Recensione del libro “Il silenzio del peccato” di Linda Bertasi

Ciao, mondo. Oggi vi segnalo un libro di cui ho fatto la recensione: “Il silenzio del peccato” dell’autrice Linda Bertasi. Comincio col scrivere qualche dato, a cui seguirà il mio pensiero personale.

Titolo: Il silenzio del peccato
Autrice: Linda Bertasi
Casa Editrice: Delos Digital
Prezzo: 2,99
In tutti gli store online
Link di Amazon: https://www.amazon.it/silenzio-del-peccato-Senza-sfumature-ebook/dp/B01710SPJE/ref=sr_1_5?ie=UTF8&qid=1497260783&sr=8-5&keywords=linda+bertasi
Sinossi: ROMANZO BREVE (99 pagine) – ROMANCE – Nell’Inghilterra di Enrico VIII una storia di seduzione e inganno, di passione e omertà, dove niente è come sembra. Una serva divisa tra un duca e un ricco avvocato, tormentata da incubi inspiegabili e da un desiderio proibito.

Essex 1522. Jane Rivers ha solo sedici anni quando incontra Charles Brandon, il duca di Suffolk. Una tempesta fortuita li costringerà a ripararsi in un capanno tra i boschi e la passione li travolgerà. Ma Jane è una serva e Charles un duca, non c’è spazio per l’amore. I genitori della ragazza, per nascondere l’onta, la costringeranno a un matrimonio riparatore con il promettente avvocato e amico di famiglia Richard Howard. Per Jane una nuova vita si profila all’orizzonte e una tenuta opulenta in cui trascorrerla. Ma cosa nasconde questa villa e perché un gentiluomo dovrebbe scegliere di dare scandalo e sposare una contadina? Cosa si cela dietro gli incubi che da anni tormentano Jane e che riaffioreranno non appena varcata la soglia di Manor House? Nell’Inghilterra di Enrico VIII tra seduzioni e inganni, una storia di passione e omertà che affonda le sue radici nel silenzio.
Estratti:


Biografia dell’autrice:
Linda Bertasi nasce nel 1978. Nel 2010 esordisce con il romance “Destino di un amore”, cui fanno seguito il paranormal-romance “Il rifugio – Un amore senza tempo” che le vale il secondo premio al concorso letterario “Valle Senio” 2012. Nel 2013 pubblica il romanzo storico “Il profumo del sud” che le vale la qualifica di Autore Commendevole al Premio Letterario Europeo “Massa”. Collabora con magazine, web-magazine, lit-blog e case editrici. È una delle fondatrici del gruppo “Io leggo il romanzo storico” ed è socia ordinaria EWWA. Sposata e con una figlia, vive nella provincia di Ferrara dove gestisce una piccola realtà commerciale

La mia recensione: Un romanzo storico ambientato nell’Inghilterra del ‘500, con protagonista una giovane di nome Jane.
Jane è povera, una plebea, ma nel corso della vita riceve le attenzioni di un duca e del re in persona. Ma se al secondo non può dire no, del primo si invaghisce, ricambiata.
Lasciata la corte, frequenta di nuovo il duca, finché non le è chiaro che l’uomo è il cognato del re, con degli obblighi verso la corona. Obblighi che non contemplano una povera contadinella come lei.
Così Jane accetta le decisioni della famiglia. Sarà felice? A questo non rispondo, lasciando a voi lettori il compito di scoprirlo.
Ma posso dirvi che, nel corso del libro, che procede per date, Jane scopre e ricorda anche episodi importanti della propria vita. C’è quindi una specie di storia nella storia, che si affianca alle reali vicende storiche che hanno coinvolto Enrico VIII e le sue donne.
Il romanzo è particolare e ben scritto, sebbene non troppo lungo. Le ricerche storiche sono minuziose. Sembra proprio di addentrarsi in quei tempi, grazie anche allo stile ricercato.
Avrete dunque capito che lo consiglio!

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L’Estremo Oriente come non l’avete mai letto: recensione di “Chariza. Il soffio del vento” di Francesca Angelinelli

Ciao, buon 2016 a tutti. Diciamo che non sto benissimo, mi sto ancora riprendendo dall’influenza, ma colgo l’occasione per inserire la recensione che ho fatto a “Chariza. Il soffio del vento” dell’autrice Francesca Angelinelli. La recensione la trovate anche su Amazon: http://www.amazon.it/Chariza-Il-soffio-del-vento-ebook/dp/B018M6ZM3I/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1452511194&sr=8-1&keywords=francesca+angelinelli
Cover chariza soffio del vento
A parte diverse raccolte di fumetti non avevo mai letto un romanzo suddiviso in due libri che parlasse del mondo orientale e di una donna guerriera come Chariza. Ero curiosa, devo dire la verità, anche perché in Italia è raro trovare chi decida di addentrarsi in temi simili. Ecco, non sta a me dire se le informazioni scritte corrispondano o meno all’impero giapponese del periodo in cui la storia è ambientata, perché non ne so quasi niente, ma posso dire che ho trovato i volumi molto accurati, sicuramente frutto di uno studio approfondito unito a una grande fantasia e immaginazione. Sembra tutto molto vero, reale, senza nemmeno lasciarti il dubbio che le cose siano state un po’ diverse a quei tempi. La scrittura dell’autrice è quindi molto studiata, senza lasciare nulla al caso. Difatti non ci sono sviste. E anche le descrizioni sono ugualmente precise e ben descritte sia per quanto riguarda i personaggi che i paesaggi, cosa che non è sempre facile da fare. E’ impressionante come ogni dettaglio sia rappresentato nei minimi particolari, tanto che ti sembra di patire il freddo o la paura insieme ai personaggi. Bella anche l’idea di far difendere il piccolo Suzume, figlio del Drago D’Oro, da Chariza appunto; una degna guerriera che è attenta, furba e forte. Ma, come tutte le donne, anche lei nasconde dentro di sé una parte romantica che verrà fuori, nonostante sia preda di una maledizione e non ci siano le premesse per un futuro sentimentale roseo. Come andrà a finire? Per saperlo non mi resta che consigliarvi la lettura.

Il booktrailer del mio ebook “La voce del sentimento” e una lunga recensione

Intanto che sto ultimando l’editing di altri 2 libri, grazie a Deborah Fasola è visibile su YouTube il booktrailer del mio libro “La voce del sentimento”. Lo inserisco qui. E a seguire la lunga recensione di Carlo Menzinger.

http://carlomenzinger.wordpress.com/2014/10/08/quattro-storie-damore/
Ho conosciuto Evelyn Storm quando ha partecipato, come illustratrice alla “gallery novel” “Jacopo Flammer nella terra dei suricati”. Quando ho scoperto che questa ragazza, oltre a disegnare, aveva anche scritto un libro, incuriosito dalla sua versatilità, ho voluto leggerlo. 51SkAkJx0DL__AA258_PIkin4,BottomRight,-36,22_AA280_SH20_OU29_
Evelyn Storm nel volume intitolato “La voce del sentimento”, tramite quattro racconti lunghi, quasi con il respiro del romanzo breve, ci parla dell’amore sentimentale.

Il primo (“Ricominciare”) è una bella storia sui sensi di colpa. Una storia ambientata ai giorni nostri, prevalentemente in un bosco, luogo che trasporta la narrazione in una dimensione atemporale, in cui quello che conta non è il contesto ma, soprattutto, le emozioni dei personaggi, innanzitutto la protagonista che vediamo prima bambina alle prese con il senso di colpa per la morte del proprio gatto, quando comincia a stringere la sua amicizia con l’amato Roberto. La ritroveremo poi, anni dopo, sempre con Roberto durante un incidente nel bosco, che sarà causa per la ragazza di assai maggiori sensi di colpa. Questi affliggono anche un altro Roberto, del tutto uguale al primo, fino al punto di spingerlo a rivelarsi alla giovane, tre anni dopo, nel solito bosco. Chi è questo secondo Roberto? Stesso nome, stessa età, stesso aspetto, stesso profumo. È il primo Roberto morto nel bosco che ritorna? È un “regalo” del primo Roberto alla sua amata, come lei vorrebbe credere? È un pazzo psicotico che intende perseguitarla? È un nuovo amore che nasce dai sensi di colpa per superarli? È una proiezione di una memoria impazzita? Una metafora? Questa figura enigmatica, figlia del senso di colpa, penso, valga la lettura dell’intero volume e ci fa sperare in altre sorprese soprannaturali.

Non stupisce, dunque, che la seconda storia (“Patto di sangue”) narri di vampiri, demoni, streghe, fate, in una vicenda che inizia nel medioevo e si prolunga fino ai giorni nostri. Più che dalle parti del romanzo gotico alla Lord Byron, Polidori, Stoker, Le Fanu, Mistrali o magari della Rice siamo nel territorio delle avventure amorose dei vampiri della Meyer, nuovo filone romantico rosso sangue che da qualche anno imperversa e in cui le creature della notte non sono più apportatrici di orrore e angoscia come nel XIX secolo, ma amanti sanguinari e pericolosi. Qui non appare centrale l’amore di una mortale con un vampiro alla McCullen, ma quello di una vampira con un demone e ci si stupisce di vedere le prodezze di due amanti tanto immortali e feroci, consumarsi, dopo un classico corteggiamento, tra domestiche doccia e camera da letto, anziché su letti di lava infuocata o nel ribollir sulfureo di qualche solfatara, segno di una sempre crescente umanizzazione di queste creature la cui evoluzione letteraria ha ormai reso non più tanto oscure. evelyn s

Il terzo racconto (“Destini incrociati”) narra di un ragazzino, considerato un po’ effeminato, che si dibatte tra i suoi due grandi desideri: diventare un ballerino hip-hop e trovare l’anima gemella. Riuscirà a esaudire il secondo, grazie a una splendida ragazza russa che, solo per un attimo vedremo vacillare lasciandosi sfuggire una frase da pazza, che già ci fa immaginare il protagonista vittima di sue follie future, ma il ragazzino sorriderà, considerando questa piccola pazzia un segno di “umanità” della ragazza e in breve la storia scivolerà verso un inatteso lieto fine, seppure aperto verso un futuro che, si spera, potrebbe mostrarsi incerto. Attendiamo speranzosi un sequel dagli sviluppi horror! evelyn_storm_copia
Il quarto racconto (“Amore, desiderio e… ghiaccio”) ci mostra una ragazzetta che viene aiutata nel corso di una lite con il fidanzato, di cui vorrebbe liberarsi, da un tipo prestante e dai suoi cinque amici. Il moderno cavaliere dall’armatura scintillante (metaforicamente parlando) ne catturerà subito il cuore, nonostante un atteggiamento un po’ tracotante, di uno che sembra guardare il mondo dall’alto e con i suoi suggerimenti sembra quasi la leggendaria Maria Antonietta che consigliava al popolo senza pane di mangiare brioches. Eppure, questa figura comparsa dal nulla, si rivelerà per la ragazza l’amore della sua vita, oltre che, come lei, un amante del pattinaggio su ghiaccio. Sarà tramite un travestimento (guarda caso vampiresco) che riuscirà a rapirle il cuore.
Insomma, quattro storie che ci parlano della nascita dell’amore, un amore spesso adolescenziale (anche quando riguarda esseri immortali con centinaia d’anni alle spalle, ma aspetto da ragazzini), quattro storie che ci fanno credere, almeno per il tempo della lettura, che l’amore tra un ragazzo e una ragazza sia la cosa più importante del mondo.
“Ricominciare” è, secondo me, il migliore in assoluto e avrebbe meritato di diventare un romanzo autonomo e spero che questo possa ancora essere fatto.
Peccato poi per il titolo della raccolta, che sembra più quello di una silloge di poesie e che, mi pare, si memorizza male. Avrei preferito qualcosa di più incisivo.

La recensione di “Lacrima nera” di Reika Kell

Titolo: Lacrima nera
Autrice: Reika Kell
Formato: Solo e-book su Amazon
Trama: Cassie non sente la vita scorrerle dentro. Non avverte emozioni e tutto le sembra inutile e incolore. C’è solo una cosa che può liberarla da quella insopportabile apatia: il suicidio. Quando affonda la lametta nelle vene dei polsi, Cassie è lucida e decisa. Ma qualcosa non va esattamente come aveva previsto. Cassie si ritrova intrappolata in un altro mondo a lei sconosciuto, dal quale sembra impossibile scappare. Sesho è un villaggio di un pianeta lontano, con persone strane, ostili. Tutti sembrano temerla, come se fosse una “nemica”, e lei è sempre più confusa. Cosa le è accaduto dopo essersi tagliata le vene? Perché quella donna bizzarra, la capo-villaggio, vuole a tutti i costi che Cassie rimanga lì con loro? E perché Yaren, quel bellissimo ragazzo biondo che le fa da Guida, le infonde un senso di strana e piacevole fiducia? Come se non bastasse, qualcuno inizia a perseguitarla. Chi si cela dietro quel mantello nero e quei due occhi viola che trasudano negatività, ma dai quali Cassie si sente terribilmente attratta? Un pericolo inquietante minaccia la pace del villaggio, sotto due lune piene che presagiscono morte e distruzione. I Cacciatori promettono di liberare i Seshoiani dal male che incombe e Cassie deve rassegnarsi: tornare indietro, alla sua vita normale sulla Terra, non è più possibile. Tradimenti, inganni, segreti inconfessabili, amicizia, amore, passione. Sono tutti ingredienti di un cocktail pericoloso e letale. Lacrima nera. Cosa faresti se scoprissi che la tua anima nasconde un segreto?
Recensione: Ho divorato questo romanzo in pochi giorni. Non avendo letto la trama prima, ma incuriosita dal titolo, pensavo di addentrarmi in un mondo fantasy popolato di vampiri o mostri affini, una sorta di “The Vampire diaries” o “Twilight”, e invece mi sono sbagliata su tutta la linea. Cassie all’inizio della storia tenta il suicidio, atto estremo che dovrebbe mettere fine alla sua vita e quindi ad ogni possibile sviluppo della trama. Quale libro inizia con la fine della vita senza nemmeno aver avuto il tempo di conoscere la sua protagonista? Eppure, già da subito, il suo approccio coi lettori ti stimola a voler sapere di più, a scoprire dove la porterà la sua morte o la presunta morte. E difatti Cassie ci conduce, attraverso i suoi racconti in prima persona, su Sesho, una sorta di pianeta sconosciuto con nomi che mi hanno fatto immaginare il Giappone. Dopotutto, anche lo stesso nome dell’autrice mi evoca l’Oriente. Quindi un doppio stravolgimento rispetto alle solite accademie o scuole dove il bellone e tenebroso di turno si imbatte nell’umana indifesa e colpita al cuore dall’amore impossibile per lui. Ma, ad essere sincera, all’inizio questo salto temporale in un altro mondo mi ha lasciata un po’ interdetta. Nel senso che, se dalle prime pagine, prima del suicidio, pensavo che avrei “vissuto” con Cassie le sue giornate tra l’università, gli amici e la famiglia, alcuni personaggi bizzarri di Sesho non mi hanno fatto impazzire subito. Ho pensato di tutto, ma poi mi sono arresa alla lettura e non ho sbagliato affatto. Pian piano mi sono affezionata a quel mondo, ai suoi personaggi, non rimpiangendo più quello che sarebbe potuto essere sulla Terra. Merito di questo è dell’autrice. La Kell ha saputo dosare le parole, non svelando tutto subito, ma pian piano e dove occorre. Ha descritto i vari personaggi, gli stati d’animo, le battaglie, con tutti i dettagli necessari, facendo immaginare al lettore il mondo da lei creato come se l’avesse davanti agli occhi. Non manca nulla, come dico spesso io, e anche di più, dal momento che ogni vita, ogni luogo, ogni esperienza vissuta porta con sè un universo inesplorato da scoprire, da apprezzare, da amare o da temere. Ho anche apprezzato i colpi di scena, l’azione, le “inversioni” di carattere di alcuni personaggi, i diversi sentimenti che Cassie prova per ognuno, i racconti di vita scritti in prima persona anche dal misterioso ragazzo dagli occhi viola, al pari del finale. Finale che speravo diverso, ma che ho apprezzato comunque per quello che è.
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La recensione di “Uno studio in vapore” di Letizia Loi

Titolo: Uno studio in vapore
Autrice: Letizia Loi
Casa editrice: Lite Editions
Trama: Una Londra vittoriana un po’ diversa dal solito, tra macchine a vapore e cittadini mutanti. Sherlock Holmes, su otto viscidi tentacoli, dovrà ritrovare una persona scomparsa, aiutato come sempre dal fido Dr. Watson. Le leggi stesse della natura e della società, però, sono cambiate e ci si trova a far fronte a situazioni impreviste.
Recensione: Trattandosi di un racconto non posso rivelare troppo. Mi limiterò a dire le sensazioni che ho provato leggendolo. L’autrice ha indubbiamente creato un mondo in chiaro stile steampunk, dando alla Londra vittoriana un’impronta futuristica voluta e molto diversa da come ci possiamo aspettare. Chi ama il genere troverà sicuramente una lettura che scorre e che stupisce, soprattutto leggendo la descrizione di Sherlock Holmes e il rapporto che ha instaurato con Watson. Rapporto che va oltre il lavoro. La Loi ha rimescolato le famose figure dei due, modellandoli a suo piacimento. E’ breve, certo, ma dopotutto sappiamo fin dall’inizio che si tratta di un racconto, e quindi si legge in fretta. Lo stile è scorrevole, la scrittura è minuziosa al pari delle descrizioni. E non mancano le situazioni impreviste dovute, come letto nella trama, alla scomparsa di… di chi? Leggetelo per scoprirlo.

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La recensione di “Vampire rock” di Luigi Milani by Evelyn Storm

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Titolo: Vampire rock
Autore: Luigi Milani
Casa editrice: La mela avvelenata
Numero pagine: 22
Trama: Willy e Tony, squinternati studenti universitari appassionati di letteratura gotica, fondano una Loggia poetica, “I Poeti Sanguinari”. Loro intento è non tanto la diffusione della poesia, quanto entrare in contatto con ignare, possibilmente procaci, studentesse per motivi facilmente intuibili. Con un colpo di fortuna entrano in contatto con Lilith Murray, celebre rockstar che si richiama apertamente all’iconografia vampirica. I ragazzi avranno l’onore di incontrare l’artista… E niente sarà più come prima.
Recensione: Due studenti come tanti, amanti del gotico e… del sesso facile. Con la loro Loggia poetica sperano di conquistare bellissime studentesse disinibite, ma tutto passa in secondo piano quando entrano in contatto con la seducente rockstar Lilith. Loro due pensano di fare una cosa a tre, peccato che la ragazza sia anche una vampira e abbia altre mire su di loro…

Recensione di “Red Passion” di Emma J. Olivares by Evelyn Storm

Red-Passion-Ouverture
Titolo: Red Passion – Ouverture
Autrice: Emma J. Olivares
Casa Editrice: La mela avvelenata
Collana: Free, Fantasy, Romance
Genere: Fantasy, romance, erotico
Formato: ePub

Trama: Alastair è un demone millenario sempre alla ricerca di nuovi adepti. Un giorno la sua caccia lo conduce al Bacio di Venere, il ritrovo della feccia della Grande Mela. Qui incontra Cassie, una bellissima spogliarellista dai capelli rosso fuoco. Il demone intuisce subito che quella ragazza ha le potenzialità per divenire una potente procacciatrice di anime e decide di irretirla sfruttando la lussuria che è capace di suscitare nell’altro sesso. Passione, inganno e desiderio. Sono questi gli ingredienti che vi lasceranno tutto il tempo con il fiato sospeso, perché non sempre quello che sembra corrisponde alla verità…
Recensione: Si tratta di un racconto breve, ma che da subito cattura lʼattenzione, merito del bellissimo e carismatico demone Alastair, millecinquecento anni portati bene, tanto che può tranquillamente passare per un trentenne. E dove si trova il demone? Al “Bacio di Venere”, night affollato da magnacci, cocainomani, escort e così via. Ovviamente trovarsi in quel covo di feccia umana per lui non è problema, tutt’al più che è lì in missione per una bellissima e sexy rossa, umana e spogliarellista sì, ma che secondo lui potrebbe divenire una formidabile procacciatrice di anime. Comʼè naturale Alastair cerca di sedurla… e ci riesce. Lʼapproccio parte addirittura da lei, che si presenta come Cassie e che lo prega di aspettarla. Una volta soli tra i due è passione allo stato puro, finché qualcosa cambia. Alastair gli rivela che non è un semplice umano, mentre Cassie… cosa farà quella conturbante femmina? Ovviamente non si può dire, ma non sarà tutto rose e fiori. Inoltre, aspettatevi una sorpresa anche sul finale. Un mix di attrazione, sesso, lotta, lussuria e inganno. Poche pagine ma da leggere tutte dʼun fiato, merito non solo di una trama ben studiata, che man mano che si prosegue si evolve in nuovi colpi di scena, ma scritta dosando perfettamente le parole e i dialoghi. Perfetto anche il titolo e la copertina, che a colpo dʼocchio, è piacevole e intrigante.

La mia recensione: “Sanne. So qual è il mio posto” di Giada Pedemonti

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Autore: Giada Pedemonti Editore: Gruppo Albatros Il filo Collana: Nuove Voci Pagine: 238 Prezzo: 16,50 Pubblicazione: 2011
Sinossi Loasie è un piccolo paese che si trova nelle regioni a sud di quel mondo disperso, Eilos, abitato da quattrocento anime, di cui centocinquanta bambini e ragazzi. Qui vive Sanne, una giovanissima ragazza, insieme alla sua sorellina Jenny e ai suoi genitori. La sua vita scorre tranquilla, tra la scuola, i pomeriggi passati a giocare con gli amici, le corse e i divertimenti. Fino a che qualcosa di strano comincia ad accadere: i suoi sogni iniziano a trasformarsi in vere e proprie visioni di un futuro, ahimè, non molto lontano. Sono visioni di guerre, battaglie, sfide cruente e sanguinose, in cui lei è una delle protagoniste, accanto a un altro ragazzo, Zhann, un giovane guerriero che guida un piccolo gruppo di combattenti con l’obiettivo di riportare pace e serenità nel mondo. Riuscirà la nostra protagonista a svolgere il ruolo che le è stato affidato dal destino? Sarà in grado di sconfiggere il male che incombe sulle vite di tutti quanti?
Recensione Il romanzo si apre con un prologo che già entra nel vivo del tema principale di tutta la storia, e cioè il dover combattere per una causa “buona”, ossia difendere gli innocenti dai feroci assalitori. Ci mostra la distruzione e un fuoco. Difatti le fiamme hanno distrutto l’accampamento, le vedette sono state uccise, in trenta si sono avvicinati alle tende. Gli altri, in quaranta tra ragazzi e ragazze, sono tutti sotto la guida del giovane e biondo Zhann. Mentre i nemici sono i terribili Azahi, guerrieri che hanno iniziato la conquista tre anni prima, quando la protagonista, Sanne, aveva solo dodici anni. I nostri, se così possiamo chiamarli, camminano tra i morti che devono essere bruciati. Fatto questo, Zhann dice agli altri di riposarsi perché al tramonto si metteranno in marcia verso la prossima postazione. Quindi se ne va con lei. Ed ecco che la storia ha inizio per “voce” della protagonista che, in prima persona e in un tempo passato, ci racconta gli sviluppi incredibili che ha avuto la sua vita, e che cominciano da lei studentessa che al mercoledì va al mercato del suo paese, Loasie, mentre quando si addormenta sogna proprio Zhann tra gli altri, e sogna se stessa più grande. Spesso i sogni si alternano a quella che è la vita di Sanne, e difatti, torniamo a Loasie. Sanne non smette di salire ogni sera sul tetto di casa sua, perché le volte che non l’ha fatto, i sogni non sono comparsi. Questi stessi sogni sono iniziati proprio la prima volta che è salita sul tetto, e ci sono ogni notte, anche se la maggior parte delle volte la mattina non ricorda niente. Ma i giorni nel suo paese sono senza attrattive, rispetto ai sogni che paiono reali. Smette così anche di frequentare gli amici, nessuno tiene veramente a lei, e litiga con i genitori perché secondo loro quello che esiste oltre Loasie e che vede dal tetto non è affar suo. Sanne deve sfogarsi e, seppure abbia una sorella più piccola, Jenny, scrive su un diario cosa succede nei sogni sui campi di battaglia. Credere a ciò che vede in sogno è sempre più facile, osservando le luci delle città spegnersi come candele. Si spengono insieme alla vita della città a cui appartengono. Intanto qualcosa succede. Due oggetti che suo padre le ha regalato si trasformano in una spada e in una scure bellissime. I sogni la colgono anche di giorno. Se vuole osservare le luci lontane senza destare sospetti nei suoi deve uscire con gli amici, così da trovare un altro posto da cui osservare i monti. E a scuola fa amicizia con Megan, anche se aspetta il momento giusto per uscire dal gruppo, e che arriva, seppure debba farsi male ad una gamba. Giunge poi a casa ferita e Jenny l’aiuta. Sanne le racconta che Loasie non durerà a lungo e di non andare mai in giro senza armi addosso. Ma Jenny sa già che la caduta del loro paese avverrà presto, sa dei suoi sogni, e le dice che entrambe sono speciali. É il momento delle confidenze anche sugli Azahi; confidenze che però non devono essere diffuse alla gente o agli amici o regnerà il caos, l’odio e la paura. Sanne le dice che i suoi sogni sono il futuro a ritroso, quindi è al corrente che sarà l’unica a poter sopravvivere, anche se farà di tutto per salvarla. Al termine, sorretta dalla sorella, Sanne si prepara alla battaglia. Arrivano le tre di notte. Sanne mormora “Azzuhen” come se quel nome l’avesse saputo da sempre e si perde nei sogni su Zhann e gli altri, ma lei non è presente. Poi sogna ancora una creatura alata, un drago, in agonia. E il risveglio non è dei migliori. Ha una visione e capisce che le truppe di cui fa parte forse non arriveranno in tempo e che i nemici sono quasi lì. Ecco perché nel suo sogno lei non c’era, perché stava sognando il presente. E il presente è pieno di Azahi che uccidono, che danno fuoco, che trasportano uomini svenuti che diventeranno schiavi. Quando sta per salvare la sua amica Megan, vede Zhann dall’alto e perde la presa sul corpo dell’amica che viene uccisa. E anche l’amata sorella muore, dicendole che un giorno tornerà. Ovviamente la furia di Sanne a quel punto è comprensibile, anche se precipita anch’essa a terra, sollevata proprio da Zhann. Da questo momento per Sanne inizia una nuova vita, un nuovo e lungo percorso da guerriera, insieme a nuovi compagni, a nuovi amici, ad un drago, con i quali inizierà tante avventure volte ad unico scopo comune. Le domande sono tante, ma rispondere già ora significherebbe privare i lettori del piacere di addentrarsi nel mondo della protagonista, con tutti i suoi pro e contro. Fino all’ultimo le scoperte non mancano, la quiete poco presente, perché sempre qualcosa accade. L’autrice non fa mancare nulla al suo testo, affrontando tutti i temi possibili, anche quelli non propriamente femminili. Quindi, una grande inventiva per un libro ricco di suspense, battaglie, amicizie, e chi più ne ha più ne metta. Infine, anche il finale rivela una sorpresa, facendoci intendere che le avventure di Sanne non sono di certo finite!

La mia recensione: “Quando l’oscurità avanza” di Lucrezia Sordelli

Recensione: “Quando l’oscurità avanza” di Lucrezia Sordelli.

http://www.polvereallapolvere.net/2012/02/recensione-quando-loscurita-avanza-di.html?spref=fb

Titolo: Quando l’oscurità avanza Autore: Lucrezia Sordelli Editore: Arduino Sacco Pagine: 122 Prezzo: 13,50 euro Pubblicazione: 2010
Sinossi Una panoramica delle sensazioni umane. Qualcosa di poco comune, ma di esistente. Attraverso situazioni estreme o surreali, un viaggio di sola andata verso la parte più infida e oscura che ognuno di noi cerca di celare.
RecensioneSi leggono d’un fiato i 29 racconti noir di Lucrezia Sordelli, e soprattutto perché stesi in una forma che riassume il racconto alla poesia. Di sicuro un’idea originale e un buon metodo per non stancare il lettore, tenendolo sul filo del rasoio, impotente, a leggere gli argomenti che, come dice il titolo, hanno come tema centrale l’oscurità. Oscurità che può essere l’ombra, la morte, il sangue, i vampiri e tanto altro. Inoltre, come dice la stessa Sordelli, le frasi sono volutamente brevi, concise, intense, per dare un ritmo veloce ai testi. Anzi, a volte la lettura si fa talmente potente, energica, efficace e rapida che si vorrebbe saperne di più. Perché, diciamocelo, sono racconti coinvolgenti, forse quelli che attirano di più l’immaginario collettivo e che si fanno leggere da tutti, anche da chi non legge il genere trattato. Forse con un occhio di riguardo per i più giovani e i più facilmente impressionabili. A proposito dei temi trattati, non si può certo dire che l’autrice abbia avuto dei freni. Tutt’altro. Il sangue è più volte preso in considerazione, al pari dei vampiri. Ma al di là del fantastico, temi sempre attuali come la violenza fisica, la follia che spinge i serial killer ad uccidere le loro vittime, il suicidio, non mancano. Questo potrebbe far storcere il naso ai benpensanti, e invece, seppure bisogna ammettere che alcuni racconti siano crudeli, forti, esagerati, altri sono scritti talmente bene da indurre a leggerli e rileggerli affinché rimangano impressi nella mente. Il merito è delle parole usate, e che di certo non sono le prime o prese a caso, ma sono il frutto di riflessioni profonde, forse persino più vecchie della loro giovane autrice. Infine, non bisogna dare nulla per scontato, come pensare di aver capito tutto, perché pur sempre restando fedele alla trama, ci si può imbattere in un qualcosa di diverso. Tanto per fare un esempio, prendo in prestito alcune frasi sparse di “Eternamente tu”, dedicata alla morte. “Le lacrime scendono, rigano un volto sfigurato dal tempo. Il tempo trascorso ad aspettarla, con quel bruciante desiderio di abbracciarla e di essere cullata tra le sue braccia. Ma lei non giunge.

Pensi a questa vita. Amara vita, vita di rimpianti vissuta negli infidi pregiudizi del prossimo. Amara sofferenza, teatro di orrori, palcoscenico blasfemo di anime che si contorcono in una volgare danza di braccia e gambe, corpi e lingue.
Compiacermi nel mio dispiacere. Aspetti che il tempo aggiusti le cose. Ma esso che altro è se non un bruciante gioco, ingannevole e meschino? Nel tempo cresciamo, scopriamo, impariamo e amiamo. Ah l’aspro amore, amore beffardo, amore ingenuo, amore testardo, amore tenero. Amore crudele. Ferita nell’anima. Incurabile. Amore che piacque e piace all’umana stirpe, amore che non tange un’anima persa nell’oblio dei pensieri. Amore che conquista, amore che fa disperare. Amore che ammalia, amore che crea, amore che distrugge.
Amate allora, anime profane, il raggio di sole che illumina il sorriso di una persona stanca e appesantita dai doveri della vita, e ne rimarrete confusi.
Amate la finzione. Sì, forza, fingete. Fingete che tutto andrà bene, che tutto sarà eterno. Ma solo una cosa è eterna. Oh sì, così eterno è il viso di colei che nei nostri animi mai si cela. Colei che mai dà, ma che prende. Colei che è la mano sinistra di Dio. Eternamente tu, mia Morte.”
Non credo serva a molto aggiungere altro, perché tutto si commenta da solo. L’unico neo del libro? Forse la brevità. O forse è tutto fatto apposta, per indurre i futuri lettori a sperare in altre riflessioni, in altri pensieri, in altre oscure verità.

“Non credevo di trovarti su Facebook” di Stefano Pietri – la mia scheda libro

Pubblico la scheda libro di Stefano Pietri. Articolo pubblicato su “Ginger Generation”:

http://www.gingergeneration.it/n/non-credevo-di-trovarti-su-facebook-il-romanzo-di-stefano-pietri-82814-n.htm

Dopo tante donne scrittrici, è anche bello poter leggere un libro scritto da un uomo, Stefano Pietri. Ecco perché siamo qui a presentare il suo libro Non credevo di trovarti su Facebook.

Uscito nel 2011 ed edito da Aletti Editore nella collana Gli emersi – Narrativa, Non credevo di incontrarti su Facebook ha 272 pagine e costa 15,50 euro. Si tratta di un libro che, oltre a riscontrare pareri positivi nei giovanissimi, piace anche a chi ha tra i 30 e i 50 anni. Quindi un pubblico davvero variegato per un romanzo dalle mille emozioni. Volete saperne di più? Continuate a leggere il seguito.

La descrizione del romanzo

Il personaggio principale del libro è un quarantenne che, attraverso Facebook, ritrova una giovane ed affascinante donna, Ylenia, sua prima fidanzatina di quand’erano bambini. Le chiede l’amicizia ed inizia lo scambio di messaggi che porterà i due a rivedersi dopo tanti anni. Il racconto si sviluppa sul rapporto che, inaspettatamente, nasce davvero e si sviluppa in un’altalena di emozioni, sensi di colpa e mistero. Il protagonista si trova a vivere un’ambivalenza di azioni e sentimenti in bilico tra la sua compagna, Luna, e Ylenia, la bellissima e misteriosa fidanzatina che non gli ha detto tutta la verità. Non credevo di trovarti su Facebook analizza in modo intelligente la trasformazione dei linguaggi e dei comportamenti sociali indotti dalla diffusione sempre più ampia di specchi virtuali, fatti di ritocchi continui alla rappresentazione di se stessi.

Qualche news sull’autore

Stefano Pietri è nato e vive a Roma. Lavora in un’azienda di telecomunicazioni. Prima e dopo, scrive. Ha pubblicato il suo primo romanzo Uozzamericanboys nel 2007 con Edizioni Tracce, oltre ad essere un giornalista pubblicista. Sempre nel 2007, il suo racconto Un Tombolino in America è stato premiato su http://www.7mates.com.

Come al solito, mi sembra che ci sia tanto da dire e tanto da commentare. Se volete dire la vostra, siete i benvenuti!