#Angolino letterario: Intervista a… Francesca Pace

Buon pomeriggio. Torna l’appuntamento con l’#Angolino letterario. Stavolta l’intervista sarà a Francesca Pace, che ha creato la casa editrice Dark Zone.


1. Quando hai deciso che avresti aperto una casa editrice?
In realtà non è stata una decisione presa con raziocinio a spingermi ad aprire la Dz edizioni, ma un moto emotive, emozionale… la voglia di realizzare un progetto in cui autori e lettori si fondessero in un ideale salotto letterario. Ho voluto realizzare il sogno di molti, in primis il mio, quello di poter arrivare ai lettori.
2. Perché questa scelta?
Accennavo prima al desiderio di creare una realtà editoriale in cui gli autori si sentissero parte integrante dle progetto, ingranaggi dello stesso motore. È bello essere parte di un gruppo che crede nelle stesse cose e che ha un progetto comune e si impegna per realizzarlo!
3. Economicamente hai aiuti dallo Stato o da enti vari?
Assolutamente no!
4. Pensi che valga la pena aprire una ce di questi tempi?
Non ho mai ragionato in termini del genere. Non mi sono fatta due conti prima e non me ne faccio ora, di certo ne vale la pena se quello che cerchi è coesione, energia, affetto… e in DZ ne trovi tanto!!!!
5. Quanti libri di autori hai pubblicato fino a questo momento?
Siamo arrivati a circa 35 titoli e siamo aperti ufficialmente da febbraio 2016 come associazione e gennaio 2017 come marchio editoriale.
6. Quali sono i generi più adatti da mandare in visione?
Noi prendiamo in considerazione tutti i generi ad eccezione della fantascienza pura e dell’erotico. Pubblichiamo Romance, Gialli, Thriller, Horror, ma il nostro punto di forza rest il Fantasy in ogni sua sfumatura.
7. C’è un limite minimo o massimo di pagine/caratteri per le opere?
Assolutamente no… direi che l’unico limite è quello posto dalla fantasia.
8. Un autore che avesse un libro già edito potrebbe inviarlo?
Certo, purché libero da vincoli contrattuali.
9. Gestisci da sola la casa editrice o hai qualcuno che ti aiuta?
Ad oggi ho 7 collaboratori per me indispensabili e insostituibili!
10. Quali sono le caratteristiche che deve possedere un libro per arrivare a essere un best seller?
WOW… domandona!!! Non ne ho la minima idea… certo la trama deve essere grandiosa, affascinanti i protagonisti, l’intreccio articolato ma mai complesso… e trovarsi sulla scrivania giusta al momento giusto!
11. Alla Fiera del libro di Torino la Dark Zone ha raggiunto buoni risultati in fatto di vendite? Ed è stata comunque una bella esperienza?
Al Salone è andata alla grande sotto ogni punto di vista. Le vendite sono state record, ma la mia soddisfazione più grande è stata veder tornare allo stand “vecchi” lettori, amici, conoscenze virtuali che sono venute per stringerci la mano o darci un abbraccio. É stato emozionante e bellissimo intrattenersi in conversazioni “librose” con i giovani presenti.
12. La casa editrice come supporta gli scrittori?
A tutto tondo! Ogni autore ha a disposizione la professionalità del nostro social media manager che studia campagne pubblicitarie mirate, organizziamo eventi su territorio, siamo di support in ogni attività decidano di intraprendere.
13. Cosa richiedi a un autore per pubblicare con la Dark Zone?
Cuore, entusiasmo e un pizzico di follia!
Grazie delle tue risposte.

Il link della pagina Facebook: https://www.facebook.com/darkzonepage/
Il link dell’associazione: http://www.dark-zone.it/

Intervista doppia (in video e con domande e risposte) a Xadis5

Ciao, ho intervistato Xadis 5, ma la sua possiamo dire sia una doppia intervista: sia la classica con domande e risposte (potete leggerle qui sotto) che con un video su YouTube. Idea molto carina, non trovate?

1) Dario, benvenuto. Il primo libro che hai letto qual è stato?
A questa domanda rispondo con un libro che sicuramente non è il primo libro che ho letto in assuluto ma lo considerlo tale perchè è quello che ho letto di mia spontanea volontà ed è quello che poi mi ha fatto amare la lettura.
Quindi, per me, “Harry Potter e la pietra filosofale” di J.K.Rowling è il primo libro che ho letto.
Se devo dire un libro che ho letto da piccolo dico uno della serie di “Capitan Mutanda” ma da piccolo odiavo leggere quindi… non so se vale come risposta 🙂

2) Hai un genere preferito o leggi tutto, indistintamente?
Io sono un lettore abbastanza onnivoro ma se devo scegliere dei generi preferiti direi il Fantasy, che è anche il genere con il quale poi ho coltivato il mio piacere e la passione per la lettura, e poi non saprei… il thriller.

3) Due autori che ami.
Senza dubbio il primo autore, o per meglio dire.. autrice , è senza dubbio J.K.Rowling (e ormai sapete anche il perchè)
Come autore non saprei… potrei dire , collegandomi alla domanda di prima, Wulf Dorn che mi ha aperto al thriller ma posso aggiungere anche un Jack White che mi ha fatto riscoprire il genere storico con le “Cronache di Camelot”

Ahn…E non posso dimenticarmi di citare William Shakespeare 🙂

4) Hai partecipato a una raccolta di racconti. Ce ne vuoi parlare?
Sì, diciamo che ho partecipato a una raccolta di racconti :-),
A dire il vero ho partecipato ad un concorso letterario il cui tema era il natale e i racconti che avrebbero superato le prime selezioni sarebbero stati pubblicati in questa raccolta di racconti a tema, appunto, natalizio.
Io avevo scritto un racconto giusto su questo tema ma lo tenevo nel pc senza pensare che avrei potuto pubblicarlo o altro, ma certamente mi sarebbe piaciuto che qualcun’altro lo leggesse.
Si è presentata questa occasione e ho colto la palla al balzo… sono contento che sia finito nella raccolta di racconti, è una piccola soddisfazione per me, e spero che il mio racconto possa piacere.
Con la raccolta in questione, tra le altre cose, si aiuta Save the Children quindi mi piace pensare di aver fatto un gesto nobile più che aver pubblicato un racconto.
Tra l’altro, rimanendo in tema, recentemente anche una mia poesia è finita in una raccolta di poesie, per una cosa molto similare.

5) Da cosa hai preso ispirazione?
Per il racconto sinceramente ho preso ispirazione dal mio vissuto e mi è semplicemente uscito tutto di getto, tra l’altro, a Natale 🙂
Per la poesia non ricordo 🙂 probabilmente avrei voluto dedicarla a qualcuno oppure l’ho semplicemente scritta 🙂

6) Preferisci scrivere racconti o poesie?
Preferisco scrivere racconti, con le poesie non sono molto portato 🙂

7) Collabori con una piccola casa editrice. Quando hai cominciato?
Collaboro con una casa editrice, la “Inchiòstro edizioni”, anche se in teoria sono più che atro un socio della stessa.
Ho iniziato a “collaborare” con loro a Settembre,più o meno, perchè avevano bisogno di aiuto per quanto riguarda l’organizzazione di una fiera sull’autoproduzione artistica ed editoriale, alla quale è stato dato il nome di “Tip-Type”, e io essendo amico da tempo di uno dei soci e avendo quindi visto nascere la stessa casa editrice mi sono dimostrato subito disponibile ad aiutarli.
Adesso gestisco le loro pagine Facebook e gli do una mano anche nel resto 🙂

8) Passiamo al tuo canale YouTube dedicato ai libri. Cosa puoi dirci in merito?
Mah.. non saprei 🙂
Ho iniziato più che altro perchè volevo, o forse avevo bisogno, di condividere con qualcuno la mia passione per i libri e quindi di parlarne con qualcuno.
Poi mi sono appassionato alla cosa ed ora sono quasi 2 anni che faccio video il cui tema principale sono i libri.
Spero che il mio “lavoro”, o come preferisco definirlo io… hobby, piaccia a qualcuno e che avvicini qualcuno alla lettura o semplicemente ad un libro che prima non conosceva o non aveva considerato di leggere.

9) Quale credi che sia un buon modo per farsi pubblicità?
Sul tema della pubblicità sono poco esperto ma credo che un buon metodo sia quello di farsi conoscere, oltre a far conoscere le proprie opere.

10) Pensi che scriverai ancora racconti e poesie o è contemplata anche l’idea di “buttarti” sui romanzi?
Penso che andrò avanti a scrivere racconti, e ne ho alcuni ancora in cantiere mentre per i romanzi ne ho uno già in cantiere da parecchio tempo.
Si tratta di un libro fantasy scritto a quattro mani, le mie e quelle del mio migliore amico (nonchè socio della casa editrice sopra citata), ma aimè siamo fermi con la stesura per impegni lavorativi ecc….
Ma io ho anche poca ispirazione per scrivere , purtroppo.

11) Se qualcuno volesse seguire i tuoi passi e meditasse di collaborare con una casa editrice, cosa gli suggeriresti?
Questa non è una domanda molto semplice alla quale rispondere ma credo che l’ingrediente principale sia la passione ma ovviamente questa non basta…
Per collaborare con una casa editrice bisogna avere anche tempo per dedicarvici e prendere l’impegno come se fosse un lavoro perchè, in effetti, gestire e mantenere viva una casa editrice è un lavoro.

12) Se invece qualcuno volesse creare un canale proprio in cui discutere di libri, quale sarebbe il tuo consiglio?
Come per la domanda precedente la passione è un ingrediente fondamentale: (per i libri o per l’argomento di cui si vuole parlare nei propri video)
Non bisogna farsi scoraggiare dalla timidezza, e lo dice uno che era estremamente timido, e dalle difficoltà che sicuramente si troverranno davanti.
Non c’è bisogno di essere dei maghi del computer ne di avre della stumentazione ultraprofessionale, io ho inziato con una semplicissima macchina fotografica (che uso tutt’ora) e non sapevo fare praticamente nulla con i programmi di montaggio ecc… ma con il tempo si migliora e si impara.
L’ultimo cosiglio che mi sento di dare, e non è di certo l’ultimo per importanza, è quello di essere semplicemente sè stessi (anche se a volte crearsi un personaggio può servire ma non è sempre efficace perchè la gente vuole conoscere la persona che sta davanti alla telecamera e non, solo, il personaggio che uno interpreta)

13) Hai mai pensato di aprire una casa editrice tua o di pubblicare in self?
No, non ho mai pensato di aprire una mia casa editrice, anche perchè non ne ho ancora le competenze.
Per quanto riguarda la pubblicazione in self… non ancora perchè ancora non ho terminato il mio (nostro) romanzo o comunque nulla di pubblicabile ma penso che valuterò l’opsione al momento opportuno.

14) Se potessi essere uno scrittore famoso del presente o del passato, chi saresti? Perché?
J.K.Rowling e William Shakespeare perchè, insomma, chi non vorrebbe essere uno di loro?
No, seriamente…. non ho mai pensato a questa cosa e detto sinceramente non vorrei essere nessuno in particolare… vorrei essere semplicemente me stesso e, probabilmente, nemmeno così tato famoso come i due che ho appena citato.

15) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Riuscire a finire e pubblicare il mio romanzo fantasy vale come risposta?
A parte gli scherzi, sì ovviamente vorrei riuscire a finire di scrivere e pubblicare il mio libro, ma il mio sogno è quello di aprire un ristorante a tema letterario, o comunque un locale che sia un ristorante ma anche una libreria.
E’un sogno ma, insomma, spero proprio di realizarlo 🙂

Intervista all’autrice Elvira Tonelli

Ciao a tutti i lettori fissi e ai visitatori occasionali. Oggi ho intervistato per voi l’autrice Elvira Tonelli.
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1) Elvira, benvenuta. Prima di iniziare a scrivere sarai stata una lettrice. Qual è il primo libro che hai letto?
Leggere mi è sempre piaciuto e questa passione è cresciuta a dismisura soprattutto dopo il periodo scolastico. Sinceramente il primo libro letto non lo ricordo, in quanto tra le mie mani ne sono passati davvero tanti. Posso dirti che prediligo i romanzi d’amore, di avventura e le storie vere.
2) Hai un autore preferito? Se sì, chi è?
Ne ho due. Una donna, Danielle Steel di cui ammiro molto la semplicità di scrittura, le descrizioni minuziose dei personaggi e la sensibilità che traspare in ogni suo romanzo. E poi adoro Nicholas Sparks, dai cui libri sono stati tratti anche dei film e del quale amo il suo modo di riuscire a trasmettere emozioni forti, profonde.
3) Quali romanzi leggi di solito?
Solitamente, come ho già anticipato nella prima risposta, leggo romanzi d’amore, di avventura e storie vere. Mi appassionano meno i gialli, per nulla i thriller.
4) Qual è stata la molla che ti ha spinto a voler mettere per iscritto le tue storie?
La verità è che mi è sempre piaciuto scrivere e, ad un certo punto, ho voluto mettermi alla prova. Sarei stata in grado di raccontare attraverso la scrittura i mille pensieri che mi frullavano per la testa? E così ci ho provato. Vedere pubblicati i propri libri è una grande soddisfazione, ma ciò che appaga maggiormente è sapere di essere letti. Se poi si hanno anche riscontri dai lettori – meglio se positivi – è il massimo!
5) Da cosa prendi ispirazione?
Solitamente costruisco una storia ispirandomi a fatti accaduti e rivisitandoli in base ai personaggi che ho in mente. Accade, forse più spesso, che invento di sana pianta un racconto che poi abbellisco ambientandolo in luoghi reali, che ho visitato, eventi avvenuti o che stanno per accadere, ecc.
6) I tuoi scritti sono autobiografici, inventati o mischi un po’ e un po’?
Al momento non ho ancora scritto un libro autobiografico e non credo lo farò, perché non amo parlare di me. Indubbiamente, però, nei vari personaggi può accadere di ritrovarmici un po’ nel modo di essere, di comportarsi, di vivere.
7) Scrivi meglio di giorno o di notte?
Il momento che prediligo per scrivere è il giorno, ma in generale non ho un orario preciso. Quando mi viene l’ispirazione, compatibilmente con impegni famigliari e lavorativi, prendo carta e penna.
8) Cosa dice chi ti conosce di questa tua passione?
Sono contenti di questa mia passione e mi spronano ad andare avanti, anche quando attraverso momenti di sconforto.
9) Un sogno che conservi nel cassetto legato al mondo letterario.
Visto che devo parlare di sogno, lo faccio in grande! Mi piacerebbe vedere una mia storia trasformata in un film!! Sarebbe super emozionante!!!
10) Quanti libri hai scritto fino a questo momento?
Fino ad ora ho all’attivo quattro romanzi più vari racconti. Il primo, pubblicato nel 2010 dalla Statale 11 e disponibile soltanto in cartaceo (euro 10,00), si intitola “In fondo si può sempre essere felici”. Si tratta di un’intensa storia d’amore che, come un filo rosso, corre attraverso i continenti. Un gioco di specchi, di anime e di passioni che lega Fabio, Zhang Jo, Simone, Giorgio e Rebecca in un vortice di emozioni intenso come la vita.
Nel 2012, per Artemuse, ho pubblicato il romanzo breve “Il sole ora splende” che racconta di Jessica, una ragazza abbandonata all’età di tre anni dalla madre e cresciuta con un padre alcolizzato che non ha lesinato in scenate e botte per i più futili motivi. Tant’è che quando il vero amore fa capolino nella sua vita, stenta a credere che qualcuno possa prendersi cura di lei. Una storia d’amore delicata, profonda, che nasce e cresce a dispetto di tutta la cattiveria e il male che possono abbattersi su un’esistenza, lanciando un messaggio di speranza a ogni donna (disponibile in cartaceo a euro 5,00 e in ebook).
Nel 2013, sempre per Artemuse, ho pubblicato “Il sorriso innocente dell’amore”, i cui protagonisti sono Noemi, giovane infermiera che sta per sposarsi con Lorenzo, uno degli avvocati più noti della città. E poi, dopo varie peripezie, arriva Marco, un giovane pediatra innamorato del suo lavoro, i cui occhi nascondono una storia dolorosa che l’ha segnato profondamente (disponibile in cartaceo a euro 10,00 e in ebook nella versione rinnovata che prende il titolo di “Amore innocente”).
Infine, fresco di uscita è il romanzo “Oltre le nuvole”. Sin da piccola Ela, nata a Craiova, in Romania, capisce che la vita è fatta di sacrifici e di sudore. Una serie di vicissitudini la porteranno in Italia, prima a Milano, dove subirà violenze sul luogo di lavoro, poi a Torino. Qui inizierà un nuovo periodo della sua vita, fatto di gioia e felicità, finché un brutto male la colpirà duramente. Ma Ela combatterà come una leonessa, mantenendo intatta la voglia di vivere e di sorridere. Un romanzo emozionante e pieno di colpi di scena, che fa riflettere sulla vita e oltre (disponibile in cartaceo a euro 10,00 e in ebook).
Tutti i libri cartacei sono reperibili presso di me. Mi potete contattare su Facebook o tramite e-mail scrivendo a tonelli.elvira@inwind.it. Le spese di spedizione sono a mio carico.
11) Ne hai uno nel cuore?
Ogni libro scritto è un po’ come un figlio, perché ci si affeziona ai personaggi, alle loro vicissitudini. Ma se dovessi dire qual è il mio preferito, beh… direi l’ultimo “Oltre le nuvole”. Mi sono affezionata troppo alla protagonista Ela.
12) Parliamo di “Oltre le nuvole”. Tre parole per descriverlo.
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Emozionante, forte e commovente.
13) Quanto c’è di Ela in te?
Mi piacerebbe rispondere “tanto”, ma così non è. Ela è tutto quello che io non sono: coraggiosa, forte, determinata, caparbia. Non si abbatte, tira fuori le unghie e combatte. Accetta un destino beffardo senza lamentarsi mai. Da lei c’è soltanto da imparare e riflettere.
14) Perché un lettore dovrebbe leggerlo?
Per capire che vicino a noi ci sono tante situazioni difficili che bisogna solo accettare senza porsi domande. Per rendersi conto di quanto noi donne sappiamo essere coraggiose, di quanto siamo disposte a sacrificarci per gli altri. Infine per cercare di capire quanto l’amore fra due persone possa essere così forte da superare gli ostacoli più insidiosi che la vita ci pone di fronte. E poi per emozionarsi un po’ e passare qualche ora in compagnia di Ela.
15) Cosa vuoi lasciare ai lettori con questa storia?
In mio scopo non è quello di insegnare qualcosa, di dettare sentenze, di dare consigli. Piuttosto, con questa storia, mi piacerebbe far capire ai lettori quanto è bella la vita e quanto inutili siano le arrabbiature, le lamentele, le invidie che ci portiamo dietro. Il messaggio che traspare è quello di riportare l’attenzione ai veri valori della vita, quelli che contano; passare dall’apparenza alla sostanza, sorridere sempre.

Estratto di “Oltre le nuvole”: Mi chiamo Ela, sono nata a Craiova, in Romania, 24 anni fa. La mia famiglia è sempre stata povera. Mia mamma era una bellissima donna con tanti sogni rimasti, purtroppo, chiusi nel cassetto. Era alta, magra, bionda e aveva dei bellissimi occhi color smeraldo, come i miei. I suoi lineamenti erano perfetti e, nonostante la vita dura che conduceva, la sua bellezza rimase sempre intatta. Faceva la casalinga e dal mattino alla sera, non la vedevo mai riposare un attimo. Alle sei era già in piedi per preparare la colazione a mio padre che doveva uscire per lavorare, poi si occupava di me. Mi svegliava, mi saziava, mi coccolava e, nel frattempo preparava da mangiare con il poco che riusciva a racimolare. Si occupava dell’orto, la nostra “miniera d’oro” come la chiamava lei. E, in effetti, era così. Rappresentava quasi la sola fonte di sostentamento. Ogni giorno le verdure non mancavano mai. Con ciò che coltivava riusciva anche a vendere qualcosina al mercato settimanale e con i soldi guadagnati comprava frutta, pane e, rare volte, della carne. In casa nostra non si buttava via nulla, nel vero senso del termine. La sera, dopo cena, una volta terminato di rassettare la cucina, si sedeva sulla sedia e cuciva, rattoppava, sistemava i vestiti. Era brava anche in quello. Sovente il giovedì sera, quando fuori era buio, uscivamo di casa, percorrevamo cinquecento metri a piedi e raggiungevamo una stradina dietro la piazza del paese. Lì c’erano quattro cassonetti dell’immondizia che il giovedì erano sempre stracolmi perché era giorno di mercato. Mia mamma si vergognava tanto nel rovistare in mezzo a tutti quei rifiuti, ma se ci andava bene riuscivamo a portare a casa un po’ di frutta in cattivo stato, ma con un angolino ancora buono, un po’ di verdura e, raramente, capitava anche di trovare qualche indumento malconcio, ma dal quale mia mamma poteva ricavare dei pezzi di stoffa per rattoppare qualche altro vestito. Un giorno, quando ero già grandina, mi raccontò che le sarebbe sempre piaciuto studiare e insegnare. Purtroppo, però, la vita non era andata come sperava e, senza soldi, non era riuscita a raggiungere il suo intento, seppur non le mancasse affatto la volontà. Ricordo anche che una volta una sua cara amica d’infanzia, che viveva in un paesino a cinquanta chilometri di distanza e la cui famiglia era benestante, venne a trovarla e le regalò un libro. CONTINUA…

Intervista vip all’attore Stefano Bianco

Ciao a tutti Era da un po’ che non mi dedicavo alle interviste vip e oggi ho rimediato. Vi mostro le domande che ho fatto all’attore Stefano Bianco.
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1) Buongiorno Stefano, dici che essere di origine piemontese, francese e calabrese ti ha dato una marcia in più?
Ciao Evelyn, il mix di origini diverse mi ha aiutato ad avere lati del carattere completamente differenti ed in contrasto tra loro, marcia che per fare l’attore, può essere veramente utile. Tirar fuori la grinta quando serve ma sapersi calmare e raffreddare al momento opportuno ma, diciamocelo, fondamentalmente sono sempre stato una testa ‘calda’.

2) Quali ricordi ti porti nel cuore del “Teatro Nuovo” di Torino dove hai studiato?
Esperienza fantastica, ho conosciuto personalità importanti, istituzioni della Torino Spettacoli e del Teatro Piemontese, come Germana Erba e Gian Mesturino. Cinque anni al Teatro Nuovo mi hanno dato le basi necessarie ad intraprendere questa strada

3) E degli altri corsi di recitazione che hai frequentato cosa puoi dirci?
Ho frequentato la Sergio Tofano di Torino e un corso di recitazione a Roma con Giuliano Chiarello, qualsiasi persona che vuole intraprendere la strada dell’attore è consapevole che non bisogna mai smetter di studiare. Attualmente sono laureando in DAMS.

4) A quante fiction hai preso parte come attore e figurante speciale?
Ora non so dirti con esattezza ma ho iniziato da semplice comparsa per arrivare, negli anni, a prender parte a film (indipendenti e non) e fiction con figurazioni speciali e anche ruoli minori. Per citare qualche mia esperienza sul set: ‘ Il peccato e la vergogna’, ‘Fuga di Cervelli’, ‘Mia madre’ e tanti altri…

5) In quale di queste fiction ti sei trovato più nel personaggio che dovevi interpretare?
Ti dirò che in quasi tutte le fiction o film anche indipendenti al quale ho partecipato, mi sono sempre trovato in ‘divisa’ come poliziotto , carabiniere o soldato. … farò domanda per entrare ad honorem nelle forze dell’ordine. Chiaramente ci sono state anche delle eccezioni tipo sicario, donnaiolo o studente..

6) Parliamo ora del lungometraggio “La promessa del sicario”. Che ruolo hai avuto?
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La promessa del sicario regia di Max Ferro produttore esecutivo Antonio Castronovo. Sono entrato prepotentemente immedesimandomi nel ruolo di Fabrice (coprotagnista nel film), giovane sicario freddo e spietato, come vedrete nel film sono talmente impassibile alle emozioni che non mi trattengo dallo sparare a qualcuno alle prime occasioni

7) Con chi degli altri interpreti ti sei trovato meglio?
E’ un grande team, ho avuto un forte feeling con Antonio Castronovo e Max Ferro e con tutto il resto del cast in modo particolare con Enzo Dino (Brandon) e Ferdinando Vetere (Andreas) e ovviamente con la Guest Star George Hilton che ha una presenza scenica ed un carisma unici..

8) Facciamo un passo indietro. Come hai ottenuto il ruolo?
Il regista Max Ferro ha notato in me lo sguardo freddo del sicario…

9) Hai progetti in corso o futuri di cui ci puoi parlare?
Attualmente tra i miei primi obiettivi c’è il completamento del percorso universitario.. per il resto sto seguendo dei progetti che spero si realizzeranno presto… ti svelerò questo segreto..

10) Dove possiamo seguirti?
Su facebook ..su twitter (anche se la mia pagina è in fase di aggiornamento).. le fans possono seguirmi fino a casa.. A presto Evelyn ci sentiamo non appena uscirà il film La promessa del sicario.

Perfetto. A presto.

Intervista vip: Alma (cantante)

Buongiorno, oggi altra intervista vip alla cantante Alma. Immagine1
1) Alma, quando hai sentito dentro di te il desiderio di avvicinarti alla musica?
La musica è nata dentro di me. Non ho fatto altro che seguire l’istinto, inseguire il mio sogno che poi si è trasformato in un obiettivo da raggiungere. Fin da piccina preferivo cantare piuttosto che giocare con le bambole. All’età di 8 anni ho iniziato lo studio del pianoforte e del canto. Io e la musica ci siamo prese per mano e siamo cresciute insieme. La musica è parte di me, sa tutto di me. 10349137_1505004819715446_5904077113434528849_n

2) Da uno a dieci quanto ami cantare?
10 e lode con bacio accademico. 1002747_678827035467237_581517349_n

3) Da qui a 5 anni dove ti vedi?
A riempire qualche Stadio. Pensi che sia troppo presuntuosa?
No, ambiziosa. 1005672_715038705179403_1732026299_n

4) Cosa ci puoi dire della canzone “Voglio Vasco”?
La canzone “ Voglio Vasco” è un brano a cui sono legata particolarmente. Mia sorella mi svegliava tutte le domeniche mattina con le canzoni di Vasco e anche se era l’unico giorno per poter dormire un po’ di più io volentieri restavo nel letto e mi lasciavo coccolare da tutto il cd di Vasco che andava in ripetizione almeno tre volte. Voglio Vasco nasce da un’idea dell’autore Gianluca Falcone ispirato alla mia passione per Vasco; A 14 anni sono scappata di casa per andare al Concerto di Vasco Rossi all’Olimpico di Roma.

5) La suddetta canzone quali soddisfazioni ti sta dando?
Voglio Vasco mi ha dato e continua a darmi soddisfazioni.
Quando i progetti sono indipendenti e autoprodotti è la gente a decretare il tuo successo.
Io ho avuto un riscontro positivissimo sia da parte dei fan club di Vasco Rossi sia da tanti ragazzi e ragazze che si sono affezionate alla canzone pur non essendo loro fan di Vasco Rossi. Questo mi ha dato e mi da la forza e il giusto sostegno per andare avanti credendo sempre di piu’ nel mio percorso artistico.

6) Ma facciamo un passo indietro: come sei riuscita a diventare cantante?
Come vi spiegavo, sin da piccola ho subito capito che non potevo fare a meno della musica.
Mio padre mi metteva una telecamera fissa in registrazione e io passavo le ore a cantare lì davanti. I miei genitori hanno capito che ero portata per la musica così all’età di 8 anni mi hanno iscritto ad una scuola di musica. Saggi di fine anno, concorsi canori etc.. poi la proposta del mio insegnante di canto, appena compiuti 17 anni, di insegnare canto ai bimbi piu’ piccoli. Ho diretto un coro di voci bianche e poi iniziato a dare lezioni private individuali. Questo percorso alternato da grandi soddisfazioni e porte in faccia ma la passione e l’amore per la musica è stata sempre piu’ forte. Sette anni fa ho incontrato Gianluca Falcone ( autore dei miei brani). Lui ha sempre creduto in me fin dall’inizio e mi ha costruito e sta costruendo, insieme a me, il mio progetto musicale. Lui mette nero su bianco il mio amore per il canto, per la musica. Le sue melodie rispecchiano esattamente quello che sono.

7) Un consiglio per chi volesse seguire le tue orme.
È una frase fatta ma vera : “Non mollare mai”. Sempre con umiltà dimostra chi sei e cosa vuoi ad ogni occasione che ti si presenta. Qualcosa che ti appartiene nessuno puo’ togliertelo.
Se credi davvero con amore e passione in quello che fai e che vuoi convincerai anche gli altri.

8) Un canale video, un sito o un blog dove possiamo seguirti.
Il canale youtube è almaofficialchannel – Alma Official è la mia pagina ufficiale –
Alma profilo privato (altro contatto facebook) – il sito web in lavorazione.

9) Un’ultima domanda. Ci puoi svelare un progetto in corso?
A Gennaio 2015 esce il mio nuovo singolo dal titolo: “Stronza” un rock di nome e di fatto.
Parla di una ragazza tradita dal suo fidanzato con la sua migliore amica. Credo che molte ragazze si ritroveranno in questa canzone. Per quanto riguarda il nuovo singolo ci sono delle sorprese e collaborazioni che mi piacerebbe svelarvi prossimamente.
Ti ringrazio di cuore Evelyn e ringrazio tutti i lettori che ti seguono.

Grazie. A presto. Evelyn.

Intervista a Dario Villasanta (scrittore)

Buongiorno, cari lettori. Secondo voi potevo non intervistare qualcuno? Ecco, appunto. Oggi vi posto le domande che ho fatto allo scrittore Dario Villasanta. 10805531_743970962362006_3592371_n

1) Dario, chi sei nella vita?
Sono un giocherellone, un dispettoso, ma anche un polemico senza pari! Forse l’istinto di scrivere nasce proprio da questa mia vis polemica, non vi avevo mai pensato ma dovrei rifletterci su.

2) Cosa ci puoi raccontare del tuo passato?
Il mio passato è stato arricchito per la verità di molte esperienze anche davvero positive ed edificanti, bisogna dirlo, fino a qualche anno fa. Poi uno stupido alterco con un agente, un reato ancor più stupido, scelte mie in fase processuale da dimenticare e la mia odissea giudiziaria senza fine ebbe inizio: per un nonnulla pagai come fossi chissà che…

3) Come hanno influenzato le esperienze passate il tuo “mestiere di scrivere”?
Bisogna dire che il mio scrivere è sempre stato com’è adesso .Intendo dire che non sono certo migliorato grazie alle brutte esperienze. Con questo, dico solo che non avevo bisogno di tutto quello che è successo per poter scrivere in maniera tale da piacere a molte persone come succede ora. Ecco, si potrebbe discutere sul tormento interiore e sulla profondità, ma forse neppure: mi piace pensare di averli avuti già prima, il mio racconto breve ‘Freeway’, che si può trovare nella seconda edizione de ‘Il migliore’, ne sarebbe una prova.

4) Sei stato anche cantante. Questa esperienza cosa ti ha lasciato?
Cantare è stato ( ed è tutt’ora: sto incidendo un cd con una band con pezzi miei) l’esperienza più fantastica che io abbia avuto dai miei diciott’anni ai ventitré. In poco tempo mi regalò emozioni e consapevolezza dei miei mezzi come molti non potranno mai dire di aver mai provato, per quanto non abbia mai avuto palcoscenici con più di qualche centinaio di persone come pubblico. Ma tant’è, a me bastò e, chi s’accontenta gode, no?

5) Raccontaci del tuo libro “Angeli e folli”. 10808169_743970845695351_1970681629_n
Mi è sempre piaciuto definire ‘Angeli e folli’ un ‘romanzo di strada. Perché, mi chiederai? Perché è stato pensato, impostato e ‘tradotto’ su carta con i metri delle sue leggi impietose, senza troppi fronzoli, ma con un piccolo spazio lasciato all’umanità che vi si può trovare veramente, scavando a fondo nel fango. E, in realtà, proprio questo rovistare nella melma mi ha ‘spaccato’, lo ammetto. Inoltre, mi preme sottolineare che non è la mia storia, per quanto molte persone siano portate a crederlo. Ma pare che ci debba fare l’abitudine, poiché accade con qualsiasi cosa io scriva. Credo dovrò accettarlo come punto d’onore…

6) Hai progetti per il futuro?
Mi chiedi del futuro… Sai, per me il futuro è un qualcosa di molto nebuloso, non so fino a che punto arriverò ma, soprattutto, fino a che punto mi vada di arrivare. Forse proverò a pubblicare un ultimo romanzo che ho in cantiere, tra un annetto. Per il resto, a parte una presentazione a Palazzo Reale a Monza per gennaio (la data la saprò a breve) non posso neppure farli, i progetti. Ti stupirei se ti dicessi che non voglio diventare uno scrittore professionista?

7) Un sogno che ti sta particolarmente a cuore.
Uno solo?.. Beh, professionalmente confesso che la mia vera passione è sempre stato in realtà il giornalismo, ma la vita mi ha fatto godere troppo di altre cose e preparare troppo poco per poterlo rendere possibile, ma scrivo di quando in quando qualche articolo qua e là: mi basta per divertirmi e andare avanti per un po’. Non so neppure se vorrò continuare ad essere autore, figurati … Se proprio devo scegliere tra tutto invece, ti stupirò per la poca pretenziosità: sogno un posto da poter chiamare casa.

8) Un link al tuo blog o sito
Ho un blog che è un continuo cantiere in lavorazione per mia manifesta incapacità col pc, blog.libero.it/ilvillachescrive/it , vi si trovano tre dei miei racconti brevi tra l’altro e tutti i miei links. Per il resto rimando alla mia pagina facebook, che viene aggiornata almeno due volte al giorno con links e brani di mio pugno non inseriti in alcun libro : https://www.facebook.com/ilvillachescrive?ref=bookmarks

Interviste vip: Cassandra Rocca (scrittrice per Newton Compton)

Da oggi iniziano anche le interviste vip a quei personaggi che si sono distinti o che sono veri professionisti in vari campi.
Cominciamo da Cassandra Rocca, scrittrice per Newton Compton.
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1) Cassandra, ti dividi tra l’essere un’educatrice infantile e i libri. Come riesci a conciliare tutto questo?
Ho sempre scritto nei ritagli di tempo, anche quando lo facevo solo per diletto. Adesso è lo stesso, con un’unica differenza: durante la fase di editing, visti i tempi più stretti, praticamente cammino con il portatile sottobraccio!

2) Cosa ti ha spinto a scrivere?
Non lo so proprio, so solo che ho iniziato a farlo da bambina e non mi sono più fermata. E’ un bisogno che mi coglie all’improvviso, e se non riesco ad assecondarlo divento matta!

3) Come sei arrivata alla pubblicazione di “Tutta colpa di New York” con una grande casa editrice? 10744647_788599764512553_944312717_n
Inizialmente avevo auto pubblicato il romanzo su Amazon. Volevo capire se quello che scrivevo poteva piacere a un eventuale pubblico o se era meglio lasciar perdere. L’ebook ha raggiunto un discreto successo in meno di un mese, un risultato che non mi sarei mai aspettata considerando che non mi conosceva nessuno, e a quel punto sono stata contattata da diverse case editrici, tra cui la Newton Compton.

4) Dopo questo libro, riassumici cosa hai pubblicato.
Dopo “Tutta colpa di New York” sono usciti gli altri due volumi della trilogia: “Una notte d’amore a New York” e “Mi sposo a New York”, nonché due novelle solo digitali appartenenti alla serie (“In amore tutto può succedere” e “Tutta colpa della gelosia”). Un mio racconto è presente anche nell’antologia “Baci d’estate”, sempre edita da Newton Compton. 10749544_788599767845886_930869315_n
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5) Progetti per il futuro?
Ho appena iniziato a scrivere un nuovo libro, e tante altre idee sono in cantiere!

6) Qual è un sogno che non hai ancora realizzato?
Vedere un film tratto da un mio romanzo!

7) Un consiglio per gli aspiranti autori o per quelli emergenti.
Per fare questo mestiere non ci vuole solo cuore, ma anche tanta pazienza, tanto lavoro e sana autocritica. Quindi impegno e costanza, in primis… E poi crederci, sempre.

8) Il link del tuo blog o sito e magari di un booktrailer.
Questa è la mia pagina Facebook, sulla quale potete trovare anticipazioni, recensioni, curiosità e tanto altro: https://www.facebook.com/CassandraRoccaScrittrice
E questo è il booktrailer ufficiale del primo romanzo:

La mia intervista culinaria: In cucina con Evelyn Storm

Finalmente un’intervista che mi è stata fatta e che è diversa dalla media: cucina e libri. In pratica, si parla di me ai fornelli e come autrice.

http://gnomosopralerighe.blogspot.it/2014/10/in-cucina-con-lo-scrittore-evelyn.html
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IN CUCINA CON LO SCRITTORE: Evelyn Storm,La voce del sentimento,2014
Oggi salutiamo e ringraziamo l‘autrice Evelyn Storm, La voce del sentimento, auto pubblicazione, anno di uscita 2014, per averci aperto la porta della sua cucina. L’autrice decide di fare questa esperienza di self publishing, comune a molti scrittori in questo momento, avendo alle spalle esperienza da blogger e scrittrice, come potrete leggere nella Bio in fondo all’intervista.
La voce del sentimento: Quattro avventure in un unico romanzo. Quattro coppie seducenti e diverse tra loro, Veronica e Roberto, Daralis e Ronan, Petra e Josh, Cindy e Dylan, ma accomunate da un unico filo conduttore: la promessa di un amore “eterno”. Quattro storie con un argomento specifico, che spazia dalla vita vera al fantasy, dallʼombra alla luce, dal sentimento alla passione, dallʼItalia allʼestero.

La prima domanda di rito è: le piace mangiare bene? E cucinare? Sì, decisamente amo mangiare bene, anche se non sempre lo faccio. Ogni tanto mi lascio andare a cibi non proprio salutari. In quanto a cucinare, mi piace molto anche quello. Soprattutto dolci, primi e antipasti.

Lo fa per dovere o per piacere? Un po’ per tutti e due.

Invita spesso amici a casa o è ospite di altri? Sì, spesso ho invitato gente a casa, ma sono anche stata invitata.

Ha mai conquistato un uomo cucinando? Diciamo che il mio fidanzato l’avevo già conquistato, ma certo gli ho preparato tanti dolci e cene a lume di candele che hanno solo aiutato la mia causa: farlo diventare mio marito. Ora, infatti, siamo sposati.

Vivrebbe con un compagno che non sa mettere mani ai fornelli? Non ho di questi problemi. Mio suocero è stato uno chef e cucina ancora molto bene, e mio marito ha preso da lui. È più bravo di me. Ma parlando per ipotesi, credo di no.

Quando ha scoperto questa sua passione? Ai tempi del liceo trovavo distensivo e rilassante cucinare dolci. Anzi, era diventata un’abitudine fissa. Poi ho continuato facendo feste in cui far assaggiare i miei manicaretti. Ma, dopo il matrimonio e la nascita dei bimbi, devo dire che cucina di più mio marito. Intendo che si diletta a creare di tutto, mentre io in settimana cucino normalmente e relego le specialità nei week end. Non sempre, però.

Ci racconta il suo primo ricordo legato al cibo? Ricordo che ero nella cucina dei miei e ho aperto un gigantesco libro di ricette. Gli occhi mi si sono illuminati e ho girato le pagine fino a che non ho visto un dolce fantastico. Ho aperto subito il frigorifero e la credenza, ho messo insieme i vari ingredienti e li ho mescolati con cura. Ho imburrato e infarinato la teglia e ho atteso con il cuore in gola. Una volto pronto, c’era nella cucina un odorino da leccarsi i baffi. Ho decorato la torta, dopo averla fatta raffreddare, e ho aspettato di servirla per ricevere gli elogi della mia famiglia. Cosa che puntualmente è successa. Che soddisfazione!

Ha un piatto che ama e uno che detesta? Amo i gnocchi alla romana e detesto la trippa. Il solo odore mi fa vomitare.

Un colore dominante proprio di cibi che la disgustano? Il grigio, forse. Intendo di quelle carni che sembrano grigiastre. O forse il marrone. A parte le castagne, che adoro.

Quando è in fase creativa ha un rito scaramantico legato al cibo? Prende caffè? O tè, una bibita speciale che la fa stare concentrato a scrivere? No, riti scaramantici no. Ma spilucco o bevo acqua naturale.

Scrive mai in cucina? No, mai.

Altrimenti dove ama scrivere? e a che ora le viene più naturale? Scrivo nella stanza adibita a libreria. Oppure, di notte, a letto.

Si compra cibo pronto ( tramezzini, pizza, snack) o si cucina anche quando è molto preso dalla scrittura? Cucino lo stesso, anche se presa. Se poi una volta tanto capita che ci sia la pizza in casa, quella surgelata o quella fresca presa da mio marito, allora mi concedo uno strappo.

Che tipo di cibo desidera di più quando scrive ed è preso dal suo lavoro? Salato o dolce? Solitamente amo più i cibi dolci, ma mi piacciono anche i tarallini, i grissini o i cracker.

Ha un aneddoto legato al cibo da raccontarci? O una cosa carina e particolare che le è accaduta? Era il 23 dicembre Natale e il mio fidanzato -parlo sempre di quello che ora è mio marito- aveva intenzione di farmi la proposta di matrimonio proprio in quel giorno di festa. Tutti i nostri amici, che avevamo invitato, lo sapevano, tranne me. Lui mi ha aiutato a cucinare e, al momento del dolce, mi ha trascinata in camera mia, si è inginocchiato e mi ha chiesto in moglie. Quando siamo tornati dagli altri, i nostri amici avevano spento le luci e, con delle candele sul dolce, ci hanno fatto gli auguri di felice fidanzamento.

Lei è una scrittrice di narrativa, romance e fantasy soprattutto, e quando esce a cena con i suoi figli, o amici che tipo di locale preferisce? E quando esce con suo marito? Quando ci sono i bambini, andiamo in quei locali dove si mangiano panini e patatine. Quando siamo tra amici o quando esco con mio marito, scegliamo anche locali eleganti. Ma raramente, visto che abbiamo sempre tante spese. Preferiamo andare in quei posti per festeggiare qualcosa, quindi non è la norma.

Oppure per festeggiare una pubblicazione? Cosa tende a ordinare in un locale? Purtroppo, quando esce un mio libro, vorrei fare le cose in grande, ma chi conosciamo non ama la letteratura quanto me. Quindi, festeggiamo in casa, mangiando meglio del solito e con piatti più sfiziosi. A loro difesa, però, devo dire che alcuni amici mi hanno preparato una torta a forma di libro una volta. Mentre altri mi hanno invitata a cena, preparando sempre una torta a forma di libro. In un locale tendo a ordinare il primo e il dolce. Oppure, un secondo. In questo caso, tutto a base di pollo o tacchino, non mangio altre carni. A parte i salumi.

Nelle sue presentazioni offre un buffet? Pensa sia gradevole per gli ascoltatori intervenuti? Le presentazioni che ho fatto non hanno avuto bisogno di buffet. Ho presentato a Mantova, in provincia di Milano e alla fiera Internazionale del libro di Torino. Ma non è detto che in futuro non faccia presentazioni con buffet. Mi sembra molto carina come cosa.

Tenderà a fare un aperitivo con due olive e patatine o a offrire quasi un pasto completo? In futuro, meglio un aperitivo.

Ha mai usato il cibo in qualche storia? Sì, in una favola per bambini.

Ad esempio in “La voce del sentimento” ci sono passi che ricordano cibi o profumi di cibo? Sì, ce ne sono parecchi. C’è un festeggiamento a base di cibo scozzese e poi si parla di vari incontri in cui il cibo c’è.

Il cibo è mai co-protagonista? Nelle mie storie il cibo è presente, ma non lo definirei co-protagonista. Tranne in quella suddetta favola che non è mai uscita in commercio, ma solo come libro dato dall’asilo di mia figlia alle famiglie. Insieme alla mia storia ce n’erano altre.

“La voce del sentimento” a che ricetta lo legherebbe, e perché? Al tiramisù perché ci sono momenti di sconforto in cui i protagonisti devono lottare per tornare a star bene. E come dice il nome del dolce, sarebbe perfetto per questo scopo.

Per concludere ci potrebbe regalare una sua ricetta speciale? Quella che le riesce meglio?

Il nome della ricetta non lo so.

TORTA “Senzanome” di Evelyn Storm

Ingredienti: 200gr di burro, 100gr di farina, 100gr di fecola, 4 uova, un pizzico di sale, la scorza di un limone, mele tagliate a dadini, lievito vanigliato e 200 gr di zucchero. Procedimento: mescolare lo zucchero e il lievito con le uova. Quando l’impasto è liscio, aggiungere farina, fecola, sale, la scorza del limone e il burro sciolto. Versare l’impasto in una tortiera dopo averci messo della carta da forno. Mettere sull’impasto le mele tagliate a dadini e spolverizzarle con altro zucchero. Mettere in forno a 180 gradi fino a che l’impasto non è dorato. Infilare uno stecchino per verificare che il dolce sia pronto. Levarlo dal forno e servirlo.

Quale complimento le piace di più come cuoco? “Che buono, ma l’hai preso in pasticceria?”

E come scrittore? “Sei proprio brava, mi hai fatto sognare e anche un po’ commuovere”.

Che frase tratta dalla sua opera o dalla sua esperienza di scrittore possiamo portarci nel cuore uscendo dalla sua cucina? Mai arrendersi con la scrittura, e persistere per portare avanti questo lavoro che dà sensazioni uniche e indescrivibili per chi non è dentro il nostro mondo.

Grazie per la sua disponibilità

Sono io che dico grazie.

Federica Gnomo Twins
Link di acquisto: http://www.amazon.it/voce-del-sentimento-Evelyn-Storm-ebook/dp/B00MC6AXS4

http://lfws.lafeltrinelli.it/ebook/storm-evelyn/voce-sentimento/9786050315738

http://www.ibs.it/ebook/Evelyn-Storm/La-voce-del/9786050315738.html

http://www.inmondadori.it/La-voce-del-sentimento-Evelyn-Storm/eai978605031573/

Breve Bio di Evelyn Storm
– Si è diplomata al Liceo Classico.

– Ha collaborato con la rivista “Ginger Generation” e con “Almax Magazine”, con i siti “Fantasy Planet”, “Passione Lettura” e “Urban-Fantasy” e con la casa editrice “La mela avvelenata”.

– È blogger.

– Ha avuto lʼidea del racconto di gruppo “Dark Agony”, coinvolgendo 22 autori. Il racconto è uscito a puntate su “Passione Lettura”.

– Tra le poesie pubblicate: “Sposarti” sul numero 2 della rivista online “Stella Magazine”; “Bagliore dʼinverno”, tradotta in lingua straniera sul sito culturale polacco “poetica.art.pl”; “Pensieri”, tradotta sul sito culturale spagnolo “mundopoesia.com” e su quello messicano “poemas-del-alma.com”. E poi: “Mio signore”, uscita sullʼantologia “100 poeti per lʼamore”; “Stella cadente”, tra le vincitrici del contest “Scrittrici per caso” della rivista “Ragazza Moderna” e “Ali dʼangelo” e “Tʼimmagino”, edite sullʼantologia “Qui dove camminano gli angeli” della casa editrice “David and Matthaus”.

– Nel 2012 il racconto ispirato ad “Orgoglio e Pregiudizio”, “Darcy + Elizabeth”, è stato pubblicato sul blog “Il diario della fenice”;

– È uscito il romanzo “Grido dʼamore – Quando il sogno non basta”, edito dalla casa editrice “Lettere Animate”. Il contratto è stato chiuso e il libro, stravolto e con un nuovo titolo, uscirà prossimamente.

– Tra le antologie e i concorsi: “On the road – Diari di viaggio” della “Libro Aperto Edizioni” con il racconto “Un viaggio per due”. Terza al concorso “My Fantastory” con il racconto “Prigioniera di un vampiro”, pubblicato sul blog “Io Scrittore” e sulla rivista online “I Writer”. “365 storie dʼamore” di “Delos Books” con il racconto “Il mio respiro insieme al tuo” e “Impronte d’amore” della “Butterfly Edizioni” con il racconto “I segreti dellʼamore”.

– Nel 2013 è uscita la favola “Ridolina si addormenta”, edita da “Edizioni Il Villaggio Ribelle”, divisione del gruppo “David and Matthaus”.

– Ha pubblicato il romanzo “Il covo degli spiriti guardiani” con il gruppo editoriale “David and Matthaus”. Il libro resterà fuori fino al 2017, al pari del libro sopra “Ridolina si addormenta”, anche se Evelyn Storm non è più autrice della casa editrice.

– Nel 2014 è uscito il suo ebook “La voce del sentimento”.

Intervista a Serena Barbacetto sul libro “Wormhole”

Ciao a tutti. Procedo con una nuova intervista: Serena Barbacetto sul libro “Wormhole”. 10708396_10204779588358773_634173434_n
1) Cosa significa per te scrivere?
Come atto creativo, ogni attività artistica può indurre chi la coltiva a cadere in una facile, allettante illusione: quella di poter redimere il Caos, governare la complessità e asservirla a uno scopo (narrativo, nel caso specifico).
Per me la scrittura rappresenta esattamente l’opposto: è uno strumento esplorativo. Sembra paradossale, ma neanche nel ruolo di autori si è in grado di esercitare una costrizione totale, un arbitrio completo sulla materia narrativa: come accade a volta quando si sogna, persino l’autore talvolta è impotente dinanzi a dinamiche narrative che sembrano prescindere dal suo intervento. Proprio per questo, la scrittura è uno strumento di crescita personale: costringe a negoziare con se stessi, a guardare la materia narrativa calandosi nelle prospettive di ogni singolo personaggio e manipolarla senza poter prescindere da ciò che tali personaggi “hanno da dire” su di essa.
Del resto, ogni personaggio deve avere uno scopo. Anche l’ultimo soldatino dell’ultima falange dell’ultima armata deve avere qualcosa che lo muova, un’aspirazione, un desiderio, un senso di sé… e deve scrivere da solo la storia di cui vuole far parte. Se questo accade, allora viverla diventa un’occasione di crescita e di scoperta anche per l’autore stesso.

2) Quando hai cominciato?
Ho cominciato molto presto. Fin da piccolissima, ho sempre avuto una gran curiosità verso le “letterine” che vedevo ovunque intorno a me: intorno a un anno e mezzo ho esclamato “Quella è la k di Kinder!” (con una buffa pronuncia tronca di “Kindèr”), e a forza d’insistere, ho costretto mia madre a insegnarmi le lettere in stampatello maiuscolo, imparando a scriverle intorno ai tre anni. Verso i sei anni e mezzo ho steso su un block notes (con la grafia corsiva disordinata e “stirata” di un’adulta, fortunatamente corretta dalla maestra a furia di paginate di esercizi) una quarantina di pagine di un “romanzo di fantascienza” che parlava di guerre fra fazioni aliene e macchine senzienti precipitate con la loro astronave nel bel mezzo della foresta amazzonica. All’epoca non avevo ancora avuto input al riguardo, che io sappia, né sapevo che mio padre leggesse gli Urania (mi ha cresciuta a pane e romanzi d’avventura e di viaggio)… Il fatto che proprio quel tipo di storie fosse inchiodato nella mia testa di bambina è ancora un mistero.
Successivamente, e per molti anni da allora, ho scritto poesie, per tornare alla prosa soltanto durante il liceo.

3) Quale genere letterario ti rappresenta di più?
Penso che dalla risposta precedente si possa facilmente arguire quale sia.

4) Raccontaci del tuo libro, “Wormhole”.
Ho lavorato sulla trilogia di cui fa parte “Wormhole” per tanto di quel tempo che preferisco evitare di contare gli anni. Tutto sommato, la storia non è molto diversa da quella che mi ossessionava già venticinque anni fa: fazioni aliene in guerra piombano su una Terra all’oscuro di tutto, e il loro esilio su quel pianeta tagliato fuori per millenni dalla Storia (quella su larga scala, almeno) dà luogo al primo Contatto. Il primo di cui i terrestri si ricordino, per lo meno…

5) Che soddisfazioni stai avendo?
“Wormhole” sta vendendo bene e ricevendo critiche e lodi all’incirca per gli stessi motivi.
Conosco a menadito le regole per scrivere narrativa di genere “all’americana”: mi siano testimoni i testi pubblicati sinora e l’enorme lavoro fatto negli anni amministrando il gruppo letterario “Labor limae”. In genere le seguo, con un riscontro positivo da parte del pubblico. Attenersi a quelle sagge regole di buona scrittura è la tecnica da adottare per andare sul sicuro e dire qualcosa sapendo di tenere sempre il lettore “agganciato” alla narrazione.
Scrivendo “Wormhole”, ho preso alcune di quelle direttive e le ho buttate allegramente alle ortiche. Ogni tanto ci vuole.
In pillole:
– Un buon romanzo di fantascienza dev’essere breve. Io ne ho propinato ai lettori uno bello lungo, manco fosse un high fantasy.
– Un buon romanzo di fantascienza, per piacere agli appassionati del genere, può ibridarsi con horror, giallo/hardboiled, storico, fantasy e poco altro. Io l’ho ibridato con il thriller e l’azione/avventura, con il romance (compresi due protagonisti giovani, belli e innamorati, e addirittura qualche scena di sesso), con il romanzo filosofico (con tanto di “oziosi” dibattiti da cui dipendono concretamente le sorti della nostra specie), con la poesia e persino con alcuni temi di matrice religiosa. C’è chi si è lamentato per le scene di azione che mettono insieme sangue e battute ironiche, ma che volete farci? Sono cresciuta con Cussler… I miei personaggi non riescono a prendersi troppo sul serio, e colgono l’ironia cosmica anche e soprattutto quando stanno per rimetterci le penne.
– Un buon romanzo di genere evita sempre gli infodump (gli “spiegoni”). Concordo.
Questo implica però che il livello simbolico di lettura della saga resti sotterraneo, spesso implicito e velato. Detesto gli “spiegoni”, pertanto sta al lettore accorgersi che, posto in metafora, il romanzo parla di cose “strane” come la realtà implicata, il principio olografico, il velo di Maja, la Trinità, l’evoluzione dell’autocoscienza hegeliana, l’Angelus Novus, la noosfera di De Chardin, etc. Qualcuno se ne accorgerà (e potrà apprezzare, oppure trovare tutto ciò un’inutile complicazione); gli altri li autorizzo ufficialmente a saltare le chiacchiere e rimbalzare fra i capitoli in cui i personaggi si dedicano ai fuochi artificiali cosmici e alle mazzate senza quartiere. Lady Machine Gun ritiene di avercene messi a sufficienza per tenere occupato anche chi cerca il puro intrattenimento.
– Un buon romanzo di narrativa di genere deve avere uno stile “trasparente”. Concordo. Fuori dai piedi l’autore e spazio all’azione.
Tuttavia, quando c’è da salvare il mondo, può capitare che chi è chiamato a farlo si metta a rifletterci un po’ su e si chieda come, e soprattutto perché. L’incredibile bellezza del cosmo è uno dei tanti fattori che possono concorrere alla definizione di quel “perché”, ma bisogna anche contemplarla un po’, quella bellezza, e contemplare anche la natura umana (nel bene e nel male), per decidere. In quel caso, è quella stessa Bellezza a rendere lo stile più “fiorito”, più “campaniano”, più “pittorico”. La mia meraviglia (e quella di alcuni dei miei personaggi) di fronte a essa m’impedisce a volte di applicare il precetto dello “stick to the facts”. Me ne sto lì a bocca aperta come una scema, e il lettore è costretto a star lì assieme a me. Sorry.
– Un buon romanzo di narrativa non “shifta” spesso da un punto di vista (pov) a un altro. Concordo. È l’ABC dei corsi di scrittura creativa contemporanei.
Peccato che il protagonista di “Wormhole” sia tecnicamente §ç@#∂ per quattro quinti del romanzo, che L’Altro/gli Altri (che scopriremo meglio nel secondo romanzo) è/sono ESATTAMENTE un narratore esterno schizofrenicamente calato in punti di vista interni, e che tutto ciò che accade nell’arco dei tre romanzi sia un gigantesco cortocircuito cosmico (voluto), un riavvio innescato proprio da un inceppamento di quel tipo.

6) Pensi di scrivere un seguito o di buttarti in un libro affine?
“Wormhole” è autoconclusivo, come trama, ma il senso dell’intera “operazione” si fa più chiaro seguendo l’intero percorso, attraverso il seguito (“Chimera”) e il prequel (“Nostalgia del futuro”), già scritti.

7) Un pensiero per i lettori.
GRAZIE, sempre e comunque.

8) Link dove possano trovare i tuoi lavori.
Pagina Fb: https://www.facebook.com/pages/Wormhole-saga/210575395621627
blog: https://serenamariabarbacetto.wordpress.com/
DeviantART: http://jerboa83.deviantart.com/art/Ayma-485985507

Intervista a Sara Purpura per “Profumo di Zagara”

Altra intervista di oggi. Sara Purpura ci parla del suo libro “Profumo di zagara”. 51heQPlQHeL__AA258_PIkin4,BottomRight,-37,22_AA280_SH20_OU29_

1)Perché hai iniziato a scrivere?
Innanzitutto ciao a tutti e ciao a te, Evelyn. Grazie per lo spazio che mi hai riservato.
Ho iniziato a scrivere per dar voce al tumulto interiore scatenato dai miei pensieri e dalle mie fantasie. Ad un certo punto, buttare tutto fuori è diventato un bisogno. Per me la scrittura è una terapia. Il metodo che uso per stare bene. Scrivo e mi sento serena, mi immergo nei miei mondi e sono felice.

2) In media, quanto scrivi alla settimana?
Non c’è una media. A volte scrivo tanto, altre volte niente, a seconda di quanto e come penso alla mia storia. Spesso ho talmente tanto da dire, che devo fermarmi un attimo per fare ordine. Devo ammettere, tuttavia, che sono abbastanza veloce nell’elaborare la vicenda. Ma sono molto lenta, precisa e perfezionista nella fase di editing. Anche questo fa parte del nostro lavoro. E’ basilare, fondamentale e doveroso, proporre al lettore un progetto di qualità.

3) Parlaci brevemente della tua esperienza letteraria con le case editrici.
Al momento, ho pubblicato due romanzi con una nuova e piccola CE digitale. L’esperienza è stata gratificante così come la risposta del pubblico che mi ha letta. Sono stata guidata con dedizione e capacità di ascolto. Non mi è stata preclusa nessuna opportunità di farmi conoscere e ho imparato tanto umanamente, ma anche professionalmente.
Purtroppo, il mercato editoriale è orientato verso pochi generi. Il romance, è uno di quelli che ancora viene apprezzato, ma le grandi CE non sempre tengono le porte aperte ai nuovi autori. Il self è un buon trampolino di lancio, se fatto bene e con onestà. E’ proprio per questo che ho deciso di orientarmi verso l’auto-pubblicazione.

4) Cosa racchiude il titolo?
La zagara è il fiore dell’abero di limone, titpico siciliano, che ha un profumo dolcemente agrumato. Nel mio romanzo ha il profumo della vittoria, della forza e della caparbietà. La zagara è Sofia, la protagonista della mia storia, quando appassisce, ma anche quando rinasce a maggio. E’ Sofia quando si stacca dal suo albero, o quando da i suoi frutti. La zagara diventa il fiore della speranza: il simbolo dell’abomino, che uccide l’innocenza di una ragazza, ma anche quello della rinascita, di una donna data ormai per sconfitta.

5) Chi è Sofia? Raccontaci di lei.
Sofia… La vedete con la valigia in mano, percorrere un binario deserto.
E’ una donna cresciuta in fretta. La classica ragazza della porta accanto: bella, ma semplice, cresciuta in una famiglia umile, ma onesta. A Sofia non manca nulla: ha degli amici, una famiglia equilibrata, dei sogni e un amore segreto: Marco, il migliore amico di Andrea, suo fratello. Tutto scorre nella sua Palermo, giornate piene baciate dal sole, finchè una sera di maggio, suo cugino, di cui si fida ciecamente, compie l’azione più atroce che un uomo possa rivolgere nei confronti di una donna: abusa di lei.
Sofia sarà costretta ad allontanarsi per un pò, nell’intento di mettere a tacere le malelingue. Passano, invece, quattro lunghi anni in cui, rimane sola a combattere i suoi demoni. Il destino la rivuole a Palermo per lavoro. Qui, riprende la sua vita da dove l’ha lasciata. Affronta il suo passato, gli amici che l’hanno rinnegata e ritrova l’amore per Marco, che non aveva rivelato allora ma che ha conservato dentro di lei per tutto questo tempo. E’ dunque una storia di rinascita. Il riscatto che ognuna di noi vorrebbe per sè. Sofia è forte, è una donna che riscopre l’amore e il desiderio e che è disposta a tutto, pur di riavere indietro, la vita che aveva.

6) La Sicilia è la terra che fa da sfondo alla vicenda. Come mai l’hai scelta?
Come vi ho anticipato prima, la storia narra di un abuso familiare e della conseguente omertà, che spesso segue questi episodi abominevoli. Sovente, si tende più a proteggere il carnefice che la vittima. Si vive la vergogna più che lo sdegno. La voglia di ambientarlo nella mia Palermo, è nata dal desiderio che avevo di descrivere un ambiente profondamente mio, di farlo conoscere per la bellezza dei suoi posti e per la giovialità della sua gente. Farvi immaginare i colori, gli odori e parte dell’amore che nutro per la mia Sicilia, era il mio intento più grande, secondo soltanto all’argomento sociale che volevo proporre.

7) Perché un lettore dovrebbe leggere il tuo romanzo?
Bella domanda, m non ho una risposta. Sinceramente, non so perchè dovreste leggermi. Posso solo dire che quando scrivo ci metto il cuore e, che lo faccio con onestà intellettuale, cercando di fare un buon lavoro nel rispetto del lettore. Il mio desiderio è che vi rimanga qualcosa, che possiate emozionarvi almeno quanto me quando scrivo le mie storie. Questo è l’augurio che faccio a me stessa ogni giorno e che oggi giro a voi: che non perdiate mai la voglia di lasciarvi stupire.

8) Scrivi un link dove ti possano trovare.

Mi potete trovare sulla mia pagina fb:
https://www.facebook.com/pages/Sara-Purpura-Autrice/1512989125508118?fref=ts
I miei lavori, invece, li trovate su Amazon, Kobo, LaFeltrinelli e Inmondadori:
Profumo di zagara

AMAZON: http://www.amazon.it/Profumo-Zagara-Romance-Sara-Purpura-ebook/dp/B00K1PMZ2K/ref=sr_1_4?s=books&ie=UTF8&qid=1398975705&sr=1-4&keywords=profumo+di+zagara

KOBO: http://store.kobobooks.com/it-IT/ebook/profumo-di-zagara

InMONDADORI: http://www.inmondadori.it/Profumo-di-Zagara-Sara-Purpura/eai978889876922/

LaFELTRINELLI: http://www.lafeltrinelli.it/products/9788898769223/Profumo_di_Zagara/Sara_Purpura.html

Oltre il buio
AMAZON: http://www.amazon.it/Oltre-buio-Romance-Sara-Purpura-ebook/dp/B00LLJGJ9A/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1404806404&sr=8-2&keywords=oltre+il+buio+sara+purpura
KOBO: http://www.kobobooks.it/ebook/Oltre-il-buio/book-zGlhMcBfCkON_9g2n7npNQ/page1.html
InMONDADORI: http://www.inmondadori.it/Oltre-il-buio-Sara-Purpura/eai978889876920/
LaFELTRINELLI: http://www.lafeltrinelli.it/ebook/sara-purpura/oltre-buio/9788898769209

Ti ringrazio per la bella intervista e saluto, con affetto, tutti i tuoi lettori.