L’#intervistaallautrice ad Alessia D’ambrosio

Salve a tutti. E’ giovedì e il giovedì è il turno de l’#intervistaallautrice. Alessia D’ambrosio ha risposto alle mie domande. Al termine troverete la sua biografia, ma prima di tutto, vi lascio con la pubblicità a un suo libro.

La sinossi: Quando la vita che stai vivendo non ti offre più nulla, hai un’unica possibilità: cambiare.
Isabella sogna un lavoro migliore, un riscatto in campo sentimentale, una vita sociale più dinamica. È con questi propositi che vola alla volta di Londra, città che le è sempre rimasta nel cuore. Durante la prima uscita con i suoi nuovi amici, Isabella si imbatte in Christopher, giovane avvocato in cerca di indipendenza. Complice un drink di troppo, i due ragazzi vivranno una notte di passione che li segnerà profondamente.
Sebbene Isabella e Christopher decidano di dimenticare quell’episodio e continuare i propri percorsi su binari differenti, il destino si metterà in mezzo per farli incontrare di nuovo. Ma quanto vale una passione? E se in gioco ci fosse il vero amore? Christopher sarebbe disposto a rinunciare alla stabilità tanto agognata per una sconosciuta? E Isabella si precluderebbe davvero la possibilità di vivere una vera favola, con tanto di principe azzurro, per una storia che forse non ha futuro?
Due rette parallele non possono incrociarsi, ma è davvero così semplice smettere di provarci?
Il link: https://www.amazon.it/Come-rette-parallele-Uncrossed-1-ebook/dp/B0761LB9ZR/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1510767016&sr=8-1&keywords=come%20rette%20parallele
L’intervista:
1) Alessia, cosa puoi dirci su di te?
Buongiorno a tutti;) mi presento. Sono una scrittrice in erba, un’ex cantante e attrice. Una moglie e una mamma di due bambini e una commessa part-time in un negozio di abbigliamento a Roma. Scrivo sul mio blog http://www.cistodentromanontroppo.com e da lunedi ho dato il via a un nuovo gruppo su facebook legato al blog per discutere di musica, libri e altre passioni. Poi ho finito il tempo della giornata…purtroppo.🤣
2) Da quanto scrivi?
Scrivo da poco, ma allo stesso tempo da sempre. Ho scatole di lettere mai spedite e diari zeppi di parole. Ma solo dall’anno scorso sono riuscita a mettere insieme i pezzi per qualcosa di senso compiuto. Per me é un enorme traguardo.
3) Cosa provi quando ti dedichi alla scrittura?
Scrivere mi rilassa. Ho iniziato la stesura di Come Rette Parallele durante le notti insonni a causa dei risvegli della mia bimba. Avevo un diavolo per capello ed ero ingestibile a causa della stanchezza. Poi ho iniziato a scrivere e mio marito (che non sapeva del romanzo) un giorno mi ha detto: come mai sei più tranquilla? …. ecco la magia della scrittura. Entro in un mondo tutto mio, in cui posso fare quello che voglio e rilassarmi.
4) Che consiglio daresti a chi volesse seguire questa strada?
Umiltà. Scrivere non é semplice e mi fa ridere chi ha la presunzione di aver scritto un libro solo e considerarlo capolavoro. Scrivere richiede esercizio, studio e ricerca e tutto questo si acquisisce solo con il tempo e l’esperienza.
5) Agenzie letterarie, case editrici medie/piccole/grandi o self publishing?
Io ho pubblicato con LesFlaneurs Editore e non credo che senza il loro aiuto sarebbe uscito il buon prodotto che é adesso. Per quanto mi riguarda casa editrice, assolutamente. Ma non disdegno il self se seguito da un buon editing.
6) Quali sono i generi letterari che preferisci?
Amo la narrativa, i romance e il pulp di Ammaniti. Spazio nelle letture come nella musica.
7) Quanti libri hai scritto?
Uno solo e ho in stesura il secondo capitolo della serie Uncrossed di cui Come Rette Parallele é il primo.
8) Come e dove ti pubblicizzi?
Su facebook, all’interno dei vari gruppi. Ma essendo una chiacchierona, mi capita spesso di pubblicizzarmi anche con persone che incontro per strada🤣🤣
9) Come scegli le trame e i personaggi?
Non so darti una vera risposta. Ho un quadro nitido di quello che voglio scrivere e mi viene di getto. Non sono io che scelgo, ma la mia mente. É da folli?
10) Dove ti aspetti di arrivare?
Esattamente dove sono ora. Per me essere a questo punto é già tantissimo. Tutto quello che verrà sarà una bellissima sorpresa.
11) Un progetto a breve termine di cui parlarci…
Ampliare il blog e farlo crescere. Ci sto lavorando molto. Terminare la serie Uncrossed e iniziare la nuova storia che ho in mente🤗🤗
Biografia dell’autrice:

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L’#intervistaallautrice a Barbara Pedrollo.

Buongiorno, come ogni giovedì riprende la rubrica l’#intervistaallautrice secondo il gruppo Facebook “Le regine del nostro mondo”. Barbara Pedrollo ha risposto alle mie domande. Pubblicizzo anche un suo libro e, in fondo a tutto, la sua biografia.
Il suo libro.

La sinossi: Logan è un drago d’oro, non ha mai creduto nell’amore vero. È un guerriero che ha sempre pensato solo a lottare per il suo popolo. Quando vede per la prima volta gli occhi di una giovane del suo clan, si ricrede. Ma la paura di amare davvero lo bloccherà varie volte. Per amare sul serio, dovrà abbattere tutte le barriere che ha messo attorno al suo cuore. Dana è un drago blu, ha molti secoli in meno di Logan. Lo ama fin da quando era una bambina e, adesso vuole diventare una guerriera del clan anche lei. Insieme, affronteranno un destino pieno di prove ed ostacoli. Insieme, abbracceranno un fato più grande di loro. I draghi d’oro sono tornati.
Il link: https://www.amazon.it/rinascita-drago-stirpe-draghi-Vol-ebook/dp/B06XS1427Z/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1510170623&sr=1-1&keywords=barbara%20pedrollo
L’intervista.
1) Barbara, raccontaci in sintesi chi sei e cosa fai nella vita di tutti i giorni.
Nella vita di tutti i giorni sono anche una mamma.
2) Perché hai scelto di dedicarti alla scrittura?
Perché leggere e scrivere sono sempre state le mie passioni più grandi fanno parte di me. Scrivere mi scorre nelle vene.
3) Scrivere era il lavoro/hobby che volevi fare da bambina?
Sì, lo è sempre stato. Adesso è una parte integrante della mia vita e della mia giornata.
4) In media quanto leggi?
Dipende dai periodi, anche quattro libri a settimana. Alle volte anche di più.
5) Generi sì e generi che proprio non ti piacciono.
Leggo di tutto. Non ci sono generi che detesto, il mio genere preferito è il Paranormal Romance.
6) Quanti libri hai scritto?
Ho scritto quattro libri e sto per finire il quinto. 🙂 Poi scrivo tantissimi racconti e anche poesie.
7) Parlaci di un tuo libro e dei suoi personaggi.
Guarda il mio più grande amore è il fantasy e la mia saga sui draghi ne è la prova. XD Sono innamorata dei draghi da sempre, sono le mie creature preferite e su di loro ho creato il mio mondo. Tengo moltissimo alla Stirpe dei draghi ma oggi vorrei parlarti di un libro di romance contemporaneo che ho pubblicato l’anno scorso si chiama Resta nel mio cuore. Parla di violenza sulle donne e della forza di dire basta. Ma parla anche di una storia d’amore vera che dà la forza alla protagonista di credere di nuovo nel vero amore quello giusto. 🙂 Sono molto affezionata a questa storia perché purtroppo è un tema ancora molto attuale.
8) Come prendi spunto per le tue storie?
Sono loro che trovano me.
9) Hai dei rituali di scrittura? Tipo scrivere di notte ecc.?
No, non ho dei rituali veri e propri. Mi organizzo il tempo durante la giornata e scrivo in quei momenti.
10) Come ti pubblicizzi in giro?
In realtà di spam ne faccio poco ma cerco di pubblicizzare i miei libri di più ad esempio appena escono. E poi sui gruppi qui su Facebook.
11) Svelaci un grande sogno che vorresti realizzare e un progetto a breve termine…
Il progetto a breve termine è il quarto libro sui draghi. Poi ci sono altre cose ma non mi sbilancio troppo. Un grande sogno che vorrei vedere realizzato è che tutti gli autori fossero trattati allo stesso modo senza distinzioni di nessun genere. Perché alle volte si fanno differenze tra autori Self e quelli invece pubblicati da CE. Ma so che non è una cosa semplice da realizzare.

La biografia dell’autrice.
Barbara Pedrollo nasce a Torino nel giugno del 1977. Ama leggere e scrivere fin da bambina. Queste sue passioni sono cresciute con lei. Oggi scrive storie d’amore un po’ fantasy e un po’ contemporanee. Adora leggere e scrivere Paranormal Romance. Sulla pagina Facebook Lastirpedeidraghi si possono leggere estratti e novità sui suoi libri. Sul sito mEEtale si possono leggere gratuitamente i racconti che scrive.

Torna la rubrica l’#intervistaallautrice. Stavolta ho intervistato Barbara Risoli

Ciao! Mi riprometto sempre di fare un sacco di modifiche al blog, ma ho troppe cose da fare. Rimedierò. Intanto torna la rubrica l’#intervistaallautrice secondo la programmazione del gruppo su Facebook. Stavolta ho fatto le domande all’autrice Barbara Risoli. Ma prima ecco i dati del suo libro “Il ringhio”.

Il link del libro:

La sinossi: Transilvania 1860
Iernut – Contea di Mures
Occupazione asburgica
Romanzo volutamente romance, storico, no erotico.
Efrosina, ladra braccata e senza neppure un’identità precisa, si scontra con Victor, il signore dei lupi, misterioso possidente del castello del piccolo paese transilvano di Iernut. Vite distanti eppure simili per gli abusi subiti, rinnegate dal mondo e ferocemente aggrappate al respiro.
Una donna infangata e un uomo con il sangue ululante di giustizia. Un villaggio indifferente. Un mostro nascosto in una casa sperduta nel bosco. Tre guardiani con gli occhi taglienti. Ma nulla è come sembra: il carnefice è vittima e la vittima è disperato fuggiasco.
Un inno all’amore, alla speranza, alla diversità, nelle atmosfere di una terra aspra e impervia eppure magnifica. Un viaggio interiore nell’impossibile con profonde radici nella magnificenza della Natura.
Cit.: Il demonio sa affascinare e abbacinare, i suoi modi non sono ruvidi come i miei e il suo passo è perfetto, sollevato dal mondo come una danza, capace di trascinarti nel suo inferno. Non sono il demonio, se lo fossi, forse… sarei felice.
L’intervista:
1) Barbara, chi sei nella vita di tutti i giorni?
Sono una donna di casa che si occupa di mille cose: la contabilità di mio marito, lo studio di mio figlio, la cura degli animali, la casa. Mi piace cucinare e ovviamente leggere. Ma le mie passioni sono tante per poterle citare tutte, forse la meno ovvia è quella per i videogiochi, tanto che possiedo la ps2, ps3 e ps4. Ma vabbè… si gioca quando proprio non si ha nulla da fare.
2) Quando e perché hai deciso di scrivere?
La passione per la scrittura ha le sue radici distanti in mia madre, anche lei scrittrice che da bimba mi leggeva i suoi scritti come se fossero fiabe. Ero molto legata a mia madre e per emulazione ho seguito la sua stessa passione, in generi diversi e stile differente, ma devo a lei questo mio grande amore.
3) Cosa pensano i tuoi parenti e amici di questa tua passione?
La mia più grande sostenitrice è stata mia madre, che poi era diventata la mia editor terribile. Quando è venuta a mancare mi ha lasciata sola in questo senso. Mio padre non era un intellettuale, affermava sempre che dei miei libri avrebbe atteso il film (!) piuttosto che leggerli. Il destino mi ha fatto sposare uno straniero che mi sostiene molto incitandomi e aiutandomi in piccole pubblicità, ma di leggere un mio libro non se ne parla, per ovvie ragioni. Per gli amici io sono ‘la scrittrice’ e apprezzano carinamente i miei libri, quando trovano il tempo di leggerli.
4) Quanti libri hai pubblicato?
O dunque… escludendo i racconti… ne ho pubblicati sette.
5) Meglio il mondo self o quello sotto case editrici?
Fare questa domanda a me è come rubare in casa del ladro! Ih! meglio il self, assolutamente, naturalmente, per sempre. La mia scelta è stata ponderata in tempi non sospetti (2012) e non mi sono ancora pentita dei risultati che ottengo. Individualista di nascita, non ho mai amato il concetto di dover lavorare per gli altri senza guadagnare il giusto, con il self ogni mia fatica compensa me e poi… oggi le ce non sono la garanzia di un tempo, ne sono fermamente convinta. Inoltre, la mia scelta ai tempi è stata data dalla mancanza di mercato importante a livello locale, con il self raggiungo tutto il mondo (in teoria).
6) A quale dei tuoi personaggi sei più legata?
Difficile scegliere, li si ama tutti quando riempiono giorni e giorni di storie scritte forsennatamente. Forse il personaggio maschile che mi ha emozionato di più è Venanzio de IL VELENO DEL CUORE e sequel, un bandito senza scrupoli dal cuore grande. Quello femminile, Ersilia de L’ONDA SCARLATTA, un giovanissima nobile dall’indubbia bellezza, ma dal passo claudicante e dal carattere insospettabilmente forte e… furbo.
7) Se fossi un libro, quale saresti?
LA DIVINA COMMEDIA, ma non per superbia, sia chiaro, piuttosto per quella triplicità di vedute che sta nell’inferno, nel purgatorio e nel paradiso.
8) Hai un autore o un’autrice di riferimento?
No. Noto è che non amo emulare, non voglio somigliare ad alcuno e non mi piace prendere spunto dalle altrui idee. Posso amare un autore, ma non significa che io voglia somigliarli, né in stile né in trame.
9) Quale tecniche di promozione usi?
Quelle concesse dal web, anche se cerco sempre di non esagerare, di non martellare, di non invadere gruppi e profili. tanto è vero che con il mio ultimo romanzo sono un po’ riemersa in alcuni gruppi, perché prima, non avendo novità, non disturbavo più di tanto. e anche adesso… ogni volta che pubblicizzo mi sembra di essere un po’ invadente… faccio molta pubblicità nella mia pagina autrice sul mio profilo con vari collegamenti ad altre piattaforme.
10) Hai dei rituali di scrittura?
Se per rituali si intende il momento ‘propizio’ per scrivere… io lo faccio prevalentemente di notte, nel silenzio e nel buio che la stessa concede. Scrivere di giorno… è un po’ meno emozionante, anche se magari la mattina mi concedere qualche ora che il pomeriggio mi nega, dovendo seguire mio figlio nella scuola e fare altre cose di casa.
11) Parlaci di un sogno nel cassetto e dei tuoi progetti futuri…
I sogni sono tanti, il più pressante è un romanzo con Hitler come protagonista occulto, un altro di quei miei romanzi dove castigo la Storia e i suoi protagonisti a modo mio. Tuttavia… sto lavorando a un romanzo a quattro mani con il mio collega, amico e lettore alfa Paolo Federici. E’ un progetto molto bello, ma estremamente difficile, perchè lui ha uno stile particolare e magnifico che amo leggere, ma stargli dietro a livello narrativo è davvero un impegno mica piccolo. Spero di riuscirci, perchè la sua idea è veramente eccezionale!

La biografia dell’autrice: Classe 1969, vive nel nord-est italiano, diplomata ragioniera. Sul mercato editoriale dal 2006 con esperienze più o meno gratificanti, poi la scelta definitiva nel 2012 con la rimessa in pista dei romanzi liberi da vincoli in self publishing – Amazon. Autrice di romance storici. Le sue opere principali sono IL VELENO DEL CUORE/LA GIUSTIZIA DEL SANGUE (romance con ambientazione nella Rivoluzione Francese – disponibili in dilogia), L’ERRORE DI CRONOS/LA GRAZIA DEL FATO (epico con ambientazione nella Grecia micenea del 1200 a.C. – Disponibili in dilogia); L’ONDA SCARLATTA (romance con ambientazione pre Rivoluzione Francese – Auto concludente); LA STELLA D’ORO (romance con ambientazione nel Friuli della Grande Guerra e nella Pietrogrado della Rivoluzione Russa – Auto concludente), IL RINGHIO (romance paranormale con ambientazione nella Transilvania del 1860 in occupazione asburgica – Auto concludente). All’attivo anche alcuni racconti brevi.

Torna la rubrica l’#intervistaallautrice. Silvia Pillin ha risposto alle mie domande

Come ogni giovedì, in contemporanea con il gruppo che gestisco su Facebook, torna la rubrica l’#intervistaallautrice. Stavolta è il turno di Silvia Pillin, con tanto di copertina, sinossi e link di una sua storia. Dopo, sotto l’intervista, potrete leggere anche la biografia dell’autrice.

La sinossi: Ti è mai capitato di pensare che sarebbe stato meglio morire? Che la vita fosse troppo dolorosa e complicata?
Allora non ti sarà difficile immedesimarti in questa storia.
Aria e Eva hanno 18 anni. E anche se frequentano la stessa scuola, la stessa biblioteca e gli stessi pensieri di morte non si conoscono.
Entrambe vorrebbero uscire dal mondo, non doverne più far parte per non sentirsi inadeguate e senza speranza.
Aria ha un quaderno del morire in cui annota i luoghi, i libri, le frasi, i giorni del morire.
Eva si butta dalla finestra e basta.
Cosa succederà quando le loro due strade si incontreranno?
Inizia a leggere per scoprirlo!
Il Link: https://www.wattpad.com/467695068-aria-e-altri-coccodrilli-nota-dell%27autore
1) Silvia, dicci qualcosa di te al di fuori della scrittura.
Amo correre e preparare dolci. Prima o poi mi piacerebbe riuscire a correre una maratona.
2) Cosa ti ha avvicinato al mondo letterario?
Sono diventata una lettrice per caso, verso i 12 anni, durante le vacanze tra le scuole elementari e le medie. Vengo da una famiglia di non lettori, ma per fortuna ero libera di leggere tutto ciò che volevo grazie alla biblioteca del paese. E’ stata quell’estate ad avvicinarmi ai libri e a farmi desiderare di riuscire a fare magie con le parole, come gli autori che leggevo e amavo.
3) Dove scrivi le tue storie?
Un po’ sul divano di casa, semisdraiata col portatile sulle ginocchia, un po’ in luoghi pubblici tipo bar o biblioteche dove non conosco la password del wifi. Internet è una distrazione potentissima, per essere davvero produttiva quando scrivo devo stare in un posto senza connessione.
4) Parlaci di “Aria e altri coccodrilli”.
“Aria e altri coccodrilli” è il romanzo che ho scritto cui tengo di più in assoluto. Parla di due adolescenti che pensano che morire sia meglio che vivere. Dentro ci ho messo tutta la mia esperienza di depressione e pensieri suicidari. Non è vastissima ma mi sono anche molto documentata con letture a tema. Penso che la malattia mentale sia ancora considerata un tabù e comunque una colpa di chi ne è colpito. Mi premeva affrontare questo tema, anche se il romanzo vuole comunque raccontare una storia, senza fare la morale a nessuno.
5) Da cosa hai preso ispirazione?
Tutti i miei romanzi partono da un nucleo autobiografico su cui costruisco una storia inventata. Quando ho scritto aria stavo davvero molto male, e raccontare una storia che mi permettesse di esorcizzare le mie paure e il mio dolore è stato molto importante.
6) Quanto c’è di te nei tuoi personaggi?
Moltissimo. Mi identifico molto con tutte le mie protagoniste.
7) A cosa ti stai dedicando attualmente?
Al momento non sto scrivendo nulla, sono a caccia di un’idea che mi motivi a riprendere a scrivere. Non sono capace di sfornare romanzi a velocità industriale. Ho bisogno di un’idea che mi ossessioni e mi tenga motivata, dev’essere uno spunto che sento forte e originale.
8) Come fai promozione?
Ho un blog personale da dieci anni (che si chiama Azzurropillin) e lo zoccolo duro dei miei lettori vieni da lì. Poi faccio degli annunci sponsorizzati su FB (per lavoro mi occupo di pubblicità online, per cui sono avvantaggiata), e cerco di partecipare nei gruppi dedicati agli autori self.
9) Come scegli le cover delle tue storie?
Le cover dei miei ebook su amazon sono realizzata da una grafica di professione, cerco di suggerirle le immagini (acquistate su Shutterstock o simili) o il tipo di sentimenti che voglio suscitare e discutiamo insieme le sue proposte. Di solito è buona la prima 🙂 Altro discorso per le copertine di Wattpad che faccio da sola su Canva usando immagini free. (So che non sono professionali, ma per il tipo di piattaforma che è Wattpad mi sembrano comunque dignitose).
10) Qual è un sogno nel cassetto che vorresti realizzare?
Mi piacerebbe vivere di scrittura, ma è appunto solo un sogno.
11) Perché i lettori dovrebbero leggerti?
Ho molto rispetto per i lettori, cerco di proporre storie molto curate nei contenuti e per quanto possibile originali. Non mi piace cavalcare le onde del momento, non penso per esempio che scriverò mai un romanzo erotico. Quindi direi che la mia nicchia di lettori è quella che non cerca storie fotocopia, è a quella nicchia che mi rivolgo e loro dovrebbero leggermi proprio per questo: perché offro delle storie per quanto possibile non convenzionali o comunque non “stereotipate”.

La biografia dell’autrice:
Sono nata nel 1982 in Friuli, mi sono laureata in lettere a Padova, ho abitato a Torino mentre lavoravo a Milano come segretaria di redazione per la divisione ragazzi di Mondadori. Poi mi sono trasferita a Vienna per sei anni, dove ho insegnato italiano, fatto la cameriera, corretto bozze, revisionato traduzioni e tradotto dall’inglese.
Terminata l’esperienza di expat sono tornata in Friuli poco più di un anno fa. Adesso mi occupo di marketing on-line.
Nel 2012 ho vinto due concorsi: Subway Letteratura e Tessitori di Sogni. Il primo mi ha permesso di essere presente con un mio racconto in diverse stazioni della metro di molte città italiane, il secondo mi ha regalato una settimana di workshop a Lucca sulla scrittura per ragazzi.
Pur essendo una lettrice onnivora ho una predilezione per gli Young adult. Su Wattpad ho pubblicato tre storie che appartengono a questo genere. Quella cui tengo di più e che spero trovi un editore si intitola “Aria e altri coccodrilli”.

Torna la rubrica l’#intervistaallautrice. Ecco le risposte di Deborah P. Cumberbatch

Buongiorno. Seguendo la rubrica che tengo in un gruppo Facebook, torna la rubrica #intervistaallautrice. Ho fatto delle domande a Deborah P. Cumberbatch. Ma, prima di leggere le sue risposte, pubblicizzo la cover del suo libro “Drop of blood”, aggiungo anche sinossi e link. Poi, sotto all’intervista, troverete anche la biografia dell’autrice.

Sinossi: Da quando la sua famiglia si è trasferita nel paesino più noioso e piovoso del mondo, Paige vuole solo lasciarsi la sua tragedia alle spalle e allontanarsi da sua madre e dal Destino che vuole imporle, per decidere il suo futuro da sola. Non permetterà a nessuno di rovinare i suoi piani, nemmeno i sogni che la terrorizzano ogni notte, che le mostrano strani segni e persone oscure e dilaniate, o il nuovo saccente, egoista e presuntuoso vicino, la quintessenza della perfezione, con il suo fascino pericoloso, che tenta di innervosirla in ogni possibile modo, come se fosse la sua missione di vita. Ma nemmeno Paige riesce a negare l’intensità con cui è attratta da lui, come se il loro futuro fosse inesorabilmente intrecciato. E forse è proprio così, perché la vita è fatta di scelte e, a volte, per capire chi siamo davvero, non dobbiamo far altro che accettarci. E vivere. Ed è proprio allora che tutto può accadere.
Link: https://www.amazon.it/Drop-Blood-Deborah-P-Cumberbatch-ebook/dp/B073C9LS71/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1506597595&sr=8-1&keywords=deborah+p.+cumberbatch
L’intervista:
1) Deborah, come ti descriveresti come persona? E come autrice? Scrivi tre aggettivi per ogni risposta.
Buongiorno e innanzitutto grazie mille per questa bellissima opportunità. Come persona mi descriverei ironica (a volte troppo), caparbia ed estroversa. Come autrice userei gli stessi aggettivi, perché credo che le due cose non possano essere separate.
2) Quando hai iniziato a scrivere?
La passione per la scrittura c’è sempre stata, mi ricordo che all’asilo mi scocciava disegnare e volevo a tutti i costi scrivere “come i bambini grandi”. Poi, a otto anni, avevo deciso di trascrivere sul quaderno le battute dei film del Signore degli Anelli (lo vedevo e lo vedo a ripetizione) e mio padre mi dice “Ma perchè non ne scrivi uno tuo? Questo esiste già” e allora scrissi il mio primo libro, sugli zombie e l’apocalisse (forse si è notato che adoro il fantasy).
3) La tua produzione da quanti libri pubblicati è composta?
Ho partecipato alla stesura di un romanzo seriale giallo con la casa editrice Homo scrivens, che mi ha permesso di crescere come persona e come scrittrice e poi ho completato il primo volume della mia trilogia “Drop of blood”, pubblicato come self grazie all’incoraggiamento (ma direi che mi ha lasciato poche alternative) del mio fidanzato, che capì quanto contasse per me. Ora sto scrivendo il secondo e sono già a buon punto.
4) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Diventare una scrittrice e fare quello che davvero amo, cioè raccontare me e tutto quello che mi circonda attraverso i miei personaggi, catapultandomi in mondi magici e misteriosi. Un altro piccolo sogno nel cassetto è quello di creare una casa editrice che sostenga tutte le giovani scrittrici (e scrittori, perchè no!) che hanno bisogno che qualcuno creda in loro e le/li aiuti a far sentire la propria voce e tutto quello che hanno da dire, investendo davvero nel loro talento. Credo che ogni scrittrice/scrittore di talento lo meriti.
5) Che generi preferisci?
Ho già detto il fantasy? ahahah Sono cresciuta con J.Armentrout, Claudia Grey, J.K Rowling, Josephine Angelini… Ma non mi do limiti: se si tratta di un buon libro, qualunque sia il genere, allora lo leggo più che volentieri e bolle in pentola da un po’ il mettermi alla prova nello scrivere anche altri generi.
6) Hai dei rituali di scrittura durante la stesura?
Cuffie alle orecchie e musica, isolandomi da tutto. Il resto vien da sé.
7) Cosa ti ispira?
Ogni storia, ogni romanzo che ho scritto è frutto di un mio sogno: sono i sogni che mi ispirano e mi permettono di scrivere e per fortuna tendo a ricordarne parecchi. Drop of blood, per esempio, è nato da una scena che ho sognato dei miei due protagonisti (che non racconto nel caso qualcuno voglia leggerlo, perchè sarebbe un bello spoiler ahahah).
8) Cosa pensi del mondo self? E delle case editrici cosa ci dici?
Io sono una self, perciò forse sono un po’ di parte. E’ un mondo difficile, ci sono tante persone che tendono ad approfittarne e pensano al loro tornaconto, ma ho avuto l’opportunità di conoscere persone meravigliose, che amano davvero quello che fanno e sono sempre pronte ad aiutare. Naturalmente mi piacerebbe un giorno pubblicarmi con una grande casa editrice (la Newton Compton editori per esempio o la Giunti) ma non lo farei con una piccola ce, perchè ho sentito tante (troppe) esperienze negative e quindi preferisco continuare da self, almeno per ora.
9) I tuoi personaggi sono frutto di fantasia o esistono davvero?
Entrambe le cose: ognuno di loro ha una parte di me o di una persona che conosco e questo mi permette di renderli reali e di immedesimarmi davvero in loro.
10) Cosa pensi debba fare una scrittrice per emergere?
Essere se stessa, evitando di costruirsi personaggi fittizi, che innervosiscono solamente i lettori. Affidarsi a pagine come queste, che permettono di darci visibilità ed essere sempre disponibile, perchè anche se una sola persona sarà disposta a dedicarci un attimo, sarà comunque un gran traguardo.
11) Fai un appello alle lettrici e spiega loro perché dovrebbero leggere ciò che produci.
Questa è difficile ahahah Nelle mie storie metto davvero tutta me stessa, le vivo mentre le produco, ecco perchè mi concentro molto sui dialoghi e sulle emozioni dei personaggi e non do descrizioni minuziose, perchè, da lettrice, trovo che, se esagerate, spezzino il corso naturale della storia. Credo inoltre che, se ci siamo riuniti tutti in questa pagina, è perchè una sola vita non ci basta e vogliamo sognare insieme ai nostri libri. E io spero davvero che possiate sognare insieme a me.
Biografia dell’autrice: Sono Deborah P. Cumberbatch, pseudonimo di Deborah Luongo, ho venti anni e sono nata a Napoli. Studio psicologia presso la Federico II, ma il mio sogno è quello di diventare scrittrice da quando avevo otto anni: adoravo (e adoro) il “Signore degli Anelli” e stavo scrivendo le battute del film su un quaderno, quando mio padre mi disse “perché non ne scrivi uno tuo?” e da lì è nata questa passione che non ho più lasciato, scrivendo il mio primo libro sugli zombie.
La mia scrittrice preferita è Jennifer Armentrout ed è un modello che mi accompagna ad ogni passo, ma in generale ho un amore incondizionato per l’urban fantasy/paranormal romance, tuttavia leggo anche tantissimi altri generi (credo che non possa esistere una scrittrice che non sia prima di tutto lettrice), arricchendomi con ognuno di loro e che sono confluiti nel primo volume della mia trilogia “Drop of blood”, per cui mi ha incoraggiata il mio fidanzato sin dal primo momento, e adesso è in uscita il secondo e grazie ai miei “bambini” (così mi piace chiamarli) ho scoperto che ci sono tante persone che credono in me e che mi sostengono, emozionandomi tantissimo.
Sono una ragazza da pigiama, copertina e un buon libro o una buona serie televisiva/film, ma la scrittura è sempre stata per me terapeutica: poter vivere mille mondi, essere chiunque io volessi, evadere dalla realtà e gestire tutte le situazioni… Credo che non esista cura migliore.

#Angolino letterario: Intervista a… Francesca Pace

Buon pomeriggio. Torna l’appuntamento con l’#Angolino letterario. Stavolta l’intervista sarà a Francesca Pace, che ha creato la casa editrice Dark Zone.


1. Quando hai deciso che avresti aperto una casa editrice?
In realtà non è stata una decisione presa con raziocinio a spingermi ad aprire la Dz edizioni, ma un moto emotive, emozionale… la voglia di realizzare un progetto in cui autori e lettori si fondessero in un ideale salotto letterario. Ho voluto realizzare il sogno di molti, in primis il mio, quello di poter arrivare ai lettori.
2. Perché questa scelta?
Accennavo prima al desiderio di creare una realtà editoriale in cui gli autori si sentissero parte integrante dle progetto, ingranaggi dello stesso motore. È bello essere parte di un gruppo che crede nelle stesse cose e che ha un progetto comune e si impegna per realizzarlo!
3. Economicamente hai aiuti dallo Stato o da enti vari?
Assolutamente no!
4. Pensi che valga la pena aprire una ce di questi tempi?
Non ho mai ragionato in termini del genere. Non mi sono fatta due conti prima e non me ne faccio ora, di certo ne vale la pena se quello che cerchi è coesione, energia, affetto… e in DZ ne trovi tanto!!!!
5. Quanti libri di autori hai pubblicato fino a questo momento?
Siamo arrivati a circa 35 titoli e siamo aperti ufficialmente da febbraio 2016 come associazione e gennaio 2017 come marchio editoriale.
6. Quali sono i generi più adatti da mandare in visione?
Noi prendiamo in considerazione tutti i generi ad eccezione della fantascienza pura e dell’erotico. Pubblichiamo Romance, Gialli, Thriller, Horror, ma il nostro punto di forza rest il Fantasy in ogni sua sfumatura.
7. C’è un limite minimo o massimo di pagine/caratteri per le opere?
Assolutamente no… direi che l’unico limite è quello posto dalla fantasia.
8. Un autore che avesse un libro già edito potrebbe inviarlo?
Certo, purché libero da vincoli contrattuali.
9. Gestisci da sola la casa editrice o hai qualcuno che ti aiuta?
Ad oggi ho 7 collaboratori per me indispensabili e insostituibili!
10. Quali sono le caratteristiche che deve possedere un libro per arrivare a essere un best seller?
WOW… domandona!!! Non ne ho la minima idea… certo la trama deve essere grandiosa, affascinanti i protagonisti, l’intreccio articolato ma mai complesso… e trovarsi sulla scrivania giusta al momento giusto!
11. Alla Fiera del libro di Torino la Dark Zone ha raggiunto buoni risultati in fatto di vendite? Ed è stata comunque una bella esperienza?
Al Salone è andata alla grande sotto ogni punto di vista. Le vendite sono state record, ma la mia soddisfazione più grande è stata veder tornare allo stand “vecchi” lettori, amici, conoscenze virtuali che sono venute per stringerci la mano o darci un abbraccio. É stato emozionante e bellissimo intrattenersi in conversazioni “librose” con i giovani presenti.
12. La casa editrice come supporta gli scrittori?
A tutto tondo! Ogni autore ha a disposizione la professionalità del nostro social media manager che studia campagne pubblicitarie mirate, organizziamo eventi su territorio, siamo di support in ogni attività decidano di intraprendere.
13. Cosa richiedi a un autore per pubblicare con la Dark Zone?
Cuore, entusiasmo e un pizzico di follia!
Grazie delle tue risposte.

Il link della pagina Facebook: https://www.facebook.com/darkzonepage/
Il link dell’associazione: http://www.dark-zone.it/

#Angolino letterario: Intervista a… Ariel

Eccomi di nuovo qui. Apre oggi una rubrica chiamata #Angolino letterario. Ogni tanto intervisterò editor, bibliotecari, autori, editori, grafici, illustratori ecc. Insomma, chiunque lavori in campo letterario ed editoriale. Partiamo oggi con l’intervista ad Ariel, bibliotecaria e scrittrice.

(Immagine ripresa ai soli fini di accompagnare l’intervista. Pixabay CC0 Public Domain
Libera per usi commerciali
Attribuzione non richiesta)
1) Come sei arrivata a diventare bibliotecaria?
1. Tramite il servizio civile, un’opportunità riservata ai minori di 29 anni che consiste nel lavorare dodici mesi presso alcuni enti, tra cui quello bibliotecario.
2) Era il tuo sogno di bambina o è scattata la famosa scintilla per motivi vari?
2. In realtà non era il mio sogno da bambina anche se, fin da piccola, ho sempre amato andare in biblioteca e prendere i libri in prestito. Diciamo che quando ho scoperto questa iniziativa mi sono detta: “Perchè non provarci? Potrebbe piacerti!” e così è stato!
3) In cosa consiste il tuo lavoro?
3. Mi occupo di varie mansioni: servizio agli utenti, gestione degli interprestiti, registrazione del patrimonio documentario e sua ricollocazione, scarto del materiale (ahimè!), affiancamento in attività con le scuole, aiuto nell’organizzazione di alcuni eventi culturali, come incontri con scrittori.
4) Quale preparazione scolastica serve per intraprendere questa professione?
4. Penso che una buona formazione umanistica possa aiutare nel lavoro, ma credo che giochi un ruolo importante anche la passione e la voglia di imparare. Poi devo ammettere che, per quanto riguarda l’organizzazione delle serate con gli autori, mi ha aiutato molto la mia attività di blogger e questo mi è piaciuto molto perchè ho potuto unire hobby e lavoro.
5) Leggere tanti libri immagino ti abbia aiutata a prepararti. Ho indovinato?
5. Avere una buona conoscenza letteraria aiuta, soprattutto nella relazione con gli utenti, quando chiedono qualche consiglio, ma anche solamente per fare quattro chiacchiere e scambiarsi qualche opinione. Non è indispensabile ma di certo è un valore in più!
6) Lavori da sola o hai delle colleghe/dei colleghi che ti aiutano?
6. Sono affiancata da colleghi: una ragazza del servizio civile come me e alcuni dipendenti comunali, con i quali mi trovo molto bene e che mi hanno insegnato molto.
7) Com’è il rapporto con la gente?
7. Bello, mi piace interagire con le persone: la maggior parte di essi, poi, sono clienti affezionati, e quindi mi capita di vederli quasi tutti i giorni!
8) Ti è mai capitato di avere a che fare con una persona particolarmente difficile?
8. Casi eclatanti per ora non me ne sono successi: capita magari che qualche utente (soprattutto studenti) chiedano di verificare sul pc per ogni libro il numero delle pagine per prendersi poi il più piccolo, oppure qualche utente indeciso, o che ha fretta magari proprio nel momento in cui il programma rallenta, ma niente di particolare da segnalare.
9) Lavorare in una biblioteca dà soddisfazione?
9. Sì, in varie situazioni: quando gli utenti escono soddisfatti, quando i bambini ti porgono sorridenti i libri che vogliono prendere in prestito, ma anche quando esco dall’ufficio con le novità, sapendo che molti le stanno aspettando.
10) Quante ore lavori al giorno?
10. Circa sei ore, per un totale di 30 a settimana.
11) Puoi prendere in prestito dei libri da portarti a casa da leggere o è vietato?
11. Posso portarmi a casa dei libri come una normale utente, caricandolo sulla mia tessera o prenotandolo se è già in prestito. I diritti e i doveri soni gli stessi delle altre persone.
12) Se qualcuno non riporta uno o più libri, come ti comporti?
12. Se un utente non restituisce un libro entro un tot di tempo gli si blocca automaticamente la tessera e non si sblocca fino a quando non lo riconsegna. Eventualmente si possono mandare dei solleciti tramite posta elettronica, sperando che non vengano ignorati.
13) Economicamente ci sono soddisfazioni? E il contratto cosa prevede?
13. Purtroppo economicamente, essendo del servizio civile e non una vera e propria dipendente, non ci sono soddisfazioni da questo punto di vista, anzi, vengo pagata veramente poco. Il contratto prevede un anno di lavoro a poco più di 400 euro al mese.
14) In caso questo lavoro dovesse finire, cosa pensi di fare? O cosa potresti fare?
14. Mi piacerebbe continuare a lavorare in questo ambito. Purtroppo non è facile, ma cercherò di raggiungere il mio obiettivo, o attraverso un contratto occasionale, o tramite altre opportunità simile a questa, delle quali potrò usufrire fino quando non raggiungerò i 29 anni (e, purtroppo, mi manca poco!)
Grazie per la tua disponibilità!

Intervista all’autrice Fabiana Andreozzi

Ciao a tutti, non mi ero persa, sono solo stata presa da troppe cose. Recupero subito facendovi leggere l’intervista che ho fatto alla scrittrice Fabiana Andreozzi. Prima, però, posto il video di sua opera: “D&S Non voglio perderti”.

  1. Benvenuta nel mio blog, Fabiana. Quando hai iniziato a scrivere?

Grazie Evelyn Storm per avermi ospitato sul tuo blog. Ho iniziato a scrivere quando a scuola mi hanno insegnato a farlo… ho ancora una marea di foglie e quadernini con le vecchie storie. All’inizio erano più immagini e poche scritte, fino a quando non sono arrivato al liceo e ho cominciato a scrivere le enciclopedie. Poi ho continuato per gioco e divertimento su forum, nei giochi di ruolo, finendo per conoscere le mie compagne di scrittura Sara e Vanessa. E con quest’ultima nel 2010, spronate da alcune persone nei forum, abbiamo deciso di iniziare la nostra avventura pubblicando quello che noi ritenevamo essere i nostri deliri notturni.

  1. Qual è il genere in cui ti trovi più a tuo agio?

Scrivo d’amore, amicizia, sentimenti… quindi in realtà amo tutti i generi in cui è possibile porre l’accento su questi temi. Spazio dal fantasy, all’urban, al chick lit, al New Adult, al drammatico purché ci sia l’amore in tutte le sue forme come collante. Non sarei mai in grado di scrivere un thriller, un giallo, un horror e di fantascienza, neppure se in mezzo ci stesse una storia d’amore…

  1. Preferisci scrivere da sola o con altre autrici?

Amo entrambe le cose perché mi permettono di sperimentarmi in diverse modalità. Da sola i miei libri diventano più statici e introspettivi perché mi lascio condizionare dalla mia matrice psicologica. Spesso e volentieri sono più seriosi e in perenne correzione. Quando scrivo con altre autrici mi barcameno in romanzi più free e leggeri, che mi permettono di ridere e divertimenti già durante la loro stesura. Continuo a pensare sempre alla psicologia del personaggio ma riesco a vederli in una luce meno profonda.

  1. Parliamo della tua collaborazione con Sara Pratesi e con Vanessa Vescera. Quanti libri hai scritto con ognuna?

Ho perso il conto dei libri pubblicati soprattutto con Vanessa… è stata la prima con cui mi sono tuffata nel magico mondo della pubblicazione e abbiamo provato con 5 libri pubblicati da piccole CE. I romanzi spaziavano in tutti i generi, dal New adult, all’urban fantasy, al chick lit, ai racconti, al rosa. Ma nessuno ha avuto molta visibilità. Poi ci siamo buttate su amazon con dei lavori in self, il primo è stato Colpo di fulmine da Harrods che ci ha dato incredibili e inaspettate soddisfazioni. Ormai ci abbiamo preso gusto e siamo al quarto ebook.

Con Sara invece ho iniziato a pubblicare solo l’anno scorso, anche se insieme abbiamo scritto una marea di cose che si perdono nella notte dei tempi. Abbiamo deciso di partire proprio dal self con una delle nostre serie preferite: Love Match. Ad aprile uscirà il quarto e ultimo volume della serie ma già abbiamo ideato altri quattro spin off e un nuovo libro.

  1. Tornando alla domanda precedente, come gestite il tutto?

Il tutto è gestito con una tale facilità che sembra semplice e automatico come respirare. Sarà frutto degli anni di conoscenza, di un pensare comune, di una certa similarità nello stile ma diventa più facile che scrivere da solo.

Con Vanessa in particolare abbiamo pubblicato 9 libri sperimentando tutti i metodi possibili, diversi personaggi, pov alternati in prima persona, scrittura in terza alternandoci poche righe, alternanza di capitoli. Insomma abbiamo provato di tutto, dal più facile al più difficile e ormai ci completiamo persino le frasi. Di solito procediamo ideando una trama a grandi linee, una di noi, o entrambe, buttiamo giù la scaletta da seguire. Man mano che si scrive nascono nuovi inaspettati capitoli.

Con Sara funziona alla stesso modo, né più né meno, in love match, ci siamo alternate i capitoli ma, un sacco di volte, ci alterniamo nello stesso in poche righe.

Per scrivere a quattro mani ci vuole uno stile più o meno simile qualora si decidesse di parlare degli stessi personaggi e tanta, tanta umiltà per accettare l’idea dell’altro e vedersi magari modificare un intero pezzo.

Devo essere sincera, tra di noi non è mai capitato, al primo colpo ci piace tutto quello che esce fuori, per cui siamo doppiamente fortunate, ma nel momento di tirar fuori le idee bisogna essere di mente aperta e accettare che l’altra persona potrebbe aver avuto un spunto migliore da inserire.

6) Vuoi parlarci di un tuo libro che ami particolarmente?

Questa è una delle domande più difficili a cui rispondere perché amo tutti i miei libri, in un modo o nell’altro. Li considero tutti figli che si allontanano da casa. Se proprio devo scegliere al primo pubblicato sono più affezionata, D&S Non voglio perderti, vuoi perché era il primo, vuoi perché parla di adolescenti (e io li adoro), vuoi perché è ambientato nella mia città, nel mio quartieri, vuoi perché in un modo o nell’altro c’è un pezzo della mia vita, senza volerlo…

7) Qual è secondo te il segreto per avere tanti lettori?

Il segreto per avere tanti lettori non lo conosco, altrimenti a quest’ora invece di averne che si contano sulle dita della mano ne avrei a iosa

A parte gli scherzi sono contentissima delle nostre cinque affezionatissime lettrici che valgono per mille con il loro incredibile entusiasmo. Dicono che un autore esiste in virtù del fatto che qualcuno possa leggere i propri scritti. Beh, a me bastano proprio loro cinque, con il loro affetto sincero, le critiche, i consigli e l’incitamento a scrivere. Anzi approfitto di questo spazio per inviare a tutte loro un grande bacione, tanto sanno perfettamente chi sono

8) Come ti pubblicizzi?

Uso i gruppi di spam e lettura su FB ma molto poco perché mi sono accorta che mi cambia assai poco. Gli ultimi due romanzi non li ho ancora mai pubblicizzati personalmente, ho chiesto solo qualche anteprima a qualche blog. Ancora non ho capito se cambia qualcosa o meno… personalmente sono totalmente incapace a pubblicizzarmi e amo più scrivere i libri.

9) Facebook quanto ti aiuta nella promozione o usi altri Social Network?

Allora, come dicevo sono già negata per il selfmarketing approdare su altri social network la vedo dura, anzi ardua. Tipo Twitter è il mio grande nemico sconosciuto, ancora non ho capito come funziona e non riesco ad appassionarmi a nessun messaggio che compare

Preferisco, per quel poco, Facebook, molto più semplice e immediato nelle sue funzionalità. Sicuramente almeno all’inizio è utile per farsi conoscere, far sapere a qualcuno che scrivi. Io ho ancora amici che non l’hanno capito anche se mi hanno aggiunto su fb dove pubblico foto e stati… Lo reputo necessario e soddisfacente all’ennesima potenza per tenere un contatto semplice e immediato con le persone che ti leggono e possono contattarti.

10) Un aiuto a chi scrive come te e vuole emergere dalla massa.

A questa domanda purtroppo non ho risposta… emergere dalla massa è difficile. Io sono anni che pubblico a quattro mani con Vanessa e dire che siamo emerse è una parola difficile, sicuramente ci conoscono ora un po’ di più di prima, ma siamo ancora lontane.

Oltre al fatto che conosco tantissimi splendidi lavori di altre autrici self restano nel dimenticatoio, nonostante siano bravissime. Probabilmente ci vuole un pizzico di fortuna, un’opera che parli al cuore dei lettori e inneschi un grande passaparola.

Però un consiglio lo posso dare, prima ancora di pensare a emergere, bisogna curarsi del romanzo nei più piccoli dettagli, non avere fretta di buttarlo nel calederone, lasciandosi aiutare da chi più esperto a migliorare e crescere.

Grazie ancora per lo spazio e le bellissime domande!!

Intervista all’autrice Kaimarelle con il suo libro “Rebecca e la sua passione particolare”

Buongiorno a tutti. Oggi vi presento l’intervista che ho fatto all’autrice Kaimarelle. Tra le varie domande ce ne sono alcune sul suo libro “Rebecca e la sua passione particolare”.
1) Kaimarelle, benvenuta. Quando hai iniziato a scrivere?
Grazie a te, Evelyn, per avermi concesso questo spazio. Ho cominciato a scrivere attorno ai 12 anni, in seconda media. Durante un tema libero è scattata la scintilla per la scrittura, ed eccomi qui.

2) Hai un autore preferito? Se sì, chi è?
Ne ho tre: Stephen King, De Sade e la nostrana Barbara Bolzan, che ho la fortuna di aver conosciuto l’anno scorso.

3) Che genere di romanzi leggi di solito?
Sono onnivora, passo dallo storico all’erotico con facilità, senza snobbare gli altri. Ogni libro di qualsiasi genere ha un insegnamento al suo interno.

4) Hai mai pensato di pubblicare in self?
Prima di pubblicare con la casa editrice Eroscultura ho pubblicato in self e inizialmente mi sono trovata bene. Adesso però, con un editore serio alle spalle, posso dire di trovarmi molto meglio.

5) Da cosa prendi ispirazione?
Nell’erotico, ho preso ispirazione soprattutto da alcune mie esperienze – no, non ho mai fatto pipì per strada – e desideri.

6) I tuoi scritti sono autobiografici, inventati o mischi un po’ e un po’?
In buona parte, gli scritti sono autobiografici. Rebecca mi assomiglia molto, nel darle vita ho tirato fuori la mia parte più bizzarra e hot. Di inventato c’è davvero poco, forse nulla. Certo, non ho fatto tutto ciò che ho scritto, ma quelle cose sono desideri… che prima o poi verranno realizzati.

7) Scrivi meglio di giorno o di notte?
Se ho l’ispirazione, qualsiasi ora va bene, ma di più al tramonto.

8) Cosa dice chi ti conosce di questa tua passione?
Chi ha letto qualcosa di mio, di non abbandonare perché l’erotico mi viene bene. I parenti, invece, mi prenderebbero a fucilate se sapessero di quale genere scrivo…

9) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Non ho comodini e cassetti in casa, ma direi si è avverato quando ho firmato il contratto editoriale con Eroscultura.

10) Parliamo del tuo libro “Rebecca e la sua passione particolare…”. Di cosa parla?
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È un erotico che parte da una passione di Rebecca: il pissing. Rebecca, però, è costretta a stare con un ragazzo che non ama e con cui fa del sesso scadente. La noia della vita ormai routinaria la porta a cercare delle alternative in internet, delle scappatelle telematiche per ovviare ai suoi bisogni troppo a lungo repressi. È su un forum erotico che conosce Manuel e da lì tutto cambia… ma per vedere come, dovete leggere il testo.

11) Quanto c’è di Rebecca in te?
Tanto, forse tutto… Rebecca sono io, tranne il fisico: lei è molto più bella di me.

12) Una curiosità legata al libro.
I protagonisti sono tratti dalla vita reale, ma me ne sono resa conto durante l’editing finale, dicendo a me stessa: “Ehi, ma Enrico sembra il mio ex” e così anche per gli altri.

13) Ci sarà un seguito?
Sì, sto finendo il secondo racconto lungo con protagonista Rebecca. Sono in fase di editing con la mia fidata editor.

14) Perché un lettore dovrebbe leggerlo?
Per passare un paio d’ore stuzzicanti in compagnia di Rebecca e Manuel… e magari scoprire delle pratiche sessuali che possono risultare piacevoli anche al lettore.

15) Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
Nei miei testi sto cercando di lasciare sempre qualcosa, in “Rebecca e la sua passione particolare…” vorrei far capire, ad ambo i sessi, che non bisogna mai accontentarsi e che, se in una coppia uno dei due cerca di trovare delle alternative, forse non c’è più amore…

Intervista all’autrice Francesca Angelinelli con il suo Chariza. Il soffio del vento

Ciaooo! Nuova giornata di interviste. Stavolta ho fatto diverse domande alla scrittrice Francesca Angelinelli, anche sul suo libro “Chariza. Il soffio del vento”.
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1) Francesca, benvenuta. Se pensi alla scrittura cosa ti viene in mente?
Magia, impegno e dedizione.
La magia è quella che mi stupisce sempre nel momento in cui un’idea, un pensiero o un’intuizione diventano una storia vera e proprio. L’impegno è quello che ci metto per portare a termine l’impresa di scrivere i miei romanzi, non sempre brevi. E la dedizione è quella che, credo, di condividere con tutte le autrici e gli autori italiani che nella vita fanno altro per lavoro, ma riescono sempre a ritagliarsi un momento per scrivere, a volte sottraendo tempo al sonno a quelli che per la maggior parte delle persone sono svaghi.

2) Qual è il tuo autore preferito?
Mmmh, domanda difficile. Se parliamo di fantasy direi Marion Zimmer Bradley. Eh, sì, io vado sul classico, ma non troppo. Se invece parliamo in generale… direi Shikibu Murasaki o Lev Tolstoy, sempre autori classici. Tra i contemporanei forse Banana Yoshimoto, è l’unica autrice di cui compro, ancora in cartaceo, tutto quello che esce. Tra gli italiani del fantasy il primo nome che mi viene in mente è Fabiana Redivo.
Lo avevo detto che era difficile dare una risposta…

3) Che genere di letture scegli?
In genere leggo narrativa fantastica, di tutti i generi, ma prediligo le diverse sfumature del fantasy. Mi piacciono i romanzi storici, soprattutto se ambientati in Giappone. E amo molto la letteratura classica giapponese. Mi piacciono anche alcuni autori contemporanei del Sol Levante.
Di recente ho iniziato a leggere qualche romanzo rosa e li ho trovati piuttosto brillanti, specie quelli di Anna Premoli.

4) Casa editrice o selfpublishing?
Ho iniziato con le case editrici, piccolissime, piccole e medie… poi mi sono fermata. Sono stata delusa, ferita, abbattuta. Ma mi sono rialzata e ho deciso di prendere in mano la situazione, quindi sono passata al selfpublishing. Per il momento mi relaziono con piccole case editrici di cui mi fido solo in casi molto particolari. Altrimenti… chi fa da sé fa per tre, anche se non è per niente facile! Poi si vedrà… diciamo che valuto con attenzione.

5) Cosa ti ispira?
Tutto. Una canzone, un’immagine, un episodio cui mi capita di assistere, libri e film… di solito non cerco le storie, arrivano e basta. E se mi prendono le porto avanti.

6) Nei tuoi scritti metti un po’ di te?
Metto le mie passioni, soprattutto quella per l’estremo oriente e per il Giappone in generale. È il motivo per cui scrivo soprattutto fantasy orientale, perché scrivo i libri che vorrei leggere.

7) C’è un luogo dove preferisci scrivere le tue storie?
La mia stanza. Prima, quando vivevo a casa dei miei era la mia cameretta, adesso invece è la camera da letto della casa che divido con mio marito e i nostri due pelosi. Di tanto in tanto scrivo anche in soggiorno, ma preferisco un luogo più appartato, più tana.

8) Cosa consiglieresti a chi volessi seguire i tuoi passi?
Mah… io non sono la persona adatta a dare consigli del genere, perché vivo la scrittura molto serenamente. Non mi interessa diventare famosa e sono abbastanza realista sul fatto che non vivrò mai di quel che scrivo. Penso, tuttavia, che un libro, una storia, per essere completo, debba essere letto e per questo pubblico. Detto questo, penso che chi vuole avvicinare il mondo della scrittura lo deve fare con la massima umiltà e il rispetto dei lettori, che vuol dire anche dare loro il miglior prodotto possibile. L’editing è importante, sia che il libro sia pubblicato da una casa editrici sia che sia l’opera di un self. Ovviamente dietro ci deve essere una buona storia e le buone storie si costruiscono leggendo moltissimo e imparando dai più grandi, con pazienza, a volta sbagliando.

9) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Il mio sogno si è da poco realizzato. Volevo vedere Chariza. Il soffio del vento uscire in un’edizione curata e rivisitata, editata, con una bella copertina e con il testo integro (purtroppo nella prima edizione era stato diviso in due volumi). Da adesso in poi è tutto un di più, un divertirsi insieme ai personaggi e ai lettori.

10) Parliamo del tuo libro “Chariza. Il soffio del vento. Chi è Chariza?
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Chariza è una guerriera. Ladra, mercenaria e assassina. È stata colpita da una maledizione di avidità che le fa desiderare tutto ciò che è raro e prezioso. Per questo, in giovane età, lascia lo Si-hai-pai, il regno in cui è nata, e il Monte Tōmei, in cui è stata addestrata, e viaggia nei regni che confinano con l’Impero. Ormai donna adulta e capace di tenere sotto controllo la propria maledizione, torna nello Si-hai-pai dove incontra e aiuta l’imperatore Yoshio Ryokin, che da quel momento non mancherà di chiedere i suoi servigi (se volete saperne di più, vi segnalo il racconto Chariza. Il Drago Rosso e l’antologia da cui è estratto Le avventure di Chariza).
All’inizio del romanzo, la troviamo proprio qui, a questo punto della sua vita. Suo malgrado, Chariza viene contatta dal sovrano per un nuovo incarico e…

11) Come mai la scelta di ambientare la storia in Estremo oriente?
Fin da piccolissima sono stata appassionata di cultura orientale, soprattutto di quella giapponese. Crescendo, poi, ho iniziato a seguire anime e manga e, infine, a leggere letteratura classica giapponese. Ho anche scoperto i film e i romanzi wu-xia (storie di cappa e spada cinesi, stile La Tigre e il Dragone). E, ovviamente, volevo disperatamente altre di queste storie… solo che in Italia arrivava poco. Così, presa da disperazione, ho deciso che se volevo quelle storie me le sarei dovuta scrivere da sola ed è nato lo Si-hai-pai, con i suoi personaggi, le sue storie, le sue ambientazioni…

12) Una curiosità legata al libro.
La storia nasce e si sviluppa nel primi anni 2000 (era il 2003, se non ricordo male) e viene pubblicata per la prima volta nel 2007. Da allora, per un’infinità di ragioni, non ho più ripreso il personaggio di Chariza. Fino a che non ho incontrato la mia editor, Valentina Camarda, che si è innamorata del progetto e mi ha spronato a rimettere mano ad alcune idee che riguardano soprattutto racconti e nuovi romanzi con la stessa ambientazione. Riuscirò, dopo tanto tempo, a tornare nello Si-hai-pia? Di sicuro ci sto provando.

13) Di quanti romanzi è composta la serie di Chariza?
Uno. La storia raccontata in Chariza. Il soffio del vento inizia e finisce con il romanzo uscito da poco (dicembre 2015). Poi ci sono dei racconti, anche questi assolutamente autoconclusivi, che vedono di nuovo Chariza come protagonista, ma che non sono affatto indispensabile per leggere il romanzo (e viceversa).
Il progetto Ryukoku Monogatari, inoltre, comprende altre serie e romanzi singoli che hanno in comune con la storia di Chariza unicamente l’ambientazione, ma che sono storie a se stanti e del tutto indipendenti.

14) Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
Una bella avventura. La possibilità di passare qualche ora divertendosi e immergendosi nel mondo che ho creato.

15) A parte Chariza, hai un personaggio nel cuore che fa sempre parte del libro?
Sì, più di uno. Un personaggio che mi è sempre piaciuto molto, per via del modo di essere e della sua storia personale, è Yukai, il compagno di viaggio di Chariza.
Poi, un altro personaggio cui sono legata, per altri motivi, è Midori, il Drago Verde, perché ho sempre visto in lei un po’ il mio alter ego. Midori macchineggia, briga, fa, disfa, per controllare le vite altrui… un po’ come noi autori quando indirizziamo la vita di un nostro personaggio.