
Ormai è un anno e mezzo che collaboro con il blog e sono felice di parlare delle mie letture, mi fa sentire molto utile alla società. Il mio obiettivo è quello di far avvicinare sempre più la gente alla lettura.
4) Com’è lavorare con la casa editrice Lettere Animate?
Lavorare con Lettere Animate è un’esperienza unica e fantastica. Faccio parte di un team molto professionale e sono molto orgogliosa di farne parte.
5) Quando hai iniziato a scrivere?
Ho iniziato a scrivere nel 2002 partendo dalle poesie per poi passare a scrivere i racconti e romanzi.
6) Perché un lettore dovrebbe leggerti?
Non saprei, io sono molto umile. Non so rispondere a questa domanda.
7) Qual è l’ultimo libro che hai pubblicato?
L’ultimo libro pubblicato è Un regalo inaspettato. Nel 2016 l avevo pubblicato sulla piattaforma di Wattpad. Notando diversi riscontri positivi, quest’anno mi sono decisa di pubblicarlo con la Youcanprint. Lo trovate disponibile in ebook in tutti i bookstore.
8) Consigliaci un altro dei tuoi libri.
Beh li consiglio tutti: La stanza rosa che è una raccolta di racconti sull’amore, La mia penna sanguina raccolta di poesie, Pesce d Aprile in love che è un racconto. Sono tutti solo in versione digitale ebook
9) Hai progetti per il futuro?
Continuare a leggere, a collaborare con blog e casa editrice e ovviamente scrivere, scrivere, scrivere.
10) Un consiglio a chi volesse seguire i tuoi passi.
Leggere molto e scrivere tanto.

Intervista a Evelyn Storm sul sito “RecensioniLibri.org”

Ciao a tutti. Oggi vi parlo di una cosa che mi riguarda. Il 30 gennaio 2018 uscirà il mio nuovo libro. Intanto sono stata intervistata su quello prima: “Questione di gusti”.

Ecco il link dell’intervista, che riporto anche qua sotto: http://www.recensionilibri.org/2018/01/intervista-a-evelyn-storm-autrice-de-questione-di-gusti.html
Intervista a Evelyn Storm, autrice de “Questione di gusti”
Scritto Da redazione il 18 gennaio 2018

Evelyn Storm è una scrittrice versatile. Ha scritto poesie, fumetti, racconti, anche di gruppo, e romanzi. Le sue storie spaziano dal romance all’erotico, dal fantasy al thriller psicologico o, a seconda dell’interpretazione, nel romance suspense. Evelyn Storm è blogger. Ha collaborato con siti e riviste online, con blog letterari e case editrici.
Parliamo subito del tuo ultimo libro. Raccontaci brevemente la trama e in quale genere si colloca
“Questione di gusti” è l’ultimo romanzo che ho pubblicato: si tratta di un romance. Una storia estiva, fresca, solare, in cui i sentimenti della protagonista, Benedetta, sono messi a dura prova. Non solo è stata lasciata dal fidanzato storico per un uomo, ma una volta arrivata a Jesolo per riprendersi, è addirittura “bersagliata” dalla corte di tre fratelli. Chi sceglierà?
Parlaci di te e del tuo amore per la scrittura: come nasce?
Fin da piccola mia madre mi raccontava delle storie e io ne restavo estasiata. Crescendo, ogni volta che andavo dai miei nonni, mi perdevo nei loro scaffali di libri, annusando i volumi. Finché un giorno ho desiderato di essere dall’altra parte, ossia di essere io l’autrice. Ho iniziato così a scrivere poesie e fumetti, racconti e romanzi. Ed è stata passione al massimo livello.
Quanto tempo hai impiegato a scrivere questo libro? Descrivi un po’ l’atmosfera e l’ambiente, lascia che i lettori possano immaginarti mentre sei intento a scrivere.
Ci ho messo qualche mese. Ho iniziato al mare, ad agosto, con il mio blocco degli appunti e la musica nelle cuffie. Intorno la gente correva in riva oppure rideva, camminava, faceva castelli di sabbia. Io pensavo al mio libro. Più di tutto ai personaggi, in parte ripresi dalla vita reale e in parte no. Ma sempre “vissuti” come veri, reali, esistenti. Con i loro sentimenti e la loro storia da dire.
Sappiamo che hai uno stile tuo, ma stando al gioco, a quale autore del presente o del passato ti senti (o aspiri) di somigliare e in quali aspetti? Fai un gioco analogo per il tuo libro.
Diciamo che mi piacciono tanti autori. Ma quando voglio essere particolarmente romantica, mi ispiro a William Shakespeare. Ho adorato e letto e riletto il suo “Romeo e Giulietta“. Nel mio libro non c’è così tanto romanticismo, il giusto per un romanzo moderno. Perché non solo viene descritta la storia di un incontro del destino, ma anche un racconto di famiglia, una vacanza, un ballo a Venezia.
Se dovessi consigliare una colonna sonora da scegliere come sottofondo durante la lettura del tuo libro, cosa sceglieresti?
Sceglierei… “Siamo uguali” di Lorenzo Fragola. Canzone che è proprio citata nel testo quando Benedetta e i suoi fratelli partono da Milano per raggiungere Jesolo. La canticchiano proprio;)
L’ho scelta perché piacevole, proprio carina, musicale e adatta al libro.
Un’ultima domanda per salutarci. Rivolgiti ai nostri 300.000 mila lettori, con un tweet in 140 caratteri.
Scrivo per passione, perché la scrittura è vita. Se volete essere coinvolti dalle mie storie che sono sempre un misto di realtà e fantasia e lasciarvi accompagnare dai miei personaggi, venite su Amazon e digitate Evelyn Storm. Troverete i miei libri.

L’#intervistaallautrice ad Alessia D’ambrosio

Salve a tutti. E’ giovedì e il giovedì è il turno de l’#intervistaallautrice. Alessia D’ambrosio ha risposto alle mie domande. Al termine troverete la sua biografia, ma prima di tutto, vi lascio con la pubblicità a un suo libro.

La sinossi: Quando la vita che stai vivendo non ti offre più nulla, hai un’unica possibilità: cambiare.
Isabella sogna un lavoro migliore, un riscatto in campo sentimentale, una vita sociale più dinamica. È con questi propositi che vola alla volta di Londra, città che le è sempre rimasta nel cuore. Durante la prima uscita con i suoi nuovi amici, Isabella si imbatte in Christopher, giovane avvocato in cerca di indipendenza. Complice un drink di troppo, i due ragazzi vivranno una notte di passione che li segnerà profondamente.
Sebbene Isabella e Christopher decidano di dimenticare quell’episodio e continuare i propri percorsi su binari differenti, il destino si metterà in mezzo per farli incontrare di nuovo. Ma quanto vale una passione? E se in gioco ci fosse il vero amore? Christopher sarebbe disposto a rinunciare alla stabilità tanto agognata per una sconosciuta? E Isabella si precluderebbe davvero la possibilità di vivere una vera favola, con tanto di principe azzurro, per una storia che forse non ha futuro?
Due rette parallele non possono incrociarsi, ma è davvero così semplice smettere di provarci?
Il link: https://www.amazon.it/Come-rette-parallele-Uncrossed-1-ebook/dp/B0761LB9ZR/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1510767016&sr=8-1&keywords=come%20rette%20parallele
L’intervista:
1) Alessia, cosa puoi dirci su di te?
Buongiorno a tutti;) mi presento. Sono una scrittrice in erba, un’ex cantante e attrice. Una moglie e una mamma di due bambini e una commessa part-time in un negozio di abbigliamento a Roma. Scrivo sul mio blog http://www.cistodentromanontroppo.com e da lunedi ho dato il via a un nuovo gruppo su facebook legato al blog per discutere di musica, libri e altre passioni. Poi ho finito il tempo della giornata…purtroppo.🤣
2) Da quanto scrivi?
Scrivo da poco, ma allo stesso tempo da sempre. Ho scatole di lettere mai spedite e diari zeppi di parole. Ma solo dall’anno scorso sono riuscita a mettere insieme i pezzi per qualcosa di senso compiuto. Per me é un enorme traguardo.
3) Cosa provi quando ti dedichi alla scrittura?
Scrivere mi rilassa. Ho iniziato la stesura di Come Rette Parallele durante le notti insonni a causa dei risvegli della mia bimba. Avevo un diavolo per capello ed ero ingestibile a causa della stanchezza. Poi ho iniziato a scrivere e mio marito (che non sapeva del romanzo) un giorno mi ha detto: come mai sei più tranquilla? …. ecco la magia della scrittura. Entro in un mondo tutto mio, in cui posso fare quello che voglio e rilassarmi.
4) Che consiglio daresti a chi volesse seguire questa strada?
Umiltà. Scrivere non é semplice e mi fa ridere chi ha la presunzione di aver scritto un libro solo e considerarlo capolavoro. Scrivere richiede esercizio, studio e ricerca e tutto questo si acquisisce solo con il tempo e l’esperienza.
5) Agenzie letterarie, case editrici medie/piccole/grandi o self publishing?
Io ho pubblicato con LesFlaneurs Editore e non credo che senza il loro aiuto sarebbe uscito il buon prodotto che é adesso. Per quanto mi riguarda casa editrice, assolutamente. Ma non disdegno il self se seguito da un buon editing.
6) Quali sono i generi letterari che preferisci?
Amo la narrativa, i romance e il pulp di Ammaniti. Spazio nelle letture come nella musica.
7) Quanti libri hai scritto?
Uno solo e ho in stesura il secondo capitolo della serie Uncrossed di cui Come Rette Parallele é il primo.
8) Come e dove ti pubblicizzi?
Su facebook, all’interno dei vari gruppi. Ma essendo una chiacchierona, mi capita spesso di pubblicizzarmi anche con persone che incontro per strada🤣🤣
9) Come scegli le trame e i personaggi?
Non so darti una vera risposta. Ho un quadro nitido di quello che voglio scrivere e mi viene di getto. Non sono io che scelgo, ma la mia mente. É da folli?
10) Dove ti aspetti di arrivare?
Esattamente dove sono ora. Per me essere a questo punto é già tantissimo. Tutto quello che verrà sarà una bellissima sorpresa.
11) Un progetto a breve termine di cui parlarci…
Ampliare il blog e farlo crescere. Ci sto lavorando molto. Terminare la serie Uncrossed e iniziare la nuova storia che ho in mente🤗🤗
Biografia dell’autrice:

L’#intervistaallautrice a Barbara Pedrollo.

Buongiorno, come ogni giovedì riprende la rubrica l’#intervistaallautrice secondo il gruppo Facebook “Le regine del nostro mondo”. Barbara Pedrollo ha risposto alle mie domande. Pubblicizzo anche un suo libro e, in fondo a tutto, la sua biografia.
Il suo libro.

La sinossi: Logan è un drago d’oro, non ha mai creduto nell’amore vero. È un guerriero che ha sempre pensato solo a lottare per il suo popolo. Quando vede per la prima volta gli occhi di una giovane del suo clan, si ricrede. Ma la paura di amare davvero lo bloccherà varie volte. Per amare sul serio, dovrà abbattere tutte le barriere che ha messo attorno al suo cuore. Dana è un drago blu, ha molti secoli in meno di Logan. Lo ama fin da quando era una bambina e, adesso vuole diventare una guerriera del clan anche lei. Insieme, affronteranno un destino pieno di prove ed ostacoli. Insieme, abbracceranno un fato più grande di loro. I draghi d’oro sono tornati.
Il link: https://www.amazon.it/rinascita-drago-stirpe-draghi-Vol-ebook/dp/B06XS1427Z/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1510170623&sr=1-1&keywords=barbara%20pedrollo
L’intervista.
1) Barbara, raccontaci in sintesi chi sei e cosa fai nella vita di tutti i giorni.
Nella vita di tutti i giorni sono anche una mamma.
2) Perché hai scelto di dedicarti alla scrittura?
Perché leggere e scrivere sono sempre state le mie passioni più grandi fanno parte di me. Scrivere mi scorre nelle vene.
3) Scrivere era il lavoro/hobby che volevi fare da bambina?
Sì, lo è sempre stato. Adesso è una parte integrante della mia vita e della mia giornata.
4) In media quanto leggi?
Dipende dai periodi, anche quattro libri a settimana. Alle volte anche di più.
5) Generi sì e generi che proprio non ti piacciono.
Leggo di tutto. Non ci sono generi che detesto, il mio genere preferito è il Paranormal Romance.
6) Quanti libri hai scritto?
Ho scritto quattro libri e sto per finire il quinto. 🙂 Poi scrivo tantissimi racconti e anche poesie.
7) Parlaci di un tuo libro e dei suoi personaggi.
Guarda il mio più grande amore è il fantasy e la mia saga sui draghi ne è la prova. XD Sono innamorata dei draghi da sempre, sono le mie creature preferite e su di loro ho creato il mio mondo. Tengo moltissimo alla Stirpe dei draghi ma oggi vorrei parlarti di un libro di romance contemporaneo che ho pubblicato l’anno scorso si chiama Resta nel mio cuore. Parla di violenza sulle donne e della forza di dire basta. Ma parla anche di una storia d’amore vera che dà la forza alla protagonista di credere di nuovo nel vero amore quello giusto. 🙂 Sono molto affezionata a questa storia perché purtroppo è un tema ancora molto attuale.
8) Come prendi spunto per le tue storie?
Sono loro che trovano me.
9) Hai dei rituali di scrittura? Tipo scrivere di notte ecc.?
No, non ho dei rituali veri e propri. Mi organizzo il tempo durante la giornata e scrivo in quei momenti.
10) Come ti pubblicizzi in giro?
In realtà di spam ne faccio poco ma cerco di pubblicizzare i miei libri di più ad esempio appena escono. E poi sui gruppi qui su Facebook.
11) Svelaci un grande sogno che vorresti realizzare e un progetto a breve termine…
Il progetto a breve termine è il quarto libro sui draghi. Poi ci sono altre cose ma non mi sbilancio troppo. Un grande sogno che vorrei vedere realizzato è che tutti gli autori fossero trattati allo stesso modo senza distinzioni di nessun genere. Perché alle volte si fanno differenze tra autori Self e quelli invece pubblicati da CE. Ma so che non è una cosa semplice da realizzare.

La biografia dell’autrice.
Barbara Pedrollo nasce a Torino nel giugno del 1977. Ama leggere e scrivere fin da bambina. Queste sue passioni sono cresciute con lei. Oggi scrive storie d’amore un po’ fantasy e un po’ contemporanee. Adora leggere e scrivere Paranormal Romance. Sulla pagina Facebook Lastirpedeidraghi si possono leggere estratti e novità sui suoi libri. Sul sito mEEtale si possono leggere gratuitamente i racconti che scrive.

Torna la rubrica l’#intervistaallautrice. Stavolta ho intervistato Barbara Risoli

Ciao! Mi riprometto sempre di fare un sacco di modifiche al blog, ma ho troppe cose da fare. Rimedierò. Intanto torna la rubrica l’#intervistaallautrice secondo la programmazione del gruppo su Facebook. Stavolta ho fatto le domande all’autrice Barbara Risoli. Ma prima ecco i dati del suo libro “Il ringhio”.

Il link del libro:

La sinossi: Transilvania 1860
Iernut – Contea di Mures
Occupazione asburgica
Romanzo volutamente romance, storico, no erotico.
Efrosina, ladra braccata e senza neppure un’identità precisa, si scontra con Victor, il signore dei lupi, misterioso possidente del castello del piccolo paese transilvano di Iernut. Vite distanti eppure simili per gli abusi subiti, rinnegate dal mondo e ferocemente aggrappate al respiro.
Una donna infangata e un uomo con il sangue ululante di giustizia. Un villaggio indifferente. Un mostro nascosto in una casa sperduta nel bosco. Tre guardiani con gli occhi taglienti. Ma nulla è come sembra: il carnefice è vittima e la vittima è disperato fuggiasco.
Un inno all’amore, alla speranza, alla diversità, nelle atmosfere di una terra aspra e impervia eppure magnifica. Un viaggio interiore nell’impossibile con profonde radici nella magnificenza della Natura.
Cit.: Il demonio sa affascinare e abbacinare, i suoi modi non sono ruvidi come i miei e il suo passo è perfetto, sollevato dal mondo come una danza, capace di trascinarti nel suo inferno. Non sono il demonio, se lo fossi, forse… sarei felice.
L’intervista:
1) Barbara, chi sei nella vita di tutti i giorni?
Sono una donna di casa che si occupa di mille cose: la contabilità di mio marito, lo studio di mio figlio, la cura degli animali, la casa. Mi piace cucinare e ovviamente leggere. Ma le mie passioni sono tante per poterle citare tutte, forse la meno ovvia è quella per i videogiochi, tanto che possiedo la ps2, ps3 e ps4. Ma vabbè… si gioca quando proprio non si ha nulla da fare.
2) Quando e perché hai deciso di scrivere?
La passione per la scrittura ha le sue radici distanti in mia madre, anche lei scrittrice che da bimba mi leggeva i suoi scritti come se fossero fiabe. Ero molto legata a mia madre e per emulazione ho seguito la sua stessa passione, in generi diversi e stile differente, ma devo a lei questo mio grande amore.
3) Cosa pensano i tuoi parenti e amici di questa tua passione?
La mia più grande sostenitrice è stata mia madre, che poi era diventata la mia editor terribile. Quando è venuta a mancare mi ha lasciata sola in questo senso. Mio padre non era un intellettuale, affermava sempre che dei miei libri avrebbe atteso il film (!) piuttosto che leggerli. Il destino mi ha fatto sposare uno straniero che mi sostiene molto incitandomi e aiutandomi in piccole pubblicità, ma di leggere un mio libro non se ne parla, per ovvie ragioni. Per gli amici io sono ‘la scrittrice’ e apprezzano carinamente i miei libri, quando trovano il tempo di leggerli.
4) Quanti libri hai pubblicato?
O dunque… escludendo i racconti… ne ho pubblicati sette.
5) Meglio il mondo self o quello sotto case editrici?
Fare questa domanda a me è come rubare in casa del ladro! Ih! meglio il self, assolutamente, naturalmente, per sempre. La mia scelta è stata ponderata in tempi non sospetti (2012) e non mi sono ancora pentita dei risultati che ottengo. Individualista di nascita, non ho mai amato il concetto di dover lavorare per gli altri senza guadagnare il giusto, con il self ogni mia fatica compensa me e poi… oggi le ce non sono la garanzia di un tempo, ne sono fermamente convinta. Inoltre, la mia scelta ai tempi è stata data dalla mancanza di mercato importante a livello locale, con il self raggiungo tutto il mondo (in teoria).
6) A quale dei tuoi personaggi sei più legata?
Difficile scegliere, li si ama tutti quando riempiono giorni e giorni di storie scritte forsennatamente. Forse il personaggio maschile che mi ha emozionato di più è Venanzio de IL VELENO DEL CUORE e sequel, un bandito senza scrupoli dal cuore grande. Quello femminile, Ersilia de L’ONDA SCARLATTA, un giovanissima nobile dall’indubbia bellezza, ma dal passo claudicante e dal carattere insospettabilmente forte e… furbo.
7) Se fossi un libro, quale saresti?
LA DIVINA COMMEDIA, ma non per superbia, sia chiaro, piuttosto per quella triplicità di vedute che sta nell’inferno, nel purgatorio e nel paradiso.
8) Hai un autore o un’autrice di riferimento?
No. Noto è che non amo emulare, non voglio somigliare ad alcuno e non mi piace prendere spunto dalle altrui idee. Posso amare un autore, ma non significa che io voglia somigliarli, né in stile né in trame.
9) Quale tecniche di promozione usi?
Quelle concesse dal web, anche se cerco sempre di non esagerare, di non martellare, di non invadere gruppi e profili. tanto è vero che con il mio ultimo romanzo sono un po’ riemersa in alcuni gruppi, perché prima, non avendo novità, non disturbavo più di tanto. e anche adesso… ogni volta che pubblicizzo mi sembra di essere un po’ invadente… faccio molta pubblicità nella mia pagina autrice sul mio profilo con vari collegamenti ad altre piattaforme.
10) Hai dei rituali di scrittura?
Se per rituali si intende il momento ‘propizio’ per scrivere… io lo faccio prevalentemente di notte, nel silenzio e nel buio che la stessa concede. Scrivere di giorno… è un po’ meno emozionante, anche se magari la mattina mi concedere qualche ora che il pomeriggio mi nega, dovendo seguire mio figlio nella scuola e fare altre cose di casa.
11) Parlaci di un sogno nel cassetto e dei tuoi progetti futuri…
I sogni sono tanti, il più pressante è un romanzo con Hitler come protagonista occulto, un altro di quei miei romanzi dove castigo la Storia e i suoi protagonisti a modo mio. Tuttavia… sto lavorando a un romanzo a quattro mani con il mio collega, amico e lettore alfa Paolo Federici. E’ un progetto molto bello, ma estremamente difficile, perchè lui ha uno stile particolare e magnifico che amo leggere, ma stargli dietro a livello narrativo è davvero un impegno mica piccolo. Spero di riuscirci, perchè la sua idea è veramente eccezionale!

La biografia dell’autrice: Classe 1969, vive nel nord-est italiano, diplomata ragioniera. Sul mercato editoriale dal 2006 con esperienze più o meno gratificanti, poi la scelta definitiva nel 2012 con la rimessa in pista dei romanzi liberi da vincoli in self publishing – Amazon. Autrice di romance storici. Le sue opere principali sono IL VELENO DEL CUORE/LA GIUSTIZIA DEL SANGUE (romance con ambientazione nella Rivoluzione Francese – disponibili in dilogia), L’ERRORE DI CRONOS/LA GRAZIA DEL FATO (epico con ambientazione nella Grecia micenea del 1200 a.C. – Disponibili in dilogia); L’ONDA SCARLATTA (romance con ambientazione pre Rivoluzione Francese – Auto concludente); LA STELLA D’ORO (romance con ambientazione nel Friuli della Grande Guerra e nella Pietrogrado della Rivoluzione Russa – Auto concludente), IL RINGHIO (romance paranormale con ambientazione nella Transilvania del 1860 in occupazione asburgica – Auto concludente). All’attivo anche alcuni racconti brevi.

Torna la rubrica l’#intervistaallautrice. Silvia Pillin ha risposto alle mie domande

Come ogni giovedì, in contemporanea con il gruppo che gestisco su Facebook, torna la rubrica l’#intervistaallautrice. Stavolta è il turno di Silvia Pillin, con tanto di copertina, sinossi e link di una sua storia. Dopo, sotto l’intervista, potrete leggere anche la biografia dell’autrice.

La sinossi: Ti è mai capitato di pensare che sarebbe stato meglio morire? Che la vita fosse troppo dolorosa e complicata?
Allora non ti sarà difficile immedesimarti in questa storia.
Aria e Eva hanno 18 anni. E anche se frequentano la stessa scuola, la stessa biblioteca e gli stessi pensieri di morte non si conoscono.
Entrambe vorrebbero uscire dal mondo, non doverne più far parte per non sentirsi inadeguate e senza speranza.
Aria ha un quaderno del morire in cui annota i luoghi, i libri, le frasi, i giorni del morire.
Eva si butta dalla finestra e basta.
Cosa succederà quando le loro due strade si incontreranno?
Inizia a leggere per scoprirlo!
Il Link: https://www.wattpad.com/467695068-aria-e-altri-coccodrilli-nota-dell%27autore
1) Silvia, dicci qualcosa di te al di fuori della scrittura.
Amo correre e preparare dolci. Prima o poi mi piacerebbe riuscire a correre una maratona.
2) Cosa ti ha avvicinato al mondo letterario?
Sono diventata una lettrice per caso, verso i 12 anni, durante le vacanze tra le scuole elementari e le medie. Vengo da una famiglia di non lettori, ma per fortuna ero libera di leggere tutto ciò che volevo grazie alla biblioteca del paese. E’ stata quell’estate ad avvicinarmi ai libri e a farmi desiderare di riuscire a fare magie con le parole, come gli autori che leggevo e amavo.
3) Dove scrivi le tue storie?
Un po’ sul divano di casa, semisdraiata col portatile sulle ginocchia, un po’ in luoghi pubblici tipo bar o biblioteche dove non conosco la password del wifi. Internet è una distrazione potentissima, per essere davvero produttiva quando scrivo devo stare in un posto senza connessione.
4) Parlaci di “Aria e altri coccodrilli”.
“Aria e altri coccodrilli” è il romanzo che ho scritto cui tengo di più in assoluto. Parla di due adolescenti che pensano che morire sia meglio che vivere. Dentro ci ho messo tutta la mia esperienza di depressione e pensieri suicidari. Non è vastissima ma mi sono anche molto documentata con letture a tema. Penso che la malattia mentale sia ancora considerata un tabù e comunque una colpa di chi ne è colpito. Mi premeva affrontare questo tema, anche se il romanzo vuole comunque raccontare una storia, senza fare la morale a nessuno.
5) Da cosa hai preso ispirazione?
Tutti i miei romanzi partono da un nucleo autobiografico su cui costruisco una storia inventata. Quando ho scritto aria stavo davvero molto male, e raccontare una storia che mi permettesse di esorcizzare le mie paure e il mio dolore è stato molto importante.
6) Quanto c’è di te nei tuoi personaggi?
Moltissimo. Mi identifico molto con tutte le mie protagoniste.
7) A cosa ti stai dedicando attualmente?
Al momento non sto scrivendo nulla, sono a caccia di un’idea che mi motivi a riprendere a scrivere. Non sono capace di sfornare romanzi a velocità industriale. Ho bisogno di un’idea che mi ossessioni e mi tenga motivata, dev’essere uno spunto che sento forte e originale.
8) Come fai promozione?
Ho un blog personale da dieci anni (che si chiama Azzurropillin) e lo zoccolo duro dei miei lettori vieni da lì. Poi faccio degli annunci sponsorizzati su FB (per lavoro mi occupo di pubblicità online, per cui sono avvantaggiata), e cerco di partecipare nei gruppi dedicati agli autori self.
9) Come scegli le cover delle tue storie?
Le cover dei miei ebook su amazon sono realizzata da una grafica di professione, cerco di suggerirle le immagini (acquistate su Shutterstock o simili) o il tipo di sentimenti che voglio suscitare e discutiamo insieme le sue proposte. Di solito è buona la prima 🙂 Altro discorso per le copertine di Wattpad che faccio da sola su Canva usando immagini free. (So che non sono professionali, ma per il tipo di piattaforma che è Wattpad mi sembrano comunque dignitose).
10) Qual è un sogno nel cassetto che vorresti realizzare?
Mi piacerebbe vivere di scrittura, ma è appunto solo un sogno.
11) Perché i lettori dovrebbero leggerti?
Ho molto rispetto per i lettori, cerco di proporre storie molto curate nei contenuti e per quanto possibile originali. Non mi piace cavalcare le onde del momento, non penso per esempio che scriverò mai un romanzo erotico. Quindi direi che la mia nicchia di lettori è quella che non cerca storie fotocopia, è a quella nicchia che mi rivolgo e loro dovrebbero leggermi proprio per questo: perché offro delle storie per quanto possibile non convenzionali o comunque non “stereotipate”.

La biografia dell’autrice:
Sono nata nel 1982 in Friuli, mi sono laureata in lettere a Padova, ho abitato a Torino mentre lavoravo a Milano come segretaria di redazione per la divisione ragazzi di Mondadori. Poi mi sono trasferita a Vienna per sei anni, dove ho insegnato italiano, fatto la cameriera, corretto bozze, revisionato traduzioni e tradotto dall’inglese.
Terminata l’esperienza di expat sono tornata in Friuli poco più di un anno fa. Adesso mi occupo di marketing on-line.
Nel 2012 ho vinto due concorsi: Subway Letteratura e Tessitori di Sogni. Il primo mi ha permesso di essere presente con un mio racconto in diverse stazioni della metro di molte città italiane, il secondo mi ha regalato una settimana di workshop a Lucca sulla scrittura per ragazzi.
Pur essendo una lettrice onnivora ho una predilezione per gli Young adult. Su Wattpad ho pubblicato tre storie che appartengono a questo genere. Quella cui tengo di più e che spero trovi un editore si intitola “Aria e altri coccodrilli”.

Torna la rubrica l’#intervistaallautrice. Ecco le risposte di Deborah P. Cumberbatch

Buongiorno. Seguendo la rubrica che tengo in un gruppo Facebook, torna la rubrica #intervistaallautrice. Ho fatto delle domande a Deborah P. Cumberbatch. Ma, prima di leggere le sue risposte, pubblicizzo la cover del suo libro “Drop of blood”, aggiungo anche sinossi e link. Poi, sotto all’intervista, troverete anche la biografia dell’autrice.

Sinossi: Da quando la sua famiglia si è trasferita nel paesino più noioso e piovoso del mondo, Paige vuole solo lasciarsi la sua tragedia alle spalle e allontanarsi da sua madre e dal Destino che vuole imporle, per decidere il suo futuro da sola. Non permetterà a nessuno di rovinare i suoi piani, nemmeno i sogni che la terrorizzano ogni notte, che le mostrano strani segni e persone oscure e dilaniate, o il nuovo saccente, egoista e presuntuoso vicino, la quintessenza della perfezione, con il suo fascino pericoloso, che tenta di innervosirla in ogni possibile modo, come se fosse la sua missione di vita. Ma nemmeno Paige riesce a negare l’intensità con cui è attratta da lui, come se il loro futuro fosse inesorabilmente intrecciato. E forse è proprio così, perché la vita è fatta di scelte e, a volte, per capire chi siamo davvero, non dobbiamo far altro che accettarci. E vivere. Ed è proprio allora che tutto può accadere.
Link: https://www.amazon.it/Drop-Blood-Deborah-P-Cumberbatch-ebook/dp/B073C9LS71/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1506597595&sr=8-1&keywords=deborah+p.+cumberbatch
L’intervista:
1) Deborah, come ti descriveresti come persona? E come autrice? Scrivi tre aggettivi per ogni risposta.
Buongiorno e innanzitutto grazie mille per questa bellissima opportunità. Come persona mi descriverei ironica (a volte troppo), caparbia ed estroversa. Come autrice userei gli stessi aggettivi, perché credo che le due cose non possano essere separate.
2) Quando hai iniziato a scrivere?
La passione per la scrittura c’è sempre stata, mi ricordo che all’asilo mi scocciava disegnare e volevo a tutti i costi scrivere “come i bambini grandi”. Poi, a otto anni, avevo deciso di trascrivere sul quaderno le battute dei film del Signore degli Anelli (lo vedevo e lo vedo a ripetizione) e mio padre mi dice “Ma perchè non ne scrivi uno tuo? Questo esiste già” e allora scrissi il mio primo libro, sugli zombie e l’apocalisse (forse si è notato che adoro il fantasy).
3) La tua produzione da quanti libri pubblicati è composta?
Ho partecipato alla stesura di un romanzo seriale giallo con la casa editrice Homo scrivens, che mi ha permesso di crescere come persona e come scrittrice e poi ho completato il primo volume della mia trilogia “Drop of blood”, pubblicato come self grazie all’incoraggiamento (ma direi che mi ha lasciato poche alternative) del mio fidanzato, che capì quanto contasse per me. Ora sto scrivendo il secondo e sono già a buon punto.
4) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Diventare una scrittrice e fare quello che davvero amo, cioè raccontare me e tutto quello che mi circonda attraverso i miei personaggi, catapultandomi in mondi magici e misteriosi. Un altro piccolo sogno nel cassetto è quello di creare una casa editrice che sostenga tutte le giovani scrittrici (e scrittori, perchè no!) che hanno bisogno che qualcuno creda in loro e le/li aiuti a far sentire la propria voce e tutto quello che hanno da dire, investendo davvero nel loro talento. Credo che ogni scrittrice/scrittore di talento lo meriti.
5) Che generi preferisci?
Ho già detto il fantasy? ahahah Sono cresciuta con J.Armentrout, Claudia Grey, J.K Rowling, Josephine Angelini… Ma non mi do limiti: se si tratta di un buon libro, qualunque sia il genere, allora lo leggo più che volentieri e bolle in pentola da un po’ il mettermi alla prova nello scrivere anche altri generi.
6) Hai dei rituali di scrittura durante la stesura?
Cuffie alle orecchie e musica, isolandomi da tutto. Il resto vien da sé.
7) Cosa ti ispira?
Ogni storia, ogni romanzo che ho scritto è frutto di un mio sogno: sono i sogni che mi ispirano e mi permettono di scrivere e per fortuna tendo a ricordarne parecchi. Drop of blood, per esempio, è nato da una scena che ho sognato dei miei due protagonisti (che non racconto nel caso qualcuno voglia leggerlo, perchè sarebbe un bello spoiler ahahah).
8) Cosa pensi del mondo self? E delle case editrici cosa ci dici?
Io sono una self, perciò forse sono un po’ di parte. E’ un mondo difficile, ci sono tante persone che tendono ad approfittarne e pensano al loro tornaconto, ma ho avuto l’opportunità di conoscere persone meravigliose, che amano davvero quello che fanno e sono sempre pronte ad aiutare. Naturalmente mi piacerebbe un giorno pubblicarmi con una grande casa editrice (la Newton Compton editori per esempio o la Giunti) ma non lo farei con una piccola ce, perchè ho sentito tante (troppe) esperienze negative e quindi preferisco continuare da self, almeno per ora.
9) I tuoi personaggi sono frutto di fantasia o esistono davvero?
Entrambe le cose: ognuno di loro ha una parte di me o di una persona che conosco e questo mi permette di renderli reali e di immedesimarmi davvero in loro.
10) Cosa pensi debba fare una scrittrice per emergere?
Essere se stessa, evitando di costruirsi personaggi fittizi, che innervosiscono solamente i lettori. Affidarsi a pagine come queste, che permettono di darci visibilità ed essere sempre disponibile, perchè anche se una sola persona sarà disposta a dedicarci un attimo, sarà comunque un gran traguardo.
11) Fai un appello alle lettrici e spiega loro perché dovrebbero leggere ciò che produci.
Questa è difficile ahahah Nelle mie storie metto davvero tutta me stessa, le vivo mentre le produco, ecco perchè mi concentro molto sui dialoghi e sulle emozioni dei personaggi e non do descrizioni minuziose, perchè, da lettrice, trovo che, se esagerate, spezzino il corso naturale della storia. Credo inoltre che, se ci siamo riuniti tutti in questa pagina, è perchè una sola vita non ci basta e vogliamo sognare insieme ai nostri libri. E io spero davvero che possiate sognare insieme a me.
Biografia dell’autrice: Sono Deborah P. Cumberbatch, pseudonimo di Deborah Luongo, ho venti anni e sono nata a Napoli. Studio psicologia presso la Federico II, ma il mio sogno è quello di diventare scrittrice da quando avevo otto anni: adoravo (e adoro) il “Signore degli Anelli” e stavo scrivendo le battute del film su un quaderno, quando mio padre mi disse “perché non ne scrivi uno tuo?” e da lì è nata questa passione che non ho più lasciato, scrivendo il mio primo libro sugli zombie.
La mia scrittrice preferita è Jennifer Armentrout ed è un modello che mi accompagna ad ogni passo, ma in generale ho un amore incondizionato per l’urban fantasy/paranormal romance, tuttavia leggo anche tantissimi altri generi (credo che non possa esistere una scrittrice che non sia prima di tutto lettrice), arricchendomi con ognuno di loro e che sono confluiti nel primo volume della mia trilogia “Drop of blood”, per cui mi ha incoraggiata il mio fidanzato sin dal primo momento, e adesso è in uscita il secondo e grazie ai miei “bambini” (così mi piace chiamarli) ho scoperto che ci sono tante persone che credono in me e che mi sostengono, emozionandomi tantissimo.
Sono una ragazza da pigiama, copertina e un buon libro o una buona serie televisiva/film, ma la scrittura è sempre stata per me terapeutica: poter vivere mille mondi, essere chiunque io volessi, evadere dalla realtà e gestire tutte le situazioni… Credo che non esista cura migliore.

#Angolino letterario: Intervista a… Francesca Pace

Buon pomeriggio. Torna l’appuntamento con l’#Angolino letterario. Stavolta l’intervista sarà a Francesca Pace, che ha creato la casa editrice Dark Zone.


1. Quando hai deciso che avresti aperto una casa editrice?
In realtà non è stata una decisione presa con raziocinio a spingermi ad aprire la Dz edizioni, ma un moto emotive, emozionale… la voglia di realizzare un progetto in cui autori e lettori si fondessero in un ideale salotto letterario. Ho voluto realizzare il sogno di molti, in primis il mio, quello di poter arrivare ai lettori.
2. Perché questa scelta?
Accennavo prima al desiderio di creare una realtà editoriale in cui gli autori si sentissero parte integrante dle progetto, ingranaggi dello stesso motore. È bello essere parte di un gruppo che crede nelle stesse cose e che ha un progetto comune e si impegna per realizzarlo!
3. Economicamente hai aiuti dallo Stato o da enti vari?
Assolutamente no!
4. Pensi che valga la pena aprire una ce di questi tempi?
Non ho mai ragionato in termini del genere. Non mi sono fatta due conti prima e non me ne faccio ora, di certo ne vale la pena se quello che cerchi è coesione, energia, affetto… e in DZ ne trovi tanto!!!!
5. Quanti libri di autori hai pubblicato fino a questo momento?
Siamo arrivati a circa 35 titoli e siamo aperti ufficialmente da febbraio 2016 come associazione e gennaio 2017 come marchio editoriale.
6. Quali sono i generi più adatti da mandare in visione?
Noi prendiamo in considerazione tutti i generi ad eccezione della fantascienza pura e dell’erotico. Pubblichiamo Romance, Gialli, Thriller, Horror, ma il nostro punto di forza rest il Fantasy in ogni sua sfumatura.
7. C’è un limite minimo o massimo di pagine/caratteri per le opere?
Assolutamente no… direi che l’unico limite è quello posto dalla fantasia.
8. Un autore che avesse un libro già edito potrebbe inviarlo?
Certo, purché libero da vincoli contrattuali.
9. Gestisci da sola la casa editrice o hai qualcuno che ti aiuta?
Ad oggi ho 7 collaboratori per me indispensabili e insostituibili!
10. Quali sono le caratteristiche che deve possedere un libro per arrivare a essere un best seller?
WOW… domandona!!! Non ne ho la minima idea… certo la trama deve essere grandiosa, affascinanti i protagonisti, l’intreccio articolato ma mai complesso… e trovarsi sulla scrivania giusta al momento giusto!
11. Alla Fiera del libro di Torino la Dark Zone ha raggiunto buoni risultati in fatto di vendite? Ed è stata comunque una bella esperienza?
Al Salone è andata alla grande sotto ogni punto di vista. Le vendite sono state record, ma la mia soddisfazione più grande è stata veder tornare allo stand “vecchi” lettori, amici, conoscenze virtuali che sono venute per stringerci la mano o darci un abbraccio. É stato emozionante e bellissimo intrattenersi in conversazioni “librose” con i giovani presenti.
12. La casa editrice come supporta gli scrittori?
A tutto tondo! Ogni autore ha a disposizione la professionalità del nostro social media manager che studia campagne pubblicitarie mirate, organizziamo eventi su territorio, siamo di support in ogni attività decidano di intraprendere.
13. Cosa richiedi a un autore per pubblicare con la Dark Zone?
Cuore, entusiasmo e un pizzico di follia!
Grazie delle tue risposte.

Il link della pagina Facebook: https://www.facebook.com/darkzonepage/
Il link dell’associazione: http://www.dark-zone.it/